Storia e mitologia
Mito della spada giapponese
IL MITO
Narra il Kojiki, libro fondamentale dello Shintoismo, che il dio Susanoo, principe delle isole nipponiche, vi venne esiliato nella regione di izumo. Qui uccise un drago dalle otto teste, nella cui coda trovò un grande spada che si chiamava Tsumugari (la Ben Affilata).
Consegnò la spada alla dea solare Amaterasu che la donò al nipote Ninigi allorchè questi discese dal cielo per governare il Giappone.
La spada venne poi ereditata dagli Imperatori, il decimodei quali di nome Suigin, la fece deporre nel tempio di
Ise.
Quando il principe Yamato Takeru, figlio del 14° Imperatore, partì in guerra contro gli Ainu, si fece consegnare la spada e la portò con se. Un giorno i nemici attrassero il principe in una grande prateria e diedero fuoco alle sterpaglie, mettendolo in grande pericolo.
Il principe falciò prontamente l'erba con la spada (o fu essa a farlo per magia...) creandosi un varco sicuro verso la salvezza.
Da quel giorno la spada si chiamò Kusanagi-no-Tsurugi (spada falciatrice d'erba).
E' curioso che questa spada provenga proprio dalla regione di Izumo, un tempo ricchissima di minerali ferrosi di primaria qualità.
Essa viene consegnata agli Imperatori del Giappone il giorno della loro inconorazione, assieme allo "specchio" ed alla 2gemma", simboli di Amaterasu ed oggi i tre simboli Imperiali.
LE ORIGINI
Con l'invasione della Corea nel 362 d.C. i Giapponesi conobbero i principi cinesi della lavorazione del ferro e l'uso delle armi di tale materiale. Principalmente spade diritte ad un solo taglio, che andavano a sostituire quelle in pietra ed in bronzo.
Sul finire del IV Sec. d.C. il Giappone diede avvio ad una propria produzione di lame in ferro, mettendo a punto proprie tecniche di lavorazione, sviluppando forme e tipologia assolutamente originali.
Uno dei primi accenni in Europa alle spade giapponesi lo si deve al mercante fiorentino Francesco Carletti (1573-1636) che le chiama "catane", riferendo che i giapponesi ne facevano gran conto. La spada non era solo un'arma, ma anche un oggetto d'arte, tanto che oggi si definiscono Bijutsu Token (spade d'arte) e sono oggetto di accanito collezionismo sia in Giappone che in Occidente
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