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Kantei Kanshō I.N.T.K. – 16 maggio 2026, Sesto Fiorentino (FI)

La spada della provincia di Musashi: l’I.N.T.K. celebra la Scuola Shitahara nel ricordo del Maestro Karita

Si è concluso con grande successo l’ultimo incontro culturale dell’I.N.T.K., svoltosi sabato 16 maggio nella consueta e accogliente cornice di Casa Guidi a Sesto Fiorentino. L’evento, imperniato sulla riscoperta di una tradizione di forgiatura fortemente pragmatica ed essenziale, è stato dedicato alla memoria del compianto Maestro Naoji Karita, figura cardine per l’associazione e per lo studio della nihontō in Italia.

La sessione mattutina ha visto come protagonisti Francesco Marinelli e Manuel Coden, che hanno guidato i presenti in un’approfondita conferenza dedicata alla Scuola Shitahara. Per secoli, il distretto di Shitahara è stato il vero cuore pulsante dell’attività metallurgica dell’antica provincia di Musashi (corrispondente all’odierna area metropolitana di Tōkyō). Le sue lame, sebbene talvolta meno celebrate rispetto ad altre tradizioni, incarnano la spada concepita per il reale utilizzo sul campo di battaglia: manufatti solidi, privi di fronzoli e strutturati per la massima efficacia.

La spiegazione teorica è stata supportata dalla proiezione di slide ricche di immagini e, soprattutto, di preziosi contributi video appositamente tradotti. In questi filmati, il compianto Maestro Naoji Karita mostrava in prima persona le caratteristiche cruciali di questa scuola; attraverso i modelli, il Sensei ha guidato virtualmente i presenti nell’identificazione della tipica trama dell’acciaio, la celebre shitahara hada, svelandone i segreti costruttivi.

L’incontro è stato impreziosito dalla presentazione del nuovo libro curato proprio da Francesco. Il volume nasce dall’esigenza di colmare un vuoto divulgativo in occidente, rendendo accessibili materiali storici complessi. Il fulcro del lavoro è la traduzione del “Bushū Shitahara Tō Zufu”, testo di riferimento assoluto per questa scuola. Il libro si arricchisce inoltre di un apparato iconografico straordinario: immagini tratte dall’opera originale, materiali di esposizioni dedicate, preziosi oshigata realizzati dallo stesso Sensei Naoji Karita e dettagliate fotografie scattate durante il delicato processo di politura (togishi) a opera del Maestro Massimo Rossi. Un’opera concepita non come trattato esaustivo, ma come uno strumento vivo per praticanti, studiosi e appassionati desiderosi di affinare l’apprezzamento estetico e tecnico di queste lame.

A coronamento della parte teorica, la mattinata si è chiusa con una sessione di kanshō (osservazione guidata), durante la quale i partecipanti hanno potuto analizzare da vicino tre lame rappresentative della tradizione Shitahara, mettendone a confronto le caratteristiche peculiari, le trame dell’acciaio (jitetsu) e le linee di tempra (hamon).


Katana firmata Yasushige (nidai)

Wakizashi mumei (attribuito da NBTHK a Terushige)

Jumonji yari firmata di Nanki Yasushige (nei giorni successivi all’incontro Massimo Rossi ha terminato il complesso lavoro di politura rendendo così una nuova vita alla lama)

Foto varie durante lo studio:

Dopo la pausa, i lavori sono ripresi nel pomeriggio con la consueta riunione associativa, presieduta dal Presidente Gianluca Venier. È stato un importante momento di confronto per l’associazione, sul prossimo viaggio in Giappone, sui progetti editoriali in corso e sulle prossime iniziative culturali sul territorio.

Francesco Marinelli ha colto l’occasione per mostrare l’oshigata da lui realizzato, che ha vinto il premio “Kasaku” nel contest NBSK 2025. A seguito della premiazione, l’opera è stata esposta prima al Tetsu Museum di Sakaki-machi (Nagano), poi presso la prestigiosa sala dei tesori del Meiji Jingu (Tokyo). Le tecniche utilizzate per la realizzazione di questo disegno – ha spiegato Francesco – sono state apprese direttamente dal sensei Karita durante il corso organizzato da INTK presso il suo laboratorio a Tachikawa nel 2017.

L’incontro si è concluso con una sessione di studio guidata da Massimo Rossi, inaugurando così una nuova iniziativa “porta e spiega”. Oggetto dell’analisi è stata una straordinaria lama appena rientrata dal Giappone, ex collezione Hideki Hosokawa, che ha offerto un perfetto caso studio di critica attributiva. La spada presenta infatti una doppia autorevole expertise che la riconduce fermamente alla tradizione Yamato del periodo Nanbokuchō (1336–1392): da un lato una certificazione NBTHK che la identifica come scuola Ko Uda (ramo della tradizione Yamato trasferitosi nella provincia di Etchū), dall’altro un prestigioso sayagaki (iscrizione autenticata sul fodero di riposo in legno) firmato da Tanobe-sensei, che ne attribuisce la paternità alla scuola Senjuin (la più antica delle cinque scuole di Nara). I soci hanno così potuto approfondire le sottili sfumature stilistiche che accomunano queste due celebri linee di forgiatura della tradizione classica.


Con questo appuntamento, l’I.N.T.K. non solo ha onorato la memoria del Maestro Karita attraverso il perseguimento del rigore scientifico che lo contraddistingueva, ma ha aggiunto un nuovo, importante tassello alla conoscenza della spada d’arte giapponese in Italia.