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GTO

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messaggi di GTO


  1. Sul ninjutsu vs budo-taijutsu è stato già detto tutto da Sandro, Saizo e Shiken.

    Il concetto stesso di Bu-DO ha per definizione una finalità non necessariamente pragmatica.

     

    Pertando ribadisco solo i concetti espressi, perdonatemi la ridondanza :

    - Il ninjutsu non è un'arte marziale.

    - Se stai praticando un'arte marziale col nome di ninjutsu non stai di fatto praticando ninjutsu.

    - Non è mai esistita un'arte marziale ninja esistevano eventualmente arti marziali praticate - anche - dai ninja.

    - Il bravo ninja se davvero tale non aveva alcuna necessità di combattere, non era il suo compito, anzi potenzialmente un demerito.

    - Il ninja non era uno status sociale ma una specializzazione che prescindeva dallo status sociale.

    - Ninpo e Ninjutsu non sono sinonimi, è un fraintendimento comune ai giorni nostri.

     

    Detto ciò è probabile trovare elementi di ninjutsu nelle koryu, per far sopravvivere una scuola nei secoli la sola abilità marziale non è sufficiente, perciò a chi vorrebbe accostarsi al ninjutsu personalmente consiglio di accostarsi ad una koryu che offre sicuramente un bagaglio tecnico e teorico di qualità. Studiare (non praticare !) il ninjutsu oggi è comunque possibile in primis attraverso l'analisi dei testi e reperti pervenutici, anche se praticamente è per lo più obsoleto (= noioso), rimane una disciplina complessa e ricca di interessanti insegnamenti che sono fonte di arricchimento almeno a livello culturale.

     

    GTO


  2. Grazie della conferma, ne avevamo già parlato in qualche altra discussione. Per l'olio pienamente daccordo, anche se forse in giappone l'umidità nei periodi estivi è ben più alta di quella in italia, è comunque meglio esser cauti, poi non credo ci siano tanti possessori di teche con umidità controllata in italia.

     

    GTO


  3. @ Massimo57 premesso che in questo forum non si tratta di repliche da pratica ma di autentiche spade giapponesi, io utilizzo una di quelle economiche del sito da te postato per lo iai, mi trovo bene, per quello che è: un attrezzo con cui allenarmi senza troppa paura che si possa rovinare (e nel caso si butta e pace). Ho avuto Hanwei e Chennes e se dovessi spendere qualcosa in più oggi prenderei le Kaneie. Fine OT, torniamo a parlare di nihonto ! ;-D


  4. Non è mai bene parlare di prezzi e generalizzare ogni lama ha il suo valore che non dipende esclusivamente dalle caratteristiche della lama ma anche da quanto la si desidera, è molto soggettivo.

     

    Sono daccordo con Alex che Nihonto e Gunto sono cose diverse e devono essere inquadrate nella giusta ottica. Non è auspicabile studiare l'uno attraverso l'altro ovviamente. Personalmente le NCO non mi piacciono, davvero troppo industriali per i miei gusti, al contrario gunto realizzati con metodi semi-tradizionali e tempra ad olio, li trovo molto interessanti e non paragonabili alle repliche cinesi e cambogiane.

     

    Mauri ricordava di leggersi qualche articolo, c'è stato uno studio per ottimizzare queste bistrattate lame. Sebbene non siano nihonto in senso stretto in alcune si può apprezzare anche un bell'hamon che fa trasparire la bravura dell'artigiano che pur in tempo di guerra non ha messo da parte la dignità della sua arte.

     

    GTO


  5. Perfettamente daccordo per quanto riguarda il fattore economico, visto che le repliche cinesi costano anche di più.

    Ovviamente nulla a che vedere per metodo di realizzazione con le nihonto, ma se vuoi una lama giapponese o prendi un wakizashi messo più o meno bene o ti prendi un gunto a parità di prezzo (anche se qui parlare di prezzi è fuori luogo e scorretto).

     

    Mi preme ricordare che anche i gunto sono lame a cui si affidava la propria vita ed hanno visto una parte della storia del mondo, quindi credo che meritino una giusta dose di rispetto. Il mondo dei gunto è comunque molto vario e pieno anch'esso di repliche cinesi, bisogna quindi studiare un pò.

     

    Se non lo conosci eccoti un sito meraviglioso per l'argomento : http://www.h4.dion.ne.jp/~t-ohmura/gunto_002.htm

     

    GTO


  6. Credo dipenda molto dalla persona, la stessa lama con l'occhio del collezionista, dell'amante della storia, del praticante, ecc. ha valori diversi. Quello che per uno è un pregio ad esempio un kirikomi, per un collezionista alla ricerca della lama perfetta o di uno iaidoka è un difetto.

     

    Se nella tua (impersonale) ottica una nihonto per essere tale deve essere al contempo funzionale e bellissima i kizu sono inaccettabili, se in una nihonto ami la sua età, il richiamo a storie di altri tempi, allora una koto stanca e con dei kizu è ancora una lama capace di trasmettere emozioni.

     

    Imho

    GTO

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