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  1. Oggi
  2. A integrazione di quanto sopra postato riguardo Awataguchi Yoshimitsu posso dirvi che esistono 3 suoi ken. Nello specifico di questa lama: Come lavoro è molto simile a quelle del suo maestro/padre Kuniyoshi, cioè un’interpretazione in ryō shinoji zukuri con al centro uno shinoji hi ed un alto shingi, seppure con un accenno di fukura. Il kitae è un denso ko itame con un poco di masame, fini ji nie, chikei e lo hamon è un suguha chō in ko nie deki mescolato con ko chōji ashi, presenta qualche sunagashi e sul lato ura anche alcuni nijūba. Il nioiguchi è piuttosto compatto ed il bōshi è in hakikake. Questo ken è conservato nel Shirayamahime jinja (白山比咩神社, Prefettura di Ishikawa). Kokuhō, ken, mei “Yoshimitsu” (吉光), nagasa 22,91 cm, motohaba 2,2 cm. https://markussesko.com/2015/12/13/kantei-4-yamashiro-12-awataguchi-粟田口-school-7/
  3. Ieri
  4. [(vabbé .. reteremo con i dubbi sul ana-square e sulla parte "mancante" del nakago della Kanehira Osafune, al pari della firma sulla "copia" del Maestro Yoshindo) non comprendo se è un invito allo studio o una sorta di omertà..] Facendo un piccolo salto temporale, e unificando coll'altro post museale.. approfitto per condividere una lama che da quelle parti è custodita.. La lama in questione, un «ken», custodita presso lo Hakusan Hibashi (shrine) in Ishikawa. Riconosciuto come un capolavoro del periodo kamakura della scuola Awataguchi. Donata al santuario Hakusan dal quinto signore feudale Maeda del clan Kaga (Toshitsune) in segno di devozione per la scomparsa madre e attualmente conservata presso il Museo dell'Arte della Prefettura di Ishikawa. Sulla scatola reca l'iscrizione .. 奉納吉光剣 柄加賀国石川郡白山妙理権現宝前明暦三年八月十 日加賀能登越中三州主正四位下左近衛権 少将菅原綱利朝臣 (che forse recita.. Dedication Yoshimitsu Kenichi pattern, Kaga Kuni Ishikawa-gun Shirayama Myori Gongen Hozen August 11th, 3rd year of Kaga Noto Etchu Sanshu lord 4Th tank Shimoza Konoe Gonsho Ason Sugawara..) Viene chiamata Yoshimitsu Hakusan. A questo punto la storia e le storie su tal conto si complicano .. pare che la lama fu creata quando la figlia adottiva di Tokugawa Iemitsu, Kohimé o Ohimé (la quarta figlia del signore feudale di Mito -Tokugawa-Ke, Tokugawa Yorifusa) si sposò con Maeda Mitsutaka, il terzo signore feudale del clan di Kaga Kanazawa. ((va ricordato che era consuetudine avere oltre che una moglie, diverse concubine e spesso era difficile tenere il conto di «chi fosse chi» sopratutto se femmina.)) Poiché era parte della dote nuziale, si presume che fosse originariamente di proprietà dello shogunato Tokugawa o della famiglia Mito Tokugawa. Successivamente, nel terzo anno dell'era Meiji, lo shogun dei Maeda lo donò al Santuario Hakusan Hibashi in commemorazione dell'anima di sua madre, Kiyotajin. Fu designato come antico tesoro nazionale nel 1902 e come tesoro nazionale nel 1952. Attualmente in possesso del santuario.. talvolta visibile presso il Museo dell'Arte di Ishikawa. Hakusan Hibashi è un santuario la cui divinità, Haku-san, fa riferimento ad una delle tre montagne sacre in Giappone.. insieme al Fuji-san e al Tate-yama.
  5. Ultima settimana
  6. Trovo molto bello e rispettoso che Yoshindo abbia firmato la lama sul mune... una sorta di rispetto per il maestro che l'aveva preceduto (e sicuramente ispirato nella sua passione). Qualcuno sa se questa, e mi riferisco al modo di firmare "riproduzioni" sul mune del nakago, sia un'usanza o una consuetudine ??
  7. Tornando alla lama.. probabilmente molti di voi lo sanno già, ma l'opera di Tametsugu (為 次,) -da alcuni ritenuto figlio di Moritsugu.. vissuto nella provincia di Bitchū e considerato uno dei maestri della scuola Ko-Aoe, famosa per la sua eleganza e per la chirimen hada- è stata riprodotta nel 1996 da .?.?.?. si, si proprio lui .. YY Qua la potrete ammirare in tutta la sua gaiezza.. https://imgur.com/a/2Ss76 (un controllo e una maestria davvero grande) [a scanso di equivoci... gaiezza, in italiano.. interiore letizia e serenità.] (non so quante ne abbia scartate, ma ci vuole un grande cuore per affrontare un simile lavoro) Del resto uno che ha scolpito nel proprio nome il cariotipico doppio YY, al pari di una artemia salina è a suo agio in un ambiente cosmopolita e sa adattarsi a condizioni di vita estrema che gli consentono di colonizzare ambienti ostili.. ..come quello dell'ambito nihonto.
  8. Chissa?? Forse per la tsuba han "tralasciato" le decorazioni per quel senso di "naturalità" (sabi) dandogli però una forma non regolare (tonda) (che poi comprenderemo meglio nel concetto -wabi- o solitudine dell'imperfezione).. ma siccome son giapponesi, ecco che il "seppa" viene definito con una forma più accurata, che mi pare si definisca "mokko". Forse era «la discrezione», che l'artigiano voleva evidenziare.. lasciando la prima fila alla lama che avrebbe indossato tali accessori, completando l'opera con un esile e lungo abito nero. ... talvolta un elegante tubino appariva molto più sgargiante di un fastoso abito di broccato e strass. (rif, Audrey Hepburn)
  9. Grazie Beta, gran bella spada, nel guardarla due cose mi hanno colpito, la prima è la straordinaria armonia del sori la profondità e le misure sembrano realizzate da un computer, la seconda è la tsuba, una tsuba in cui si notano le battaglie, gli scontri del passato e quanto abbiano protetto le mani di chi l'ha impugnata, è certo che chi la realizzata non ha curato molto il lato estetico….
  10. Considerato che è sabato.... con un occhio al kantei... una piccola dispensa.. per quelli scarsi come me.) Aoe-.ppt
  11. restiamo in provincia.. Bitchu, se non erro, ko-AOE school. Kitsunegasaki è una tachi realizzata dal fabbro Tametsugu nella provincia di Bizen tra il tardo periodo Heian e l'inizio del periodo Kamakura. Nel 1180, dopo essersi scontrato con i Taira nella battaglia di Ishibashiyama e avendo subito la sconfitta, Minamoto Yoritomo si ritirò nella grotta di Shitodo. Dopo 5 giorni dalla sua scomparsa venne ritrovato dal samurai del Clan Taira, Kajiwara Kagetoki, che comunque decise di non catturarlo, affiliandosi in seguito al Clan Minamoto. Il tempo passa, la guerra anche (Genpei war,1180-1185) e dopo la vittoria nella battaglia di Dan-no-Ura, Yoritomo comincia a governare il neo-shogunato di Kamakura e nomina Kagetoki come suo assistente principale. Malgrado la fiducia riposta in lui, Kagetoki creava problemi e astio tra i Clan ancora rivali, oltre ad alimentare le avversità che esistevano tra i due fratelli, Yoritomo e Yoshitsune. Qua la storia si allarga, come riportato nelle scritture del Heike Monogatari – Storie della famiglia Taira.. e tra le varie avversità tra i due Clan e tra gli stessi fratelli Minamoto, si arriva all’esilio e alla morte di Yoshitsune.. (ma questa è un’altra storia) Nel mentre, scoperto l’ordito di Kajiwara, diventato famoso per la sua avidità e per il suo tradimento, questi fugge verso Kyoto con i suoi samurai, ma raggiunto a Kitsunegasaki viene ucciso durante la battaglia da Kikkawa Tomokane.. che riporta gravi ferite negli scontri e muore dopo qualche giorno. Alla spada di Tomonake venne dato il nome di Kitsunegasaki. (chissà se la volpe centra qualcosa..) La spada continuò ad essere custodita dalla famiglia Kikkawa e nel 1945 venne designata Kokuho, Tesoro Nazionale. La spada, splendidamente conservata, pare abbia ancora saya e fornimenti dell’epoca. Eccola qui, in tutta la sua bellezza.. 為 次 Tametsugu Tachi Shinogi-zukuri nagasa 78.8 cm sori 3.4 cm mod..(piccoli aggiustamenti storici)
  12. Eh si, sembra davvero una bella mostra! Non vedo l'ora!
  13. Grazie della condivisione, attendiamo le tue foto con molta curiosità! ci saranno lame molto importanti da quel che vedo,Yoshimitsu appunto,Norishige,Uda Kunifusa... Fantastico e buona visione!
  14. Claro Che si, ne devo fare già uno sul quartiere samurai di Kanazawa ma devo trovare il tempo per andare a fare le foto! Comunque si è il tanto è Akita toshiro.
  15. Grazie per la condivisione Davide! Vedendo il sito del museo http://www.history.museum.city.fukui.fukui.jp/tenji/tenran/oldswords2020.html?fbclid=IwAR1EZe_s_7yfXrkRhEiCGo3nQ7cBoXovsW4xloOl3JWmS9-MMNUHoHOOO9w direi che la lama di Yoshimitsu esposta sarà la meibutsu Akita Toshiro. Nel caso tu riesca a fare le foto all'esposizione, e più in generale anche allo stesso museo, avresti voglia di scriverci un articoletto nell'apposita sezione dedicata ai musei?
  16. Dal prossimo mese, presso il museo di storia di Fukui sarà presente una piccola mostra di lame di hokuriku (prefetture di Toyama Fukui e Ishikawa) in più sarà presente anche un tanto firmato Yoshimitsu! So che non è un evento italiano, ma suppongo non sia così importante per voi vero?Se mi faranno fare le foto, Ve le posterò qui sotto!
  17. Passiamo ora, restando nel periodo ma andando un pò avanti nel tempo, ad una grande e prolifica scuola.. Okanehira tachi - e-Museum, Tokyo National Museum Questa grande spada da guerra viene raccontata come uno dei più grandi capolavori nati in Bizen Osafune e tramandata dal clan Ikeda. Prende il nome dalla sua enorme lunghezza, circa 3,8 shaku -(45 pollici, quasi 115cm >>(L89.2 Curvature3.5 Heian period/12th century). La Osafune school cominciò ad operare nella provincia di Bizen Okugun, Osafune (attualmente la città di Setouchi nella prefettura di Okayama) nel Giappone medievale. Da questa scuola uscirono diversi grandi fabbri e diverse grandi spade. Tra gli appunti mi ritrovo che l’antica Provincia di Kibi un tempo comprendeva l'intera prefettura di Okayama, l’attuale parte orientale della prefettura di Hiroshima e la parte occidentale della prefettura di Hyogo, e sin dai tempi antichi la regione era nota per la particolare sabbia e per il suo ferro. Durante il periodo Nara (VIII sec.) Kibi fu divisa nelle quattro province.. Bizen, Bitchu, Bingo, Mimasaka. Bizen in particolar modo continuò a fiorire come centro di fabbricazione della spada e, se non erro, viene spesso "associata" a Bitchu. La leggenda narra che un importante Daymio, pronipote di Ikeda Tsuneoki, Mitsumasa, comprò Okanehira per una grossa somma di denaro, ma disse.. "A che serve comprare una spada per un sacco di soldi in tempi di pace". Rammento che qualche anno prima della sua nascita, Oda Nobunage e poi Toyotomi Hideyoshi portarono a compimento l’opera di unificazione del Giappone incluse le restrizioni sul porto delle armi, riservando solo alla classe samurai tale uso, ma limitando agli stessi qualsiasi altra attività, soprattutto agricole.. e siamo a meno di vent’anni dalla battaglia delle battaglie.. Sekigahara.) Qua un estratto dal Museo Nazionale di Tokyo.. This blade is an example of "antique Bizen" (Ko-Bizen), a term that refers both to the blade itself and to the method of sword production in Bizen (present-day southeastern Okayama Prefecture) from the Heian period (794-1185) to the beginning of the Kamakura period (1185-1333). The maker of this blade, Kanehira, is known as one of the "Three Hiras of Bizen," the other two being the swordsmiths Sukehira and Takahira. Although Kanehira produced many slender blades with intricate tempering patterns, this tachi blade is extraordinarily large, as is indicated by its name Ôkanehira ("Great Kanehira") mentioned in the Edo-period (1615-1868) sword manual Kyōhō Era Handbook of Famous Works (Kyōhō meibutsuchō). The piece is also unusual in that it bears the five-character signature Bizen (no) kuni Kanehira saku ("Made by Kanehira of Bizen") whereas Kanehira normally engraved a two-character signature into his works. This piece is an outstanding example of Kanehira's work and is regarded as a masterpiece of Japanese sword making. It was the prized sword of Ikeda Terumasa (1564-1613) and was passed down in the Ikeda family, which governed Okayama. Un curiososo aneddoto racconta che.. durante l'inizio dell'occupazione alla fine della seconda guerra mondiale, il dottor Honma stava incontrando il generale comandante delle forze di occupazione e lo scopo dell'incontro era che il dottor Honma chiedeva che l'O-Kanehira, che era stato confiscato con tutte le spade come arma da guerra, fosse restituito al governo giapponese. Quando gli fu stato chiesto perché questa spada fosse così importante, lui rispose che sarebbe equivalente come chiedere ai giapponesi la restituzione della Statua della Libertà.. se i ruoli fossero stati invertiti. Il generale capì e l'O-Kanehira fu restituito al governo giapponese. Qua la simpatica Shelly da Palm Spring ci mostra delle foto davvero interessanti .. ¿ Voi sapete "qualcosa" sui due strani fori in basso ? Ovvio che qualsiasi altra notizia è ben gradita..
  18. Si chiama fujikawa san e abita nella prefettura di Fukui. Quando verrete qui si potrà organizzare un bell'incontro. È una persona estremamente disponibile e gentile. Non vedo l'ora di iniziare la pratica!
  19. Davide, quando verremo in Giappone non penserai mica di cavartela con un caffè, 😊. A parte gli scherzi, mi fa piacere che il Togishi che ti farà il lavoro, ti insegnerà Tohgi. Come si chiama e dove abita? Mi farebbe piacere conoscerlo. A presto.
  20. Ci andrò per fine novembre! Abbiate ancora un po' di pazienza!
  21. Le aspettiamo le foto Davide, dato che per ora non ci possiamo andare.
  22. In precedenza
  23. Accidenti, grazie per la segnalazione, peccato non riesca ad andarci ora di dicembre... In compenso andrò a quello di Toyama, non mancheranno le foto!
  24. Grazie maestro Rossi, le ho fatte visionare al togishi che se ne dovrà occupare, il tanto e il wakizashi iietada sono da recuperare sicuramente, le altre due lame sono al limite, la katana presenta numeri kizu su tutta la lama, il wakizashi prima di poterlo lavorare si deve raddrizzare... Ad ogni modo nella peggiore delle ipotesi le userò come allenamento. Il togishi che ho contattato ha acconsentito ad insegnarmi il lavoro. Purtroppo, per quanto mi farebbe piacere incontrarvi tutti di persona, non sarà possibile dal momento che vivo in Giappone. Nel caso lei e/o Francesco passiate da queste parti vi offrirò volentieri un caffè!
  25. Ho sempre creduto anche io nella frequente presenza di un "codice" come quello descritto dal buon Paolo. ...Ed una delle cose che mi ha da subito affascinato e divertito molto, è stata proprio quella di ricercare e paragonare lame con mei identiche ma di generazioni diverse dello stesso lineage. Fortunatamente questi due forgiatori sono stati molto prolifici, e se si cerca a fondo, si possono trovare molti esempi. In poco più di un anno ho raccolto, analizzato e confrontato circa una cinquantina di oshigata di sicura attribuzione e foto di codoli certificati: ne emergerebbero nuove particolari distinzioni, deduzioni ed ipotesi che vorrei condividere. Partendo dal post iniziale di Paolo innanzitutto bisognerebbe capire quanti esempi sono stati presi in esame: già il numero che ho archiviato io è scarsamente sufficiente per trarre delle conclusioni definitive. Da quanto ho potuto verificare, tra i due “filoni” di pensiero, mentre il primo riguardante le differenze sul carattere TADA è ampiamente condivisibile (in quanto in quasi praticamente tutti gli esempi, simmetria ed incrocio delle direttrici dei 2 atari inferiori sono riconducibili ad attribuzioni del nidai o dello shodai a seconda che sia presente-shodai od assente-nidai), il secondo non trova invece particolare riscontro. Di seguito alcune mei certificate shodai da hozon a tokubetsu hozon (alle quali potete aggiungere gli esempi presenti nei diffusi libri di Sesko e nel Nihon Toko Jiten - Shinto Hen di Fujishiro). come potete vedere per quanto riguarda la cosiddetta “apertura” dei tratti superiori del radicale del kanji TSUNA non vi è maggiore “chiusura” rispetto ai tanti altri esempi che sono tipici del nidai. In particolare se vi focalizzate con attenzione sugli ultimi due esempi di destra noterete che i 3 atari inferiori del radicale in oggetto hanno una direzione destra-sinistra come in tutti gli esempi del nidai. Bisogna sempre tenere a mente che il metodo di firmare la lama ha un’evoluzione che segue la vita e lo sviluppo del forgiatore, cosa ben capibile dalla selezione delle 5 mei di cui sopra: ognuna ha delle differenze stilistiche (tagane, profondità di incisione, forma dei kanji, ecc…). Non sono ordinate cronologicamente essendone solo una datata, ma possiamo affermare che le ultime due sono più recenti per come è inciso il kanji TSUNA. Lo stesso Fujishiro riconosce questo modo di incidere il radicale di questo kanji da parte dello shodai come un esempio di bannen mei (firma utilizzata nell’ultimo periodo di operatività del forgiatore): ...Anche senza però quanto indicato da Fujishiro nel suo Shinto Hen, potevamo già autonomamente ipotizzare che fossero delle mei della tarda produzione dello Shodai. Perché? Perché il discepolo quando inizia a forgiare per conto suo copia praticamente tutto dal suo maestro. E siccome già dalle prime lame datate di Ikkanshi la direzione di quei 3 atari è destra-sinistra, è ragionevole pensare che abbia copiato questo modo di incidere quella parte del radicale TSUNA da come lo faceva in quel momento il padre-maestro. In questo specifico caso fa un po’ riflettere il concetto di bannen mei. Sull’Osaka Shinto Zufu di Nakamiya ci sono molti altri esempi tra foto ed oshigata, molto interessanti soprattutto perché diverse lame sono datate e gli oshigata sono proposti in ordine cronologico. E’ quanto meno doveroso innanzitutto sottolineare che lo shodai è nato nel 1609 (Keicho 14), è morto nel 1676 (Empo 4), e ci sono sue lame firmate dal 1629 (kan'ei 6), cioè da quando quando aveva vent'anni, fino a quando morì a 67. Nel 1642 (kan'ei 19), a 33 anni, ancora firmava con i radicali di TSUNA sinistra -> destra, mentre nel 1648 (keian 1) a 39 anni, abbiamo il primo esempio di lama con i radicali che cambiano direzione: destra -> sinistra. Ciò vuol dire che cambiò la direzione di questi 3 atari tra i 33 ed i 39 anni. Abbiamo quindi un periodo iniziale tra mei iniziale (shoki mei) e matura che va dai 13 ai 19 anni circa. Mentre un periodo certo di almeno 28 anni in cui firma in stile “bannen mei”. ...O sono ststo troppo ardito con le deduzioni (facile), oppure la definizione di bannen mei risulta essere un'etichetta troppo restrittiva in questo frangente (pensiamo ad un forgiatore che cambia lo stile di firma piu volte in breve tempo), in ogni caso è una riflessione a mio avviso molto stimolante. Andando oltre però ho trovato almeno un’altra differenza apprezzabile per distinguere la mei di Oya Tadatsuna da quella di Ikkanshi Tadatsuna: il carattere AWA di Awataguchi. Nella prima generazione il secondo dei 2 atari verticali resta sempre dritto o poco curvato, mentre nella seconda generazione è sempre molto curvato se non proprio a formare un angolo netto di 90°. shodai: nidai: Perfino nelle mei dove l’attribuzione è più difficoltosa si può trovare questo colpo di atari inciso chiaramente in un modo o nell’altro. La seguente è la mei di una lama nbthk tokubetsu hozon con ogni probabilità del primo nidai. Ciò che fa propendere per una attribuzione a Ikkanshi non è solo l’insieme delle caratteristiche della lama, che seguono nel suo esordio quelle del padre, e il metodo di incisione della mei (con i ben distinguibili colpi singoli del tagane spesso), ma anche il fatto che sebbene il carattere TADA non presenti ancora quella che sarà più avanti una decisa asimmetria, il carattere AWA presenta già lo stile unico della seconda generazione, che abbiamo appena visto: Buone ricerche e buoni confronti
  26. .. Restando nel periodo Heian questa dovrebbe essere una delle quattro spade esistenti realizzate da questo forgiatore, Kuninaga, la famosa Tsurumaru tachi. La foto, come il resto della storia potrete leggervela qua.. https://japaneseswordlegends.wordpress.com/2015/10/01/the-tsurumaru-kuninaga/ Perso durante la epica guerra di Kouan contro i mongoli, nel 1281, famosa perché l’invasione mongola fu respinta dai valorosi combattenti giapponesi nella baia di Hakata, massicciamente fortificata per l’occasione da mura spesse e alte, aiutati a respingere la massiccia presenza di navi e soldati da un loro valido alleato.. Kaze che con un bel tifone spense, per la seconda volta e a distanza di pochi anni, le mire espansionistiche di Kublai Kan, nipote del famoso Gengis. Tempo dopo fu dopo ritrovata da Hōjō Tokisada. Durante il periodo Momoyama, passò nelle mani di Oda Nobunaga che lo concesse a Mimaki Kambei. A quel punto, la storia della spada era sconosciuta e qualche tempo dopo, il nipote di Kambei, Sokai, fece esaminare da Honami Koutoku, che sentenziò che si trattava della Tsurumaru. Immediatamente si sparse la voce che una leggendaria spada era stata trovata. Controverse notizie seguono i vari passaggi di custodia, e pare che nel 1703 arrivò (o ritornò) nella mani del clan Date.. (sapete nulla riguardo ? incluse alcune modifiche apportate.. che, a leggere alcune notizie riportate da Sesko, sembrano aver interessato i fornimenti e forse un "mon"..) La Tsusumaru nel 1876 (o nel '77) vien presentata presentata all'imperatore Meiji.
  27. Ciao Beta, direi di non tradurre in inglese il termine Meibutsu, usiamolo così com'è. Come hai anticipato esistono due tipi di Kyōhō Meibutsuchō (享保名物帳, "genealogia di cose famose dell'era Kyōhō") : Tipo A: ogni descrizione delle lame è breve e concisa. Il volume inizia dal tantō "Atushi-Toshiro" 厚藤四郎 (Awataguchi Yoshimitsu). - non con "Atsuto Shiro" citato da Beta. Questo tipo di Meibutsuchō è un volume unico (per quanto ne so non sono presenti oshigata), presenta 236 lame (158 + 78 perse a causa di incendi = 236). Questa versione fu presentata da Hon'ami a Tokugawa Yoshimune nel 1719. -------------- Tipo B: La descrizione inizia dal tantō "Hirano Toshiro" 平野藤四郎 (Awataguchi Yoshimitsu). Questo Meibutsuchō fu ritoccato alla fine del periodo Edo dagli Hon'ami. Era la prima volta che altri oggetti oltre agli utensili da tè, lavori in lacca, dipinti e ceramiche venivano elencati come Meibutsu; le lame riconosciute come tali sono descritte in tre volumi e in appendice - sono 248 lame (168 + 80 perse a causa di incendi = 248) e 25 aggiuntive. 1. (上) 68 lame dei Sansaku 三 作 ("tre [i più grandi] creatori") Yoshimitsu 吉光 (Tōshirō 藤四郎), Masamune 正宗 e Yoshihiro 義弘 (Gō 郷), 2. (中) 100 lame di altri fabbri 3. (下) 80 Yakemi 焼身 (lame che hanno perso il loro hamon a causa dell'esposizione al fuoco), e 4. (追記) 25 lame aggiuntive. Tutte le lame nel Meibutsuchō sono state prodotte non più tardi del periodo Nambokuchō, e solo un centinaio di esse esistono ancora oggi. I Meibutsuchō pubblicati disponibili sono solo di tipo B fino ad oggi: [Zusetsu Tōken Meibutsuchō , 刀剣名物帳] di Tsujimoto Tadao (辻本直男) 1970 - (contiene le lame del Tōken Meibutsuchō ed alcune altre) con descrizioni in giapponese moderno e oshigata della maggior parte delle lame. (https://www.japaneseswordbooksandtsuba.com/store/books/b703-zusetsu-token-meibutsu-cho-tsujimoto-tadao) [Shochu Tōken Meibutsuchō] di Uko Inji 1919. [Tōken Meibutsuchō] di Chuo token-kai 中央 刀 剣 会, 1926 e 1932.
  28. Per completezza di informazioni.. riporto (e riporterò) spesso citazioni riferite al ”The Kyoho Speciality Book” e, quindi, volevo condividere un paio di informazioni con chi ne sa meno di me.. (che è tutto dire.)) La parola "specialty" (traduzione sommaria di meibutsu) è stata usata da prima del Muromachi, ma il termine "Meibutsu" -(Meibutsu-chō 名物著 sarebbe "opera famosa")- riferito alle lame, si dice che sia stato usato durante l’epoca Kyoho (1716-1736) del periodo Edo, quando Yoshimune Tokugawa, l'ottavo shogun, prese sotto la sua ala protettiva, la famiglia Hon'ami. L’origine o le fonti son per me sempre incerte, ma pare che sia un qualche legame tra questo testo e un precedente elenco realizzato da Mitsutada III. ** Kyōhō Meibutsuchō.. è una raccolta delle spade di proprietà della famiglia dello Shogun e delle opere che la famiglia Hon'ami ha registrato per generazioni durante la lucidatura e la manutenzione, ricevendo l’ordine da Yoshimune. **(..sul contenuto e sulle specifiche consiglio di leggere il post successivo, dove Francesco ci spega per bene di cosa si tratta ) Naturalmente, non tutte le famose spade di quel tempo sono conservate, e si narra anche che diversi Daimyo si rifiutarono di visonare o denunciare le lame in loro possesso, per non adirare lo Shogun o qualche solerte funzionario. Tra storia e leggenda la strada è lunga.. partendo dalla sua sua origine, con Kusanagi, passando per la mitologia, come le spade Totsuka no Tsurugi e Futsunomitama, troviamo tra queste troviamo lame della famiglia dell'imperatore, come i Notsurugi e i Tsubokiri no Gyoken, e le spade associate ai signori della guerra Genpei. Dal periodo Heian, la spada per il samurai è letteralmente un cimelio ed è stata tramandata di generazione in generazione come l'orgoglio o segno distintivo del samurai. Durante il periodo Muromachi, le spade presentate dallo shogun e dai “suoi servitori” generalmente venivano valutate in base alla firma incisa. Ma dopo che la famiglia Hon'ami iniziò a farsi conoscere nella società per le loro capacità di valutazione della spada.. rammentando che la famiglia Hon'ami Kyudai Mitsunori serviva personaggi come Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu, e esaminò quelle famose spade con perizia e meticolosa intuizione, cambiando radicalmente l'approccio alla valutazione, intesa nel senso di attribuzioni ad una determinate epoca o scuola. Ancora oggi, le lame con indicazioni in color d'oro di sensei Kotoku sono chiamate "Kotoku Gokume" e le "Kotoku Inlays" e sono molto apprezzate. Tra le famose lame kotoku ci sono «Inabae» e «Masamune Nakatsugu» e «Heshikiri Hasebe». Tra l'altro, si dice che a Hon’ami Kotoku fu permesso di emettere origami, ma oggi origami realizzati da Kotoku non esistono.. Il più antico origami esistente è stato redatto e rilasciato dall’adolescente Hon’ami Komuro; mentre si trovano ancora ben conservati e custoditi gli origami pubblicati dagli adolescenti Mitsutada.. una discendenza di estimatori e conoscitori della spada in attività fino alla tredicesima generazione, ed ancora oggi molto apprezzati. Quello che è certo è che molte delle famose spade elencate nel Kyōhō Meibutsuchō sono andate perse. questo viene descritto come "il sommario di una esposizione" mentre quello che segue viene descritto come una pagina del Kyoho Specialty Book (so che non ci sono lame, ma mi auguro che qualcuno lo trovi di un qualche interesse.) Ringrazio Francesco..
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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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