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scionescire

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  1. Dillo alla Cassazione che non è arma propria bianca = non da fuoco ( che non c' entra nulla con arma da guerra , sono concetti del tutto diversi ) ... se la convinci sei bravo, dato che solo l' anno scorso ha detto che è arma propria, irrilevante il discoro del doppio filo o meno ( che inerisce i soli pugnali, per distinguerli dai coltelli ) !!! Quanto al coltello da macellaio credevo fosse stata già chiarita abbastanza la distinzione tra arma propria e impropria ... Rispondendo a G. Luca Venier che mi sembra più interessato al discorso credo che l' unica via fattibile a breve sarebbe sollevare questione di costituzionalità inerente la stessa categoria delle armi proprie bianche, per ingiustificata disparità di trattamento sanzionatorio per oggetti dalle caratteristiche offensive analoghe, evidenziando che al di là della differente destinazione originaria non c'è spesso una oggettiva differente lesività tra armi proprie e improprie ( una ascia da guerra medioevale sarebbe tecnicamente arma propria, una accetta moderna analoga arma impropria ) Credo valga la pena di studiare tale profilo...
  2. Concordo ... il principio è che in materia di armi proprie è che le stesse non possono essere portate o trasportate senza un titolo che a ciò abiliti per legge o regolamento ... non mi riisulta che il porto d' arma da fuoco valga per il trasporto di arma bianca e non trovo alcuna norma che lo dica ( salvo mio errore ) ...
  3. Non sarei così sicuro..direi che il porto d' arma ti consente l' acquisto di arma bianca e , quindi, a mio avviso, implicitamente il trasporto fino al luogo di detenzione ( ma ti si potrebbe addirittura dire che autorizza solo l' armiere a consegnarti l' arma , mentre per muoverla ti occorre il nulla osta della PS ) .... per altri tipi di movimento mi porrei molto seriamente il problema, dato che il titolo abilitativo posseduto è necessariamnete riferito alle sole armi da fuoco , non essendo possibile il porto d' arma bianca , salvo sia bastone animato lungo oltre 65 cm ...
  4. Secondo me il discorso è un po' diverso .. la legislazione italiana ( e anche la prassi ) è sempre stata fobica ( a torto o ragione ) nei confronti delle armi .. le norme per la "liberalizzazione " di alcune categorie di armi da fuoco sono probabilmente effetto delle pressioni di gruppi armieri influenti ; secondo me per le armi bianche non c' è stata spinta analoga perchè una cosa è Beretta ( ad es. ) e altra la INTK ( che sia ben chiaro io preferisco ) .
  5. Come dicevo il mio solo vero dubbio è per le katane post IIWW ... si tratta di oggetti chiaramente nati per collezionismo e non per uso offensivo e attualmente per le stesse finalità detenute .. non sono MAI state , in alcun momento della loro vita, concepite per la destinazione alla offesa alla persona.. Mi pongo lo stesso problema come me lo porrei per uno spadino da parata del 700 .. certo è idoneo ad offendere ( come però tutti i coltelli etc che non sono armi proprie ) ma era destinato a puro ornamneto - diversamente ad es. ad una sciabola della cavalleria, destinata a uccidere l' avversario ... A meno di ritenere che sia la tipologia di oggetto ( spada ) che determina a priori l' inquadramento nelle armi proprie .. ma cos' facendo si riuniscono arbitrariamente in una categoria oggetti con finalità differenti ( e la finalità è l' unico criterio che la legge pone a distinziona tra le due categorie - armi proprie e improprie ) . Cmq anche io concordo sulla ampia opportunità di avere un titolo abilitativo e non dover poi stare a tagliare capelli in 4 ( sia pur con un'ottima katana ) in un Commissariato molto scettico ...
  6. non è un problema di lunghezza .. il criterio discretivo tra armi bianche ed oggetto atto ad offendere è la naturale destinazione dell' oggetto .. se è destinato / nato per offesa alla persona ( pugnale, coltello a scatto , katana secondo la Cassazione che ho postato - forse un po' semplicistica - è arma propria, se a tagliare il pesce è oggetto ad offendere ( arma impropria ) ..
  7. Scusami, ma la norma citata non fa univocamente riferimento alle sole armi da sparo ..si può ben leggere nel senso di dire che il riferimento all' art. 1 bis è inerente solo le parti d' arma, mentre le armi complete restano tutte da denunciare ... cmq concordo con il giudizio di solito garbuglio italita!
  8. Chiunque detiene armi, parti di esse, di cui all'articolo 1-bis, comma 1,lettera b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n 527, munizioni finite o materie esplodenti di qualsiasi genere, deve farne denuncia entro le 72 ore successive alla acquisizione della loro materiale disponibilità, all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, quando questo manchi, al locale comando dell'Arma dei carabinieri, ovvero per via telematica al sistema informatico di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 25 gennaio 2010 n. 8, secondo le modalità stabilite nel regolamento.” Secondo me la norma è scritta caninamenete in italiano e non c' bisogno di sottolinearlo ; mi sembra però non irragionevole la interpretazione delle Questure che considerano la norma come imponente la denuncia di OGNI ARMA e delle parti di arma di cui all' all' art. 1 bis . In altre parole : tutte le armi complete ( da fuoco o bianche ) e le parti di ( sola ) arma da fuoco . In questo modo si controllano tutte le armi ( complete ) e le singole parti delle armi potenzialmente più pericolose ... Resta la opinabilità della previsione di una categoria di armi molto difficilmente distinguibili ( per foggia e lesività ) dagli oggetti atti ad offendere, con tutte le possibili difficoltà di distinguo. Su tale ultimo punto e possibili lecite confusioni da parte delle forze dell' ordine posto una recente sentenza di merito, che non mi risulta impugnata , su detenzione di " armi" ( machete e " pugnale " ) in abitazione. "Gli oggetti contestati non appaiono integrare armi proprie ma oggetti atti ad offendere . Il machete è infatti un oggetto nato per tagliare legname e il “pugnale” è in effetti una oggetto di di pessima fattura, di provenienza cinese, appuntito e con una sola lama , con manico cavo e avvolto in corda sintetica ritorta, idoneo ad essere trasformato in un lancia ( come evocato dal marchio impresso, con un cacciatore indigeno armato di lancia). Trattasi di oggetto certamente utilizzabile per l’ offesa alla persona e certamente incongruo rispetto alla sua destinazione all’ Hotel House - un condominio alveare NDR - ( come peraltro sarebbe un’ ascia, una motosega .. ), ma tanto non lo trasforma in oggetto nato per la offesa alla persona , apparendo lo stesso un oggetto dozzinale, destinato alla vendita a pubblico interessato a suggestioni di caccia e survivor Non appare, pertanto, penalmente perseguibile la mera detenzione in abitazione delle stesse".
  9. Non pensavo di farla restaurare .. mi piaceva anche in patina.. speravo però sinceramente che la pronunciata ossidazione del nagako la collocasse più indietro temporalmente ... il venditore vuole una cifra abbastanza modesta ( 600 euro ) che mi invoglia ; tanto però se però fosse un pezzetto di storia feudale giapponese e non un oggetto di cattiva fattura ( tsuba e altri finimenti non mi sembrano di alto livello ) fine 800... PS una punta senza angoli netti è per forza indicativa, su lame di questa foggia, ( non dico quelle con la punta molto più allungata ) di una precedente cattiva politura o di un " farlocco " ?
  10. secondo me però le antiche spade hanno avuto quantomeno una originaria destinazione alla offesa alla persona, percui è più comprensibile che possano considerarsi armi proprie ... non così per oggetti che quella destinazine non hanno al presente e mai hanno avuto, talchè sarebbero più correttamente riconducibili alle armi improprie ...mi rendo cmq conto che è una sottigliezza che non tutti i giudici potrebbero condividere ( direi che non è questione di dato normativo ma di sua interpretazione ...)
  11. Scusate un' ultima domanda ... è possibile che un wakizashi come quello di cui ho inviato foto sia con la punta senza angoli ben delineati e con la linea di affusolamento della lama che non ha sempre la stessa larghezza ( più larga alla base e più stretta in punta ) o tale larghezza dovtrebbe essere di uguale larghezza su tutta la lama e la punta? temo sempre la "correzione " e il venditore non riesce a farmi foto molto chiare e di dettaglio di quela che ho inviato con la parte terminale della lama ... grazie ancora per la pazienza ...
  12. Chiaro.. era quello il senso del post .. e fermo che mi restano dubbi sulla qualifica come arma propria di lame, come quelle moderne, non nate per l' offesa alla persona ma - ab origine - per collezionismo
  13. Per farmi perdonare il disturbo che ho dato con il precedente intervento vi posto una Cassazione recente in tema di katane .. nulla di nuovo, direi, ma credo sia una pronuncia recente e che può essere interessante , a fronte di interpretazioni " speranzose " del dato normativo.... " La katana , tipica spada utilizzata dai samurai giapponesi, è un'arma bianca, il cui porto senza licenza al di fuori della propria abitazione integra il reato di cui all'art. 699 c.p. " Cass. 03 aprile 2012 n. 19198. E fermo che personalmente non riterrei tale principio applicabile alle nuove lame , create a puro scopo collezionistico e non certo, nel 2000, per andare in giro a fare combatimenti all' arma bianca ...
  14. Rinuncio, sconfitto........... Grazie cmq per la attenzione prestatami e le risposte avute , sia per la katana che per il walizashi ( per il quale vi disturberò se avrò altre foto da postare ) !!
  15. ecco le foto aggiuntive della mia katana ... spero possano aiutare a capirne qualcosa...

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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