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akita inu

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Che riguarda akita inu

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    sauro3213

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    http://www.akitagiapponese.it
  1. Mi scuso anticipatamente se dirò alcune cose palesemente sbagliate o scontate.Ho letto sul sito di Komonjo che l'80% delle firme riportate sulle lame sono false. Non la lama in quanto tale ma la firma che può essere stata riportata in tempi successivi. Per definire con esattezza di che lama si tratta si deve quindi fare riferimento o al certificato (anche se lui dice che alcuni kanteisho non sono certi perchè emessi da istituti dubbi) o a persone molto esperte. Ma in realtà le percentuali di firme false sono così alte ? Scegliere una lama di un maestro forgiatore noto non rappresenta quindi nessuna garanzia ? Dato che gli esperti in grado di riconoscere l'originalità sono (siete) molto pochi come facciamo ? Credo che una delle finalità di questo sito sia proprio questa, ma credo anche che la strada per un neofita sia molto molto in salita, se non fosse per il fascino che suscitano queste opere d'arte ...... Una domanda, l'incontro di sabato 14 novembre è confermato ? Potrei partecipare anch'io anche se non sono socio ? Perchè cosa molto importante è parlare, ma molto più bello è vedere. saluti e grazie
  2. Gli incroci fatti in passato per stimolare l'aggressività ai fini del combattimento tra Akita Inu e altre razze molossoidi (mastini) sono attualmente riscontrabili strutturalmente nell'Akita Americano o grande cane giapponese, infatti dopo la seconda guerra mondiale i soldati americani portarono in patria questi cani che ancora oggi vengono allevati, MA SONO UN'ALTRA RAZZA che comunque ha perso molta della sua vecchia aggressività (ne ho incontrati molti nei ring delle esposizioni e sono cani tranquillissimi). L'akita Inu di cui stiamo parlando è il cane originario che è stato recuperato sia nella forma che nel carattere da quell'opera restauratruice di cui ho parlato in precedenza. Premesso che ogni singolo cane fa storia a se (anche un tranquillo Labrador può diventare pericoloso se trattato male) e che con i bambini è bene avere sempre la massima attenzione, soprattutto con cani di grossa taglia che proprio per la loro mole anche giocando possono far male, gli Akita inu (inu in giapponese significa cane e Akita è la prefettura di origine della razza) sono cani calmi e riflessivi, non impulsivi. Con le persone di casa soprattutto con i bambini si mostrano molto pazienti e sopportano di tutto, specialmente le femmine. Certamente è compito dei genitori cercare di limitare gli abusi sul cane perché tutto ha un limite. Con gli estranei non sono generalmente molto festosi (questo per i giapponesi è un pregio perché bisogna essere riservati con chi non si conosce) ma mai aggressivi. Non amano farsi toccare da chi non conoscono a meno che non siano loro a farsi avanti per primi, di questo è bene tenerne conto e farlo presente a un estraneo che vuole accarezzare per forza il cane (rischia una ringhiata da paura). Quando qualcuno viene a casa mia, chiedo se ha paura dei cani e se risponde di no, libero tranquillamente i miei Akita, l’unica cosa che l’ospite non deve fare è toccarli almeno inizialmente, soprattutto sulla testa, perché questo è un segno di dominanza che loro soprattutto in casa propria non accettano. Poi saranno loro a farsi avanti e lasciarsi avvicinare oppure staranno per conto loro. Comunque anche se un estraneo dovesse fare cose palesemente sbagliate, come entrare da solo in giardino, cercare di accarezzarli quando non vogliono, credo che difficilmente verrebbe morso (se non insiste troppo).
  3. Rispondo molto volentieri alla richiesta di fornire alcune notizie riguardanti la razza giapponese di cani Akita inu. Le prime testimonianze inconfutabili riferite a questi cani risalgono all'era Edo (1603-1867). In questo periodo la popolazione era soggetta all'autorità degli Shogun, questi poteri si trasmettevano di generazione in generazione ed in quell'epoca era la famiglia Tokugawa che deteneva il titolo. Il quinto Shogun Tokugawa si chiamava Tsunayoshi ed era nato sotto il segno del cane. Egli volle rendere omaggio al suo ascendente e promulgò una legge per la protezione della specie. Fu stabilita una gerarchia del guinzaglio per poter riconoscere dal tipo di collare e guinzaglio il rango sociale del padrone. Fu allora che gli Akita Inu cani molto coraggiosi e audaci furono riservati solo agli Shogun e Samurai. Esisteva il linguaggio del cane usato per i cani comuni ma non per gli Akita in quanto non ritenuto sufficientemente onorifico, gli Akita erano accuditi da personale solo a loro addette. Questi cani durante l'era Meiji (1868-1912) furono utilizzati anche per i combattimenti e incrociati per aumentare la loro aggressività rischiarono di scomparire. Solo nel 1922 iniziò la faticosa ricerca e selezione per riportare l'Akita inu alle origini. Nel 1931 cinque cani furono scelti e destinati ad essere la base di partenza per le future generazioni. Furono vietate tutte le esportazioni e fu dichiarato nello stesso anno dal governo "monumento storico". I cani di oggi (vedi allegato il mio Hiten Go, Campione italiano ed Europeo) sono classificati come cani da compagnia ma assolvono molto bene anche il ruolo di cani da guardia. Il pregio maggiore di questi cani è la DIGNITA' (termine più usato dai giapponesi per definire l'Akita), una parola che può sembrare fuori luogo associata ad un cane ma che in realtà racchiude in se più di ogni altra la vera natura dell'Akita. Per i giapponesi l'Akita Inu è un opera d'arte e quando un giudice valuta un cane si pone di fronte a lui e l'osserva come un quadro. In Giappone (ma ultimamente anche in Italia) quando si deve giudicare in una esposizione il miglior Akita, i due cani finalisti vengono posti uno di fronte all'altro alla distanza di circa 1,5 metri per valutare l'ardore dei cani. Vi assicuro che in questi casi l'adrenalina scorre a fiumi perchè, soprattutto i maschi sono pronti ad attaccare, ma non lo devono fare così come non devono voltarsi in segno di debolezza. Infatti l'Akita deve essere forte anche di carattere ma non aggressivo. Per adesso mi fermo altrimenti vi annoio, un saluto a tutti i lettori.
  4. Vorrei prima di tutto fare i complimenti agli amministratori del sito e a tutti i partecipanti per la chiarezza e la qualità delle informazioni riportate. Sono un appassionato (piccolo allevatore) di Akita inu, il cane dichiarato monumento nazionale e protetto dal governo giapponese. In antichità era il cane degli shogun e dei samurai solo le persone importanti potevano possederlo, addirittura c'erano persone dedicate solo alla sua cura. Si era soliti portarlo con collari e guinzagli d'oro (ancora oggi in esposizione gli akita vengono presentati con collari e guinzagli d'orati di seta che facciamo venire appositamente dal giappone) etc, etc.... Dopo aver visto su discovery c. un documentario sulla forgiatura delle nihonto (rivisto altre tre volte) prima la curiosità poi la passione mi ha preso sempre più. Mi sono letto gran parte delle vostre pubblicazioni e chiaramente più il tempo passa più il desiderio aumenta, ma per adesso continuo ad informarmi. Ho fatto molte ricerche in rete, ma non ho trovato in Italia (a parte questo sito) persone o altro che trattano l'argomento. saluti a tutti

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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