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NecroManu

I Samurai E Le Nihonto

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Salve a tutti, da un p? di tempo ho una domanda che mi assilla, e adesso cercher? di esporla , se ci riesco :17gocciolone:

Ogni samurai ha al suo fianco una katana , no? Bene, io mi domando: ma questa katana "da dove viene" ? Voglio dire, se la sono fatta commissionare loro in prima persona oppure gli ? stata "donata" o "data in prestito" dal loro padrone ? La prima ipotesi mi sembra pi? veritiera per i bushi di alto rango, ma non sono nemmeno sicuro che un samurai avesse la "libert?" di potersi commissionare una katana da solo , penso soprattutto al prezzo elevato.

 

Infine, se uno si faceva commissionare una katana, aveva piena libert? sul koshirae e lo stile della lama oppure doveva attenersi ad alcune linee-guida datagli da qualcuno?

 

Lo so che ? una domanda stupida, ma cercate di comprendermi :08hehe:

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Mmm...l'unica cosa che so per certo ? che molto spesso la medesima katana veniva tramandata per generazioni da padre a figlio.Certo,? ovvio che da qualche parte questa katana dovr? pur essere uscita fuori :05laugh: Non saprei......Per? penso che chi se la fa commissionare abbia il diritto di scegliere la montatura che preferisce,o no? :samurai:

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Bella domanda, cerchiamo di approfondirla insieme!

 

Innanzitutto c'? da dire che esistevano Samurai di alto rango, che potevano permettersi di comprare o di commissionare spade di qualsiasi livello, e samurai che facevano persino fatica a mantenere i propri possedimenti.

Per il resto di sicuro poso dire che si tramandava il daisho come tesoro di famiglia. Nel caso dei samurai assunti in ruoli secondari, molto probabilmente provvedeva il daimyo a fornirgli il daisho.

 

Sul koshirae non so proprio dire....

facciamo qualche ricerca.



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Io direi che ? certamente vero che le spade venivano commissionate ai forgiatori e che quindi si potesse scegliere o commissionare una vasta gamma di varianti soprattutto per i koshirae, ovviamente vi era anche un mercato di spade nuove e usate gi? completamente assemblate. Per quel che ricordo la cosa si fa pi? complessa durante il periodo shinto in cui le restrizioni al possesso della spada sono andate di pari passo con la creazione di una serie di vincoli estetici dei koshirae in dipendendenza anche al rango di appartenenza. Ho un po' di materiale in proposito, vedr? di raccoglierlo ed inserirlo tradotto.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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bene bene vedo che la discussione avanza ^_^ sono curioso di vedere i dati di Ken! grazie come sempre ken :21:

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Io direi che ? certamente vero che le spade venivano commissionate ai forgiatori e che quindi si potesse scegliere o commissionare una vasta gamma di varianti soprattutto per i koshirae, ovviamente vi era anche un mercato di spade nuove e usate gi? completamente assemblate. Per quel che ricordo la cosa si fa pi? complessa durante il periodo shinto in cui le restrizioni al possesso della spada sono andate di pari passo con la creazione di una serie di vincoli estetici dei koshirae in dipendendenza anche al rango di appartenenza. Ho un po' di materiale in proposito, vedr? di raccoglierlo ed inserirlo tradotto.

 

 

ci fu nel 1615 un "editto tokugawa" che disciplinava l'uso delle koshirae del quale si sa molto poco in occidente se non cose frammentarie tra cui la proibizione ad es. di saja rossa e tsuba quatrata, e la regolamentazione dei colori dello tsukamaki dal nero sino al bianco riservato al daimyo ecc...

 

baci

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Sulla base delle mie informazioni fu emanato un editto relativamente a questo argomento nel 1645 quindi 45 anni dopo la battaglia di Sekigahara.

Il nome di tale editto ? "Dai-sho katana no Sunpo oyobi tohatsu futsumo no Sei" che significa "Disposizioni sui daisho e sullo stile dell'acconciatura dei capelli"; secondo le nuove disposizioni vennero date definizioni in lunghezza e caratteristiche per katana, wakizashi e tanto; veniva inoltre proibito alla classe dei chonin il porto e trasporto di spade pi? lunghe della misura di una ko-wakizashi (1,5 shaku = 45 cm). La nuova legge inoltre specificava le esatte misure per katana e waki portate dai samurai di alto rango, come Daimyo e Hatamoto che avessero posizioni di governo, quando si recavano al castello di Edo, vennero anche definiti per questi daisho ufficiali i parametri estetici dei kanagu.

In sintesi la "uchigatana ufficiaile" doveva avere le seguenti caratteristiche:

- Saya in lacca nera lucida , chiamato "kuroro nuri saya"; colori come il rosso e l'oro e stili quali "maki-e nuri" , "kairagi" , " same kise saya" vennero rigorosamente proibiti.

- Tsuka same sempre solo bianco

- Tsuka ito rigorosamente nero, anche se ? noto che alcuni samurai aggiravano tale norma utilizzando ito di colore blu scuro (Yama ne sa qualcosa! :21: ) o marrone scuro.

-Kashira di corno , nessun kashira di metallo era concesso

-Finitura in "Shakudo nanako" per fuchi e kozuka

-Tsuba rotondi di media misura in shakudo "migaki ji" o shakudo "nanako ji"

 

E' tuttavia innegabile che verso la fine del periodo Edo in prossimit? del declino dello shogunato tali norme cominciarono a perdere peso e molti samurai ripresero ad utilizzare stili assai pi? originali, per esempio il rosso "su-nuri saya" affiancato a tsuba grandi e squadrati divento stile in uso tra i samurai di basso livello quali i "mueki-mu yaku" (coloro che non avevano compiti governativi) e i "mueki Gokenin" (capi di gangs di ronin che vivevano di scorribante e atti criminali).

Questi "samurai kusure" (samurai caduti) facevano uso di questo tipo di montature non ortodosse per dimostrare la loro posizione di ribelle rispetto a potere governativo.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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