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Shinmen Takezo

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Che riguarda Shinmen Takezo

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    Località sconosciuta
  1. La questione, pertanto, é risolta.
  2. Chiedo scusa alla giovane Collega Kaname, la quale non si dispiacerà di alcune mie puntualizzazioni: - fermo restando l'art. 38 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza: Articolo 38 Chiunque detiene armi, munizioni o materie esplodenti di qualsiasi genere e in qualsiasi quantità deve farne immediata denuncia all'ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al comando dei reali carabinieri. Sono esenti dall'obbligo della denuncia: a) i corpi armati, le società di tiro a segno e le altre istituzioni autorizzate, per gli oggetti detenuti nei luoghi espressamente destinati allo scopo; b) i possessori di raccolte autorizzate di armi artistiche, rare o antiche; c) le persone che per la loro qualità permanente hanno diritto ad andare armate, limitatamente però al numero ed alla specie delle armi loro consentite. L'autorità di pubblica sicurezza ha facoltà di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo anche nei casi contemplati dal capoverso precedente, e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico. il quale rimane un punto di riferimento ed, allo stato, credo, la migliore via percorribile, é necessario, per valersi di detta norma, procurarsi l'autorizzazione di cui al precedente art. 31: Articolo 31 Salvo quanto è disposto per le armi da guerra dall'art. 28, non si possono fabbricare altre armi, introdurle nello Stato, esportarle, farne raccolta per ragioni di commercio o di industria, o porle comunque in vendita, senza licenza del Questore. La licenza è necessaria anche per le collezioni delle armi artistiche, rare od antiche. Detta autorizzazione é, in ogni caso, necessaria per non incorrere nel reato di cui all'art. 695, c.p.: 695. Fabbricazione o commercio non autorizzati di armi. Chiunque, senza la licenza dell'autorità [c.p. 4], fabbrica o introduce nello Stato, o esporta, o pone comunque in vendita armi [c.p. 704], ovvero ne fa raccolta per ragioni di commercio o d'industria, è punito con l'arresto fino a tre anni e con l'ammenda fino a lire due milioni e quattrocentomila [c.p. 700, 701] (1). Non si applica la pena dell'arresto, qualora si tratti di collezioni di armi artistiche, rare o antiche. Infatti, secondo la Suprema Corte, in una sentenza riferita ad armi da sparo, ma senz'altro applicabile per relationem alla fattispecie: L'occasionale vendita o cessione di arma comune da sparo tra privati, se il cessionario non è munito di porto d'armi o di nullaosta all'acquisto rilasciato dal questore, integra la contravvenzione prevista dall'art. 35 r.d. 18 giugno 1931 n. 773 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), purchè la vendita o la cessione avvengano tra persone identificate e per causa lecita, nell'ambito, cioè, di rapporti disciplinati comunque dal codice civile (limitazione implicitamente contenuta nell'art. 4 d.l. 22 novembre 1956 n. 1274, conv. in l. 22 dicembre 1956 n. 1452). Ne consegue che una vendita o una cessione effettuata, pur occasionalmente, e tra privati, al di fuori di quest'ambito, e quindi per causa "contra legem" e/o tra soggetti non identificati, non può essere riportata alla disciplina dell'art. 35 citato, ma integra il delitto di cui agli art. 9 e 14 l. n. 497 del 1974. (attualmente art. 695, c.p.) Cass. pen., sez. I, 17/02/1998, n.3745 - Il D.M. 14/04/82, invece, mi pare proprio non fare al caso nostro, visto che, come tu stessa dici, riguarda le armi da sparo: Articolo 1 Campo di applicazione. Con il presente decreto, ferme restando le disposizioni contenute nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773, vengono disciplinate: a) le armi da sparo antiche; b) le armi da sparo artistiche o rare di importanza storica di modelli anteriori al 1890. - Ugualmente, non sarebbe applicabile il Dlgs 490/99 in materia di beni culturali e ambientali. Infatti, secondo il DLT 22/1/04, n.42: Articolo 184 Norme abrogate. 1. Sono abrogate le seguenti disposizioni: (omissis) - decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 e successive modificazioni e integrazioni; (omissis). Perdonate l'intromissione.
  3. Shinmen Takezo

    Maiko

    Non c'é niente di cui scusarsi. Piuttosto, grazie molto per la risposta.
  4. Mi vengono, purtroppo, attribuiti pensieri che non ho espresso, né tantomeno pensato. Fraintendimenti a parte, le cose che ho (effettivamente) scritto restano "mie personalissime opinioni", delle quali non ho chiesto alcuna conferma. Visto anche il mio scarsissimo spirito polemico, non ritengo di alimentare la discussione (peraltro "fuori tema"), e mi limito a far notare a Ken la sua affermazione per cui, nell'esaminare la spada, "si usano occhi, mani, cervello e cuore (!!)". Non credo ti riferissi al muscolo. Tanto mi é sufficiente. Senza rancore, Ken.
  5. Mi rendo conto che la mia risposta possa non essere stata pienamente attinente all'argomento in discussione. Ma ho premesso che le mie non erano che considerazioni scaturenti dalla bella descrizione del Kantei fatta da Shimitsu. Mi scuso, comunque, per essere andato "fuori tema". Debbo, a questo punto, precisare, che mai ho inteso riferirmi al maneggio di una spada altrui, tantomeno in mancanza di un espresso consenso del proprietario. D'altra parte, concordo senz'altro sulla possibilità di valutare una nihonto solo attraverso un esame esteriore, senza nemmeno un contatto fisico con l'arma, ma questo richiede, a mio modesto parere, una capacità parcettiva che va ben oltre i sensi fisici, e comunque molto al di là delle capacità di un normale praticante o conoscitore della materia. Peraltro, non mi risulta che i più apprezzati adepti di spada del passato fossero necessariamente esperti di tecnica di forgiatura o di conservazione delle nihonto, e che le loro valutazioni fossero, piuttosto, il frutto di percezioni che spesso prescindevano dai sensi fisici. Ma, indipendentemente da queste mie personalissime opinioni (pur condivise), quello che con il mio precedente intervento ho tentato di evidenziare é che, a mio avviso, ed in estrema sintesi, nello studio della spada ciò che attiene alla forma non può essere disgiunto dalla funzione. Tutto qui.
  6. Molto interessante. Complimenti a Shimitsu. Leggendo, però, mi é sorta una domanda: ma é proprio escluso che una katana, sia pure antica e preziosa, possa essere maneggiata, magari in occasioni eccezionali e rarissime, come ciò che effettivamente é, ossia una straordinaria ed efficientissima arma? Dal tono devoto che sempre traspare quando si parla (o si scrive) di questi oggetti e dalle attenzioni che un semplice esame visivo comporta. sembrerebbe proprio di no. Ed io stesso, sia ben chiaro, avrei delle fortissime remore(!). D'altra parte, penso che la passione per le token non possa semplicemente equipararsi a quella per un oggetto statico, come una porcellana o un quadro. Mi viene in mente il paragone con le auto d'epoca, spesso anch'esse delicate, rare e costosissime, i cui proprietari, in genere, non si limitano ad ammirarle, ma ci vanno anche in giro, almeno qualche volta. E si potrebbero fare tanti altri esempi (violini Stradivari?). In fondo, la qualità e la bellezza di una lama stanno sì nella accurata tecnica costruttiva, nei materiali eccellenti, nelle forme armoniose; ma un Maestro forgiatore vuole sicuramente allo stesso modo (e per le lame antiche forse ancor più) essere apprezzato per la leggerezza, il bilanciamento, la scorrevolezza nello sguaino e per tanti altri dettagli che si possono valutare soltanto se la spada viene utilizzata, magari a vuoto, per eseguire un kata. Certo, dopo chiburi (scrollare il sangue), lasciar scorrere il mune e gli shinogiji (rigorosamente privi di lubrificante) di una katana d'epoca tra il pollice e l'indice della mano sinistra (nuda!) per eseguire noto (rinfoderare)... (a qualcuno é venuta la pelle d'oca?) Ma la questione (pelle d'oca a parte) é posta seriamente.
  7. Shinmen Takezo

    Maiko

    Anch'io mi associo ai complimenti per la interessante descrizione di Kikuyo. Sarei, però, curioso di sapere quale ruolo rivestano le maiko e le geisha nel Giappone moderno, che può ormai essere considerato un paese "occidentale", per certi aspetti più ad occidente degli stessi Stati Uniti. Insomma, c'é ancora davvero posto per la loro grazia, la gentilezza e la cultura in un paese appiattito sui modelli "occidentali"? Secondo una mia amica giapponese sembrerebbe di no. Ma mi piacerebbe che Kiku la smentisse.
  8. Shinmen Takezo

    Auguri Yamaarashi

    Capperi, sei un bambino!! (in senso buono, naturalmente!) Anche se sei quasi uno sconosciuto [ma "potrei anche essere tuo padre" (metaforico!!)], ti faccio tanti auguri che LA PASSIONE NON TI ABBANDONI MAI. E non solo quella per le nihonto.
  9. Comunque tenterò. Ne sarete informati.
  10. Sempre che lì ne sappiano qualcosa. E sperando che le lame siano recuperabili!
  11. Si sa che il Museo Filangieri (che si rova in Via Duomo, a Napoli) possiede alcune lame montate in koshirae? E che, peraltro, per quanto mi ricordi, erano esposte in alcune bacheche addossate al muro ed estratte dal fodero, con evidenti segni di ossidazione in atto? Mi sono sempre ripromesso di recarmi di nuovo lì, per parlare con qualche responsabile, intanto per informarmi se sanno che cosa sono quelle lame e se magari dispongono di maggiori notizie su di esse; poi per tentare di salvare il salvabile chiedendo loro quanto meno di rinfoderarle e spostarle dalla parete umida in attesa di portarle a politura. Il tempo, però, mi è sempre mancato. Chi altri ne sa qualcosa?
  12. Shinmen Takezo

    Documentario Sui Sky

    Il documentario si può scaricare con emule. Ne esistono diverse versioni (anche 16:9 preso dal canale ARTE) in tutte le lingue principali e con diversi montaggi a seconda del canale e dell'epoca in cui sono stati 'presi'. Ultimamente ho trovato un benemerito/a (tale ArmonicA) che lo ha reso disponibile con l'audio in italiano. Si scarica con molta lentezza, ma, come mi pare siano tutti abbastanza concordi, ne vale la pena. Peccato che alla fine sulla lama si veda l'incisione di un drago (mi pare) che compare improvvisamente senza che se ne faccia cenno, nemmeno a quando e come è stata realizzata.
  13. P.S.: conoscete qualche palestra dalle mie parti?...(Napoli e zone circostanti... ) In risposta a shimitsu masatsune. Per il kendo a Napoli, ti segnalo la "A.S. Vai mo'", che si trova a Soccavo (Na), Via Palazziello, 75. Ci insegna la M. Mafalda Chiaro, 5° dan. Il telefono é un cellulare, per cui, non essendo stato autorizzato, credo opportuno non renderlo pubblico; se me lo chiedi, te lo passo via e-mail. Mi raccomando. Questo recapito è il frutto di una lunga e tormentata ricerca!!! Infatti, credo che il fatto che si pratichi il kendo nella zona di Napoli lo conoscano solo quei pochissimi che frequentano il dojo, il quale si trova all'interno di un circolo del tennis!!!!!!!!! Il nome del dojo non richiama certo il rigore marziale giapponese, ma le persone mi sono sembrate degne. Anzi, ti prego di tenermi informato degli esiti ove mai decidessi di contattarli. Ho anche quest'altro recapito: Massimo - Palestra Matierno - Fratte; é un allievo del M° Infranzi di Cava de' Tirreni. Anche di lui ho il cell. Spero che questi dati possano esserti utili. P.S.: Oops! Mi accorgo solo ora del tremendo ritardo nella risposta, ma chissà che possa essere ancora utile.
  14. Sarei anch'io interessato all'acquisto.

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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