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Kantei Kansho – 30 Aprile 2016, Sesto Fiorentino (FI)

Incontro primaverile 

(a cura di Marco Pingitore e Francesco Marinelli)

Sabato 30 Aprile 2016 presso Casa del Guidi, Viale 1° Maggio a Sesto Fiorentino, si è tenuto il primo Kansho (kantei guidato) del 2016.

Un’occasione per i membri dell’associazione I.N.T.K per ritrovarsi a confrontarsi e scambiarsi opinioni sulle opere presentate nel corso della giornata.

Sono state studiate quattro lame:

Un tantō hirazukuri con mitsumune di Nobutsugu , scuola Shiga (Yamada) Seki, della metà del 1400 (kotō). Presentava un fantastico hada itame misto ō hada con masame lungo lo ha ed il mune. Vi era utsuri con mizukage, ji nie e chikei. Hamon di base suguha con ko gunome in nie deki, presenti ashi, nie e kinsuji.

Un wakizashi shobu zukuri  di Ida no Kami Ujifusa, scuola Owari, dei primi anni del 1600 (shintō). Hada in ko itame e masame lungo lo shinoji. Lo hamon è un togari gunome midare con ko nie deki. boshi con un lungo kaeri.

Un wakizashi kanmuri otoshi zukuri di Nobukuni Yoshitusugu, provincia di Chikuzen in stile Sōshū den, del tardo 1600 (shintō). Con un hada itame-mokume e ji nie. Lo hamon è un midare tendente allo hitatsura in nie deki, con muneyaki e tobiyaki.

Infine un katana di Hizen no Kuni Yoshimune, circa del 1850 (shinshintō). Lo hada è un tipico konuka. Lo hamon è un preciso suguha in ko nie.

L’attività si è svolta in due fasi: al mattino si è avviato appunto il Kansho vero e proprio dove per una mezza mattinata gli appassionati si sono avvicendati attorno al tavolo per osservare le lame e prendere appunti cercando di segnarsi i tratti salienti di ciascun oggetto. La persona doveva prendere nota del maggior numero di caratteristiche di ciascuna lama e farle proprie. Non si trattava infatti di un Kantei in cui occorre capire l’epoca, e/o la scuola (per non parlare dell’autore per i più bravi) ma solo di incamerare il maggiore numero di informazioni possibili grazie anche all’aiuto prezioso di Massimo Rossi e Gianluca Venier che ci affiancavano durante l’osservazione.

Successivamente nella seconda metà della mattinata Massimo e Gianluca si sono adoperati nello spiegare le lame nelle loro peculiarità e la loro storia, o meglio la loro e quella dei loro fautori;  Gianluca per il tantō di Nobutsugu ed il wakizashi di Ida no Kami Ujifusa e Massimo per il katana di Hizen no Kuni Yoshimune ed il wakizashi di Nobukuni Yoshitusugu. Le loro descrizioni ci hanno permesso anche di immergerci nelle vite dei maestri di allora per capire meglio l’evoluzione delle loro tecniche, infatti la descrizione delle opere ha permesso di entrare più a fondo nella storia degli oggetti, ma grazie alla competenza di Gianluca e Massimo sì è avuto l’occasione di rivivere un po’ la storia delle persone che le avevano realizzate. Gli oggetti, i manufatti, che oggi possiamo ammirare ci mostrano senz’altro la loro bellezza propria,  ma nel loro intimo sono i silenziosi testimoni delle mani delle generazioni attraverso le quali sono passati ed arrivati fino a noi. Inoltre, una lama, un koshirae (montatura), qualunque kodogu (fornimenti) raccontano attraverso la bellezza dei loro particolari sempre un po’ della persona che le ha realizzate a secoli di distanza.

Al pomeriggio è stato dedicato infine un momento per apprezzare lame, tsuba, montature dei partecipanti che hanno così potuto confrontarsi sui propri oggetti.

Anche in questo caso Gianluca e Massimo sono stati sempre presenti per apprezzare e commentare gli oggetti più disparati. Un grazie anche a Francesco Marinelli che, come sempre, si è adoperato per riuscire a trovare il tempo per scattare delle foto bellissime.

Ultimo ma non ultimo un grazie ai partecipanti. Quest’anno eravate in tanti e parecchi giovani, e questo fa ben sperare per il futuro.

Alla prossima!

Galleria fotografica:

(foto di Francesco Marinelli e Massimo Vaiani)