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nijuseiki

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  1. E per finire un bel nakago artistico.
  2. Scusate i tanti post, ho problemi con l'uploader.
  3. Ecco qualche scatto. Purtroppo la luce è stata drammatica.
  4. Grazie mille Sandro, mi hai dato nuovamente una grossa mano! spero entro giornata di postare il resto della spada, (ho un amico fotografo che mi deve un favore). Di nuovo grazie!
  5. Salve a tutti, vi chiedo di nuovo aiuto per una firma che non riesco a tradurre. Si tratta di una gunto, come l'anno scorso quando Sandro mi diede un grande aiuto. Appena possibile posterò anche il resto. Vi ringrazio in anticipo!
  6. nijuseiki

    Coraggio e onore

    Ottima osservazione ha fatto Leonardo. Molte cose discutibili sono state fatte. Alcune delle quali per altro non erano considerate neanche tanto tremebonde. Spesso al riguardo cito il "simpatico" episodio di Musashi Miyamoto contro la Yoshioka, quando terminò con il duello e la conseguente morte dell'ultimo esponente, un bambino. Oltre al quale c'erano circa altri 100 allievi della Yoshioka, ma questa è un'altra storia. Per altro Lisa ti consiglio di leggere "Il samurai Solitario", non tratta la Token ma l'ho trovato interessante. Ad ogni modo episodi particolarmente violenti non erano nulla di speciale. C'è stata secondo me una lettura deformata del samurai da parte dell'occidente, che lo fa apparire come giusto e benevolo oltremodo, non sto dicendo che non lo fosse, ma il dovere del samurai è un altro, servire il proprio signore, tutto il resto, etica morale e quant'altro, è subordinato al singolo individuo.
  7. Buttarla sull'antiquariato è una buona idea, al massimo anche "essendo antico, figuriamoci se ha il filo" pure fosse wazamono. Poi se vogliamo essere pignoli in questo paese una lama a filo singolo non è arma. Purtroppo il discorso è spinoso ma non credo che per un tanto facciano storie. Quando andai io in questura sembrava non capissero l'italiano. In ogni caso vedi cosa dicono, magari il problema non c'è, ogni questura fa un pò come vuole. Nel caso, ti consiglio di chiedere espressamente una spedizione privata e di assicurarti che il tragitto sia effettuato da aziende attendibili soprattutto in Italia. Spendi quei pochi euro in più ma almeno ti arriva. Per altro se non sbaglio dovrebbe esserci nel forum un documento che dichiara espressamente che un katana non è soggetto alle norme da arma bianca ed è completamente estraneo a tali procedure. Non sono armi proprie, secondo la prassi della maggioranza delle questure e con piena logica, le spade, le katane, le sciabole, le shuriken, non particolarmente affilate o appuntite, da considerare o strumenti sportivi o da arredamento o da uso scenico, o complemento di divisa. Esse quindi vengono liberamente importate e vendute e non vanno denunziate.
  8. A me piace. Nel complesso per quello che chiedono mi sembra ottimo. Certo la dogana è quello che è, mettiamoci pure le poste italiane... A me oggi hanno giocato un brutto scherzo con il libro sulla collezione compton...
  9. nijuseiki

    Inizio della grande passione...

    La passione per il Giappone è spesso, come ha detto Tsunetomo Yamamoto, innata. Io personalmente sono uno molto attratto dal valore spirituale della nihonto, e lo valorizzo sempre. Possiamo semplicemente dire che se qualcuno si avvicina a questa cultura è perchè così deve essere. La voglia spasmodica di conoscere la nihonto, non è come la passione per il cucito (tutto il rispetto per il cucito), "non viene a caso" se vogliamo metterla così, e a buon intenditor poche parole. Io non ho mai conosciuto un amante della nihonto sgarbato o irrispettoso. Anzi ho visto persone, completamente estranee all'argomento, avere in mano una lama di Masamune ed esserne completamente rapiti ed affascinati, come ho visto (e non sto scherzando) altri avere in mano la stessa lama e proferire: "Ma ci si taglia il prosciutto?" con aria scherzosa.
  10. Grazie Yama. E' vero la tsuka è completamente nuova, ho anche quella originale ma è in pessime condizioni, ho lasciato quello restaurato per un fatto estetico. Purtroppo l'ito è praticamente assente. Peccato, il saya è (apparte l'ammaccatura) veramente messo bene.
  11. Rispondendo a Vincent, cercherò di dare una resa migliore quanto riguarda le luci, un amico fotografo si è gentilmente offerto di darmi una mano, vediamo cosa ne verrà fuori. YamaArashi ha ragione ahimè, è una cosa che va ponderata, una politura può essere costosa e quando si parla di gunto la questione è spinosa. E' una strana sensazione, prima di diventare possessore credevo che la politura sarebbe stato l'ultimo dei miei problemi, neanche ci avrei pensato, ora invece guardo la lama e l'hamon implora di uscire fuori, benchè, certamente, si tratti di gunto. Non posso guardarla senza pensare "chissà cosa c'è sotto". Il koshirae, come dice Cesare, sembra in ottime condizioni, la saya è praticamente intonsa se non fosse per un brutto bozzo che si può notare nella prima immagine del mio precedente post. Per il resto tutte le parti del koshirae sono contrassegnate con lo stesso numero (23) come di consueto per le gunto. Dopo qualche ricerca, sono giunto ad alcune ipotesi storiche per questa lama. Con il prezioso aiuto di Sandro, la lama rivela essere stata fatta nel 1944, periodo di transizione per le gunto. Sembra essere nel periodo a cavallo tra le normali gunto da ufficiale e quelle truculente spade di fortuna la cui lama è completamente industriale e il koshirae è costruito con i più orrendi e tristi materiali ( NCO per ufficiali, in poche parole). Infatti, anche se numerati, gli elementi del koshirae sono stati messi insieme alla meno peggio. In genere le gunto hanno la classica linguetta, che può essere di vario tipo, che permette lo sblocco della lama, questa spada in particolare ha il foro sul fuchi che dovrebbe ospitare il bottoncino (quello a linguetta metallica che si incastra nel koiguchi) ma il meccanismo non c'è. Ho saputo di altre gunto con tali caratteristiche fatte intorno allo stesso periodo, ovviamente ammesso che non sia tutta una folle tirata e che semplicemente lo sgancio non sia stato asportato, cosa plausibile. Inoltre risulta che alcune lame fatte artigianalmente in tale periodo, per mancanza di tempo, anzichè polite come si deve venissero semplicemente lucidate a specchio. Se così fosse, l'hada di questa spada non ha mai visto la luce... sempre ammesso che ce l'abbia, l'hada... sob. Il fatto che non riesco a vederne le caratteristiche mi manda ai matti.
  12. Grazie per il sito che mi hai raccomandato e per l'interesse Mauri, su internet infatti ho trovato diverse firme di Yoshiharu alcune uguali e altre differenti come quella che hai postato. Ho scattato alcune foto intere, dunque, l'ito e il same sono nuovi, la lama è da polire, al massimo si intravede un suguha. Per il resto, ecco quà. Perdonate l'intasamento!
  13. Vi ringrazio di cuore per l'aiuto! Mi metto al lavoro e ve la mostro nella sua interezza.
  14. Salve a tutti. Intanto esordisco dicendovi che è il mio primo acquisto, purtroppo però da solo non riesco a leggere la mei. La lama è da polire, in ogni caso se può farvi piacere provvederò a postare una scheda. Grazie! P.S. Mi scuso per la qualità delle foto, non sono riuscito a fare di meglio.
  15. Credo infatti che ebay lo lascerò stare, benchè sia allettante. Quanto riguarda la questura non sono stati in grado di darmi una spiegazione esauriente, dopo una buona ora in cui cercavo di farmi capire la risposta è stata "...fatti la licenza per le armi da fuoco cosi stai a posto in ogni caso! importare armi dall'estero però è illegale". Per Novara non mancherò assolutamente.
  16. Come non detto se la sono comprata al volo la Sukesada, in ogni caso se qualcuno avesse consigli generali su come muovermi sarebbe ottimo. Grazie.
  17. Salve a tutti, dopo studio e libri e passione a vagoni non resisto più, voglio studiare su una lama mia. Da un pò ho il grandissimo piacere di frequentare un grossissimo collezionista che alla seconda seduta mi ha messo in mano Muramasa e Masamune, contate il fatto che non avevo mai visto dal vivo neanche l'ultima della gunto, ho sempre studiato sulla carta. Insomma morale della favola ho dei soldi da parte e sto esplodendo alla sola idea che potrei considerare l'acquisto di una nihonto, ovviamente ad un prezzo relativamente contenuto. Ho visto un wakizashi che mi sembra ottimo come prima lama, http://cgi.ebay.it/w...#ht_2691wt_1344 vero è che si tratta di ebay, cioè conoscendo dogana e organi competenti italiani potrei benissimo non vederne neanche l'ombra e buttare i soldi, nella peggiore delle ipotesi se qualcuno vuole farmi da kaishakunin è il benvenuto. Altrimenti, più costoso, c'è questo http://www.sakuramat...com/nihonto.php il quartultimo wakizashi, certo più costoso ma almeno ho delle certezze non indifferenti. Aspetto con ansia consigli!
  18. Girovagando su internet per ammirare alcune lame mi sono imbattuto (su http://www.e-sword.jp che per altro mi sembra un ottimo sito, chiedo conferma) in due lame catalogate wazamono. Mi sono subito chiesto se trovare wazamono in commercio sia una cosa rara o meno, e se si riesce a trovare anche qualche lama di grado superiore. Un'altra cosa che mi sono chiesto è in base a quali criteri stimano il valore di una nihonto, sicuramente entrano in gioco il maestro che l'ha fatta, l'epoca, lo stato di conservazione, il koshirae, ecc.. ma ho notato alcuni esempi incongruenti in cui lame fatte nel 2010 hanno un valore più elevato di altre molto antiche che magari si trovano in uno stato di conservazione perfetto e hanno una storia travagliata alle spalle.
  19. Potrei avere una spiegazione plausibile per questo. Con la seconda guerra mondiale gli americani si "interessarono del disarmo" dei giapponesi e compirono uno scempio storico. Passarono in trafila costringendo i cittadini a consegnare le loro armi, molte nihonto furono portate in america e questo lo sappiamo, ma in alcune prefetture fecero mettere tutte le nihonto di fila tra cemento e marciapiede in strada, poi con una bella passata di cingolato armato le spezzarono. Non so se è questo il caso perchè la spaccatura mi sembra troppo netta, escluderei un duello in quanto non credo sia possibile troncare una nihonto con un colpo, ma a giudicare da quello che dice la scheda sul periodo in cui si è rotta, potrebbe essere una spiegazione. Da quanto ne so molti pezzi vennero poi portati via ma non so darvi ulteriori dettagli sull'episodio storico.
  20. nijuseiki

    Salve a tutti

    Vi ringrazio, già da ieri appena dopo l'iscrizione ho cominciato a leggere e non riesco a staccarmi
  21. nijuseiki

    Salve a tutti

    Salve, mi chiamo Giovanni, sono di roma e ho 20 anni. Da che ho memoria la mia più grande passione è la katana giapponese, oserei dire che sono "maniacale" certe volte. E' strano da spiegare, è come se ci fossi nato con questa ispirazione, ma sicuramente l'inizio di tutto è avvenuto con mio zio, che appena nato mi regalò la mia prima katana, cosa di cui io non riuscii ad appropiarmi fino alla tenerà età di 7 anni (mia madre me la tenne nascosta, saggia donna). Era una spadaccia tutto sommato, dalla lama più che mediocre, il saya a pezzi, l'hamon faceva ridere, ma non era affilata e riuscii a tenerla per me, non facevo altro che brandirla tutto il giorno. Con il passare degli anni sono riuscito a comprarne alcune, anche se molto di rado, visto il fatto che non mi accontentavo della prima katana da esposizione che trovavo. Possiedo una katana, uno iaito, una shinobigatana, una shirasaya, un wakizashi e poco più. Quelle che ho non le considero altro che barre di metallo che ricordano analogamente una katana .Più di una lama forgiata in maru kitae semi artigianale da chissà quale impiegato, ahimè, non ho, e neppure ho mai visto con i miei occhi. Sono arrivato anche alla lontana ipotesi di provare a crearne una di mia mano, ma onde evitare il completo fallimento con depressione annessa, eviterei, senza contare le attrezzature e i materiali di cui non ho la minima idea di dove andare a pescare. Il mio sogno più grande come avrete capito è riuscire, un giorno chissà quanto lontano, a possedere una katana che si dica tale, vera, fatta dalle sante manine di un maestro giapponese. Vi ringrazio, ciao!

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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