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Chris LXXIX

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Che riguarda Chris LXXIX

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  • Compleanno 22/01/1979

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    Uomo
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    Pavia
  1. "... dovresti invece tagliare qualche braccio, cavare qualche occhio, vedere qualche vita che si spegne nelle tue mani, magari tra l'odore del sangue, a quello dell'urina e delle feci che si mescola alle urla di dolore." - (da leggere solo ed esclusivamente con la voce del buon Renato Pozzetto d'antan) v "E la Madonna!" :-P
  2. Qui è dove vive la mia 0.1 (femmina) di Scolopendra subspinipes. Per la maggior parte del tempo vive ben protetta, sotto la terra, ma quando esce, beh, allora si assiste a qualcosa di davvero impressionante (credetemi). Sono predatori nati. A differenza degli aracnidi, però, masticano. Mangiano praticamente qualsiasi cosa, frutta, pezzi di carne cruda ecc fermo restando che io suggerisco sempre grilli (solo da allevamento, mai quelli trovati nei campi, in quanto possono essere stati esposti a pesticidi ecc) e B.dubia (ben alimentati). Estremamente veloce. Estremamente difensiva (fa apparire certi ragni Africani dei bambini a cui hanno rubato le caramelle). Estremamente velenosa (una bambina, morsa vicino alla testa, è morta, nelle Filippine). Un morso è in grado di far piangere e urlare dal dolore un Navy Seal (non lo dico tanto per dire, un ex del corpo, negli States, è stato morso e ha postato il tutto). La teca deve, e dico deve, essere totalmente a prova di fuga. Un sacco di allevatori di aracnidi che conosco (a livello Europeo, e mondiale) non se la sentono di allevare le Scolopendridae Asiatiche. Io però li reputo animali magnifici... immensi. Assomigliano ad antiche divinità guerriere, con le loro scaglie scure che sembrano pezzi di armatura :-) La mia femmina l'anno scorso mi ha 'sfornato' una bella trentina di 'pedelings (che ho già piazzato). Solo ed esclusivamente per allevatori esperti, nonostante in Italia, ad oggi, non ci sia nessuna restrizione a riguardo (non sono aracnidi).
  3. Beh, i Nativi Americani con i loro 'Gunstock' (abbastanza devastanti e appuntiti) e le loro mazze fatte a mano ci vedevano comunque una sorta di personificazione dello spirito: la caccia; il rito di passaggio tra l'età dell'innocenza e quella adulta, del guerriero; la guerra ecc La stessa cosa, più o meno, cambiando contesto, valeva (e vale) per i guerrieri Nepalesi, con i loro 'Gurka Kukri', da cerimonia (non è raro che lo sposo lo porti in dote) ma anche da guerra. Oppure il pugnale Kirpan, per gli Indiani Sikh... come possiamo notare, tra le più svariate e differenti culture e latitudini, il 'coltello' non è solo ed esclusivamente un'arma per offendere :-)
  4. Occhio ai 40 ladroni, però :-P
  5. Megaphobema robustum, 0.1 (femmina). Montagne della Colombia. Sempre intenta a scavare, scavare, scavare. Ragno molto timido, è però l'unico capace di tre tipi di difesa: il morso (discretamente doloroso), il lancio di setae urticanti, e, usando una sorta di 'spine' (quasi invisibili a occhio nudo) presenti su entrambe le Leg IV, riesce a dare, con una specie di mezzo salto, alla minaccia, una sorta di colpo di frusta... uno Sjambok vivente, praticamente. L'ho vista fare questo gesto in più di una occasione. Ragno oggettivamente bellissimo da vedere dal vivo, con un "arancione" spettacolare.
  6. Ah ah. Sembrerà incredibile ma ci sono un sacco di ragazze e donne che allevano (pochissime in Italia, comunque) :-)
  7. Ah ah, no. L'Australia non permette (se non per rari, rarissimi motivi, tipo studio ecc) l'esportazione di Atrax robustus (e altri Hexathelidae Australiani) per cui nessuno fuori dal paese (se non appunto i ricercatori) possono detenerne uno. Chi dice il contrario (su Internet, non su siti Italiani, capita spesso) mente spudoratamente Credo che sia un bene, se devo essere sincero. Io saprei allevarne uno, senza problemi, lo dico senza falsa modestia, eh (certi Africani e Asiatici, a voler guardare, nonostante non siano cosi velenosi, sono molto più veloci e difensivi, alla fine) ma, come ho detto, è un bene. Il veleno è veramente un problema per chiunque, morso, non si trovi immediatamente nell'area urbana di, o, meglio, direttamente a Sydney. Immaginiamo un morso in Italia (o in Polonia, Romania, Ungheria ecc) beh, ho ragione di credere che la vittima sarebbe già mezza morta prima ancora che la macchina della burocrazia si metta in moto per ricevere l'antidoto dall'Australia in tempo. Antidoto che, recentemente, a livello di stock, in Australia, non è più ai livelli di prima (questo dettaglio mi è stato confermato da più aracnologi Australiani). Comunque in Australia si possono detenere, essendo ragni nativi del paese (al contrario di tutti gli altri) anche se resta comunque molto controverso :-) Per quanto riguarda Sicarius hahni, beh, in Italia (esattamente come Atrax robustus) gli aracnidi dotati di un veleno potenzialmente (e senza potenzialmente) mortale non si possono più detenere dal 2003, anno in cui è passata la legge 213 (poi comunque rivista). Il veleno di questo ragno, tecnicamente, dovrebbe essere il più pericoloso del mondo. Non esiste l'antidoto, il veleno distrugge letteralmente i tessuti e gli organi, dall'interno... cioè è praticamente la 'Scuola di Hokuto' fatto ragno Non è però, nella maniera più assoluta, un ragno difensivo (infatti non si hanno notizie certe di morsi ecc). La cura è davvero molto semplice. Conosco Inglesi e (pochi) Americani che lo allevano. In tutta Europa, comunque, dal Regno Unito alla Germania ecc li vendono, e a prezzi ridicoli (a ogni modo, comunque, qui in Italia sono vietati). In tutta onestà non credo sia corretto dare a tutti la possibilità di comprare certe specie, in questo senso sbagliano, in Europa. Sarà un ragionamento 'elite-snob', ok, ma basta che un S.hahni arriva nelle mani di, che so, il classico 'Bimbominkia' Inglese che lo acquista su Internet, si fa morsicare perchè magari deve farsi il 'selfie con il ragno in mano' a tutti i costi, e tac! tutti i ragni il giorno dopo vengono demonizzati (e con essi ovviamente gli allevatori esperti e che hanno, come me, un approccio scientifico a 360°). :-)
  8. Purtroppo non posso promettere nulla, ma se riesco si (a smontarla, intendo) :-) No, per quanto riguarda l'affilatura mi sono espresso male. Non voglio affilarla (primo perchè comunque diventerebbe arma a tutti gli effetti). Con 'affilatura' intendevo dire se l'acciaio della spada era (imitazione a parte) comunque buono (o poteva essere buono, tipo quello di un Machete, per dire) e non tipo lame di "plastica/giocattolo". Una mia curiosità
  9. Uno dei ragni più 'tranquilli' e, a mio modesto parere, belli in assoluto: Chromatopelma cyaneopubescens (Nord del Venezuela). Nome comune 'GBB Tarantula'. Un ragno che è sempre indaffarato a far qualcosa, specialmente ragnatele Molto veloci, ma facili da allevare. Carattere generalmente 'buono'. Femmina juvenile v
  10. La mia femmina di Pterinochilus murinus (Kenya, Tanzania e... tutta l'Africa Sud Orientale, praticamente) mentre 'chiude' l'entrata di casa. Il nome comune di questo ragno è 'OBT', ovvero 'Orange Bitey Thing'. Mai soprannome fu più azzeccato. Il veleno è potente, il dolore incredibile, da far piangere uomini forti e adulti (mai stato morso in 25 anni, ma ho letto i 'Bite Reports' e ho parlato con chi ha avuto la sfortuna). Personalmente amo questa specie.
  11. La mia femmina di Ceratogyrus marshalli (Zimbabwe), nella sua tipica tana a "J", con tre 'entrate'. La particolarità di questo genus (Ceratogyrus) è il 'corno' che hanno sul prosoma. Il nome comune è 'ragno babbuino cornuto'. Estremamente veloci, estremamente difensivi, come tutte le Theraphosidae Africane.
  12. La mia femmina (vecchietta, ha quasi 12 anni) di Lasiodora parahybana (Brasile) mentre sta mangiando un grillo: è adorabile :-)
  13. Quella che io chiamo la mia bambina femmina di Pelinobius muticus (Kenya, Uganda) fotografata in un raro momento all'aperto (si stava pulendo) perchè 99 su 100 vivono sempre sotto terra. Il secondo ragno più grosso dell'Africa, uno dei cinque più grossi al mondo. Quando è arrabbiata (cioè quasi sempre) stridula e si mette in posizione di attacco. Più o meno è grossa come una mano ma aspetto altre mute. Bella eh? :-)
  14. Ah ah, vero. Ma almeno la fregatura l'abbiamo presa all'epoca (i primi '90), quando l'ignoranza era a livelli più alti. Pensa a quelli che la prendono ancora oggi :-)
  15. No, no... non ci sputiamo sopra, eh :-) Cioè, è una 'Pacchiana Pakistana'. Non ha nulla a che vedere con il Giappone. Per voi è (giustamente) eresia. Però, vi chiedo un favore... analizziamo solo la spada a 360°, ora, per un minuto (senza tener conto dell'imitazione ecc). A me, dal peso a comunque l'acciaio della lama (che tutto mi sembra tranne che un giocattolo) viene l'impressione che, se la lama fosse affilata per bene, come "arma/spada in sè" la capacità di taglio potrebbe essere anche discreta. Non dico 'taglio' come magari intendete voi, tipo la pratica, i colpi ecc ma 'taglio' nel senso di tagliare, intendo, ah ah. Una cosa, però: faccio per dire, perchè conosco la legge e so che una spada affilata diventa 'arma propria', però... giusto per il piacere di parlare, secondo voi potrebbe essere o mi sbaglio? Perchè ho visto queste "Katane" da poco (dal vivo) e questa Pakistanata mi sembra un filino più tosta (se considerata, ripeto, come mero e volgarissimo 'coltellaccio/arma' e non come spada Giapponese)

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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