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Quel sottile filo rosso (sangue)

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(sottotitolo: invito al kantei)

. . . se ne parlava pocanzi qua http://www.intk-token.it/forum/index.php?/topic/10004-una-tōken-costruita-in-corea/ e guardailcaso una lama appare all'orizzonte.. dove un giovane bimbo affrettava i suoi passi, mentre qualcun altro, sopra lui, era in affanno.  Tra Giappone a Korea i passi divvenero corsa affannata e nervosa.
Una corsa che porta all'invasione, e dall'invazione alle ritorsioni, guerra e pace e ancora guerra.  A momenti alterni.
Come un "hamon variegato" che raccoglie le gesta della memoria di un ragazzo ormai cresciuto che si appresta a forgiare la sua.. di memoria.
Una memoria che si rifà al passato, affascinata e disturbata dal contorno che qualche parente o maestro va raccontando, mentra lui batte con un martello la sabbia indurita dal fuoco per plasmarla e lasciare, a sua volta, una memoria che nessuno mai interpreterà (forse) come tale.
Nel mentre, lui cresce, ma anche se oltramare le cose van migliorando, i ferri son rimasti caldi .. Sekigahara è ancora intrisa di sangue, e intanto qualcuno scriveva «Possa lo Stato esser pacifico ...» ma ad Osaka un castello accendeva attorno a se un'altra miccia, e due Clan si affrontano..  Toyotomi Hideyori e Tokugawa Yeyasu.

Da queste digressioni, talvolta qualcuno raccoglie un sottile filo rosso e lo segue in un percorso che lo porta a cercare risposte che la storia non ha mai dato.
Nel caso.. ci pensò un olandese a lasciare una traccia scritta, forse pensando a memorie per le future genti.. forse per trarre un insegnamento da quelle disperate e inutili gesta o forse, ora come allora, solo come un semplice racconto, 
tracciato sul ferro di una lama.

Mainichi_OsakaXVII.jpg

.. in breve si narra che  diversi signori fedeli a Toyotomi Hideyori, figlio e designato successore di Toyotomi Hideyoshi, pensarono che sarebbero stati graziati e avrebbero dato fuoco al castello di Osaka per disertare e passare al fianco del nuovo reggente, Tokugawa Ieyasu.           Ma .. morirono sul posto, spinti fuori dalle mura del castello da Hideyori.
Alla fine, fu impossibile spegnere l'incendio che avevano iniziato. 
Così Hideyori e altri daimyo, che avevano perso il coraggio di combattere, si uccisero per seppuku, permettendo all'imperatore Tokugawa Ieyasu di riconquistare il castello.
La
lettera dice anche che circa 10.000 persone, tra cui i soldati di Hideyori, han perso la vita.  Era il 1615.

Volendo .. queste ed altre notizie sul Mainichi, un quotidiano pubblicato dal 1922   https://mainichi.jp/english/articles/20160922/p2a/00m/0na/005000c

 

Questo il mio sottile filo rosso sul kantei, solo per stimolare la curiosità di chi guarda e passa...
Provare a leggere tra le onde di un hamon "stampato" su un pezzo ferro, talvolta, porta ad aprire porte interessanti.
Non tralasciate il kantei ...  voi che passate  (provare non costa nulla, o meglio costa dedicare un pò di tempo, sottratto alla ricerca di un prezzo di un pezzo di ferro del quale ancora non conosciamo proprio nulla.)

Kantei Febbraio.JPG

 


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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(come al solito..) P er no n lasciar e solo parole alven to.. 
Dal mio database.. una interessante lettura (lame nella storia).

JapanSwordSmiths.pdf

source Academia.edu by J.Nandris.. Il periodo del Kantei si svolge da pagina 23 (ma credo che la troverete interessante nel suo intero.)almeno così spero..


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(con spirito poco giapponese, vorrei consigliarvi la lettura di questo opuscolo.. sia per eventuali confronti, sia perché riporta diverse notizie che oggi definiremmo di "gossip delle spada" .. tipo che la vera fortuna di Hankei, seppur postuma, la ottiene quando da armaiolo trasformato in fabbro e “copista” di Masamune, viene ri-trovato una mattina per strada.. tagliato a metà da un colpo di spada.)

Comunque.. apparte i consigli per gli acquisti (basta semplicemnte scaricarlo,) considerato che nel kantei di febbraio si valuta una lama sicuramente del periodo Shinto, e, non ultimo, con un pensiero per Shirojiro (che dice di avere difficoltà traslative) VI riporto il capitolo relativo al citato periodo, dove - in un primo tempo - «la nuova spada» incontra giovani e vecchi corpi da tagliare per poi defilarsi in bella mostra.. al fianco di ricchi commercianti che, orgogliosi, mostreranno al mondo oramai allrgato, le magnificenze dei nuovi artigiani .. che comunque resteranno sempre con un occhio, e una mano, verso il passato.  (leggasi shinsengumi)
Buona lettura..)

Pag 23

SHINTO   [New Swords] 1573-1600 (-1614)  The MOMOYAMA period

Il periodo Momoyama può considerarsi iniziare nel Ten-shô [1573-] o nel Ei-roku [1588-] a seguito dell'editto di Toyotomi Hideyoshi del 1588 che vietava agli agricoltori di portare le spade, ma è il primo anno del Keichô [1596-1614] che segna davvero la fine del periodo Kotō-swords e gli inizi dell’epoca di Shintō [Arami] la nuova lama, in Edo, Kyoto, Osaka e altri città.

Il periodo Shintō dura, più o meno, fino al Bunka [1804] o al Bunsei [1818-] sotto lo shogunato Tokugawa.
A seguire si cominceranno a definire le nuove lame come Shin-Shintô e da qui sino alla fine del XVIII secolo.

Nelle spade di Shintō toku den  le materie prime, i diversi acciai e le tradizioni regionali non si differenziano più come era stato per le Kotō-Swords, quando il  jigane variava da provincia a provincia ed ora anche il nambantetsu, l’acciaio straniero, iniziava ad essere utilizzato.

Nella battaglia di Nagashino nel 1575 un uomo di umile nascita, Oda Nobunaga (1534-82), sconfisse Takeda Katsuyori, portando a termine lo shogunato degli Ashikaga e le guerre del Sengoku jidai e riescirà a unificare il Giappone.
Nobunaga vinse la sua battaglia in parte con l'aiuto di 3000 armi da fuoco, che erano state replicate con ironica efficienza dei fabbri giapponesi,  dopo che trovarono die fucili a pietra focaia a bordo di una nave portoghese che si incagliò sull'isola di Tanegashima, il 23 agosto 1543.  Questi tre "fatti" potrebbero essere presi per simboleggiare il primo impatto europeo sul Giappone.

NObunaga regnò nel Momoyama a Kyôto, costruendo castelli di pietra a riparo delle nuove armi da fuoco. Fu ucciso nel 1582 nel tempio in fiamme di Honnō da Akechi Mitsuhide, che fu poi sconfitto da Toyotomi Hideyoshi (1536-1598).    Per la definitiva pace bisognerà attendere l'ultimo assedio al castello di Osaka nel 1615.

I principali fabbri Momoyama includono Nanki Shigekuni, Echizen Yasutsugu e Hankei, a Edo, mentre a Yamashiro emergono due importanti scuole, quella di Umetada Myôju (che ebbe un'influenza primaria sul csd. Keicho Shinto e su Tadayoshi di Hizen) e quella di Horikawa Kunihiro, che influenzò Dewa Daijo Kunimichi, Kunikiyo e molte altre scuole, anche attraverso Kunisada e Kunisuke, con lavori tipici dell’Osaka Shinto.

Queste, come un'altra scuola principale, ad esempio quella di Mishina.. le vedremo dopo.

Durante il Sue Kotō molti fabbri emigrarono per concentrarsi nelle «città del castello», abbandonando le tipiche zone di produzione come Bizen, Mino, Yamato e Sagami.

Il potere ereditario dei Daimyō divenne subordinato a nuove ricchezze, al pari il caratteristico stile Kambun Shintō con la sua sugata diritta caratterizza il 1660, in risposta agli sviluppi del kenjutsu nella tecnica della scherma, mentre gli stili Shin-Shintō si sviluppano dal 1781 circa fino alla fine dell'era Tokugawa (Edo).

Il periodo Momoyama vide lo sviluppo dell'uchigatana nel daisho, o coppia di spade.. “grandi e piccole”: la katana di solito con un nagasa di 24-30 pollici e il wakizashi di circa 18 pollici, o fino a 2 shaku.

Molte lunghe lame di stile Nambokuchō subirono un aumento sino a 70 cm e le spade più lunghe, con un nakago più lungo, riflettono ancora una volta uno stile di combattimento a due mani, e mentre le forme erano modellate sul grande Nambokuchō tachi che era stato accorciato durante il Muromachi per essere usato come uchigatana.. come si riscontra ad esempio nell'opera di Hankei, un armaiolo trasformato in fabbro e “copista” di Masamune.. La sua fama duratura fu assicurata quando fu trovato una mattina per strada, tagliato a metà da un colpo di spada.

Tornando ai nostri,
Umetada Myôju (1557-1631, 74 anni) fu un grande fabbro di Kyōto. SI dice che affermava di essere in “venticinquesima fila” in linea con Munechika, e viene spesso preso per definire i confini tra le tradizioni Kotō e Shintō.   Ha lavorato ko-itame fine ed era un abile intagliatore di horimono, ma sono soprattutto i suoi tantō che sopravissero al tempo.

Aveva molti grandi allievi tra cui Tadayoshi di Hizen, Kunihiro, Higo no Kami Teruhiro, Harima no Kami Teruhiro, Yamato Daijô Yoshinobu e Yamashiro Muneyoshi o Munenaga.

L'orfano Hashimoto Shinzaemon (1572-1632) della provincia di Hizen studiò sotto Umetada Myôju a Kyōto dal 1596 al 1598, sostenuto dalla famiglia Nabeshima di Saga, e prese il nome di Tadayoshi.
Ha prodotto buone spade, spesso con horimono di altri studenti di Myoju, ad esempio Munenaga, Yoshinaga o Tadenaga.
Dopo il suo ritiro dalla testa del clan nel 1614, firmò come Musashi Daijo Fujiwara Tadahiro.
SI trovano mei, della prima generazione, firmate come Hizen no kuni Tadayoshi, ed anche come Goji Tadayoshi.
Si trasferisce a Kyushu per servire sotto l'illuminato patrocinio di Nabeshima, avendo come allievi fabbri di prima qualità, come Masahiro, Yukihiro, Munetsugu o Yoshiie e suo figlio Tadakuni… quindi la tradizione è forse la più produttiva di quella di qualsiasi altra scuola del periodo shinto.


Le generazioni successive della scuola Hizen Tadayoshi furono: -
2 Omi Daijo Tadahiro
3 Mutsu Daijo Tadayoshi, in seguito Mutsu no kami
4 Omi Daijo Tadayoshi
5 Omi no kami Tadayoshi
6 Omi no kami Tadayoshi.
Dopo la sesta generazione il Tadayoshi può essere classificato come fabbro Shinshinto.
7 Omi no kami Tadayoshi
8 Tadayoshi. Non ha ricevuto alcun titolo,
ma si classifica al terzo posto tra i fabbri Tadayoshi e morì nel 1853.
9 Questa generazione risenti molto dell’editto Meiji del 1876.

Fabbri in attività nello stesso periodo della scuola Hizen Tadayoshi erano.. Tosa no kami Tadayoshi, Kawachi Daijo Masahiro, Dewa no kami Yukihiro, Iyo no jo Munetsugu (che firmò con katana mei sul sashi omote), Yoshiie (allievo della prima generazione Tadayoshi) e Harima Daijo Tadakuni (figlio di Yoshiie, in seguito Harima no kami).


I fabbri di Hizen hanno prodotto tipicamente un hamon in notare e suguha in nie deki, con komaru boshi e un finissimo ko-mokume hada, ricco di jinie che è noto come konuka o “hada di farina di riso”.
Le linee collaterali forgiarono similmente in choji.  L'HIzen sugata spesso si ispira alla scuola Rai, con suguha, gunome midare o choji hamon e lunghi ashi che arrivano fino alla ha, dove tendono ad allargarsi.. tachi mei son usuali.

Un altro valido allievo di Umetada Myoju durante il periodo Momoyama fu Horikawa Kunihiro   (Vedi F.Stride, in Program of the Token Society of GB, vols.170 & 171, 1976).
Insiema a Nagasone Kotetsu viene valutato come uno dei migliori fabbri dell’epoca Shintō.

Inizialmente era un samurai di Furuya a Higo, dove nacque nel 1530 e più tardi passa, come servitore della famiglia Itō della provincia di Hyūga sul Kyūshū.. viaggiò molto forgiando spade e fungeva da "armiere" alle spedizioni alla fine del XVI secolo di Hideyoshi in Corea. Era un eccellente intagliatore di horimono.
Sembra che non abbia firmato alcun lavoro fino a quando non aveva 46 anni, quindi la sua prima lama datata è circa 1576 e la sua ultima è 1613.
Uno dei capolavori di Kunihiro è la lama
Yamauba Giri del 1590, influenzata dal lavoro di Chogi.

Più tardi nella vita Kunihiro si firma come yamabushi, ovvero monaco (delle montagne).

Dal 1599 circa Kunihiro si stabilì a Ichijō Horigawa in Kyōto e creò uno stile che è stato definito Horikawa-mono, basato su maestri Sōshū-den Kamakura e Nambokuchō come Yukimitsu, Masamune e Sadamune.

Tra gli allievi di Kunihiro ci sono Izumi no kami Kunisada e Kawachi no kami Kunisuke, Kuniyasu, Osumi no jo Masahiro, Echigo no kami Kunitomo, Yamashiro no kami Kunikiyo, Awa no kami Ariyoshi, Heianjo Hiroyuki, Fujiwara Hirozane e, forse il migliore, Dewa Daijo Fujiwara Kunimichi.
Kunimichi nacque nel 1576 ed era attivo da Keichō (1596-161) a Meireki (1655-1657), forgiando principalmente in stile Sōshū, mentre Kunisuke portò avanti la tradizione Horikawa nel periodo di Kambun.

Un contemporaneo di Umetada Myoju e Horikawa Kunihiro a Kyōto era Kanemichi di Seki, fondatore della scuola Mishina.

>> Il favore dello Shogun Tokugawa potrebbe spiegare la classifica della scuola Mishina, spesso mediocre, talvolta al di sopra dei loro illustri coevi {}. Era del gruppo Muroya della scuola Sue Seki [sotto il Gokkaden]. Come semplice Kanemichi ha firmato con Niju Mei. Durante Eiroku 12 [1569] dopo aver completato con successo un tachi per l'imperatore Ogimachi gli fu concesso l'uso del kanji "O" anche pronunciato "Dai" e firmò come O Kanemichi. Più tardi, quando gli fu concesso il titolo mutsu no kami, lasciò il kanji "kane" e divenne noto come “O-michi” o più comunemente Daido, fondando una scuola che continuò per diverse generazioni.<<

Kanemichi con i suoi quattro figli si trasferì da Mino a Kyoto verso Eiroku 12, l'ultimo anno di Eiroku [1569) caratterizzando l’inizio al periodo Momoyama.
I quattro fratelli, noti come sampin, o scuola di Mishina, portano un cognome comune in un villaggio vicino a Seki.
Durante il Keichô (1596-1614) questi fabbri cercarono di emulare la Den di Mino e l'opera di Kaneuji, da cui Kaneìmichi aveva affermato di rappresentare la nona generazione.
C'è un bel tanto di Etchu no Kami Masatoshi nel British Museum.
Insieme a Omi no Kami Hisamichi (un allievo di Iga no Kami Kinmichi) i fratelli divennero noti come Kyōto Gokaji, o cinque grandi fabbri di Kyōto.

Nel 1614 (il diciannovesimo anno dell’era di Keicho) forse il migliore, Iga no Kami Kinmichi nidai..  Tokugawa Ieyasu gli diede l'incarico per fabbricare mille spade in cento giorni durante l'assedio invernale del castello di Osaka, e divenne noto come Nihon Kaji Sosho o "Chief Master Smith of Japan".

Insieme a Tamba no kami Yoshimichi di Kyōto ha dato origine al sudare-ba, e in questo modo forse ha contribuito a sviluppare il complesso hamon dal gusto “commerciale” del periodo Edo, con rappresentazioni “letterali” del Monte Fuji (es. Kunisuke), o la luna o il kamusui hamon .. un crisantemo che galleggia sull'acqua.

 

1600-1868 Il periodo EDO [ TOKUGAWA ]
Alla morte di Toyotomi Hideyoshi nel 1598 ci fu un periodo confuso di guerra civile.

Nel 1600 Tokugawa Ieyasu sconfisse i suoi rivali nella battaglia di Sekigahara e fu nominato Shōgun nel 1603.
Nel giugno 1615, in occasione dell'assedio estivo del castello di Osaka, Ieyasu annienta il potere del clan Toyotomi.

Solo allora l'influenza della cultura di Momoyama alla fine si attenuò e la pace prevalse per circa 250 anni fino alla fine del periodo Edo.

Ieyasu governò dal villaggio di pescatori di Edo (Tokyo) dove costruì un grande castello sul sito del suo headquarters, che ora è incorporato nel Palazzo Imperiale.  La Imperial line continuò a Kyoto.
 

I maggiori fabbri del periodo Edo includono Nagasone Kotetsu in Edo.
A Osaka abbiamo Izumi-no-kami Kuni'sada, Inoue Shinkai, Echizen-no-kami Sukehiro, Omi-no-kami Sukenao, e Ikkanshi Tadatsuna; con Sendai Kuni-kane a Mutsu.  
Nella provincia di Satsuma Mondo-no-sh
ō Masakiyo (1670-1730) raggiunse il primo rank (titolo) durante il Genroku (1688-1704), portando avanti le tradizioni di Naminohira e della Soshu-den.
Dopo aver collaborato con Yasuyo nel 1721, nel forgiare una lama per lo Shogun Yoshimune in Edo, ai due fabbri fu permesso di incidere la singola foglia hollyhock aoi mon sul loro nakago.. (la altea rosata).

All'inizio del periodo Edo la Spada ancora continua ad avere un uso pratico.
Si potrebbe dire che il grande spadaccino Miyamoto Musashi (1584-1645) possa aver coltivato le arti del kendo e dello “zen sumi-e” (meditazione e pittura) in egual misura.
All'età di ventinove anni aveva ucciso almeno sessanta uomini.
Il Bushidō, o la Via del Guerriero, fu in seguito ufficializzata, tra le altre, da Yamaga Sōkō (1622-85). La technique du Ken'jutsu si è evoluta come esercizio in tempo di pace durante gli anni 1660 e i suoi “fondamentali” si riflettono nella dritta lama del Kambun (1661-73).
Tra i fabbri Kambun si annoverano Yasusada o Kotetsu, al pari di Kanesada di Echigo e Iyehiro di Kaga.
Più tardi, nel periodo Edo, Yamaoka Tesshu (1836-1888) divenne noto come un altro grande «uomo di spada» in gran parte attraverso la sua devozione alle pratiche ascetiche e, in contrasto con Musashi, senza mai uccidere un uomo.


La moda del periodo (chiamiamola pure gusto o tendenza in tempo di pace) aspirava a scimmiottare alcuni degli elementi della cultura guerriera, ma non poté resistere alla coltivazione di forme meno contenute come «l'haiku di sette sillabe», il romanzo, i drammi della ballata-jōruri e il kabuki; così come favoriva montature (fornimenti)  appariscenti e l'elaborato hamon con rappresentazioni del Monte Fuji. Fuji.

La cultura in tempo di pace (Genroku 1688-1704) è in parte rappresentativa..  il florido tōran hamon, creato dalla seconda generazione di Sukehirodi Osaka (1637-1682).
 Nelle lunghe tradizioni delle “montature” di spada Gotō Yujo (1440-1512) aveva servito Ashikaga Yoshimasa come kanagushi,[.. non so cosa sia], e la famiglia Gotō continuò ad eccellere in questo ruolo per sette generazioni, sotto gli Ashikaga e i Tokugawa.
 Nel 1645 lo Shogun decretò che la lunghezza della katana fosse limitata a 2 shaku e 8/9 sun ( 84,8-97,9 cm) e il wakizashi a 1 shaku e 8/9 sun (54,5-57,6 cm).
Dal momento che i commercianti potevano ora indossare solo wakizashi, molti di questi erano pezzi di alta qualità, commissionati, come per le lame di Masakiyo.
 Il periodo Edo si conclude con il Taisei Hokan, quando l'ultimo Shōgun Tokugawa Yoshinobu lasciò (riconsegnò) il potere all'Imperatore.

Uno dei grandi fabbri del periodo Edo e di Shinto in generale, classificandosi come Horikawa Kunihiro, fu Nagasone Kotetsu (c.1605-1678) che iniziò la sua vita come katchushi a Nagasone (restarautore di armature).
Le sue lame preferiscono la Kambun-sugata dritta con nagasa di 71 cm o più, e tra le sue innovazioni c'era il juzuba-hamon.   Kotetsu  incarna lo spirito di "Edo-Shintō", che include i discendenti di Yasutsugu di Echizen, con Yasusada, Kaneshige e Masahiro.
Yasutsugu usò il namban-tetsu, l’acciaio straniero, e gli fu concesso il diritto di usare il Tokugawa aoi mon come Ieyasu.

I fabbri di Edo possono essere in contrasto con i fabbri Osaka-shntō, fondati da Kawachi no Kami Kunisuke e Izumi no Kami Kunisada (entrambi gli studenti di Kunihiro) e suo figlio adottivo Inoue Izumi no Kami Kunisada che è venuto per essere conosciuto come Shinkai e ha lavorato in stile Kambun-shinto sotto l'ispirazione di Go Yoshihiro, insieme a Tsuda Sukehiro e Omi no Kami Tadatuna, entrambi di Harima.

Lo yakidashi dei fabbri di Osaka pende verso lo hamon, mentre quello dei fabbri di Edo corre più dritto.. prima di farlo, mentre il Kyo-yakidashi di Yamashiro shinto è anche in un primo momento suguha ma con qualche notare o kyo-midare e un rigido collegamento con lo hamon..

 

Dopo la caduta del castello di Osaka nel 1615 i fabbri di Osaka del XVII secolo caratterizzano la hada con  una superficie molto fine e con uno sgargiante hamon con yakidashi.
Lo hamon toran, fluttuante, introdutto da Sukehiro, viene continuato da Sukekuni su lame con sugata in stile kambun, come lo era stato dai tempi di Fujiwara Iyehiro a Kaga.
Troviamo anche il boshi shintō-komaru.

Due generi di fabbri Edo hanno lavorato a Osaka sotto il nome di Izumi no Kami Kunisada, il primo conosciuto come Oya Kunisada e il secondo come Shinkai Kunisada, che è conosciuto dal tardo periodo Kambun in poi, quando prese gli ordini buddhisti, come Inoue Shinkai.

Durante il periodo Edo c'era una profonda consapevolezza dell'eredità del passato.

Nel 1719 nella provincia di Shinshu furono registrate notevoli opere (meitō) nel Kyōho Meibutsuchō o "Catalogo delle cose famose", compilato dalla famiglia Honnami per Yoshimune, l'ottavo Tokugawa (1684-1751).  
Il movimento revivalista incarnato da Masahide comincerà alla fine di Edo, con una nuova lama.. la Shin-Shinto.

Pag27

 

 


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Tornando al nostro kantei, quello del mese di marzo molto probabilmente tratta una lama di tradizione Yamato.

Sempre dal ns. libretto (quello sopra allegato) riporto qualche sommaria notizia sulla Den..
(pag.12)

YAMATO DEN
Yamato è sicuramente il centro “operante” più antico, probabilmente dal IV secolo, situato a sud di Kyōto sulla penisola di Kinai, al centro di Nara.

Si dice che Amakuni abbia vissuto a Uta durante il regno dell'imperatore Kammu (781-806) e, si narra anche, che sia il fondatore della Yamato-den all'inizio dell'VIII secolo ed anche il primo fabbro a firmare il suo lavoro.
La notevole lama della collezione imperiale chiamata Ko-garasu-maru o "Piccolo Corvo" è attribuita ad Amakuni, anche se essenzialmente sia unica e non firmata.
Dall'XI secolo la “sua” tradizione è seguita dalla scuola che prende il nome dai fabbri Senju-in (Senju-tani di Wakakusa-yama) o da Yukinobo (attivo, come scuola, dal 1150 al XIII secolo).

Le lame Yamato mostrano tipicamente parti in masame hada (in particolare nella scuola di Hōshō), e talvolta in itame con jinie, con un suguha hamon in nie deki che può essere hotsure [frayed] o nijuba [re-doubled].
Diverse lame sono state spesso prodotte con il patrocinio (su richiesta) degli Sohei.. i monaci guerrieri associati ai templi buddisti intorno a Nara.
A partire dal XII secolo la tradizione Yamato incorporava cinque scuole principali associate a questi templi.. Hōshō, Tayema (Taima), Senjuin (collegata al tempio di Kofuku-ji), Tegai e Shikkake.

I fabbri di riferimento delle varie scuole di tradizione Yamato erano .. (Hôshô) Sadamune a Takechi, (Tayema) Kuniyuki a Nara, (Senju) Shigehiro e Yukinobu, (Tegai) Tanenaga, (Shikkake) Norinaga.


La scuola Tegai di Nara era associata alla porta Tengai del tempio Todaiji.
Fu fondata da Kanenaga durante il periodo Kamakura e continuò ad operare sino al periodo Muromachi.. con i suoi fabbri che usavano il kankj "kane"
« »..  come Kanetoshi.

Verso la fine del periodo Kamakura nella scuola Tegai arrivò Kaneuuji.
Sebbene nato e formato a Yamato, si dice che studiò sotto Masamune e prese familiarità con le tradizioni Soshu e si trasferì a Shizuyama nella provincia di Mino alla fine del XIII secolo, durante il tardo periodo Kamakura, dove come Shizu Saburo Kaneuji fondò la scuola Naoe Shizu nel Nambokucho, che si sviluppò nella Mino-Den intorno al periodo Oei, trasmettendo ad essa la sua abitudine di "forgiare in masame* negli ha e negli shinogi.   *(
leggere successivi Gluca-post con interesanti precisazioni)
Tra i suoi capolavori c'è la lama di nome Sasa no Tsuyu o "Rugiada sull'erba", chiamata così per il l suo scintillante jinie di cristalli di martensite.
Arrivato a Mino cambiò il kane .. da
包  .

Anche Kanetomo, Kanetsugu e Kanenobu lavorarono con (o sotto la guida) di Kaneuji.
 

La scuola Hōshō, nella Yamato- den, fu fondata nella seconda metà del XIII secolo da Kunimitsu, padre di Hōshō Sadamune e include anche il fabbro Sadamitsu.
La scuola scomparve nella seconda metà del XIV secolo, e, si dice, che solo alcuni fabbri minori che continuarono la tradizione fino alla metà del XVI secolo.
Il lavoro di Hōshō produsse un hada in masame molto definito, con un suguha ricco di nie e nijuba, o ji-nie delicatamente ondulate.


La scuola Shikkake si suppone che operò tra la fine del Kamakura e il Nambokucho ed è associata al fabbro Norinaga (nato nel 1272), probabilmente in una zona del sobborgo settentrionale dell'attuale Nara o vicino al villaggio di Kishida nella contea di Yamanobe.

Diverse generazioni hanno lavorato tra i periodi Kamakura e Muromachi.

 

(in corsivo alcune modifiche)

Modificato: da betadine

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Mi permetto di aggiungere una precisazione. Non è corretto affermare che le lame di scuola Yamato sono realizzate in masame.
Il masame è senz’altro presente ma raramente è dominante. Spesso e volentieri è visibile solo in alcune aree della lama, in modo particolare lungo lo ha e questo determina la caratteristica predominanza di hataraki “orizzontali” come sunagashi, kinsuji, uchinoke, nijuba, sanjuba, kuchigaiba, etc. 
Lame realizzate interamente, o prevalentemente, in masame sono piuttosto rare. 
Inoltre il tipo di masame ben visibile, o hada allungata che dir si voglia, che siamo in genere abituati a vedere non ha molto a che fare, ad esempio, col famoso masame della scuola Hosho. La hada Hosho, a prima vista, sembra quasi un ko itame. Solo un esame attento mostra che la grana del metallo è rettilinea. Purtroppo non vi sono molte occasioni di vedere lame Hosho dal vivo, neanche in Giappone, per rendersi conto della differenza. 

La presenza di masame o di hada allungata, comunque, è un retaggio delle tecniche di forgia più antiche.

 

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Ti ringrazio per la precisazione.. probilmente ho sbagliato io nel riportare "tipicamente in masame" lasciando intendere una "caratteristica" che, come fai ben notare, non è così evidente.. almeno nelle lame che vedete oggi.   Forse nel 1600 le avremmo apprezzate sotto un'altra luce..

I'm sorry for the bad transaltion.
(i'll say that to JohnN.)


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Non so cosa dice la versione originale ma è un errore frequente. Affermare che “Yamato è in masame” è un’approssimazione grossolana e fuorviante (che ho già trovato in qualche testo). 

Come apprezzavano le lame nel ‘600 ? Penso le valutassero come fa De Feo: dal sugata. Una lama Bizen, Yamato, Yamashiro o Soshu si può benissimo riconoscere anche solo dalla forma (bontà di chi ci riesce, naturalmente). Ad essere bravi e con esperienza, si azzeccano così anche i nomi. De Feo raramente va a cercare minimi dettagli di hada e hamon. E spesso e volentieri ci azzecca anche con lame non polite.  Quindi, se supponiamo che le lame in antico avessero politure molto meno sofisticate di quelle di oggi, devo concludere che non si andava tanto a guardare il metallo “al microscopio” ma ci si basava innanzitutto sul sugata (che poi è ciò che ci ripetono, sempre e comunque, tutti gli insegnanti).

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Ti ringrazio GianLuca.

..e.. tanto per specificare.. quella che all'apparenza sembra "spocchia" (la mia), non è altro che "uno stimolo", che il ns. GLuca  ben raccoglie,  e permette a noi la condivisione di informazioni, rettifiche e commenti che raramente si trovano sui libri di testo.. (avercene di persone come lui.. come immagino lui dica lo stesso su De Feo o di altri studiosi che incontra nel suo cammino.) grazie Mr.president

(PS. il testo originale è "allegato".. è una piccola dispensa di JN, sicuramente superficiale, sintetica, ma piacevole.)
ps2 .. è come una partita di tennis "da" tavolo, serrata.. botta e risposta secca.. ma a vincere siamo tutti, o per lo meno, vince chi perde un pò di tempo per leggere le notizie che rimbalzano sul campo.

ps3... ho integrato/modificato leggermente il post sulla Yamato.. in base a quanto suggerito dal giudice di linea.))

Modificato: da betadine

Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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(seguendo quel sottile filo rosso si arriva ad antiche storie del regno di Yamato..)

Ora che il paese di Yamato era stato domato, Amaterasu chiamò suo figlio Oshi-ō-mimi e gli disse che poteva scendere a governarlo. Ma Oshi-ō-mimi s'inchinò dicendo:  ― Madre, in questo tempo che abbiamo atteso la pacificazione dello Yamato, mi è nato un figlio. Il suo nome è Ame-nigishi-kuni-nigishi-ama-tsu-hi-daka-hi-ko-hi-no-Ninigi-no-mikoto. Che sia questo Ninigi a governare al mio posto il paese di Yamato.

Allora Amaterasu fece chiamare Ninigi, suo nipote, e gli disse: ― Questo paese di Yamato, la pianura sotto il cielo, è il paese che tu governerai!
― Farò secondo il tuo comando! ― disse il nobile Ninigi.

La dea gli consegnò allora i tre tesori divini, affinché Ninigi e i suoi discendenti li tenessero in segno della loro investitura celeste.
Questi erano: la collana di pietre ricurve che Izanagi aveva consegnato ad Amaterasu, lo specchio col quale gli dèi avevano fatto uscire Amaterasu dalla caverna in cui si era rinchiusa, la spada che Susano-ō aveva trovato nella coda del drago Ya-mata-orochi e che aveva dato in dono ad Amaterasu.

Ninigi separò le infinite nubi e ritto sul Ponte Fluttuante del Cielo, calò sulla terra leggero come una foglia. Scese sulla cima del monte Kigiburu, a Tsukushi nel Himuka.
E Ninigi divenne signore e sovrano di quel paese.

Kojiki-Tretesori.GIF

I tre tesori divini

Lo specchio, la spada e i gioielli, i tre tesori che scesero dal cielo insieme a Ninigi, sono tuttora il simbolo dell'investitura divina del legittimo mikado.
L'investitura del nuovo imperatore del Giappone avviene infatti dalla presa di possesso di questi tre tesori, che simboleggiano le virtù della saggezza, coraggio e benevolenza.

 

Kojiki è il più antico documento letterario e storico giapponese («Memorie degli avvenimenti antichi»). Ordinato dall’imperatore Tenmu (673 - 685 d.C.), fu messo per iscritto nel 712 da Ō no Yasumaro.
L’opera è divisa in tre sezioni: la prima tratta dell’età degli dei; la seconda e la terza degli imperatori succedutisi sul trono, da
Jimmu Tennō a Ojin (660 a.C.-310 d.C.) fino all’imperatrice Suiko (592-628).
Il K. utilizza come scrittura i caratteri cinesi usandoli in base al significato o al valore fonetico o ancora combinando i due sistemi. Oscurato per lungo tempo dalla fama del Nihonshoki (o
Nihongi), simile per contenuti ma scritto in cinese, fu rivalutato a partire dall’epoca Tokugawa (1603-1867), grazie agli sforzi interpretativi di studiosi della ‘scuola nazionale’ (kokugaku), fra i quali Motoori Norinaga.


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... in seguito

 

S.GIFi narra che un giorno il nobile Ō-yama-tsumi, il signore della grande montagna, s'incontrò con Ninigi e gli propose di sposare entrambe le sue figlie.
La minore, la principessa Kamu-ata-tsu-hime, era bella come un fiore appena sbocciato, ma la maggiore, Iwa-naga-hime, era brutta come una roccia spaccata.
Così Ninigi sposò la prima e rimandò indietro la seconda.

Il nobile Ō-yama-tsumi, umiliato per il rifiuto di Ninigi, gli disse:

― La ragione per cui ti avevo offerto entrambe le mie figlie era chiara. La principessa Kamu-ata-tsu-hime ti avrebbe reso rigoglioso come un fiore, la principessa Iwa-naga-hime ti avrebbe reso immutabile come una roccia.  Avendo scelto la minore e rimandato indietro la maggiore, la tua vita sarà splendida ma transitoria, così come sono instabili i fiori degli alberi.

Iwa-naga-hime rese in seguito Ninigi padre di tre figli, uno dei quali fu in seguito padre del nobile Kamu-yamato-iware-biko-no-mikoto.
Costui fu poi conosciuto col nome di Jinmu-tennō, che dalla penisola del Kyūshū avanzò conquistando tutto il paese e divenne in seguito il primo imperatore dello Yamato, fondatore della Dinastia del Crisantemo che ancora oggi regna sul paese.

Questa è la ragione per cui gli imperatori del Giappone sono dèi essi stessi, discendendo in linea diretta dalla dea Amaterasu-ō-mi-kami.
I tre tesori che si tramandano sono il simbolo stesso di questa celeste investitura.   Ma poiché Ninigi aveva scelto la principessa bella come un fiore e aveva rifiutato quella brutta come una roccia, ancora oggi, gli imperatori del Giappone, pur essendo delle divinità, sono soggetti alla vecchiaia e alla morte.

 

.. nel caso... avendo solo una principessa girare intorno a noi, e considerata la ns. misurata passione per il Giappone e considerata altresì la sorte dovuta anche agli imperatori..
facciamo come i discendenti del Regno di Yamato e .. Restiamo nel nostro regno .. a o in Casa (anche se non siamo o mai saremo imperatori).. salvo essere medici/ospedalieri.


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