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G.Luca Venier

Socio INTK
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Che riguarda G.Luca Venier

  • Rango

  • Compleanno 19/04/1968

Profile Information

  • Sesso
    Uomo
  • Provenienza
    PN - FI - LU
  • Interessi
    Strumenti musicali a corda e ad arco pre '900, orologi automatici svizzeri '40-'50, biciclette d'epoca.

Contact Methods

  • MSN
    gianlucavenier@gmail.com

Ospiti recenti del profilo

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  1. Nessun problema a intervenire su vecchi post 🙂 Non ho esperienza con l’olio di Camelia ma, se hai letto bene i post precedenti, saprai che una composizione organica dell’olio è sconsigliabile perché può ossidarsi o irrancidirsi col tempo.
  2. Buongiorno Alessandro e benvenuto tra noi.
  3. Dovrebbe essere specificato anche se prende Hozon. Che in shinsa non l’abbiano visto pare strano, che non l’abbiano visto per due volte ancora più strano. Ad ogni modo non è il primo caso del genere che abbiamo trovato, quindi la perplessità galoppa.
  4. G.Luca Venier

    Succede anche in Svizzera

    Potrebbe benissimo essere la stima fatta dal proprietario e sarebbe un grande classico del mondo della token. Provate a chiedere oggi a uno di quei collezionisti italiani che hanno acquistato negli anni ‘80/‘90, a suon di centinaia di milioni di lire, o a uno degli ultimi acquirenti di Sotheby’s, che prezzo attribuiscono alle loro lame....
  5. spade Cinghiale..... 🙂
  6. Al DTI ci sono sempre cose importanti. Per questo ci andiamo ogni volta sia possibile: a scroccare un “esame in mano” di oggetti altrimenti inarrivabili.
  7. Buon lavoro Matteo 🙂 Facci sapere i tuoi progressi.
  8. Le parti in corno sono: koiguchi kurigata kojiri Lascio a te il compito di scoprire quali parti sono e come si realizzano. Si trovano molti filmati in rete, anche se perlopiù in inglese (o giapponese/cinese). Anche per ordinare la magnolia basta fare un po’ di ricerche in rete, spulciando però in lingua inglese. Basta solo pazienza e volontà. Tieni presente che in Italia i costruttori di saya o shirasaya sono scarsissimi. Chissà che tu non possa trovare una tua “vocazione” in questo mondo della Token. L’idea di partire copiando il modello più classico è senz’altro la miglior strada.
  9. Tradizionalmente si usa il legno di magnolia, che ha varie caratteristiche che lo rendono ideale per il compito. Si possono trovare tavolette piallate della giusta misura, solo da sagomare, incollare e verniciare. Magari anche il pero può essere adatto, come facilità di lavorazione, bisogna tuttavia vedere che non abbia qualche elemento che “attiri” la ruggine... Per quanto riguarda i fornimenti si usa il corno nero (anche questo reperibile in blocchetti della misura adatta, più spessi dei blocchetti standard per manici di coltello).
  10. Gli iaito propriamente detti sono in lega di alluminio, non hanno filo (ne ha senso farglielo dato che il materiale è morbido) e si piegano con facilità. Sono, a tutti gli effetti, attrezzi sportivi. Quindi questa certamente non è uno iaito. Non so se abbia senso spendere per farci una saya ma, se hai buona manualità e qualche buon attrezzo, potresti applicarti e farne una tu. Per il resto non ci farei altro. Magari dacci un po’ d’olio per non farla arrugginire; va bene anche quello per macchine da cucire.
  11. Buonasera Matteo, si tratta di una replica in simil damasco. Si può dire che “ti è andata bene” perché, se fosse stata una vera Token, con la carta vetrata avresti causato un serio danno; per correggere il quale sarebbe stato necessario un politore professionista, con un costo che si calcola tra i 20 e i 40€ al cm. Un caro saluto.
  12. Perdona la franchezza ma Getsu ha ragione: sei colmo di preconcetti e congetture, devi “vuotare la tua tazza”. Atleticamente vecchio a 30 anni si può magari dire di un ginnasta, che comincia le competizioni da piccolo, a 16 anni è già senior e può fare le Olimpiadi, a 26 mediamente smette e a 30 ha già articolazioni e tendini alla frutta. Tu sei, casomai, atleticamente vergine e, comunque, nel pieno delle possibilità fisiologiche. Quindi comincia e...buona pratica ! 🙂
  13. Ciao e benvenuto tra noi. Come giustamente ha detto Francesco, la differenza la fa l’ambiente (maestro, allievi, etc). Per il resto puoi benissimo iniziare il Kendo a trent’anni e arrivare a 80 da Maestro (sarebbero pur sempre 50 anni di pratica !). Se trovi il dojo “giusto”, anche senza pensare alle gare (che non sono obbligatorie), potresti trovare un buon equilibrio con la tua competitività “sommersa” 🙂
  14. Non c’è dubbio. Ad ogni modo la cosa interessante, qui, dal punto di vista scientifico, è capire come mai questa lama è considerata un utsushi Shinshinto (indipendentemente dal fatto che abbia un certificato che dice un’altra cosa). Naturalmente può esprimersi solo chi l’ha studiata dal vivo 🙂
  15. Generalmente l’unico motivo per cui si toglie una mei (escludendo Muramasa) si basa sul concetto che “mumei non può essere gimei”. Con buona pace di tutti. Anche di quelli che hanno eliminato una mei “dubbia” per poi vedersi attribuire la lama al medesimo forgiatore di cui hanno tolto la firma. Comunque questa è “Accademia”.

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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