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G.Luca Venier

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Che riguarda G.Luca Venier

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  • Compleanno 19/04/1968

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    Uomo
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    PN - FI - LU
  • Interessi
    Strumenti musicali a corda e ad arco pre '900, orologi automatici svizzeri '40-'50, biciclette d'epoca.

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    gianlucavenier@gmail.com

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  1. Si, è quella. Stilisticamente compatibile con alcune carte realizzate nel primo Edo che sono conservate all’Edo Museum di Tokyo.
  2. Appena avremo modo di vederci dal vivo sarò più che lieto di vedere il tuo lavoro. Peccato che non mi hai accennato nulla, avrei condiviso volentieri un po’ di materiale, tra cui una cartina originale seicentesca con indicato il castello di Kuwana (e zone limitrofe) che ho pescato da un rigattiere a Tokyo un paio d’anni fa !
  3. G.Luca Venier

    Mi presento

    Benvenuto Giulio
  4. Figurati beta, è un piacere. Del resto noi qui sollecitiamo sempre l’acquisto e la consultazione dei libri ma non specifichiamo bene “come” approcciarsi ai testi. Su questo tema ho alla fine deciso di preparare una relazione un po’ più approfondita, sulla base della mia esperienza sui testi in questi anni. Una relazione che proporrò al prossimo incontro on line (al quale spero tu riuscirai a partecipare).
  5. Parliamo di cose diverse. Certo che si ispiravano alla natura e certo che si influenzavano tra loro (durante l’ultima conferenza on line abbiamo affrontato anche questo aspetto). Ma quello è il punto di vista di chi realizza le spade. Qui stiamo parlando del punto di vista di chi le studia (esattamente come nella storia dell’arte: da una parte vi sono gli artisti e dall’altra i critici e gli storici). Quello delle Gokaden (che conosciamo) è solo un sistema di classificazione introdotto da Hon’nami Koson e in uso a partire dal XX secolo. Prima si usavano sistemi diversi e, per secoli, fondamentalmente quello dei mono. Probabilmente la tua idea si adatterebbe di più al sistema di classificazione delle spade collegato ai Cinque Elementi (da cui Koson ha preso certamente spunto, eliminando però tutti gli elementi esoterici e simbolici tranne il numero 5), in uso nel primo Edo; che però oggigiorno non conosce quasi nessuno e che non viene più usato (almeno, non nella letteratura corrente). Da notare che, nonostante il sistema delle Gokaden sia stato promosso principalmente da Homma e Sato (a partire dal dopoguerra) il noto testo del Nihonto Koza (tra i cui autori vi sono per l’appunto Homma e Sato) è ancora basato fondamentalmente sul sistema dei mono. Cito questo testo perché è uno dei pochi di cui abbiamo una traduzione in inglese, dunque costituisce una delle fonti standard per gli studiosi che non sanno il giapponese. Quando si approfondisce lo studio l’aspetto della classificazione assume un’importanza basilare, per questo non bisogna ignorare questi dettagli. Correttamente Stefano Verrina specifica nell’introduzione il metodo di classificazione impiegato nel suo testo.
  6. Magari fosse così, caro beta. Tuttavia il sistema delle Gokaden è una convenzione molto recente, molto poco poetica e per niente tradizionale. Ha l’enorme pregio di essere molto più semplice da imparare rispetto al tradizionale metodo dei “mono”, e per questo ha riscosso enorme successo. Purtroppo ha anche degli svantaggi, che però sarebbe lungo e fuori tema spiegare qui.
  7. Beh, a mio parere, considerata la posizione della firma e l’attacco dell’utsuri e dell’hamon, il suriage ha interessato più la lunghezza del nakago che altro. Quindi penso che lo hi possa benissimo essere originale.
  8. Dunque, su questo genere di lame occorre aprire una parentesi: per prima cosa, essendo lame di produzione di massa che ricalcano il modello occidentale di spada militare, non si trova mai un hamon a meno che, in una montatura di questo tipo, non sia stata inserita dal proprietario una lama tradizionale (magari tesoro di famiglia). Si tratta di casi abbastanza rari. Le lame “normali”, di arsenale, che troviamo in questi oggetti non sono forgiate, talvolta possono mostrare un hamon “cosmetico” fatto ad acido, talvolta possono essere cromate (esattamente come le spade militari occidentali dello stesso periodo). Anche per quanto riguarda i fornimenti ci troviamo di fronte, nella quasi totalità dei casi, a produzioni in serie. Quindi di qualità bassa. Si tratta dunque di oggetti che esulano dal nostro studio e necessitano di esperienza specifica, poiché il campo è piuttosto vasto e pieno di minime varianti sul tema (come sempre accade quando si parla di militaria) Detto questo, con il Fuller & Gregory alla mano (testo che tratta in modo piuttosto esteso della materia), posso dire che: il materiale dell’impugnatura in pelle (mi pare) non promette bene poiché questo materiale è stato usato solo, e sporadicamente, in lame da parata per ufficiali (pre-kyu gunto), e non è questo il caso, mentre per tutte le altre, comprese le lame per la Marina, per la Polizia e le forze civili, il materiale è il same, bianco o nero, il corno o, molto raramente, la tartaruga (o imitazione di essa). per quanto riguarda la parte metallica decorata, questa è abbastanza simile (ma non uguale) a quella in dotazione agli ufficiali di campo, distinguendosi da quelle per ufficiali generici e da quelle per ufficiali di Compagnia. Per un verdetto definitivo occorrerebbe fare una comparazione diretta con esempi certamente autentici, di cui si possono comunque trovare immagini in rete. Quindi ti invito a cercare materiale e fare dei confronti con l’oggetto in mano.
  9. Desolato di confermare che si tratta di una copia, cinese o pakistana.
  10. Ciao Aristotele, certamente qualche foto più nitida aiuterebbe. Comunque alcuni dettagli sembrerebbero indicativi di una lama non genuina, come ben indicato da Francesco: i bizzarri “caratteri” incisi sulla lama, l’aspetto del metallo che pare un po’ troppo “damascato” o acidato, la geometria del kissaki, l’allacciatura della tsuka. Foto migliori permetteranno di avere un’idea più precisa.
  11. G.Luca Venier

    Mi presento

    Benvenuto Aristotele
  12. G.Luca Venier

    Suriage

    Ad ogni modo, la leggenda della Furiwakegami Masamune non va letta come aneddoto in riferimento al suriage. Questa storia, come molte altre riferite a personaggi importanti, cela un insegnamento. Secondo la leggenda Kato Yoshiaki, uno dei generali più fedeli a Toyotomi Hideyoshi, rivolse questa domanda al ‘drago da un occhio solo’: “Nobile Date, essendo Voi il Sire del Tohoku certamente portate una lama di Masamune, giusto ?”. Date rispose: “Certamente” ma, poiché il wakizashi che aveva al fianco non era di Masamune, prese tempo con Yoshiaki invitandolo a continuare l’argomento il giorno successivo. Chiese dunque al proprio armiere se, nel tesoro di famiglia, vi fosse un wakizashi di Masamune. La risposta fu che vi era, si, una lama di Masamune ma era una katana. Senza indugi Date dette ordine al fabbro Kunikane di accorciare quella spada e gli dette il nome di Furiwakegami. Consideriamo che Yoshiaki era un potente Daimyo nonchè un valente soldato, nominato una delle “sette lance di Shizugatake”, nonché comandante della flotta di Hideyoshi. Da notare anche il tenore della domanda: “Poiché sei il Signore di un’enorme area del Giappone...etc”. La domanda sembra oziosa ma in realtà cela una “prova di forza”. La domanda proviene da un personaggio di grande prestigio, un personaggio che può essere al momento un alleato ma, nel futuro, chissà... Date non può mostrare esitazione, la sua risposta è obbligata. Il suo rango è fuori discussione. La morale della favola è che un uomo come Date Masamune, per non cedere un centimetro di prestigio e per mantenere il “peso” della propria parola, è disposto a sacrificare un tesoro di famiglia. E lo fa: senza esitazione mutila irrimediabilmente una delle lame più preziose che abbia. La storia non lo menziona ma, se io fossi stato Date, avrei mostrato a Yoshiaki anche il nakago mozzato. A riprova di una determinazione impermeabile ad ogni provocazione. Non a caso il nakago di questa lama, benché sia gimei, è stato conservato assieme al wakizashi, anch’esso non realizzato da Masamune, fino al periodo Meiji. Non ha importanza se la lama sia autentica o meno, è il simbolo di una prova di carattere. E, non a caso, Date Masamune è ricordato come uno dei più grandi condottieri del Giappone. P.S. Certamente il danaroso che, in epoca Meiji, ha comperato a peso d’oro l’oggetto di questa leggenda non è rimasto contento dell’expertise...ma tant’è.
  13. G.Luca Venier

    Suriage

    Non si tratta di vanità ma di rango. E il rango può salvarti la vita, in molte circostanze.
  14. G.Luca Venier

    Suriage

    Comunque, tanto per fare un paragone, quasi nessun strumento di Stradivari (o di Amati o di Guarnieri del Gesù o di altro mitico liutaio settecentesco) conserva oggi l’assetto originario, poiché le esigenze di volume richieste dalle orchestre sempre più moderne (e potenti a livello di db) hanno messo da parte tutti gli strumenti barocchi ed il loro suono morbido e dolce. Quindi, di fatto, nessuno di questi preziosi vìolini suona come aveva previsto il Maestro. Non sto a entrare nello specifico per non annoiarvi con dettagli tecnici ma vi assicuro che le modifiche apportate a questi strumenti sono piuttosto “pesanti”. Eppure nessun musicista (e tantomeno nessuna fondazione per la salvaguardia degli strumenti d’arte) si duole per questo.
  15. G.Luca Venier

    Suriage

    Di certo non si preoccupavano molto, ma queste due sono leggende. La lama dei Date non è neppure di Masamune ma probabilmente è una lama del periodo Shinto (per qualcuno del tardo Muromachi).

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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