Vai al contenuto

G.Luca Venier

Socio INTK
  • Numero di messaggi

    2964
  • Registrato dal

  • Ultima visita

Reputazione comunità

0 Neutral

Che riguarda G.Luca Venier

  • Rango

  • Compleanno 19/04/1968

Profile Information

  • Sesso
    Uomo
  • Provenienza
    PN - FI - LU
  • Interessi
    Strumenti musicali a corda e ad arco pre '900, orologi automatici svizzeri '40-'50, biciclette d'epoca.

Contact Methods

  • MSN
    gianlucavenier@gmail.com

Ospiti recenti del profilo

Il blocco recente degli ospiti è disabilitato e non viene visualizzato dagli altri utenti.

  1. Mah...la roba venduta in Europa negli anni '20 è talvolta quella più "a rischio". Qui, come di prassi per il collezionismo dell'epoca, si vedono nomi altisonanti e bei koshirae. I secondi parlano da soli (e alcuni sono interessanti) ma i primi...
  2. Puoi comunque scrivere a Grey che lo stai cercando e magari lui te lo trova.
  3. L’articolo di Roatti è certamente ben fatto e sintetico. Tuttavia, a chiunque desideri lanciarsi nell’acquisto di una lama militare giapponese, consiglio caldamente di procurarsi per tempo e studiare a fondo il testo “Military Swords of Japan, 1868-1945”, Fuller e Gregory, Arms and Armour Press Limited, London, 1986. Non è difficile da trovare e il costo è relativamente modesto. Per aggiungere due note a quanto già scritto, il mekugi a vite non fa troppo testo in quanto in tempo di guerra se ne vede di tutti i colori, specialmente quando una guerra la si sta perdendo. Si son viste lame militari giapponesi adattate nelle maniere più strane, sul campo. Tsuka ito realizzati con nastro adesivo, same di tela catramata, etc. come pure mekugi “doppi” di cui uno di bambù e uno a vite. Da tenere in considerazione anche la relativa “libertà” concessa dalle autorità militari giapponesi nelle scelte di equipaggiamento della spada da portare con sè in azione. Ecco quindi che si possono trovare i mon di famiglia, realizzati squisitamente, aggiunti ai fornimenti di fusione standard o addirittura tsuba “fuori ordinanza” e sistemi personalizzati di aggancio alla cintura. Per non parlare, poi, del mondo delle lame ad “uso civile” Di questo eclettismo dovuto alle necessità se ne sono approfittati poi i falsari, ovviamente. Comunque, in questo caso, l’elemento che innanzitutto stona è la mancanza di filo. Si può star certi che nessuna shin gunto sia uscita dall’arsenale senza un filo più che tagliente; anche se la lama fosse stata ricavata da una balestra di camion. Per rispondere a betadine, il mercato dei falsi militaria è sempre fiorente e difficile da controllare. Le spade giapponesi, dal momento in cui negli anni’80 sono diventate sempre più “di moda”, hanno visto una progressiva levitazione dei prezzi tale da andare, alla fine, oltre le possibilità del collezionista medio. Ecco che, di fronte ad una crescente domanda di “spade giapponesi a poco prezzo”, sono saltate fuori anche le offerte poco genuine. Cosa che accade puntualmente anche oggi. Giusto o sbagliato che sia, tutte le lame “da guerra” realizzate in modo non tradizionale sono illegali in Giappone. Non possono essere registrate e vengono dunque distrutte (o tenute nascoste). Quindi i più grandi studiosi e collezionisti di questo tipo di oggetto sono principalmente statunitensi, dato che negli USA ne hanno letteralmente a camionate. Fuller e Gregory sono un’autorità nel campo ma anche Leon Kapp ha recentemente pubblicato un libro con molte foto interessanti. Quest’ultimo, tuttavia, riguarda solo le lame militari realizzate con metodo tradizionale, dunque si parla di “vere Nihonto” e non di militaria.
  4. Affinché non vi siano fraintendimenti sui termini, rammentiamo che tra i forgiatori dell’Ottocento impegnati a realizzare repliche (non necessariamente utsushi) di lame Koto c’erano anche Naotane, Kiyomaro e Suishinshi Masahide (solo per elencare i più famosi). Quindi la terminologia che ho usato non va intesa in senso spregiativo.
  5. Grazie Giulio. Può essere interessante fare una trasferta. Tuttavia non mi farei troppe illusioni. La quasi totalità delle “antiche” collezioni di armi, comprese alcune in Giappone peraltro, contengono “grandi nomi” dall’attribuzione quantomeno discutibile. Purtroppo il fatto che questi lasciti siano stati tramandati magari per 10 generazioni conferisce un’aura di sacra genuinità che difficilmente si riesce a scalfire senza nel contempo recare “offesa” ai diretti interessati. Un problema che riguarda, giusto per fare un esempio, le raccolte dello Stibbert, di Cà Pesaro e di Solingen, che pullulano di “repliche” ottocentesche di scuole prestigiose del periodo Koto. Repliche che sono magari, oggigiorno, ugualmente di gran pregio ma che, in ogni caso, dovrebbero essere collocate cronologicamente al loro posto nei cataloghi ufficiali pubblicati. Ciò è difficilissimo che accada, prova ne sia il nuovo catalogo dello Stibbert che contiene gli stessi errori di attribuzione di 30 anni fa.
  6. Da quel che vedo le zone cerchiate in rosso sembrano più degli ashi. Tutta la linea di tempra, su base suguha, è molto vibrante di piccole variazioni e vi si vede....un po’ di tutto. La parte in ko gunome midare mi pare, tuttavia, un’altra. La zona cerchiata in verde non è un chikei. È un difetto della forgia, probabilmente uscito fuori dopo le varie politure cha la lama ha subìto. Considerata l’età di questa spada, è un dettaglio più che perdonabile e trascurabile. Su queste lame i chikei appaiono spesso di colore scuro e sono generalmente piccoli e corti. Non facili da individuare.
  7. Consolatevi, vi è andata pure bene. Un mesetto fa ho dovuto pagare 27, 50 (tra dazi, cazi e mazi....) per una guarnizione (di uno strumento elettrico) del valore di 32 sterline. Spedizione da UK. Yes, brexit.
  8. Ciao Nicola e benvenuto tra noi. Quando parli di iaido ti riferisci al seitei iai oppure a una delle svariate scuole cosiddette tradizionali ? A Poggibonsi dovrebbe esserci l’Ittoryukai che, se ancora esiste, mette assieme la pratica del kendo (dovrebbe essere un dojo affiliato CIK) con lo iai stile Ittoryu. Se sei appassionato e praticante di arti “marziane”, e visto che sei giovanissimo, ti consiglierei (come approccio alla spada) di prendere in considerazione anche la pratica del Kendo, che è a contatto pieno, oltre che l’approccio “virtuale” di una Ryu di iai.
  9. Scusa Raffa, mi son perso di risponderti. Io uso l’olio di Namikawa. Presi una bottiglietta da 100cc anni fa e credo che...in questa vita farò fatica a finirla !
  10. Benvenuto Luciano, bella presentazione. Da novizio hai colto alcuni aspetti che altri, magari già esperti, fanno fatica a recepire. Buon inizio !
  11. Ciao Rol, il particolare accento sulla o significa che la vocale è lunga. Purtroppo in italiano si è persa la differenza tra vocale lunga e breve, come invece era nel latino e nel greco, ed è rimasta solo la differenza tra vocale aperta e chiusa (es. la differenza tra bòtte “percosse” e bótte “recipiente”). Graficamente il problema si risolve con l’accento lungo ma la pronuncia ? Di solito si allunga leggermente la durata della o, tipo “tantoo”, con vocale chiusa. Quindi non come la parola “però” ove peraltro la vocale è aperta. La grafia “tantou” si trova esclusivamente nei testi in lingua inglese. Usarla in italiano sarebbe strano, un po’ come abbreviare una direzione del vento in WSW (per West South West) invece che usare l’italiano OSO (Ovest Sud Ovest).
  12. G.Luca Venier

    Mi presento

    Buonasera Stefano e benvenuto

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

Come associarsi ad I.N.T.K.:

Potete trovare QUI tutte le informazioni per associarsi ad I.N.T.K..
Associandovi ad I.N.T.K. accettate in maniera esplicita il Codice Etico e lo statuto dell'associazione ed avrete accesso ad una serie di benefici:
- Accesso alle aree riservate ai soci del sito e del forum;
- Possibilità di partecipare agli eventi patrocinati dall'associazione (ritrovi, viaggi, kansho, ecc...);
- Riceverete il bollettino trimestrale dell'Associazione.

"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

×
×
  • Crea nuovo/a...

Informazione importante