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betadine

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  1. betadine

    il Giardino Giapponese

    Riassumendo una traccia per chi ci sta seguendo, tra le setsubun 節分, sekki e gli altri “momenti/5gg” che formano le 72 stagioni, dopo l’avvento del chahar bagh passando per l’east-Asia potremmo incontrare tre cose che si tengono su.. la «pietra delle donne» a Kamakura, la Sessho-seki o «pietra della morte» a Nasu .. e le «pietre riverenti», che fan tutti parte de i suiseki 水石。 Altri stimoli li troviamo tra la Hanakotoba 花 言葉, la forma giapponese della lingua dei fiori e tra le mini-composizioni, dove i vari shitakusa, kodekama e kusamono, guardano con attenzione al nearai. Per l’evoluzione si può far riferimento a .. i giardini dello stile Shinden-zukuri (寝殿 造) i giardini di Jōdo i giardini del tè, roji. E infine i karesansui. Tra i vari annovererei .. Koke-dera o Tempio del muschio Kiyomizu-dera o Tempio dell’acqua chiara dove troviamo il Jojuin, chiamato “Il Giardino della Luna„ Ritsurin-kōen, sull’isola di Shikoku. E, in ultimo, non resta che Okunion. Ricordando sempre che un giardino giapponese non è un giardino fiorito, né viene creato allo scopo di coltivar piante o avere fiori. … al limite tende a rappresentare qualcosa di grande con il minimo di materia. Confido nella vs.clemenza e ringrazio per la paxientia.. e con ciò, anche da qua posso andarmene in pace. さようなら sayōnara
  2. betadine

    il Giardino Giapponese

    nella composizione forum/beta c'è la costa... .. ( . o almeno è quello che provo a fare come una sorta di pianta d'accento.))
  3. Per lasciarci col buon sapore di amaro... auguro a tutti di non dimenticarsi “il divertimento” salis vitae..Buone vacanze ♥ Un ottimo disintossicante, come diceva un antico spot di Carosello.. contro il logorio della vita moderna.)) (oggi, nei migliori desktop) Per completezza di informazioni, e per non essere sempre criptico (così mi fu chiesto tempo addietro), sempre col ... dalla Treccani.. divertiménto 1. Allontanamento (si può anche leggere come "la giusta distanza): le precauzioni sono ordinate al conseguimento del bene, e le deprecazioni ai d. del male (Segneri, gesuita e scrittore del 1600). 2. Quanto serva a divertire cioè a sollevare l’animo dalle fatiche del lavoro e ad allontanare il pensiero dalle preoccupazioni quotidiane; quindi, passatempo, spasso, e talora anche piacere che distoglie da attività più serie. 3. Nella fuga passaggio modulante tra un’esposizione tematica e l’altra., o nella sonata, episodio centrale, modulante, non tematico, che ha funzioni di diversivo tra l’esposizione e la ripresa finale. Citando un altro "religioso" Lascio a voi la scelta tra le . . . nella consapevolezza del libero arbitrio.. agostino (nome casuale per il periodo.))
  4. Hai proprio ragione. Spesso "ricevere" (hi) non è una bella cosa, e vien meglio tradotto in "subire" ... oltre al danno la beffa .. si usa dire. è una questione di pelle. (sic) E da qui a un paio di giorni quel "6" veniva ribaltato .. insieme ad un'altra città. Tre è il comune detonatore.. come per Hi Baku Sha azz... dimenticavo.. Qua, vista la quantità di "cose da rimettere in pace", han fatto direttamente un parco. 広島平和記念公園 Hiroshima Heiwa Kinen Kōen Questo è il giardino 園 (.. en servono tre.dici colpi per realizzarlo)
  5. Torna il numero 5. .. .5ore. Domani, ma lì è già domani. Domani accade che gli eventi stravolgano quello che c'era, e un altro giardino verrà realizzato. Anche stavolta non è bello. Sarà solo dolore. .. . (dalla terra dei Cedri alla terra del Sol Levante.| Ho sempre pensato che si crea un giardino per rimettersi in pace con l'ambiente stravolto, nell'intorno e talvolta anche nell'interno. (evoluzione . progresso .. ed anche per ricordare ... Eppure son passati 75anni, ma sembra ieri. Forse non basterà aspettare cent'anni.. forse tra mille. Chissa ...
  6. ... quante volte abbiamo cercato il termine «resilienza» .. la capacità di assorbire gli urti senza rompersi. Beh, se oggi provate a cercare tale termine su googol.. oggi non viene fuori nessuna notizia sulla spada giapponese, ma esce dirompente un'altra parola., anzi e leggerla attentamente e con calma pare il nome di una città. ut.. proposizione latina, generalmente preceduta da un "do", che in questo caso non è una nota musicale, e non non è neanche un des.. ma solo un ricevere (anche se non voluto). Antichi contendenti si scambiano messaggi di conforto, perché nostra signora, quando non voluta, non è mai ben accetta. Una frase mi ha colpito maggiormente.. “I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con il grande e resiliente popoloL ..." e se detta da un non proprio amico, deve proprio voler dire che dietro a una vigliaccata, davanti c'è amore per un popolo fatto di gente che non merita questo orripilante orpello. Lascio un'immagine di una tipa che di "resilienza" parla, studia e tratta... nell'intimo dell'animo umano di taluni.. residente e resiliente in una città dove Cristo si fermò. Una realtà contadina che poteva anche essere raccontata da Gogol. La sua immagine è emblematica e mi farà piacere ritrovarla qua tra cent'anni, quando un nuovo disinfettante sarà nato e verrà qua per leggere storie di resistenza e resilienza di un antico manufatto giapponese. A quel tempo anche le vs. lame saran diventa antiche e spero proprio che anche questi report di guerra fratricida lo siano .... ... .. . (in inglese viene spesso indentificata come mindfulness, consapevolezza. Ciò che proprio ora manca.| ufff .. a prescindere. uff2.. lascio un giardino di là.. e ne ripianto uno di qua.
  7. betadine

    Lealtà e Tradimento

    otto... a volte ci ribenso, come il titolo di quella canzone .. "elba di casa mia 🤣🤣
  8. Altura (intanto non scusarti.. la confuzione fa parte di noi pivelli)... tanto per.. rinfrescarci Il Togi è quella attività di levigatura (.) di una lama, ovvero ridare dignità al metallo che un fabbro aveva forgiato.. a maggior ragione se quel pezzo di metallo è appena stato forgiato. Il fabbro in giapponese è Kaji. Utsushi è una "copia" (una copia dichiarata e quindi non un falso o gimei.. con firma o similitudini tali da far pensare che...) Utsuri è una sorta di ombra che segue lo hamon (segue è una parola grossa... abbiamo visto nel tempo che ci sono tanti tipi di utsuri e tante interpretazioni sulla sua natura.) Forse ora è un pò più chiaro (ma ricordiamoci, come tu fai notare, che un utsuri si crea in forgia e un togishi - nel fare togi o polendo la lama - può solo dargli o meno risalto.) (così ne ho approfittato per fare un mental ripasso e se per caso ho detto qualche castroneria vi prego, corrigeretemi.)) e ora me lo vado a bere, un bel ripasso..
  9. (questo post poteva benissimo stare nell'altro topic.. Lealtà e Tradimento!! Sono da poco passate 5 ore, io mi avvicinavo ai 18... qualcuno non arrivò mai alla mia età. 2 agosto, Bologna. Più complicato dell'origine dello yaki ire ... una massa di argilla forse disposta con cura da più di mese prima, da un'isoletta del basso Tirreno. T4, sostanza sconosciuta ai più, ricerca & sviluppo, quasi al pari dello tsuchiochi. L'hadaka yaki fu utilizzato solo su 85 ex-vivi e su quasi 200 reperti recuperati. Anche qua le elucubrazioni non han portato "luci" sulle "ombre"..... resta solo il disgusto di quarant'anni persi. Resta l'amaro per il risultato dell'altra partita.. Lealtà vs Tradimento 0-4 (in questo incontro iniziato un agosto di 4decadi fa.|| ... era sabato .. e non fu una bella domenica. (ho avuto l'onore di ristrutturare ed ampliare una scuola di Bologna-CdR che porta tale nome. ma, ne il "pignoletto" che si produce in quelle zone, ne il tempo che passa, a nulla è servito.) https://www.youtube.com/watch?time_continue=61&v=OomQYSOJq2A&feature=emb_logo
  10. ... in senso generale ho sempre pensato che "una copia sia una copia".. per quanto uno s'impegni a riprodurla, mancherà sempre «un perché», considerato che l'artista-copiatore può solo vedere quello che l'originale ha creato. Mai e poi mai potrà vederne le motivazioni nella sua anima o i ragionamenti nella sua testa. (e questo, chi approfondisce la materia o lo studio lo sente, lo vede e lo percepisce... talvolta anche senza comprenderne appieno la motivazione.) (ALtura... non ce l'ho con te, ma è solo per tagliare il lapsus e rimettere le parole nel loro posto.. utsushi è una copia .. fabbro=swordsmith=kaji è quello che realizza .. il togi o politura vien dopo.)
  11. betadine

    il Giardino Giapponese

    Forse, anzi sicuramente, vi ho ingannato parlando di quattro passi nel giardino.... abbiamo percorso quasi 10milakm mentre pensavo che fosse piacevole l’idea di condividere la visione di uno stolto appassionato anche di “gente" (anche giapponese) .. gente abituata ad essere forgiata nel corpo e nello spirito – e son convinto che non sia solo un modo di dire. Siamo arrivati alla conclusione del ns.viaggio insieme, in questo caso cominciato più di vent’anni fa a Esfahan.. e attraversando la via della seta arrivati a Kobe.. e da lì un po’ a zonzo dall’isola di Honshū, quando il nuovo millennio non aveva l’età di Emma Chen, mia figlia (casualmente portata alla luce da un’ostetrica cinese.) Vorrei fare –io che giapponese non sono- due ringraziamenti… tra le tante persone conosciute.., due donne che precocemente mi han aperto al mondo.. Ella Maillart e Renata Pisu. (a dirla tutta, anche ai miei piedi e alla mia cocciutaggine..) Delle due (così vi suggerisco anche qualche estiva lettura) la prima è in pace col mondo dal 97, l'altra combatte ancora.. e oltre a essere adorabili, acute e visionarie, han anche scritto bei libri.. "Crociere e carovane" .. che consiglio a tutte le giovani ragazze (piaceranno anche ai genitori) dove la sintesi è racchiusa nella frase.. «se la vita dev'esser degna di essere vissuta, non la si può umiliare con un eccesso di prudenza: è una partita che va giocata fino in fondo.» L'altro libro è un atipico sguardo sul paese del Sol Levante.. "Alle radici del sole. I mille volti del Giappone: incontri, luoghi, riti e follie", e la sintesi è già nel titolo. La radice comune era l’Asia Centrale e poi su verso Est.. .. e visto che stiamo parlando di libri in Giardino, non posso che rammentarvi anche, come già fatto dal ns.GLVpresident, il sottile Lafcadio Hearn.. che attraverso storie di fantasmi e allegorie, ci racconta molto di una terra che ha molto amato. Grazie ... a chi è arrivato fin qui. Ci lasciamo su un monte che di fatto è un ponte.. e da qualche parte ci porterà. intanto, Buona Domenica.
  12. betadine

    il Giardino Giapponese

    E’ passato più di un anno e dobbiamo riconoscere che quando abbiamo incominciato a fare quattro passi in giardino, nessuno si sarebbe immaginato che “nostra signora” si risvegliasse così male, lasciando Namazu libero di scorrazzare tra le vicine genti. Della vicinanza debbo ringraziare Adam H.Graham, dal Massachusetts a Zurigo e la BBC di London City, per avermi permesso di usare il testo e qualche foto e, visto che di muschio si parlava, alla giusta distanza, ora nel muschio andiamo.. La tomba di 200mila monaci, Okunoin Cemetery in the mountainous Wakagama Prefecture Era il crepuscolo quando entrammo nel cimitero. Un sentiero di pietra, debolmente illuminato da lanterne, serpeggiava sotto la torreggiante cicuta e gli alberi di pino. L'abbiamo camminato con cautela e ci siamo immersi nell'abbraccio di una foresta sacra di 1.200 anni. Sfarfallio di luce rimbalzava su antiche tombe, ombre si muovevano attraverso i fitti boschi profumati di incenso e volti scolpiti nella pietra ci guardavano misteriosamente dagli angoli più neri del cimitero. Sembrava che fossimo osservati. E forse lo eravamo. Dopotutto, questo non era solo un cimitero. Era il nebbioso e muschioso cimitero di Okunoin, il più grande del Giappone dove risiedono 200.000 tombe di monaci buddisti che si dice stiano aspettando la resurrezione del futuro Buddha. Risale almeno all'816 d.C. e ogni centimetro di esso è sacro... e inquietante. Il cimitero di Okunoin si trova a Kōya-san, un antico villaggio situato nella montuosa prefettura di Wakayama in Giappone. E’ solo uno dei tanti luoghi sacri della catena montuosa Kii dove si trovano anche i siti shintoisti della regione e antichi percorsi di pellegrinaggio che collegano ai luoghi più recenti di culto buddista.. introdotti in Giappone 1500 anni fa dai monaci del Pakistan e dell'Afghanistan di oggi. Kōya-san è l'epicentro del buddismo Shingon, che è uno dei pochi lignaggi tantrici sopravvissuti del buddismo nell'Asia orientale ed è noto per il suo misterioso mikkyō.. insegnamenti monastici segreti tramandati oralmente attraverso una catena iniziatica. La setta fu introdotta in Giappone nell'805 d.C. dal poeta e maestro buddista Kūkai, noto anche come Kōbō-Daishi, che studiò con i monaci a Xi'an in Cina, durante la dinastia Tang e rimane una delle figure religiose più significative del Giappone. In un mausoleo alla fine del cimitero, gli viengono offerti pasti rituali due volte al giorno.. "Lui" rimane immobile (in eterna meditazione concentrandosi sulla liberazione di tutti gli esseri.) .. o come diremmo in occidente.. lui sta lì, morto. Come con la maggior parte dei luoghi in Giappone, il treno proiettile è il modo più efficiente per arrivarci. Il viaggio di cinque ore da Tokyo si è trasferito sulla scenografica Nankai Line alla stazione di Namba di Osaka, da dove ha lasciato le frenetiche pianure urbane delle pianure del Kinai e si è arrampicato in morbide colline verdi punteggiate di alberi di ciliegio in fiore, ryokan (case in vecchio stile) e edifici a graticcio del IX secolo.. (intelaiature in genere in legno lasciate “a vista”.) L'ultima tappa del viaggio è stata una scenografica corsa in funicolare di cinque minuti dalla stazione di Gokuraku-bashi che ci ha sparato su una montagna alta 800 metri, lasciando il mondo moderno e tutte le sue trappole sottostanti. "Sembra che andiamo in paradiso", disse qualcuno mentre salivamo nella delicata luce della montagna. Si dice che le otto diverse vette di Kōya-san assomiglino ad un fiore di loto. Non so se sia vero, ma dopo l'arrivo è stato facile capire perché questo vertice soffocato dalla nebbia sia stato scelto come luogo spirituale dai primi coloni monastici. Un'impenetrabile immobilità riempiva l'aria fredda della primavera. La funivia ci ha depositato alla stazione degli autobus, dove siamo saltati in un viaggio di cinque minuti verso l'estremità orientale del villaggio. L'autobus ci lasciò fuori da due shukubo (alloggi presso i templi) vicini ma molto diversi .. Questo aveva un torrente coperto di muschio che filtrava attraverso uno splendido giardino con un cedro elegantemente nodoso, dove sapienti mani avevano applicato quella che viene definita arte topiaria. Un piccolo ponte con due piccole sedie si affacciava su un cortile comune pieno di aceri e cipressi e stagni riflettenti, rendendo quasi impossibile non meditare. Il complesso comprende anche il Konpon Daitō del IX secolo, una pagoda a due piani color vermiglio decorata con 16 bodhisattva.. tra cui gli otto patriarchi del buddismo Shingon-shū. Diversamente dalla maggior parte dei templi buddisti zen giapponesi, l'iconografia qui mostrava rappresentazioni selvagge di divinità e mandala dai colori vivaci più tipici del Tibet, del Bhutan e dell'India. All’interno del Kondō - la Sala d'oro in cui è custodito il Guru Bhaishajya.. il Buddha della Medicina, si può ascoltare il "profondo colpo" della campana di rame Daito, la quarta campana più grande del Giappone. Da quelle parti c’è anche il mausoleo della famiglia Tokugawa del XVII secolo, costruito per il famoso padre e figlio shōgun. .. (😉) Kōya-san può essere una grande attrazione turistica, ma la densità di siti sacri può farci ritornare a vivere o immaginare la vita delle antiche capitali di Kyoto e Kamakura. Di giorno nel cimitero di Okunoin, inspiegabilmente, si possono esplorare i sentieri che non sono visibili nella notte. Di giorno, Okunoin era tutto ciò che non era il cimitero oscurato. Fasci di luce di bronzo penetrarono attraverso il baldacchino, illuminando gli alberi, il muschio e gli stupa a più livelli che sovrastavano le lapidi. Sembra che tutto qui appartenga all'eternità. I volti visti la sera prima erano statue di pietra del bodhisattva Jizō Bosatsu… alto e magro, basso e robusto, persino in miniatura o nascosto come uova di Pasqua nei vuoti dei tronchi d'albero. Jizō di solito viene raffigurato sorridendo e, a volte, il rossetto rosa viene applicato alle sue guance, rendendolo gioviale come un personaggio dei fumetti. I pellegrini che hanno perso dei bambini posizionano pettorine rosse sulle statue di Jizō in modo che li guardi. C'erano centinaia, forse migliaia di grembiuli freschi che sbattevano nel vento gentile intorno a noi. Anche per un viaggiatore indurito, è difficile non soffocarsi per la calma e straziante dignità di tutto ciò. Questo è un paesaggio che aveva assorbito il dolore e la sofferenza degli altri.. dōlorosamente bellō. Alla fine del percorso del cimitero c'è Torondo, la Sala delle Lanterne, utilizzata come porta di accesso al mausoleo di Kūkai e dove sono appese 10.000 lanterne donate. Due di queste lanterne bruciano continuamente dal 1088 d.C., una donata da un ex imperatore e l'altra da una contadina che vendeva i capelli per una lanterna.. e pregare per i suoi genitori deceduti. Poi, il sole ha iniziato a sprofondare e l'oscurità si è nuovamente stabilizzata intorno a noi. Ma questa volta, il cimitero non era inquietante e la differenza tra luce e buio sembrava insignificante. Ho pensato alle ultime parole del Buddha prima di iniziare la sua eterna meditazione, "Sii una luce per te"., e con ciò siamo tornati allo shukubo, illuminato nel bagliore della notte.
  13. betadine

    il Giardino Giapponese

    Il termine giardino deriva dal greco “paradeison” che significa …. giardino. Nel mezzo del cammin di nostra vita o nel sogno di una notte di mezza estate un tale, non ricordo bene se, un giorno disse o scrisse.. ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che é su tutta la terra e ogni albero in cui é un frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali v’è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde. Nella cultura, inclusa quella orientale, il giardino non rappresenta un elemento soltanto estetico, ma stimola il visitatore nella ricerca dell'uomo (nascosto) e aiuta a far riflettere sul significato delle armonie tra natura e uomo. Di questa armonia si narra nel simbolismo cinese, secondo il quale gli oggetti naturali quali la pietra, l'albero, la montagna, lo stagno e l'isola sarebbero la manifestazione sensibile di entità divine. In oriente il giardino è sempre stato concepito come una perfetta rappresentazione dell'armonia .. un'imitazione della natura capace di influire positivamente sull'uomo. In sintesi esso rappresenta il simbolo della coscienza rispetto alla selva (inconscio) . come l'isola rispetto all’oceano mare .. come un taglio su una tela . In epoca medievale, come dalle ns. parti, i giardini venivano rinchiusi nei chiostri o "in corti".. una sorta di protezione dagli accadimenti esterni.. ma dall’esterno venivano gli stimoli che racchiudevano in ogni elemento architettonico le sue forme, l’orientamento, la morfologia, le alberature, i fiori, i sassi, l’acqua .. per i cinesi al tempo stesso fonte della vita e declino o dimora del drago. Così accadde che "il muro" cambiò funzione e invece di proteggersi dall’esterno si racchiuse all’interno, in meditazione o in raccoglimento . Cambiano i nomi e talvolta cambiano le vesti, ma in quella solitudine, monaci senz’abito cercavano forme di comunione con il proprio simile…. era come una sorta di premio o di eden… un luogo di pace che dovevi cercare e, in qualche modo, meritare .. anche se solo per un piacere visivo. (si tornava al primordiale concetto di terra di Babilonia .. emerge il seme generatore del giardino persiano) Tra i piaceri visivi orto-botanici, i giapponesi hanno sviluppato una certa sensibilità che li ha portati a miniaturizzare anche il giardino ideale.. una sorta di confezione tascabile o da viaggio.. spesso portata con se nei cambi stagionali di dimora o come vedremo nei cambi di stato o moto a luogo. La millenaria cultura orientale esercita da sempre un grande fascino in tutti noi, anche nell'ambito delle piante e dei fiori. Tutti conosciamo il bonsai.. ovvero la capacità di far crescere in un piccolo vaso vere e proprie opere della natura in miniatura, sapientemente plasmate nei rami e nei tronchi da precise mani che quest'arte si tramandano. Molto spesso si tratta di piante di qualsiasi tipo, erbe coltivate per il loro aspetto grazioso, erbe indesiderate che penetrano dai tetti e che ti offrono un piccolo fiore colorato, piante perenni o stagionali.. insomma una sorta di piante da compagnia. Per questi giardini in miniatura avremo bisogno, al pari di un bonsai, di keto (nutrimento) una sorta di torba e di akadama, una sorta di terriccio granulare argilloso…. poi di un po’ di fantasia Ecco allora che un kokedama può essere la giusta soluzione per abbellire gli spazi della casa, oltre che usarlo come un vero e proprio messaggero di sentimenti. Con il termine kokedama si intende un metodo di coltivazione nato in Giappone intorno al 1600 e la principale differenza col bonsai è l'assenza del vaso... sospeso .. solo sospeso. Kokedama in inglese si traduce come «palla di muschio» e in questa palla cresce la ns. pianta. Un altro atipico giardino è il kusamono, ovvero "erba" e "cosa".. composizioni in vasi di erbe e fiori selvatici che vivono accanto al bonsai.. accanto, e in genere sempre un poco più in basso. .. sono piante d'accento Sempre tra le miniature troviamo i shitakusa.. comunemente associati al termine "pianta da compagnia".. pensata per completare la scena al pari di un suiseki o di una pergamena. Facendo un salto in avanti troviamo ancora i wabikusa.. un moderno concetto di pianta dalle radici profonde (associato al kusa o erba-pianta, troviamo l'oramai ben noto termine "wabi".)) Queste sfere di substrato sono ricoperte di piante che crescono nella loro forma terrestre, ma sono poste in piccoli contenitori di vetro con un pò d'acqua. Per concludere i minigiardini (almeno quelli a me noti) troviamo il nearai. Nearai è un termine e una forma non comune fuori dal Giappone e si riferisce a "una pianta" coltivata in un vaso che a un certo punto della sua crescita viene rimosso e la pianta, strabordante di radici, viene adagiata su una pietra, o comunque su un piano. .. si narra che spesso anche le altre, shitakusa, kodekama e kusamono, possano ambire a diventar nearai. Senza aver più nulla da nascondere.. come un monaco senz'abito come un uomo senza paura
  14. (a.b.c.erto che il Questore al pari di un Ministro non esegue la pratica.. lui da le direttive ai suoi uffici, ma a lui va fatta domanda e lui firma difronte alla Legge.. e mi pare anche di capire che tu seguendo le procedure che ti hanno indicato e che gli hai cavato hai importato lame.. quindi?) non ho mai scritto che sia una passeggiata. Perdona, non ho resistito

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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(proverbio popolare giapponese)

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