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betadine

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  1. betadine

    Hannya

    Per la presentazione basta che vai nell'appposita sezione (la prima) e ci racconti qualcosa di te (considerato che ad ora ancora non lo hai fatto.)) Chiaro che lo fai per "motivi personali", cimancherebbe che lo facessi come prova di forza, per una punizione o chessò... Ovvio è che che la mia è una opinione (personale e opinabile) mica è un monito!!! Ognuno fa ciò che crede o vuole... al massimo quando andrai in Giappone frequenterai terme per gaijin. Riguardo ai fiori di ciliegio e al crisantemo, vai in alto a destra e con la funzione cerca (inserendo la parola) troverai riferimenti e spunti per la tua motivazione.. troverai un sacco di informazioni. ((ora ti dico la mia.. se volessi tatuarmi o mettermi dei piercing o amputarmi due dita o togliermi i denti e questo per me «avesse un senso».. me ne sbatterei bellamente dell'opininione altrui.. anche se esperti. Perché due dita e otto denti son per sempre ... al pari di un tatuaggio sulla pelle.)) .. dopo la spada nella roccia, considerato che il crisantemo è il simbolo imperiale.. La spada tra le chiappe. (e la maschera del dolore ci sta tutta. :))
  2. Certo, la realtà è quello che tocchiamo. Ma è anche eccesso, sentimento quotidiano dell’irreale. E questo di certo non manca al narratore veneziano, intrappolato nel viaggio del racconto, cantore fedele di un’astuzia del destino, voce di una vicenda che è avvenuta pur non essendo mai avvenuta. L’intervista di Daniele Petrella, archeologo dell’università di Napoli e direttore di una missione archeologica italiana in Giappone, è interessante. L’autore de Il Milione si sarebbe fermato sulle rive del Mar Nero, dove sarebbe venuto in contatto con viaggiatori persiani. E le sue notizie sulla Cina sarebbero dunque di seconda mano. «Non ci sono in realtà elementi per stabilire una verità definitiva - afferma lo studioso - fino a questo momento i principali indizi che Marco non sia arrivato fino a Pechino si sono basati sullo studio del testo del Milione. Da archeologi, noi siamo andati alla ricerca del dato materiale, cioè di prove concrete di quel viaggio.. e proprio quanto emerso nel corso della nostra missione archeologica mi fa dubitare di quei racconti». In forse, in particolare, c'è uno dei principali eventi storici descritti ne Il Milione, il tentativo di Kublai Kan di invadere il Giappone, uno dei principali eventi storici descritti nel libro. «I tentativi di sbarco furono due, nel 1274 e nel 1281 - dice l'archeologo - Marco Polo li confonde mischiando circostanze e dettagli riguardanti la prima spedizione e la seconda..» In più, se è vero che le cose decisive si rivelano del dettaglio, Marco Polo è negligente proprio su alcuni fatti minimi ma cruciali: «E’ assai sintetico nel descrivere la flotta mongola. Eppure doveva essere alquanto imponente, visto che alcune fonti parlano addirittura di 4.500 navi. Uno schieramento che avrebbe colpito qualsiasi osservatore. Invece gli unici dati riportati sono le dimensioni delle imbarcazioni. Inoltre Marco Polo dice che gli alberi delle navi erano cinque... invece erano tre, più un quarto albero mobile.. descrive le imbarcazioni come vascelli da guerra, invece erano navi mercantili, senza remi e non accenna minimamente alla bussola, di invenzione cinese». «Kublai Kan s’era accorto che le città di Marco Polo s’assomigliavano, come se il passaggio dall’una all’altra non implicasse un viaggio ma uno scambio d’elementi. Adesso, da ogni città che Marco gli descriveva, la mente del Gran Kan partiva per suo conto, e smontata la città pezzo per pezzo, la ricostruiva in un altro modo, sostituendo ingredienti, spostandoli, invertendoli». Certo che avanti di questo passo, avendo già perso Babbo Natale e la Befana, non crederemo neanche più a Sandokan e Tremal Naik..))
  3. beh.. nel testo lui parla spesso in prima persona. Certo è che un testo non vuol dire nulla. Ogni scrittura non è una certezza perché non sapremo mai se l'autore ha scritto lui, in primis, o se è stato travisato, oppure se voleva prendersi gioco dei suoi futuri lettori. .. e penso che valga per tutte le "scritture". Resta il fatto che, se uno ha un po' di tempo, Il Milione è molto interessante e divertente.. soprattutto se si ha la fortuna di percorrere quelle vie travagliate ancora oggi, in diverse sperdute regioni, dall'Anatolia alla Mongolia o, nel rientro, tra l'Indonesia, l'India e le sfarzose terre di Persia. (poi, sugli usi e costumi alimentari .. de gustibus. io per principio son per il libero arbitrio.)
  4. betadine

    Hannya

    Caro Valerio.. intanto sarebbe bello se passassi dalla sezione "Presentazioni" e ti presentassi... Poi non capisco chi consiglia di non portare fiori in teatro, considerato che la maschera è li che viene usata. Per quanto mi riguarda son contrario a farmi stampare la pelle. La trovo una sorta di marchio senza senso, come se non fossi già riconoscibile di mio e debba essere identificato per un tatuaggio. Questa usanza, e mi riferisco al tatuaggio, era, e forse ancora è, una sorta di marchio.. se uno facesse parte di una tribù; ma nel cosidetto mondo moderno, io tenderei più a sparire che non ad apparire ed essere riconoscibile.. insomma, preferisco andare anche contromano con la bici che non avere una targa sulle terga. Detto ciò, come vedrai hannya e fiori van perfettamente d'accordo (almeno secondo alcuni.)) Come forse ben sai, in Gaippone il tatuaggio non è ben visto… ancora in alcuni "onsen" se sei tatuato non ti fanno entrare (è uno stampo che era legato alla Yakuza o roba simile), quindi vedi tu.. forse troverai maggiori consigli in un sito di tatoo lover's. ((ahh, dimenticavo di dirti, che la maschera in questione viene usata per rappresentare "odio" o "dolore".. fà 'n po' tè.) e se vuoi approfondire devi cercare "il fiore del demone" di C.G.C.
  5. "".. Or vi dirò d’una usanza ch’è in questa isola. Quando alcun di quest’isola prende alcuno uomo che non si possa ricomperare, convita suoi parenti e compagni, e fanno ’l cuocere e dàllo a mangiare a costoro; e dicono ch’è la migliore carne che si mangi. "" Poi, tanto per condividere, dal mio db .. il Milione_MarcoPolo.pdf
  6. .. in attesa che la scimmia ti morda la spalla (che tradotto significa.. quando comincerai a comprare almeno un libro per studiare la token) per incuriosirti allego un pò di cose sul forgiatore e sulla Fukuoka Ishido school. (faccio presente che il catalogo mostra lame già vendute .. tanto per ricordarci che "non si danno consigli per gli acquisti, ma solo stimoli allo studio.)) questo estratto fa parte de "NIhonto shinto shi - The History of the shinto Era of Japanese school, Markus Sesko FukuokaIshidoSchool.pdf Questo un bel catalogo con anche una sua lama .. 24-Japanese-Swords-For-Sale-From-Unique-Japan.pdf Qua un paio di lame ( http://www.sho-shin.com/chikuzen-ishido.html e questo dovrebbe essere lui .. Nel caso cominciassi a studiare, ripassa sempre la terminologia.. è importante per capire di cosa si parla.. SamuraiSword.com Glossary.pdf Qua due siti interessanti .. http://www.ncjsc.org/ncjsc_vis_glossary.html e http://www.gorin.it/nipponto.htm (in italiano) Buono studio (e considerati adottato, ora non hai più scuse.)) ovviamente l'invito allo studio e gli allegati son per tutti..
  7. SI.. si, avevo letto. Si parla di un'isola, Zipangu, dove si era dediti a .. non buttar nulla (anche se non prigionieri) Ma a sentire un certo Leopoldo Costa .. Nella realtà, però, se si eccettuano rare psicopatie, oltre al gesto simbolico non si va. L'antropofagia è anzi vista con disgusto e con orrore. Eppure il cannibalismo, benché tabù universale, tecnicamente non è contro natura. Molte specie lo praticano: i criceti mangiano i propri cuccioli se imperfetti; il leone divora la precedente cucciolata della femmina per assicurarsi una propria discendenza; la mantide religiosa inghiotte il compagno dopo l'accoppiamento per fornire proteine alle uova fecondate. E anche l'animale uomo, in casi particolari, ricorre al cannibalismo.Fino al '700 si chiamava "usanza del mare" l'antropofagia a cui i naufraghi erano talora obbligati per sopravvivere. Come avvenne nel 1816, quando si inabissò la fregata francese Méduse, costringendo 139 persone su una zattera per 13 giorni.Durante la carestia in Russia del 1921-23 e quella in Ucraina di una decina di anni dopo furono riferiti atti particolarmente agghiaccianti: bambini rapiti e uccisi per venderne la carne, che veniva spacciata per carne animale (da qui sarebbe nata la diceria che "i comunisti mangiano i bambini"). E ancora nel 1941, durante l'assedio di Leningrado, in cui un milione di persone morirono di freddo e fame, la pratica del cannibalismo non fa rara.Un altro episodio che colpì molto l'opinione pubblica fu il disastro aereo che nel 1972 coinvolse una squadra uruguayana di rugby con amici e familiari sulle Ande. Nell'impatto morirono 12 dei 45 passeggeri, seguiti da altri nei giorni successivi, a causa delle ferite. In mancanza di cibo, i sopravvissuti dovettero alimentarsi dei defunti. Alcuni rifiutarono, ma chiesero ai compagni di essere mangiati da loro dopo la morte. Si salvarono in 16, ma a differenza di casi simili (tra esploratori e naufraghi) non incorsero nel biasimo sociale e furono anzi celebrati in un film (Alive, soprawissuti, del 1993). Ci sono diversi testi e saggi, oltre Marco Polo, che raccontano di episodi del genere.. banchetti ai quali anche il nostro partecipò. Usanze antiche che in tempi di carestia o per strani rituali erano quasi la norma. Certo è che per come siamo cresciuti e abituati fa discretamente ribrezzo. Se fossimo nati in terra di Papua e facenti parte della tribù dei Korowai, avremmo avuto abitudini diverse, come riporta un giornalista australiano che descrive il suo arrivo: «Era notte quando siamo arrivati nel villaggio. Eravamo in una capanna che si affaccia sul fiume, seduta da un piccolo falò. Due uomini si avvicinano attraverso l'oscurità. Hanno detto: "Ti piacerebbe vedere il cranio dell'ultimo uomo che abbiamo ucciso? Noi lo conoscevamo bene, era un buon amico”. Ho detto di sì e ci hanno portato fuori. L'hanno consegnato a me, non volevo toccarlo, ma non ho avuto molta scelta. Avevano tagliato la parte superiore del cranio per arrivare al cervello, la loro parte preferita». «Trattano la carne umana come noi occidentali facciamo con la carne di maiale. Avevano tagliato le gambe separatamente, poi le avevano avvolte in foglie di banano. Poi la testa, che spetta alla persona che ha trovato il khakhua. Poi hanno tagliato il braccio destro e le costole a destra come un unico pezzo e la sinistra come un altro. Mangiano tutto, tranne i capelli, le unghie, e il pene. I bambini sotto i 13 non sono autorizzati a mangiare, perché credono che, mangiando il khakhua per loro è molto pericoloso, ci sono spiriti maligni e i bambini sono troppo vulnerabili». Blau … per questo bisogna esser felici e fare con coraggio del nostro meglio, per ringraziare la sorte che ci ha fatto muovere i primi passi su terre asfaltate.. e spero che nessuno si risenta per esser stato paragonato ad un criceto .
  8. betadine

    iDB Tech-No-Logic

    (non so perchè.. ma trovo solo necrologi..)) Se n'è andata alla bellissima età di 101 anni Katherine Johnson.. matematica, informatica e fisica, dopo una collaborazione per oltre 33 anni con la NASA, portando in Glenn in orbita e fornendo un contributo fondamentale alle successive missioni lunari. Per ci volesse rilassarsi c'è anche un bellissimo film.. "Il diritto di contare" dove oltre a far di conto con una "Monroe", le nostre ragazze negre dovettero combattere anche contro un atteggiamento ancora non del tutto estinto. A cosa è servito ?? sicuramente a farci fare un altro passo in avanti.. (che poi "l'uso" di tali accadimenti venga mal sfruttato è un nostro cruccio (così si narra anche nella Bibbia)). Grazie dolce e determinata ragazza.
  9. ... e se ci sarò .. birrakantei per tutti.
  10. betadine

    Mi Presento

    Certo che ti conosco.. non di persona. TI conosco per il tuo percorso marziale.. e il mondo è piccolo e un tatami ancora di più. Troppo vecchio sono per averti incontrato sul tatami, ma come dicono gli animisti "la polvere e il sudore hanno memoria.." (poi di sicuro avrai usato qualche disinfettante e forse anche del betadine su qualche taglio.)) Comunque vedo che anzichè cercare di approfondire, ti fermi alla visione senza approfondire (e scordandoti che non si danno consigli per gli acquisti). Comincia da qua http://www.intk-token.it/forum/index.php?/topic/256-le-ere-delle-spade-giapponesi/&tab=comments#comment-1633 e vedrai che la tua visione cambierà. Leggendo delle Grandi Scuole comincerai a capire perché un kaji (fabbro) oltra a realizzare lame taglienti cerca anche di migliorare l'aspetto, sempre funzionale, ma di maggior grazia.. come se, in un certo senso esser scalfiti da una Honjo Masamune o da una Daihannya di Nagamitsu portasse ad una morte più lieve. (in questo caso per le lame leggendarie dovrai cercare -in altro a destra- Meibutsu). Cerca di Itto Ogami e arriverai alla Dotanuki o rilassati leggendo -sezione libri- di Samurai o del "celebrato" Mihamoto Musashi, che in giovane età smette di toglier vite e si applica allo studio dell'arte della spada, facendone una seguita disciplina che travalica nell'animo umano alla ricerca di una Via. Una Via che porterà a guardare la nihonto come oggetto d'arte e non più solo come arma tagliante. Tagliente resterà, nel profondo, una parte dell'uomo (o Namatzu). Lascia perdere il sogno di un bambino.. ora sei nel posto giusto per crescere e apprendere (quella spesa, eventualmente, avrà un altro peso quando conoscerai meglio la token. (altrimenti farai un veloce acquisto e bellamente contento sparirai senza saper raccontare nulla di quell'hamon o di quella hada che avrai appeso alle tue spalle). Qui siamo tutti apprendisti.. qualcuno sicuramente più o molto più ferrato sull'argomento.. argomento che non finisce mai di stupire di fronte a molte lame ancora non completamente comprese. Ora basta, altrimenti sembra "una pratica di adozione.."" .. anzi, se ti va, visto fai parte del team Ne waza, la lotta a terra giapponese, nella sezione "Le arti del guerriero" potresti parlarci delle tue esperienze. Lame e arti marziali sono percorsi che molti di noi incrociano o hanno incrociato nel percorso che ci ha portato qua. ciao
  11. .. si la pancia l'avevo classificata come dici tu (parte del radicale abbastanza grossolano). Non sapevo della "preferenza del Markus.. ma se stiamo nel tardo Muromachi, sempre per quello che lui riporta, la firma si portava appresso diversi suffissi regionali-ju. Grazie per le info. p.s.(non me la voglio tirare.. ma avete notato l'etichetta personalizzata al periodo, al luogo e all'evento??')
  12. Dai si ... smitizziamo speremus confidium
  13. Intanto grazie.. mi permetto di suggerirti di allegarlo nel post "Minamoto no Kiyomaro" (almeno troveremo sempre una sorta di monografia accompagnata da un video).
  14. Considerato che continuiamo sempre a girare intorno ad una firma in vendita, anche senza principesse, approfitto per porre un quesito. Manuel ... (ma è ovvio che vale per tutti) oltre a traslitterare i kanji.. non trovi questa firma un pò "inusuale"?? Mi spiego meglio.. Chiaro è che non stiamo parlando dell'allievo o del figlio di Masamune e quindi, seguendo Markus Sesko ci dovremmo spostare tra lo Shinto e lo Showa, arrivando al Meiji. [dove il kanji riportato da MS sembra essere più simile a questo 広 , che non agli altri tipi di Hiro .. (1-裕, 2-寛, 3-浩)]. Ora .. i tratti riportati son discretamente diversi dal canonico "Hiro" e appare una strana pancia. Passi il "Mitsu" .. (si sa son ferri a incidere e qualcosa potrebbe sempre andar storto) Ora la domanda.. (premettendo che sicuramente ci saranno stati diversi artigiani che anche sulla scorta della famosa lama di Hayami Tozaemon Mitsutaka -uno dei 47 ronin- avranno usato tale nome) a te sembra coerente ??? Di seguito alcune firme prese da Japanese sword index (oshigata) e altri .. Qua un altro Hiromitsu 広光 del periodo Bakumatsu (1853-1867, Edo era.. Ansei, Man'en, Bunkyu) che però riporta anche un "Saku" 作. tantoperesserchiarifinoinfondo.. non pretendo di autenticare nulla .. una semplice considerazione su una firma. (solo chiacchere da Forum su una lama in vendita nella baia.))

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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