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betadine

il Giardino Giapponese

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Sarà, ma come spesso accade, dice cose che a caso non sono.

Evochi infatti un pino-terra, un susino (o cigliegio) fuoco, un bambù vento, un salice-acqua è un loto-vuoto.


 

月の道

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..stavolta confesso che erano elencate proprio a caso.

(nel post sono in elenco -e-w-f-a-ae, dal fango-terra, passando vicino all'acqua del salice; dall'esplosivo fuoco del pino all'aria del ciliegio-susino)

Più a casaccio che per caso.

(come mi dicevano i prof... le cose le sai, ma fai molta confusione: l'ordine non ti appartiene)).

Forse per questo non ho fatto il medico o l'ingegnere e mi piace il jazz....ahahhah

Ora (apparte l'acqua, che mi caratterizza.))- grazie a te, ne sò una in più.

 

Girando sempre attorno ai numeri.... Shikoku è la più piccola delle quattro grandi isole del Giappone... si dice che sia la vera anima mistica e selvaggia del Giappone.. sicuramente la meno abitata.

.. quattro sguardi sulle stagioni ..

 

Spring.jpg

Summer.jpg

Autumn.jpg

Winter.jpg

Lo ammisi in templi non sospetti .. che, dati i trascorsi, non son proprio "Lineare".. ))

... e continuo a errare.

rr.jpg


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.. allora per rimettere le cose a posto (poiché talvolta è buona cosa mantenere il giusto ordine del caso)

 

Terra «chi» Pino, che seppur costretto in ogni foggia, mostra un tenace e glorioso kime..

Acqua «sui» Salice, che si piega ma non si spezza, cede ma non recede..

Fuoco «ka» Susino, il cui contorto tronco si manifesta, più in alto, con la delicatezza dei suoi fiori, come uno spirito giovane può ancora abitare in un corpo invecchiato..

Aria «fu» Bambù, che vive in gruppo, talvolta impenetrabile, col suo tronco cavo che lo rende sia flessibile sia resistente, evocando la qualità umana della modestia, che garantisce l’adattabilità efficace del «vincere senza contendere»

« ku »

Loto che, pur nascendo dal fango, arriva a generare un fiore luminoso,

quindi metafora vivente della possibilità di passare dall’oscurità alla luce cangiante, dove tutto scorre,

al pari della pioggia sulle sue lucide e compatte foglie, restando sereno e imperturbabile sotto i colpi della vita.

_:arigatou:_


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Restando sull’isola di Shikoku, a Takamatsu c’è il Ritsurin-kōen, un grande giardino costruito in epoca Shintō, tra la metà del ‘600 e il 1745 dal Clan Matsudaira, discendenti del Minamoto-shi e di quel Tokugawa, col quale ancora condivide il mon .

Mon_TokugawaMatsudaira.png

La famiglia Matsudaira vi abitò fino all’epoca Meiji.

 

L’impressione è che qui sia una sorta di compendio, dove trovare o ritrovare «lo spirito» un qualché di fisico, intrinseco, organico..

metafisico.

 

Ritsurin_Takamatsu.jpg

Tutto è legato con l’acqua che scorre e si raccoglie tra le colline-san.

Qua l’uso dell’acqua è stratificato.. concentrato negli stagni e disperso nei ruscelli.. a ribadire la complementarietà degli opposti . . concentra e disperde, come se fosse una creatura vivente che inspira ed espira.

Per i taoisti, essa è debole ed elastica, perché è senza forma e si adatta a qualsiasi “condizione”, ma al contempo forte e all’occorrenza invasiva.. nulla le sfugge se non si è elevati.

Al contrario, lei scende e resta in basso, così come fa chi non si mette in mostra e non pretende di comandare.

Ritsurin, con la montagna e l’acqua, riflette le religioni del Giappone (shintoista, buddista, confucianesimo e taosismo) nell’acqua ferma dei tredici bacini, che produce superfici riflettenti e, quindi, al pari di uno specchio, si pone come una mente vuota, ossia libera aperta pura.

 

.. si narra che non ci sia molto da vedere, ne di così particolare, ma quando ti troverai al Ritsurin, ti sentirai trasportato “da qualche altra parte”.. dove tutto avviene più lentamente.

(....forseproprioperchètuttosembracosìnaturale... anche la vista si rilassa.. e con lei il respiro.)

 

rr1.jpg

rr2.jpg

rr3.jpg

rr4.jpg

rr5.jpg

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rr9.jpg

** sull'acqua (e non solo) ci sono degli approfondimenti in Off: emozione e sentimenti .. dove il buon Getsu racconta anche il lato marziale dell'elemento.

Modificato: da betadine

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Stasera solo visioni ... (da wikicommon©)

 

Yoki-en_Hirosaki.jpg

Ichijodani Asakura Family Historic Ruins_Fukui.jpg

Mantokuji_Obama.jpg

YÅ«sentei Park_Fukuoka.jpg

Anyoin, Taisanji_Kobe.jpg

Adachi Museum of Art_Yasugi.jpg

Ryoanji_Kyoto.jpg

Nijō Castle Garden_ Kyoto.jpg

Chofu Mōri's Residence_Shimonoseki.JPG

Shoseien Higashi-Honganji_Kyoto.jpg

Tenshaen_Uwajima.jpg


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L'autunno è alle porte, il giardiniere si prepara a potare qualche ramo e soverchiare il terreno per prepararlo al dovuto riposo.

 

Nel frattempo godiamoci questo colpo di coda d'estate..


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... non mi son dimenticato di chiudere il giardino, ma .. diciamo che sto coltivando altri fiori.

In prossimità del giorno che ci santifica tutti, volevo proporre un racconto legato alla token, o meglio ad un suo particolare tipo di boshi.

Non avendo però ricevuto le necessarie autorizzazioni, mi limiterò (per il momento) a ricordarvi di un particolare personaggio, volente o nolente, caro a tutti noi.
Di mestiere fa il "protettore di bimbi" ... anche quelli non nati, ma sopratutto di quelli precocemente spenti.. (affacciati e già tornati, che una dura legge vorrebbe far espiare per le loro mancate azioni terrene.
E' qui che entra in gioco il nostro amico... che potremmo definire, nel proprio senso letterale del termine, di manica larga.

In fondo in fondo, nel programmare una partenza, ovvero un cambiamento di stato o moto a luogo, onoriamo ogni santo "personaggio" che ha tracciato la nostra partenza e cercato di indicare una distinta via ..

distinta come un definito boshi.

Al pari, raffigurato e scolpito su particolari pietre; viene spesso adornato di rosso, inducendo a pensare a sicurezza e protezione.. cosa ben nota ai nostri cari.
... generalmente, guardailcaso, nel ponte..

 

Jizo_Landscape.jpg

 

Per chi volesse approfondire, oltre al sito http://www.ancientpages.com/2015/12/23/jizo-protector-children-travelers-women-japanese-mythology/ ....
" The Face of Jizo: Image and Cult in Buddhism Japanese Buddhism " di Hank Glassman ...
«.. il materiale della statua di Jizo è importante. Il potere delle pietre di coinvolgere il cuore umano; ”La pietra è un materiale che è stato adorato e utilizzato per la protezione fin dai tempi antichi e le pietre con valore spirituale sono antecedenti al buddismo.»

P.S. perdonate... ma la festa ammerecana con le zucche la lascio ai bambini più grandi.


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Perchè è un Sa Jizo boshi

. perchè sto tentando di scrivere "un qualcosa" sui giardini, dei cimiteri

.. perchè "il ponte" capitava nel giorno d'ognissanti

... perché il giardino generalmente ci rilassa, e generalmente quando siamo rilassati pensiamo maggiormente ai nostri cari .... vivi o diversamente vivi nella nostra memoria (anche se preferisco pensarli scolpiti sulla nostra pelle).

In fondo in fondo, cercando di conoscere il passato di una lama, in un certo senso, cerchiamo di conoscere anche il nostro, di passato.

Giardini, lame, disegni, foto, scritti ... arti marziali .. sono solo un mezzo.

Quello che fa questa Associazione... pensando a preservare .. un ponte con un piede nel passato.

 

JapaneseCemetery.jpg

Japanese Cemetery Park - Singapore

 

Chrysanthemum.jpg

Katsushika Hokusai

 

p.s. perchè.. in fondo in fondo, anche se talvolta ce lo scordiamo, una lama è spesso connessa al cimitero,)

(e non solo tra la fine del Kamakura e la Nancho era, nella Corte imperiale del Sud.)


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Questo piccolo intervento botanico (quale post migliore) nasce da un habaki, che gentilmente Walter ha condiviso sul forum.

Anzi, Walter  ... ssarà pur vero che ti ho modificato una cornice, ma ricordando le tue azalee e immaginando il tuo pollice verde..  continuo a ravanare attorno al tuo bellissimo habaki.

Nello specifico, la pianta in questione rappresentata come hauchiwa non penso sia canapa, ma una  Fatsia o Aralia (Fatsia japonica).

Puo raggiungere anche 14,5 m di altezza, ma con una buona potatura è possibile contenere la dimensione della pianta.
La sua adattabilità la rende ideale per chi non ha grande esperienza di piante d’appartamento. A fine estate/inizio autunno la pianta allevata all’aperto produce grandi ombrelle di fiori bianchi, ma ciò accade solo raramente su piante coltivate in casa.
La cultivar "Variegata" presenta coloriture bianche o crema sulle foglie, mentre la "Moserii" è un tipo più piccolo e cespuglioso.

Questo notissimo e vistoso sempreverde è molto apprezzato per le ampie foglie lucide e verdi, simili a mani giganti, che misurano da 15 a 45 cm di larghezza.
Araliacee  --  Orgine: Giappone, Taiwan
Nel caso.. in buona esposizione di luce, ma mai direttamente ai raggi del sole.
L'irrigazione deve essere regolare affinché il composto resti umido, ma senza eccessi, si innaffia solo per tenere il composto appena umido.

Fertilizzazione .. è' consigliato fornire un po' di fertilizzante liquido ogni 2-3 settimane
La riproduzione avviene per talea da germogli ben sviluppati in primavera; si tratta la zona di taglio con ormoni radicanti in polvere,e quindi si piantano le talee in vasetti di 7 cm, in un miscuglio di torba con 1/3 di sabbia a circa 25 °C.
Si consiglia inizialmente terriccio universale da vaso misto a torba.
L'osservazione della pianta consente di regolare il giusto apporto di acqua; se le foglie si accartocciano, significa che la pianta si trova in ambiente caldo e secco, mentre se la pianta appare debole e le foglie si afflosciano significa che vi è un eccesso d'acqua.
La crescita della pianta viene stimolata dalla rinvasatura da effettuarsi in primavera, con un buon composto da vaso, volendo, fino alla posa nel terreno.

Tanto per capire di cosa parliamo.. 

Fatsia japonica.png

 

Aralia Japonica (fatsia).jpg

Ma ricordandomi dove sono, torniamo al Tengu no uchiwa o “feather fan of a Tengu".   Questi viene utilizzato come dispositivo per alterare la lunghezza del naso del tengu, rendendolo meno disumano, ma anche per produrre, al bisogno, un feroce uragano.  Quest'ultimo uso non è sorprendente, poiché i tengu furono presumibilmente creati dalla furia del dio della tempesta Susanōō.

Forse la storia più famosa che coinvolge il tengu è quella del guerriero Minamoto no Yoshitsune, il cui padre fu assassinato durante una grande faida tra i clan Minamoto e Taira.
Sua madre fece un accordo che gli permetteva di rimanere in vita e il giovane fu mandato in un remoto monastero sul Monte Kurama, per vivere la sua vita di monaco.
Al giovane Ushiwakamaru Yoshitsune era stata segretamente raccontata la verità, da sua madre.. e lui voleva imparare a combattere per vendicare la morte di suo padre.
La montagna era anche abitata da un tengu straordinariamente potente di nome Sojobo, che ebbe pietà del ragazzo e gli insegnò a combattere.
Molte stampe ukiyo-e raffigurano Ushiwaka che costruisce una spada di legno e si allena con un tengu dal becco selvaggio, mentre Sojobo osserva.. sotto forma di un prete umano.

ALtre notizie riportano che i konoha-tengu sono associati a Sarutahiko, il dio Shinto degli incroci, dei sentieri, del superamento degli ostacoli.
L'associazione nasce probabilmente dal lungo naso del dio simile a una proboscide.
Secondo altri studiosi però che i tengu deriverebbero dal dio
Susanōō e che le loro caratteristiche aviarie li avvicinano anche ai Garuda della mitologia buddhista.

Penso che l'artigiano che ha prodotto quel habaki, ha volutamente cesellato per quella lama, nella semplicità, una grande simbologia ..  [.in quei piccoli nove spazi attorno al vuoto che li unisce.]


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(花は桜木人は武士)

"hana wa sakuragi, hito wa bushi" "tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero"

 

.. tral petali e scartoffie ho ritrovato un simpatico articolo sul ciliegio (lepinimagazine.it) e volendo ripescare nel Club una stampa che il vento ha spazzato via troppo frettolosamente, approfitto per condividerlo (stampa inclusa).  Il paesaggio è semplice, la distanza poca.. dai Monti Lepini ai Monti Kiso, dal centro Itaria al centro di Honshū.

 

Dal periodo Heian (794-1185), ogni anno in primavera, è tradizione festeggiare la ricorrenza chiamata “Hanami”, ossia “guardare i fiori”.

                 Sakura Kawazu river, Shizuoka Prefecture_______________________________________________sakura bushi blossom

SakuraKawazu.jpg________________sakura bushi blossom.jpg   

 

 

Questo romantico albero di ciliegio conosciuto come “prunus cerasus” fa parte delle rosacee ed è una pianta da frutto assai coltivata e può raggiungere i venti metri di altezza. Il ciliegio è originario della zona compresa tra il Mar Caspio e il Mar Nero come albero selvatico diffuso sia in collina che in montagna. Sempre della stessa famiglia vi sono anche l’amarena (prunus caproniana), l’amarasca (prunus marasca) e il durone (prunus dunracina).  
Sono tutti utilizzati come alimento e per la preparazione di confetture.  La prima coltivazione ufficiale di ciliegio si ebbe nel IV secolo a.c. in Grecia, mentre in Italia si diffuse il secolo successivo.
Il primo scrittore che citò questo albero parlando della sua presenza in Italia fu Varrone, il quale ne descrisse le tecniche di coltivazione.
Ma l’autore che gli dedicò più spazio fu Plinio il Vecchio narrando della sua diffusione in Europa, le modalità di coltivazione, cura e conservazione oltre a delineare le tipologie e le differenti varietà.
I fiori di Ciliegio sono universalmente riconosciuti come emblema di amore puro e di affetto incondizionato.

 

In Giappone, il ciliegio è il fiore nazionale non ufficiale e simboleggia la missione del samurai, colui che accetta di sacrificare se stesso versando il proprio sangue per giungere alla verità e all’onore.
Il fiore del ciliegio, ossia “sakura”, non è importante per il frutto che produrrà, molti alberi di ciliegio giapponesi non fruttificano, ma solamente perché rappresenta la purezza e riflette il pensiero cavalleresco del samurai, ovvero il “Bushi”.
Questo fiore incarna gli ideali nobili del samurai, il valore, il coraggio, l’onestà e la lealtà.  Si narra che fosse usanza per i samurai ornare le proprie spade con rametti di ciliegio fiorito.
Un'altra leggenda giapponese narra che in principio la pianta del Ciliegio-Sakura avesse i fiori bianchi.  Un giorno, un imperatore decise di dare sepoltura a dei samurai caduti in battaglia sotto ad alberi di ciliegio e il sangue di questi valorosi guerrieri tinse i delicati petali rendendoli rosa.  Questo fiore raggiunge il suo massimo splendore per poi cadere al leggero alito di vento, esso rappresenta la caducità della vita..  il ciliegio riflette la filosofia dei samurai ovvero la pazienza e la sopportazione fino a giungere al sacrificio più estremo, la morte.
In Giappone, è tradizione preparare un tè con fiori di ciliegio per gli sposi come augurio di felicità duratura.
Dal periodo Heian (794-1185) questa tradizione chiamata “Hanami”, ricorda nel “guardare i fiori”, il simbolo della bellezza effimera della vita e del Sakura che ne è sua rappresentazione, il senso più profondo della tradizione.. ossia osservare cadere lentamente i petali dei fiori di ciliegio a terra travolti dalla brezza primaverile comprendendo e paragonandoli con la fragilità della vita.
Questa festività non è malinconica bensì è gioiosa e viene condivisa riunendosi insieme sotto gli alberi di ciliegio facendo pic-nic e bevendo del buon sakè.
Esprimere con parole la magnificenza del ciliegio e dei suoi fiori è un compito arduo.. il poeta e pittore giapponese Yosa Buson (1715-1783) di quei fiori ne fece un haiku ..

“Cadono i fiori di ciliegio, sugli specchi d’acqua della risaia: stelle, al chiarore di una notte senza luna”.

 

 

.. ora, forse, «l’assenza espressiva» in questo giovane bushi rappresentata da Yoshitoshi -che come abbimo già visto è molto legato a questo aspetto della vita,  unita a quel "senso del dovere" acquisito forse non per scelta, diventano un po’ più chiari del bagliore della stampa stessa, dove Kaze parrebbe ricordare al giovane di non darsi troppo pena.. nell’afferrar quella manica, visto il fardello di quelle due grandi spade che porta con se.

..... ecco forse che su quel kimono intravediamo già due leggere strisce di rosso pallido, ferite già rimarginate nell'alternarsi delle stagioni.. che diventano intense e forti nel risvolto che la vita stessa ha perso - alle radici del Sakura- come da tradizione .... come era già stato scritto, come da tradizione. Un lembo-rivolo in basso, azzurro, ricorda che tutto scorre, come l'acqua, come i suoi piedi, in quel cerchio della vita simboleggiata dal copricapo. Tutt'intorno ... compagni d'avventura senza distinzione che oramai aleggiano nell'aria, mentre lui tenta ancora di afferrarsi a qualcosa.. foss'anche una manica, tenendo ben ferme le sue lame.
è stato solo un attimo . . sarà solo questione di un attimo
 
(HanamI)

(solo piccole integrazioni.. per non gettare solo sassi.))

 

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
La visione/confronto tra le due stampe dal terminale mobile non è il massimo..  nel caso, si consiglia schermo fisso.

Modificato: da betadine

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Approfittando della bella collezione di tsuba postata da MauroP prendo spunto da questa per raccontarvi di ..

 

Hasu.jpg

 

Di Hasu, in Giappone - fior di loto dalle nostre parti, renge o ren in India; ne abbiamo già marginalmente parlato qua e più in profondità qua (http://www.intk-token.it/forum/index.php?/topic/9893-emozioni-e-sentimenti/&do=findComment&comment=115166)

Conosciuto in tutto il mondo, il fiore di loto ha una simbologia molto antica.
La definizione più diffusa sul loto è quella della purezza e del “mantenimento della propria bellezza” .. nonostante sia un fiore che vive in acqua stagnante, con le radici affondate nel fango e tale caratteristica viene usata come similitudine per definire una persona che, nonostante le avversità del quotidiano mondo, rimane pura nella sua bellezza.

Nella religione buddhista il fiore di loto ha una forte simbologia, rappresenta l’integrità del corpo e della parola, l’elevazione spirituale dell’uomo virtuoso.
Questo fiore nasce nel buio e nel fango, per poi arrivare in superficie pulito e aprire i suoi petali quando colpito dai raggi del sole e richiuderli una volta arrivato il buio. (con tanto di “sutra” dedicato.)
Si narra che in Oriente le sirene avessero un fiore di loto tatuato sulla spalla.

Il suo colore può variare e assume diversi significati nella religione buddhista..  rosso è la compassione di Buddha, azzurro rappresenta l’intelligenza superiore.

 

Ora come allora si narra di vicende e vicissitudini che, come spesso accade, casualmente si ripetono nel tempo… come un mantra, come ..

Quando circa duecento anni fa , dalle parti di un castello nel Kinai, territorio che attualmente si trova nel distretto di Kyoto, ebbe inizio una devastante epidemia che si diffuse fino a Inumi, dove viveva il signore di Koriyama, colpito dalla malattia assieme alla moglie e ai figli.   Il popolo era affranto dalla notizia e si riuniva intorno al castello pregando che il loro signore e la sua famiglia non morissero.

Un giorno al castello si presentò un uomo dicendo di essere in grado di curare la terribile malattia. 
Tada Samon, il consigliere del signore di Koriyama, accolse lo straniero e appena lo vide capì che era uno yamabushi, un monaco di montagna.

L’uomo esordì dicendo che il Castello non era protetto contro gli spiriti maligni e che la causa di quella malattia erano proprio loro.
Per sopperire a questa piaga avrebbero dovuto piantare il fiore di loto tutto intorno al fossato, perchè è un fiore sacro e puro -disse-  scaccierà e proteggerà la fortezza dalle presenze malvage.

Samon ascoltò con attenzione l’ospite e riferì tutto quanto al suo signore che diede il consenso affinché lo yamabushi agisse come meglio riteneva opportuno, per liberare lui e la sua famiglia dai tormenti della malattia.

Il monaco allora purificò il suo corpo e pregò affinché lo spirito maligno sparisse, dopodiché diede istruzioni al popolo perché aiutasse a ripulire e riempire nuovamente i fossati per poi piantarvi il loto.
Lo yamabushi a quel punto scomparve nel nulla e i cittadini si sentirono pieni di energia e nel giro di poco tempo riuscirono a portare a termine le indicazioni ricevute.

Dopo qualche settimana il signore di Koriyama e la sua famiglia ripresero appieno le forze.
Tutto il paese celebrò riti di ringraziamento e denominarono la fortezza Castello del Loto.

Passarono gli anni e il signore di Koriyama morì di vecchiaia, lasciando il trono al figlio, che trascurò le piante di loto.

Un giorno un samurai passando accanto al fossato e vide due bambini che giocavano sul bordo dell’acqua, quando l’uomo li chiamò per dirgli di stare attenti, i due si tuffarono nel fossato, scomparendo.

Il samurai riportò ciò che aveva visto al nuovo regnante e così decisero di dragare i fossati.. ma non trovarono nulla.

Una sera un altro samurai, Murata Ippai, passando vicino al fossato vide dei fanciulli giocare e schizzarsi con l’acqua. . .   immediatamente ripensò a quello che aveva già sentito raccontare sul conto di un altro samurai e credendo che potevano essere dei kappa, decise di attaccarli.
Sguainò la katana e iniziò a colpirli, ma quando si fermò intorno a lui si era formata una nuvola di vapore che non vedeva nulla.

 

Ippai decise così di attendere.. attese fino a notte, attese che la nebbia si diradasse, per scoprire chi o cosa aveva ucciso…
 Il mattino dopo però non trovò altro che degli steli di loto che spuntavano dall’acqua e fiori recisi accanto.
  Il samurai così capì di aver colpito a morte gli spiriti del loto, coloro che avevano salvato il suo signore e la sua famiglia.

Sentendosi terribilmente in colpa decise di togliersi la vita.
I fiori continuarono a crescere sani e forti, ma mai nessuno più vide gli spiriti del loto.

Loto_Jinan.jpg


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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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