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getsunomichi

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    getsunomichi

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  1. getsunomichi

    il club dell' Ukiyo-e

    Come sempre in ciò che dici, c’è poco da aggiungere, ma molto da illuminare. L'equazione di Dirac, con cui hai aperto, descrive il Campo. Il Campo non è che il Tokaido. Allo spettatore, ignaro rivelatore di particelle che entra esso stesso nell'interazione, il compito di svelare come la casualità non sia invece causalità, mediante le differenti ampiezze d'onda del campo, ovvero la probabilità di correlazione tra gli eventi che si manifestano. Fuori dal fisichese, la relazioni tra i personaggi dipendono dall'essere sulla stessa strada. Allo spettatore e alla sua immaginazione comprendere quanto accoppiati tra loro essi siano. Qui sta il potere dell'opera e l'interesse che suscita.
  2. Sì, Beta. Da oggi il mondo è un pochettino più buio, senza di lui. Grazie per averlo ricordato alla tua maniera.
  3. Ho letto il tuo racconto con grande interesse. Molto bello, grazie.
  4. La tartaruga, come mostra la storia raccontata da Betadine, è un animale per cui il tempo perde di senso. Pertanto animali dalla vita immortale. Spesso sugli yoroi, le armature Giapponesi, troverete il motivo della tartaruga. Ovviamente stilizzato nell'ottagono del carapace. Sotto forma di borchia o come motivo decorativo ad esempio degli schinieri. È lì per proteggere. In questa vita lunghissima, per non dire eterna, la tartaruga si impossessa di un altro attributo, la saggezza. Per questo i suoi movimenti sono lenti, pacati, sicuri e carichi di energia. Questi sono probabilmente tartarughini che provengono dalla schiusa delle uova e si dirigono sicuri verso il luccichio del mare, come dice il testo... Nella primissima primavera di una esistenza senza tempo Si apprestano ad affrontare una lunga e prosperosa vita, piena di gioia ed emozioni che solo immergendosi nel mare sconfinato si possono vivere. Un buon augurio per il fortunato possessore.
  5. La storia del Sciur Carera, il Pasquino de noantri, la conoscono in davvero pochi, anche tra i milanesi. Eppure continua a parlare, sommessamente, pare anche tra le lame Giapponesi..
  6. Mi assumo la responsabilità di aver citato inutilmente e per primo Kurt Gödel e Erwin Schrödinger a sproposito in queste pagine del forum. Dovete sapere che è tipico di chi non ha nulla da dire, citare gli altri. (...quest'ultima citazione credo sia di Oscar Wilde)
  7. Preferibile ma a quanto pare di capire forse non altrettanto semplice?!? 😂😂😂
  8. getsunomichi

    Muramasa

    Personalmente, ho una particolare predilezione per le lame popolari. Erano quelle che finivano nelle mani di chi combatteva per davvero. Altre più blasonate, e certamente più rilevanti da un punto di vista artistico, finivano di rischiare il macero per aver tagliuzzato il Tokugawa di turno. ...snudate su un campo di battaglia, mmmmh, non molto spesso invece. Per questo sono spesso ancora in ottimo stato di conservazione...
  9. getsunomichi

    Muramasa

    Noto una nipponizzazione nel tipo e nel tono dei commenti che fino a qualche anno fa non era affatto la norma. L'ultima ha addirittura qualche nota lirica che non sarebbe stata stonata in un haiku di Basho.
  10. In tedesco, come in Giapponese, la Luna è una divinità maschile mentre il Sole è femminile. Questo per ricordarci che tracciare una linea retta tra due significati non è sempre immediato. Talora viviamo, come in questo periodo, di maggior probabilità di un senso, finché il nostro destino alla fine non si rivela.
  11. getsunomichi

    il club dell' Ukiyo-e

    Bentornato Altura, ci sei mancato. Un amico che ritorna da sempre una gran gioia al cuore.
  12. getsunomichi

    Tsuba Edo NBTHK

    Forse non tutti sanno che la scuola Jigen è stata la scuola di spada che, più di tutte, ha influenzato il Karate, almeno nello stile Shotokan. Si considerava inutile cercare di parare quando si incontrava un adepto di questa scuola che utilizzava fondamentalmente una sola guardia (nota in Europa come posta di Falcone). In pratica l'allenamento principale consisteva nel prendere a legnate un palo colpendolo con tutta forza dall'alto. Veniva fatto centinaia di volte al giorno, se non migliaia. Se provate a farlo solo qualche volta, capirete cosa vuol dire. Fa male. Ma a lungo andare, quell'unico colpo viene portato con una tale energia che diviene impossibile parare o deviare. La scuola Jigen crede poco nelle parate e nelle tecniche articolate. Va dritto allo scopo, senza fronzoli. Senza distrazioni. Rinforzare costantemente un singolo gesto con la massima forza e la massima intenzione.
  13. Per tanti anni ho avuto un maestro giapponese. Quando mi vedeva muove in maniera poco aggraziata, individuava immediatamente il problema è, in un italiano stentoreo quanto approssimativo ed esilarante, diceva ad esempio “male gamba?” . La risposta era invariabilmente di sì. ” Bene,” in tono perentorio, “Dio oggi pensare bene allenare braccia”. A quei tempi, giudicavo queste risposte un po’ da giapponese fanatico, pensando che fosse possibile che Dio in quel giorno forse pensava che sarebbe stato opportuno riposare. Tuttavia, persino dopo vent'anni, non perdo una sessione di allenamento solo perché qualcosa non va. Anche perché dopo aver visto molte lune, se ci si allena solo quando tutto è perfetto, si corre il rischio di non allenarsi mai. Oramai è qualche settimana che la mia libertà fisica è stata drasticamente ridotta. Ligio alla consegna resto ai domiciliari. Ovviamente ho iniziato ad allenarmi in casa, ma non è certo la stessa cosa. Ma non posso non apprezzare, in questo limite drammatico, la maggior libertà di pensiero che in questo momento è stata donata a tutti noi. Parafrasando quel maestro, “Dio vuole oggi che alleniamo il cuore e il cervello”. Mi piace il frutto di questo allenamento che ci regala oggi Betadine. Mi piace pensare che usciremo da tutto ciò cambiati in meglio, cogliendo l'occasione per capire ciò che conta per davvero.
  14. getsunomichi

    Hannya

    Effettivamente i tatuaggi erano considerati una sorta di impurità, al punto che i corpi tatuati non erano considerati consoni alle prove di taglio delle lame. Effettivamente, ho un amico cui è stato cortesemente scelto di lasciare i bagni termali a causa dei suoi tatuaggi solo qualche anno fa. Sembra che tutt'oggi sia una pratica diffusa solo tra i malavitosi.
  15. Per il suo negozietto un po’ malmesso di Porta Romana è passato di tutto. Li ho visto le mie prime lame Bizen, ero ancora sbarbato e allora certe cose non si vedevano nemmeno in fotografia, mentre lì potevi toccarle con mano... Credo che Massimo lo abbia conosciuto bene.

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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