Jump to content

getsunomichi

Membri
  • Content Count

    799
  • Joined

  • Last visited

Community Reputation

0 Neutral

About getsunomichi

  • Rank

Profile Information

  • Sesso
    Uomo
  • Provenienza
    Milano

Recent Profile Visitors

19524 profile views
  1. Grazie Beta per l'interessante racconto. Se l'arco, che colpisce da lontano, è da sempre considerata in tutte le culture l'arma del non forte, quindi arma anche da donna, un discorso assolutamente a parte è legato all'alabarda. Era infatti la Nanginata, l'arma per eccellenza della donna di classe Bushi. Se il decapitare a distanza con efficacia è senz'altro efficace anche senza arrivare al corpo a corpo muscolare, va onestamente rilevato che maneggiare una alabarda non è affatto facile e richiede una forza non proprio da signorina... L'addestramento all'alabarda era iniziato in giovane età. C’è poi un campo d'applicazione, non sfiorato, l'intelligence. Le donne sono da sempre state addestrate in Giappone a questo tipo di attività e, non casualmente, mandate in sposa per garantire alleanze e... verificarle. Alcune, come le potenti Miko, venivano anche utilizzate per le loro capacità paranormali. Queste streghe ante litteram mostravano capacità di preveggenza e di controllo mentale precluse agli uomini. Sono tuttavia fatti del mondo ura. Non ho mai letto libri approfonditi sull'argomento.
  2. Ohi, Effe, ecco che cominci a farci vedere cose carine. Grazie, per la condivisione. Bella la tsuba è molto bello anche lo yari. Sugli acquisti non oculati, non prendertela, da qualche parte abbiamo un posto di scheletri negli armadi anche in questo forum. Ma alcune parti delle montature avevano un suo perché. Potrebbero valere il prezzo speso. 😂😂😂
  3. In Giappone esiste un senso molto particolare dell’onestà, anche se mi dicono che qualcosa sta purtroppo cambiando anche lì. Ma può capitare anche da noi, ad esempio, che un famoso critico d'arte chieda a prestito quadri importanti per studio o per una particolare mostra temporanea.
  4. Non è lontanissimo. Se faccio un salto, vi racconto. Grazie per la segnalazione.
  5. Vero, ma non in assoluto. Come dici tu, in linea di massima. Certe mei talora le ho viste rimuovere, perché una lama mumei non è mai falsa. ...e taroccare la patina di un nakago, talora si chiama "restauro" 😂😂😂
  6. Non è complicato capire perché firmare una lama mumei. I collezionisti, spesso poco preparati, cercano lame firmate. Pertanto le lame con firma hanno mercato maggiore. Qualcuno ha già detto anche, se del caso, opportuno firmare lame non particolarmente straordinarie con firme non particolarmente famose. Si tratta di considerazioni generali, sganciate dalla lama oggetto del post.
  7. L'Hagakure è un libro molto interessante per comprendere il Giappone e i Giapponesi. Un po’ meno per conoscere lo Spirito del Bushi, inteso come uomo della guerra, guerriero professionista. Si tratta, per chi non lo conoscesse, di una sorta di manuale del buon Samurai. Viene scritto in un momento d'oro del Giappone feudale, quando di Samurai nel senso di Guerriero non c'era gran bisogno. C'era invece gran bisogno di manager per gestire ogni provincia del Giappone. Quando si va in guerra per davvero, si ha bisogno di lupi, non di gentleman. E i primi hanno forse bisogno di un po’ di disciplina (non troppa) ma dell'etichetta non sanno davvero che farsene. Quella è buona a corte. Il libro è invece piuttosto importante per comprendere il Bushido. Un termine che viene spesso tradotto letteralmente come Via del Samurai, creando non poca confusione. Molti infatti pensano che in questo modo si indichi cosa occorre fare per essere bravi guerrieri. Mentre il termine Do deve essere intesa come Disciplina, Via spirituale. In pratica, indica il momento in cui le arti marziali perdono la loro caratteristica di tecnica mortifera per diventare strumento di educazione e di disciplina sociale. Non a caso, scritto da un ex-Samurai divenuto Monaco. L'arte marziale per come la Si pratica oggi. Una disciplina che non uccide più nessuno (per fortuna). Dunque il Bushido è uno strumento per trasformare i lupi in cani? Un momento... Diciamo che è un buon modo per mettere una museruola ai lupi, se non occorre mandarli liberi a fare macello... da qui a fare di un lupo un cagnolino, ne passa. Quando poi i Samurai, per i motivi più vari, mettevano l'Hagakure nel cassetto per un attimo, spesso tornavano le bestie di sempre. Agli inizi del novecento il libro fu pubblicato, con l'intento di favorire l'istinto del lupo in un popolo che andava militarizzandosi. Ebbe notevole successo editoriale, ma credo che l'operazione non sia granché riuscita. Non tutti nascono con l'istinto del lupo e non è certo un libro che lo fa nascere.
  8. Grazie Beta, Si, Google Translate si impone per la maggior parte di noi, credo.
  9. Non te la prendere, fra tutti e due, credo che abbiamo frastornato i mostri lettori abbastanza... 😂😂😂 Però è buon segno che qualcuno ci legga, ci confonda ed abbia compreso quanto sia importante inserire la Nihonto nella storia, nelle tradizioni e nella mitologia del popolo giapponese, diventandone l'Anima.
  10. Particolare. Perché l'hai messa in giardino?
  11. Riappare dalle fiamme il mio amico Garuda. Lo conoscevano bene anche dalle parti di Massimo. 😂😂😂 «che la fenice more e poi rinasce, quando al cinquecentesimo anno appressa erba né biada in sua vita non pasce, ma sol d'incenso lacrima e d'amomo, e nardo e mirra son l'ultime fasce.»
  12. Simpatico il tono provocatorio, ma qui la questione è piuttosto diversa. La firma del maestro suggella un opera di un team, un gruppo di lavoro alle dipendenze del kaji. Valgono perciò le regole che si applicano ai maestri del nostro Rinascimento e oggi ai capi di Alta Moda. Si fa fatica a parlare di un crocifisso di Giotto bambino o di una madonna del Botticelli di mezza età. Quando Giotto e Botticelli producono, la loro firma è un marchio di fabbrica che suggella la qualità di un gruppo di uomini. La firma è una garanzia che suggella uno stile, un epoca, una scuola. ...il Giotto inesperto, lo trovi nei dettagli meno importanti a firma Cimabue. 😂😂😂
  13. La domanda di Luca è lecita. Ricordo che questo argomento fu proprio motivo specifico di una telefonata avvenuta fra me e Massimo. Cè davvero molta confusione. La mia era comunque una risposta allargata, tesa a rassicurare anche chi riporta o traduce parti di testi pubblicati è regolarmente in vendita. Aggiungi tuttavia un elemento importante che, pur non avendo valore legale, fa la differenza. Fin dal suo esordio, il primo fine del web fu quello rendere fluido il contenuto di pubblicazioni fra addetti ai lavori. Trattandosi di informazioni scientifiche, ai tempi, non ci si preoccupava del diritto di autore. Dava tuttavia parecchio fastidio che qualcuno passasse come suo, quanto scoperto e pubblicato da altri. Nacque così la Netiquette, L'etichetta da osservare in rete, che arrivò anche ad una sua formalizzazione scritta (abbastanza estemporanea). Questa prevede, tra altri temi importanti, che ogni ripubblicazione di informazioni sia fatta con l'autorizzazione dell'autore e citando la fonte. Almeno la citazione della fonte, quando non è semplice avere una autorizzazione diretta e veloce di un autore che non si sa come raggiungere, è fondamentale. Grazie Beta per avercelo ricordato.
  14. Cè da anni molta discussione in materia, che si allarga anche al comparto musica e video (o comunque dove si configura una proprietà intellettuale). Oggi, specialmente dopo l'entrata in vigore delle normative GDPR, l'attenzione si è allargata anche alle basi dati. L'interpretazione legislativa non è proprio immediata e gli autori ed editori, in un primo tempo molto rigidi, hanno ora preso una linea più morbida, capendo che internet può girarsi a loro favore, proprio in termini di diffusione pubblicitaria dei loro prodotti e servizi. Come ho già spiegato su queste pagine, si tende a considerare "uso privato", e pertanto tollerato, tutto ciò che esula dal business. Cioè che non comporta fatturato o comunque scambio di denaro. Vale a dire che se acquisto un libro e desidero farmene una copia di backup, ne ho diritto. Se poi quel disco lo passo ad un amico, non mi metteranno in prigione per questo, ne mi bolleranno per "pirata informatico". Se invece all'amico quel disco lo vendo. Oppure, forme analoghe del tipo "ti do accesso a quel disco di dati se mi paghi un servizio di consultazione documenti" o un'iscrizione ad un gruppo di "amici del disco", si configura comunque un business. Cè quindi un guadagno economico, un giro di soldi cui il possessore della proprietà intellettuale deve partecipare nei modi previsti dai contratti e dalle leggi che regolano la materia. A questi episodi del secondo tipo, la guardia di Finanza tende a prestare invece più attenzione. L'illecito è in questo caso meglio definito, in quanto stai effettivamente ricavando del denaro dal lavoro intellettuale altrui, senza averne il permesso dell'autore o comunque diritto contrattuale per farlo. In ambito musica e film, ci sono addirittura precisi diritti e tariffari SIAE che devono essere dichiarati in anticipo e corrisposti in seguito. Qui cè maggior attenzione, perché di un brano di musica suonato è meno semplice tenere tracciatura storica e provare l'illecito guadagno. Ciò vale per tutti i testi o anche solo parti di testo che qui, come altrove, vengono continuamente riportati o tradotti. Per le immagini e le foto il discorso è invece ancora più vago è difficile. Per farla breve, credo non facciate nessuna fatica a capire come forum come questo siano considerati generalmente "manna" per l'editoria anziché "covo di pirati". 😂😂😂
  15. Beh, mi unisco agli auguri con il debito ritardo.
×
×
  • Create New...