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getsunomichi

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    getsunomichi

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  1. Grazie Francesco. Ne desidero anche io una copia, quando sarà possibile.
  2. getsunomichi

    Mi presento

    Non credo che esista un unico approccio allo studio. Ma esiste talora il buon senso di difendere persone prive di cultura e disponibilità finanziarie da Sè stesse, specie se agiscono sotto impulsi irrazionali di cui generalmente si pentono presto, incappando in persone che approfittano della situazione. Un profilo che, francamente, mi sembra molto diverso del tuo. Benvenuto.
  3. getsunomichi

    Buon 2021 a Tutti

    Mi unico per augurare buon Natale a tutti. E che l'anno nuovo ci porti felicità e le cose più belle.
  4. getsunomichi

    Suriage

    vedo che mi hanno preceduto... con più classe, naturalmente.
  5. getsunomichi

    Suriage

    😂😂😂 Mi è uscito un commento un po’ duro. Non prendetevela a male, eh, si scherza! E poi sapete che di Nihonto il sottoscritto capisce poco... 😇 ragazzi, quelli erano guerrieri. Non entrate nella mente e nel corpo di quegli uomini. Non pensavano affatto di rovinare una lama! La adattavano al loro uso. In maniera non diversa da come oggi un militare professionista chiama un meccanico di precisione a lavorare sulla sensibilità del grilletto, sull'ottica di puntamento o sulla forma anatomica del calcio del proprio fucile. In base all'uso che se ne fa. Era la normalità. Un guerriero deve sentire l'arma sua. Si deve realizzare un binomio inscindibile di reciproco credito e fiducia tra i due elementi che lo compongono. Chi usa un'arma deve sentirsi in debito con essa, deve essere certo che saprà esprimere al meglio le proprie capacità, quando ciò deciderà della vita o della morte. Quei suriage saranno stati apprezzati dai kaji, perché uno dei grandi Signori della Guerra aveva ritenuto una loro creazione meritevole al punto da affidargli il proprio spirito e la propria vita, facendone un oggetto con un'anima. Perché essa era in risonanza con l'anima di chi l'aveva forgiata. Certamente avranno apprezzato di più di quell’altra loro lama ritenuta così bella da essere intoccabile ed ora a languire tristemente al fianco di un samurai-burocrate che non l'ha mai presa in mano per difendere la propria vita e, con essa, l'onore e il destino del proprio clan. Una lama morta nel corpo come nell'anima. Perchè ancora oggi un Togishi non leva i segni di uno scontro a meno che non mettano a rischio la funzionalità e la salute della lama? Perché usare l'uchiko e la carta di riso, quando oggi ci si potrebbe mettere su un bello strato di silicone, capace di mantenerla sana e funzionale per i prossimi cento anni, senza troppe menate? Perché salutare con rispetto una lama prima di sfoderarla, con un leggero inchino di deferenza e rispetto? Questi riti, che alcuni di noi mantengono tradizionalmente vivi, servono a tenere desta quell'Anima nel tempo. Talora leggo che per qualcuno il miglior modo per preservare una lama è quello di tenerla coperta, asciutta e al buio dentro una custodia nel proprio armadio. Così che si preservi intatta per la posterità... ...State imbalsamando un cadavere, seppellendolo in una tomba, per consegnare alla posterità una mummia. Una pallida immagine dello spirito che quella lama ha incarnato. Un pezzo di ferro che con voi non ha vissuto. Un oggetto di cui avete capito poco e a cui non avete saputo trasmettere niente. Un Katana senz'Anima. Quella lama merita di più, anche se non deve per fortuna più combattere. Merita di vivere.
  6. getsunomichi

    Suriage

    C'è un passaggio importante che avviene nel momento in cui la spada cessa di essere solo un arma e diventa oggetto d'arte, di stato sociale e di culto. in questo caso, il nakago diventa una parte estremamente importante per fare una serie di valutazioni e per apprezzare il valore (anche economico) della lama stessa. Se invece una lama è vista sostanzialmente come un arma, il prezioso nakago diventa solo un codolo. Come tale non c’è nessun problema a riadattarlo, anche pesantemente, per il nuovo utilizzo e padrone. Non si tratta tanto di altezza della persona, ma proprio di uso. In un campo di battaglia oppure combattendo da cavallo lame lunghe e pesanti manifestano tutta la loro importanza. Se diventano troppo pesanti, magari si sfilano o si scavano, senza rinunciare ad una lunghezza importante, senza la quale l'arma diventa inutile. Armi lunghe di questo tipo diventano ferri vecchi in tempo di pace, forse buoni per farne dono a qualche tempio. Ma un eventuale utilizzo civile, senza armatura, richiede armi più agili e veloci, con un porto comodo e che non sfianchi per il peso a fine giornata. Perché rinunciare a tutto ciò se, possedendo un'ottima lama, si poteva ottenerlo con poco sforzo e senza danneggiare in nulla l'efficienza dell'oggetto? Da morti, l'eleganza di un sugata originario che ha impedito una estrazione rapida ed efficiente, conta davvero poco. Da sempre le armi che passano dalla guerra alla pace subiscono modifiche di questo tipo. Fu così per le colt a tamburo dei pistoleros statunitensi Dall'estrazione rapida. A pensarci bene, una modifica simile è anche all'origine della nostra più modesta lupara, che trasformò un fucile in un arma più agile per ripulire le campagne infestate da lupi. Le armi finiscono di subire adattamenti nel momento in cui diventano oggetti d'arte. Cioè quando non le usiamo più.
  7. Molte le incredibile opere su cui questa donna ha messo le mani. Di molte neanche sapevo. La Cappella degli Scrovegni è lì, sotto gli occhi di tutti. Ma certamente il Nostro Cenacolo era veramente una sfida impossibile. Per il muro infelice, per la tecnica non adatta (a secco e non a fresco!) che aveva già dato i primi segni di decadimento quando il Maestro era ancora in vita. La conoscenza della scienziata, la sensibilità dell'artista. Spesso i restauratori sono figure schive, che amano poco i riflettori, specie se non sono puntati sull'opera d'arte stessa. Senza di loro, tuttavia, sarebbe impossibile non solo preservare, ma addirittura conoscere la grandezza di un artista. Ne abbiamo anche qui tra noi di persone di detto calibro. Non dimentichiamoci di ringraziarle per il loro prezioso lavoro.
  8. getsunomichi

    Mi presento

    Non è un caso che ci siano tanti Toscani. L'attenzione per le cose belle, da quelle parti è antica. No, non parlo del Medioevo e del Rinascimento, che sono sotto gli occhi di tutti. L'etimologia di Toscano è da ricercare in Etrusco. Un popolo che ha insegnato la cultura della Bellezza all'umanità intera. Qualcuno dice persino ai Greci...
  9. Non esagerare con l'olio, se no finisci che ci riempi il fodero. La pratica di un arte marziale serve per difenderti dagli anni che passano, mantenendo mente e corpo uniti ed in forma. Hai fatto un errore con una lama. Qui, in modo indiretto, ti stiamo dicendo di non commettere lo stesso errore con te stesso. Di dare un po’ d'olio alle giunture e di smalto alla muscolatura. Va benissimo anche un altra attività sportiva, ma se la spada giapponese ti ha affascinato, forse dovresti seguire il tuo istinto.
  10. Dovresti dirci di cosa sono fatti. Carta? Pelle? Talora spessori di quel tipo vengono utilizzati per spessorare e stabilizzare insieme al samè le parti della tsuka, prima di passare il nastro. In questo modo la stoffa tira bene e resta in posizione stabile anche per decenni. QUando una tsuka è molto vecchia, la pelle talvolta si ritira ed è talora possibile scorgerne un lembo. si tratta ovviamente di una ipotesi.
  11. Dedicare la propria vita all'arte. All'effimero, alla bellezza di un fiore che sboccia. V'è necessario il coraggio. E, insieme, la consapevolezza Che nulla è più necessario.
  12. getsunomichi

    iDB Tech-No-Logic

    Un po’ gigione e strafottente, come si deve essere a quell’età quando si sa fare qualcosa. Ma l'uso che fa di quello strumento, assolutamente moderno e trasgressivo anche in repertorio classico, è incredibile. Grazie della segnalazione.
  13. Un abbraccio a tutta la famiglia Enrico. E un bel imboccallupo a chi sta per iniziare questa splendida avventura che è la vita.
  14. L'ho ascoltato molto, ma non sapevo avesse un passato comune. Si impara sempre qualcosa da Beta. C'è un quasi omonimo che ha scoperto le fasce della magnetosfera terrestre. Un uomo che ha lavorato con Wernher von Braun, sì proprio il maggiore delle SS che ha progettato le V2 che hanno distrutto Londra, alla conquista dello spazio statunitense. Perché a Norimberga ci sono finiti gli inutili alla Fisica. Chissà che le magie degli elettroni di quelle fasce non siano simili a quelli della pelle delle nostre amiche...

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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