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Le basi del Kantei, a cura di Francesco De Feo – 13 Ottobre 2018, Sesto Fiorentino (FI)

di Marco Pingitore

Incontro autunnale

Ogni incontro della I.N.T.K. porta sempre con sé qualcosa che lo distingue dalle passate edizioni. E’ capitato talvolta di trasferirci “extra urbe” in qualche altra città in veste di divulgatori della cultura della Spada Giapponese come a Verona qualche anno fa, piuttosto che a Scarperia o come sta accadendo da qualche tempo in cui siamo presenti al MAO (museo di arti orientali) di Torino dove sono esposte a rotazione diverse lame di nostri soci in una mostra dedicata.

Quella del 13 Ottobre di quest’anno è stata senz’altro una delle edizioni più numerose alle quali personalmente ho partecipato, si sono contate oltre 30 persone, al punto che ci si è dovuti stringere un po’ nella saletta di Casa Guidi a Sesto Fiorentino. In particolare è capitato di avere anche la graditissima sorpresa di conoscere la più giovane socia neo iscritta (insieme con papà e mamma) Keiko da Pordenone; ma il nome giapponese non tragga in inganno, “Jê a jè Furlan” (tr. lei è Friulana). Concentratissima nel prendere appunti durante la presentazione di Francesco de Feo, relatore di quest’anno.

Francesco, Presidente della N.B.T.H.K. Italian Branch, che collabora da tempo con la I.N.T.K. e che non finiremo mai di ringraziare per la sua disponibilità, ci ha guidato questa volta attraverso le basi del Kantei spiegandone le peculiarità. E’ stato fatto un excursus con 42 slide di lame importanti datate sullo sviluppo del Sugata (la forma di massima) e Nakago (il codolo nel suo stato di conservazione) in base all’evoluzione storica e culturale del Giappone, passando attraverso l’apprezzamento del Sori (la curvatura), il Funbari (la rastremazione) e la forma del Kissaki (la punta), si è andati via via ad osservare i tipi di Hada ed Hamon e grazie all’insieme di queste caratteristiche si sono confrontate le varie possibili scuole, sia per le Kotō che per le successive Shintō e Shinshintō.

“Per capire la nihontō devi conoscere la storia giapponese” cit. Fujishiro sensei.

A fianco di Francesco si è avuto occasione di apprezzare alcuni interventi mirati di Gianluca Venier con ulteriori precisazioni nella descrizione di alcune scuole. Un intervento decisamente impegnativo e notevole, per gli argomenti e per la durata.

Anche la presenza di numerose lame in esposizione non ha deluso e spiegate da Massimo Rossi. Nel dettaglio abbiamo potuto studiare in ordine cronologico:

  • Tachi con ito maki koshirae, attribuita: Ko Naminohira
  • Tantōfirmato: Uda Kunimune (attribuito al nidai/sandai)
  • Tantōfirmato: Nobutsugu (Yamada Seki)
  • Tachi con efu no tachi koshirae, firmata: Bishu Osafune Yoshimitsu
  • Katana, kinzogan mei: Masamune (attribuita a den Masamune)
  • Tantōfirmato: Sukemune (Shimada)
  • Katana, firmata: Ietsugu (Kashu)
  • Tantōfirmato: Kanefusa (Rai Utsushi)
  • Wakizashifirmato: Nobukuni
  • Katana, firmata: Shitahara Yasushige (attribuito al yondai)
  • Katana, firmata: Kashu ju Fujiwara Kiyohira – Edo ni Oite kore o tsukuru
  • Katana, firmata: Yamato no Daijo Fujiwara Ujishige
  • Wakizashi, firmata: (Kiku ichi mon) Tango no Kami Fujiwara Kanemichi
  • Katana, tachi mei: Hizen Yoshimue

Da ultimo mi sembra doveroso anche un ringraziamento per l’organizzazione del pranzo, fantastico e decisamente ricco (unica nota negativa, ho guadagnato un chilo con buona pace della mia dieta, e quindi per ritorsione non lo descriverò).
Insomma decisamente una stupenda e piacevole giornata.


Arrivederci quindi alla prossima primavera con nuovi ed interessanti temi e questa volta mi permetto di suggerirne uno; una puntata dedicata interamente ad una delle 5 scuole (le Gokaden). Ne abbiamo già fatta una sulla scuola Mino ed è stata un ulteriore successo.
Chissà che magari venga accontentato.

Galleria fotografica:

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