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Klaus

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  1. No, non ne sapevo nulla! Grazie!
  2. Grazie. Gentilissimo, come sempre.
  3. Come sapete, sono appassionato di orologi... Qualche giorno fa, su un forum, mi è capitato di vedere questa foto, che ritrae un articolo di giornale che parla di orologi Grand Seiko. Si tratta della linea di alta gamma del produttore giapponese, rifinita in modo manicale e pressochè perfetto I piani della cassa e del bracciale sono rifiniti a specchio, con superfici nette, prive di rifrazioni e con piani, angoli e spigoli perfetti... Questa finitura è definita "Zaratsu", che in giapponese, se ho ben compreso, significherebbe "specchio". Eccellenza, per un prodotto industriale... Fin qui nulla di male... la nota dolente è che l'articolo di giornale dice: "è la lucidatura usata per le spade dei samurai..." Eh, no... non mi pare... Da quel che ho compreso, guardando anche i filmati... anche le Harley Davidson sono cromate a specchio... ma c'è specchio e specchio... La finitura delle spade sarà pure "zaratsu", ma è una finitura fatta a mano... Quella degli orologi, filmati alla mano... per quanto possa essere bella, fine ed eccellente... è tutt'altra cosa... Dal confronto... si comprende meglio cosa è la finitura delle spade... ma paragoni... non ne farei... Ho ben compreso? https://youtu.be/T5lmhZiup3o https://youtu.be/55BlqOj-hqo
  4. Klaus

    Antiche bandiere giapponesi...

    Mille grazie: utilissimi come sempre! Perdonate il mio ritardo nel replicare...
  5. Klaus

    Antiche bandiere giapponesi...

    Su un orologio giapponese, risalente a fine 1800/inizio 1900, importato dalla Svizzera, compaiono queste due bandiere giapponesi incrociate, con una scritta in caratteri Kanji. Come debbo interpretare l'incisione? La bandiera verso destra è con crisantemo, simbolo noto. Ma... il resto? Ringrazio in anticipo.
  6. Klaus

    Tsuba con motivi particolari...

    Rapido aggiornamento: ho contattato un esperto americano, che mi ha confermato che il primo kanji è "KANE". è riuscito a leggere anche il secondo, grazie alle mie ultime foto, che sarebbe Shige: 兼重 Nessun tentativo di cancellare, e non è gimei... Kaneshige firmava spesso proprio così... Ho dunque cercato informazioni su questo Kaneshige... Esistono diversi artisti che hanno firmato con questo nome, ma ho trovato alcune tsuba che recano qualche similitudine con la mia, dal punto di vista stilistico, dimensionale e, soprattutto, che sono firmate sul lato ura, in modo spesso molto labile: http://www.shibuiswords.com/haynesTsu97.html http://www.militaria.co.za/nmb/topic/5980-tsuba-made-by-kaneshige/ http://www.militaria.co.za/nmb/topic/18583-kaneshige-tsuba-plate-maker/ Se ho ben capito, si tratta di un fabbro che preparava le placche per altri artisti: plate maker artist is this signature and he was to work for several schools and artists about the same period. e... he seems to have signed for the plate even though the inlay artist did not sign his own work, why is a mystery. Dunque, se ho ben compreso, Kaneshige avrebbe firmato le "base" di ferro, a vantaggio di diversi altri artisti, che le avrebbero completate con altri metalli più nobili, ma non anche firmate. Il perchè sarebbe un mistero. Trovo queste affermazioni anche in altre fonti. Nel mio piccolo, piccolo, piccolo, mi permetto di osservare che: a) in tutti i lavori che vedo con la sua firma la decorazione della base in ferro è perfettamente armonizzata ed integrata con il lavoro fatto con gli altri metalli, dunque per lo meno questo Kaneshige doveva operare in eccellente accordo con tutti coloro che avrebbero completato l'opera. b) le parti in ferro sono molto varie, ricche, come forme, motivi e decorazioni: si va da pesci, piante, rocce, piccoli corsi d'acqua, figure umane, animali... mentre sono quelle in metalli nobili ad essere molto standardizzate e molto simili tra loro, nelle diverse tsuba: spesso si tratta dello stesso identico tipo di pianta, foglie, racemi, ciuffi d'erba... Ne deduco che forse firmava solo lui perchè era lui il "dominus" del disegno?
  7. Questo è il diploma di conferimento della medaglia per la campagna di Cina. Prima guerra sino-giapponese, 1894. Si tratta di una delle primissime decorazioni di tipo occidentale adottate dalle Forze Armate giapponesi... destinata a "soli" 300.000 uomini circa. Bel cambio, rispetto al passato... Questo invece... mi piacerebbe capire cosa sia... porta le insegne che qualcuno identifica come della guardia imperiale, oltre a quelle dell'esercito. Vorrei cercare di capire chi possa essere l'originario proprietario: una persona vicina alla vecchia casta dei samurai o un uomo nuovo? Un graduato o (più probabilmente...) un modesto fante coscritto?
  8. Interessantissimo! Grazie! Mi permetto di mostrarvi altri documenti, dello stesso lotto... Fronte e retro: Questo dovrebbe essere militare, anche se non sono riuscito a comprenderne la natura:
  9. Però! Grazie! Corro ad informarmi sul feng shui! Si riesce a capire se si tratta di un'abitazione o areo tipo di edificio?
  10. Klaus

    Seppuku

    Io vorrei proporre una visione un pochino diversa, se posso... Da una parte... quando il Giappone, per un palmare errore della Banca Centrale, piombò, negli anni '90, in una crisi economica epocale... il paese del Sol Levante non fu inondato dal sangue dei suicidi, ma dall'inchiostro dei falsi in bilancio e delle coperture di responsabilità... Dunque starei attento a mitizzare un senso dell'onore, del dovere, della responsabilità e della vergogna che sono profondamente diversi dai nostri e che vanno contestualizzati... La parola d'ordine fu "la crisi è troppo grave per portare davvero al fallimento"... e questo cozza un pochino dall'idea che abbiamo del bushido... Non solo... dall'altra mi permetto di ricordare pure che il suicidio rituale è necessariamente anche plateale e quasi pubblico, per un motivo ben preciso. Dato che il fallimento del singolo è fallimento dell'intero gruppo cui il fallito appartiene, il suicidio è soprattutto un preciso dovere nei confronti della propria famiglia, del proprio clan... Voglio dire... nell'antica Roma, colui che fosse incappato in certe gravissime accuse preferiva quasi sempre suicidarsi, ma non per chissà quale altissimo senso dell'onore, della responsabilità e della vergogna, quanto per un realistico e concreto dovere nei confronti della propria famiglia. Evitando accuse pubbliche, processi e condanne ad una morte ben più terribile, il reo, tagliandosi le vene, salvava la propria famiglia e il patrimonio familiare da ripercusssioni ben peggiori, come confische, stupri e morte per inedia... Credo, però, che... a Roma come a Tokio e oggi come un tempo... se un fallito può... sceglie di non suicidarsi...
  11. Klaus

    Tsuba con motivi particolari...

    Aggiungo delle foto forse migliori... Non vorrei dire castronerie, ma sembra quasi che qualcuno abbia voluto cancellarla...

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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