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paolo placidi

Shodai o Nidai ? ...... questo è il problema.

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Le note che seguono, da me liberamente rielaborate, fanno riferimento ad una discussione, presente sul forum francese "ETUDE DU SABRE D'ART JAPONAIS", nata dalla "banale" domanda: "come è possibile distinguere le Mei apposte da due grandi forgiatori (Shodai e Nidai) quando firmavano con gli stessi kanji ?"

Come esempio sono state prese ed analizzate le Mei di Tadatsuna shodai e Tadatsuna nidai, apposte entrambe con i kanji: "Awataguchi Ōmi (no) Kami Tadatsuna".
Dopo un lungo ed accalorato dibattito che vedeva come protagonista il codolo di una lama, sono state raggiunte (proposte ???) le conclusioni che vi illustro e che fanno riferimento a due distinti "filoni di pensiero".

Non è assolutamente facile distinguere e "catalogare" le firme dei due Tadatsuna anche perchè sia lo Shodai che il Nidai, nelle loro prime lame, usarono Mei un poco diverse da quelle che avrebbero poi consolidato nella maturità anche se poi le mantennero praticamente inalterate fino al termine della carriera; in particolare il Nidai, ottimo incisore di Horimono, adotterà nel corso degli anni un modo di firmare di una precisione e costanza veramente notevole.


Di seguito, una firma dello Shodai ad inizio carriera.

 

A - 1 - Tadatsuna shodai - inizio carriera - ridotta.JPG

Di seguito, una lama del Nidai ad inizio carriera (anzi, sembra essere la sua prima lama firmata)

 

B - 2 - Tadatsuna nidai - prima lama.jpg

 

 

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Era prassi diffusa nelle scuole di forgia dove generazioni diverse utilizzavano la stessa Mei, creare una specie di "codice" che permettesse di riconoscere quale di queste avesse realmente firmato la lama; cosa tanto più importante nel caso di Daisaku.
Nella scuola Tadatsuna, quale era questo "codice" ?

Il primo "filone di pensiero" indica come la differenza tra lo Shodai ed il Nidai debba essere ricercata nel modo di incidere il secondo kanji di "Ōmi " ed il primo di "Tadatsuna", quindi nel modo di incidere il kanji "MI" ed il kanji "TADA".

Per il kanji "MI" (江) la differenza tra i due consiste nel parallelismo o meno dei due tratti orizzontali.
I tratti dello Shodai danno l'impressione di un parallelismo quasi perfetto mentre il Nidai mostra (generalmente) una divergenza dei due tratti, aprendoli verso la destra.
Per il kanji "Tada" (忠) entra in gioco la "simmetria" degli Atari (colpi di bulino).
Nello Shodai tale "simmetria" è apprezzabile mentre nel Nidai questa non sembra essere presente.

Di seguito una firma dello Shodai

 

C - 1 - Tada shodai.jpg

Di seguito due firme del Nidai

 

D - 2 - Tada nidai.JPG E - 2 - Tadatsuna nidai - Mei 1.JPG

 

 

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Il secondo "filone di pensiero" si sofferma invece sul diverso modo, tra i due forgiatori, di incidere il kanji "TSUNA" ed in particolare di come è incisa la parte sinistra di tale kanji.

In generale il Nidai tende ad "aprire" il kanji nella parte alta a sinistra mentre lo Shodai la tiene "chiusa".
Inoltre, esaminando i tre Atari inferiori sinistri del kanji, si nota che il Nidai orienta da destra verso sinistra e dal basso verso l'alto i solchi lasciati dal colpo del bulino mentre lo Shodai li orienta da sinistra verso destra.

 

Di seguito lo "TSUNA" del Nidai

 

F - Tada nidai.jpg

 

Ed infine, lo "TSUNA" dello Shodai

 

G - Tada shodai.jpg

Modificato: da Paolo Placidi

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Quindi di massima, vedendo le immagini che hai postato, sembra che in Nidai ci sia un generale modo 'aperto' di incidere i Kanji, mentre in Shodai sia più 'chiuso' e continuativo nel segno.

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Un pò come è stato per la scuola YASUTSUGU dove le firme, a seconda di come sono realizzate ci portano al forgiatore:

 

post-974-1258324118,4041.gif


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Certamente; ogni forgiatore tiene e batte il bulino in modo del tutto personale come noi, in modo assolutamente personale, teniamo la penna e scriviamo.

 

Quello che mi è piaciuto ed interessato dell'articolo francese è l'analisi e l'approfondimento delle differenze di firma tra due grandi forgiatori; analisi ed approfondimento che non ho mai rilevato nè sui libri nè in rete.

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Su questo sito un articolo simile su Kunisada

 

www.nihontocraft.com/Izumi_no_Kami_Kunisada_mei.html

 

Ma magari lo conosci già :arigatou:

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Su questo sito un articolo simile su Kunisada

 

www.nihontocraft.com/Izumi_no_Kami_Kunisada_mei.html

.................................

 

Grazie Gianluca !

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Ho sempre creduto anche io nella frequente presenza di un "codice" come quello descritto dal buon Paolo.
...Ed una delle cose che mi ha da subito affascinato e divertito molto, è stata proprio quella di ricercare e paragonare lame con mei identiche ma di generazioni diverse dello stesso lineage.

Fortunatamente questi due forgiatori sono stati molto prolifici, e se si cerca a fondo, si possono trovare molti esempi.

In poco più di un anno ho raccolto, analizzato e confrontato circa una cinquantina di oshigata di sicura attribuzione e foto di codoli certificati: ne emergerebbero nuove particolari distinzioni, deduzioni ed ipotesi che vorrei condividere.

Partendo dal post iniziale di Paolo innanzitutto bisognerebbe capire quanti esempi sono stati presi in esame: già il numero che ho archiviato io è scarsamente sufficiente per trarre delle conclusioni definitive.

Da quanto ho potuto verificare, tra i due “filoni” di pensiero, mentre il primo riguardante le differenze sul carattere TADA è ampiamente condivisibile (in quanto in quasi praticamente tutti gli esempi, simmetria ed incrocio delle direttrici dei 2 atari inferiori sono riconducibili ad attribuzioni del nidai o dello shodai a seconda che sia presente-shodai od assente-nidai), il secondo non trova invece particolare riscontro.

Di seguito alcune mei certificate shodai da hozon a tokubetsu hozon (alle quali potete aggiungere gli esempi presenti nei diffusi libri di Sesko e nel Nihon Toko Jiten - Shinto Hen di Fujishiro). come potete vedere per quanto riguarda la cosiddetta “apertura” dei tratti superiori del radicale del kanji TSUNA non vi è maggiore  “chiusura” rispetto ai tanti altri esempi che sono tipici del nidai.

apertura tsuna.png

In particolare se vi focalizzate con attenzione sugli ultimi due esempi di destra noterete che i 3 atari inferiori del radicale in oggetto hanno una direzione destra-sinistra come in tutti gli esempi del nidai.

Bisogna sempre tenere a mente che il metodo di firmare la lama ha un’evoluzione che segue la vita e lo sviluppo del forgiatore, cosa ben capibile dalla selezione delle 5 mei di cui sopra: ognuna ha delle differenze stilistiche (tagane, profondità di incisione, forma dei kanji, ecc…).
Non sono ordinate cronologicamente essendone solo una datata, ma possiamo affermare che le ultime due sono più recenti per come è inciso il kanji TSUNA. Lo stesso Fujishiro riconosce questo modo di incidere il radicale di questo kanji da parte dello shodai come un esempio di bannen mei (firma utilizzata nell’ultimo periodo di operatività del forgiatore):
 

bannen mei.jpg

...Anche senza però quanto indicato da Fujishiro nel suo Shinto Hen, potevamo già autonomamente ipotizzare che fossero delle mei della tarda produzione dello Shodai.
Perché? Perché il discepolo quando inizia a forgiare per conto suo copia praticamente tutto dal suo maestro. E siccome già dalle prime lame datate di Ikkanshi la direzione di quei 3 atari è destra-sinistra, è ragionevole pensare che abbia copiato questo modo di incidere quella parte del radicale TSUNA da come lo faceva in quel momento il padre-maestro.

In questo specifico caso fa un po’ riflettere il concetto di bannen mei.
Sull’Osaka Shinto Zufu di Nakamiya ci sono molti altri esempi tra foto ed oshigata, molto interessanti soprattutto perché diverse lame sono datate e gli oshigata sono proposti in ordine cronologico.
E’ quanto meno doveroso innanzitutto sottolineare che lo shodai è nato nel 1609 (Keicho 14), è morto nel 1676 (Empo 4), e ci sono sue lame firmate dal 1629 (kan'ei 6), cioè da quando quando aveva vent'anni, fino a quando morì a 67.

Nel 1642 (kan'ei 19), a 33 anni, ancora firmava con i radicali di TSUNA sinistra -> destra, mentre nel 1648 (keian 1) a 39 anni, abbiamo il primo esempio di lama con i radicali che cambiano direzione: destra -> sinistra.
Ciò vuol dire che cambiò la direzione di questi 3 atari tra i 33 ed i 39 anni.
Abbiamo quindi un periodo iniziale tra mei iniziale (shoki mei) e matura che va dai 13 ai 19 anni circa. Mentre un periodo certo di almeno 28 anni in cui firma in stile “bannen mei”.
...O sono ststo troppo ardito con le deduzioni (facile), oppure la definizione di bannen mei risulta essere un'etichetta troppo restrittiva in questo frangente (pensiamo ad un forgiatore che cambia lo stile di firma piu volte in breve tempo), in ogni caso è una riflessione a mio avviso molto stimolante.

Andando oltre però ho trovato almeno un’altra differenza apprezzabile per distinguere la mei di Oya Tadatsuna da quella di Ikkanshi Tadatsuna:
il carattere AWA di Awataguchi.

Nella prima generazione il secondo dei 2 atari verticali resta sempre dritto o poco curvato, mentre nella seconda generazione è sempre molto curvato se non proprio a formare un angolo netto di 90°.

shodai:

awa tadatsuna.jpg

nidai:

awa tadatsuna nidai.jpg

Perfino nelle mei dove l’attribuzione è più difficoltosa si può trovare questo colpo di atari inciso chiaramente in un modo o nell’altro.

La seguente è la mei di una lama nbthk tokubetsu hozon con ogni probabilità del primo nidai. Ciò che fa propendere per una attribuzione a Ikkanshi non è solo l’insieme delle caratteristiche della lama, che seguono nel suo esordio quelle del padre, e il metodo di incisione della mei (con i ben distinguibili colpi singoli del tagane spesso), ma anche il fatto che sebbene il carattere TADA non presenti ancora quella che sarà più avanti una decisa asimmetria, il carattere AWA presenta già lo stile unico della seconda generazione, che abbiamo appena visto:

primo nidai.png

Buone ricerche e buoni confronti :vecchiocinese:

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