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Renato Martinetti

Kankyuto

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Vedendolo passasre su un sito di aste on line, due parole su un accessorio che a volte si può vedere nelle koshirae, al posto dei più abituali Kozuka o kogai, il Kankyuto:

Kankyuto1.JPG

Kankyuto2.JPG

Conosciuto anche come Bashin (ago per cavalli), presenta una costruzione normalmente più robusta del kozuka, anche se simile come dimensioni, tant'è da infilarsi perfettamente nella "saccoccia" presente nelle saya dei wakizashi.

Sulla sua funzione circolano le voci più disparate: oltre da multiuso "svizzero" usato anche per i salassi ai cavalli (da qui il nome bashin) la traduzione di kankyuto, unita al foro inome suggerirebbe un uso da ago, con una corda fatta passare nel foro, magari per trattenere le teste dei nemici uccisi in battaglia, che teoricamente il samurai portava ai propri superiori. Essendo più pesante e bilanciato del kozuka, si è ipotizzato anche un utilizzo come coltello da lancio.

Tutte ipotesi assai più romantiche e romanzate del multiuso svizzero, per tagliare la caciotta o rammendare le braghe...

:biggrin:

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Grazie Renato, l'avevo notato anche io e mi chiedevo giusto quale fosse il suo utilizzo, rispetto al più 'comune' kogatana. :arigatou:

 

Comunque, a parte le leggende, credo che un utilizzo 'gastronomico' (oltre che veterinario/chirurgico) sia più che attendibile: mica potevano tagliare il formaggio con il tantō !

Modificato: da G.Luca Venier

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Grazie Renato, non conoscevo questo tipo di oggetto. Davvero interessante e con uno hamon che sembrerebbe davvero ben fatto. :arigatou:

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Kozuka (anzi, Kogatana) e Bashin/Umabari/Kankyuto nascono con finalità diverse; se il primo è chiaramente un coltellino da utilità con un manico destinato alla decorazione da posizionare sempre in un saya, il secondo nasce più come un attrezzo robusto, da utilizzare principalmente sui cavalli (bashin: ago da cavallo, umabari più o meno simile traduzione) oppure come una lama usata per far passare un filo (più o meno la traduzione di kankyu-to) e, soprattutto nei secoli guerreschi, portato in diversi esemplari non nella saya ma in altri posti. Per tale ragione si incontra meno frequentemente che il classico kogatana, anche se a fine Edo e in epoca Meji vi fu una vasta produzione per noi occidentali. L'utilizzo come attrezzo spiegherebbe la costruzione monoblocco, mentre quelli con la lama staccabile come nel kozuka/kogatana sarebbero chiaramente più decorativi (si vedono entrambi i modelli nelle foto di Mauri). A parte capire le differenze tra oggetti lievemente diversi (e in Giappone la diversità dovrebbe avere sempre una spiegazione) è interessante il supposto uso interpretabile non dall'oggetto, sempre uguale, ma dal nome chiaramente diverso (nel Sengoku lo piantavano nelle teste dei nemici, legate dal filo che passava nel foro inome?). I giapponesi stessi non hanno le idee molto chiare...

:ichiban:

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Come giustamente detto da Renato, umabari e bashin significano la stessa cosa. Anche gli ideogrammi sono gli stessi 馬針, letti rispettivamente in pronuncia kun (umabari) e on (bashin). :arigatou:

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