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Klaus

Tsuba Jakushi seconda generazione...

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Tutto iniziò con questo acquisto...

O meglio... nel 1986 con i primi articoli sulle lame giapponesi letti su Diana Armi...

 

Poi con la visita al Museo Stibbert, a Firenze, luogo in cui ogni mente ed anima dovrebbe trascorrere qualche ora nella vita...

e poi... nel 1998... nel corso del viaggio a Rouen che i miei mi regalarono per la mia laurea... acquistai questa Tsuba.

Rouen, in Alta Normandia, è la città degli antiquari. Quello che mi vendette questa tsuba, però, non seppe dirmi altro che doveva risalire al 1700...

 

Senza sapere molto altro, l'ho tenuta sempre in una vetrinetta e l'ho fatta ripulire ad un amico, esperto restauratore professionale... solo in tempi molto recenti un noto esperto americano mi ha confermato che è autentica e che è firmata Jakushi: con tutta probabilità è opera dell'artista di seconda generazione... nato nel 1650 e morto nel 1725.

Ciò mi rende molto lusingato custode di un pezzetto di storia.

 

Ora, vorrei comprendere alcune particolarità:

1) quale è il lato frontale? L'esperto americano mi ha detto che è quello con la firma... ok...

ma.... da che parte veniva montato il lato frontale? Verso il manico o verso la lama?

2) cosa sono quelle scheggiature che si vedono intorno al "foro" centrale? Sono state fatte per garantire l'accoppiamento alla lama oppure sono un segno di uso e sono dovute a ripercussione delle vibrazioni sulla superficie della tsuba?

3) cosa sono quelle specie di "stuccature" color rame che si vedono sempre intorno al foro centrale?

 

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Ciao Klaus!

Non sono un grande esperto ma posso rispondere in parte alle tue domande.

Dunque, il lato frontale "Omote" è quello della prima foto in cui si vede la firma "Mei", mentre il lato posteriore si chiama "Ura". Il lato Omote è orientato verso l'impugnatura "Tsuka".

Quegli inserti in rame che si vedono nella seconda foto invece, servono per far accoppiare la tsuba con la lama ed evitare eventuali movimenti della tsuba stessa.

Gli altri utenti sapranno fornirti sicuramente spiegazioni più dettagliate! :arigatou:

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ciao Klaus,

di tsuba di scuola Jakushi si e' gia' parlato in questo forum (vedi http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=8372&hl=jakushi&do=findComment&comment=95278).

Personalmente trovo un po' azzardata una attribuzione cosi' specifica alla seconda generazione, ma comunque e' una autentica tsuba Jakushi del medio-tardo Edo.

Saluti, Mauro

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Grazie, ragazzi delle interessanti risposte.

Mi rendo conto di non aver fornito le dimensioni: il diametro misurato sull'asse orizzontale è di 7,5 centimetri. Quello in verticale è leggermente superiore: 7,7 cm circa.

Lo spessore è di circa 3 millimetri.

Questo significa che era da Wakizashi?

 

L'attribuzione alla seconda generazione dei maestri (?) Jakushi mi è stata data come "molto probabile", ma non come certa.

Come si fa a stabilirlo con maggiore certezza e da cosa sorge il dubbio?

 

Quanto alle scheggiature che circondano il foro, cosa se ne sa? Le vedo abbastanza spesso? Erano solo la sede per quelle "stuccature" di rame o cos'altro?

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Quello che volevo dire non e' che io dubiti dell'attribuzione, semplicemente e' molto difficile essere cosi' precisi con questa scuola. Vado a memoria perche' ora non ho accesso al mio materiale di studio, ma se non ricordo male della scuola Jakushi ci dovrebbero essere 9 generazioni, ed il secondo maestro dovrebbe essere il migliore di tutti. Considera poi che quasi tutti si firmavano semplicemente Jakushi (若芝) e che draghi e paeseggi di ispirazione cinese erano di gran lunga i soggetti piu' rappresentati. Per un'atribuzione cosi specifica ci vuole un superesperto di questa scuola (e che magari confronti le minime variazioni della firma testi alla mano).

Per quanto riguarda i tuoi quesiti: i segni di punzone a margine del nakago-ana per adattarlo ad un particolare codolo di una lama si chiamano tagane-ato (鏨跡). Le "stuccature" in metallo dolce ad una o entrambe le estremita' del nakago-ana servono a rendere più aderente l'accoppiamento tra la tsuba e la lama e si chiamano sekigane (責金).

Saluti, Mauro

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