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Mauro Rossi

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  • Compleanno 24/01/1964

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    Bonsai , coltelleria tradizionale e militare, armi da fuoco militari, filosofia, storia, praticante sportivo (corsa a piedi e bicicletta). Altri, diciamo, "minori".
  1. A quanto mi risulta, la licenza di collezione prevede la sola detenzione (senza cioè poter detenere le relative munizioni) di una sola arma per specifico modello. Ne è evidentemente escluso il trasporto, il porto, e l'uso al poligono. Non sono previste misura di custodia particolari. saluti
  2. Dubito che un'interpellanza possa sortire un qualche effetto anche solo "chiarificatore" (guardiamo, tanto per fare un esempio, all'ultima interpellanza sull'assurda regola che vieta il calibro 9x19, che gli "interpellati" hanno ribadito essere calibro da guerra non utilizzabile in ambito civile; ma figuriamoci...). A Enrico voglio dire che sono del tutto d'accordo che le cose stiano così e non altrimenti (e che quindi a questo stato di cose dobbiamo adeguarci, lo scrivevo appunto già nella mia prima risposta a questo post). Posso però almeno dire che tutto questo è assurdo? O debbo fare la parte del, come si suol dire, "cornuto e contento"? Del resto ha ampiamente ragione l'amico dig1982: su queste cose non serve più disquisire (anche perchè mi sembra la pensiamo un pò tutti allo stesso modo). saluti
  3. Naturalmente esiste la possibilità che io scriva cavolate (soprattutto in tema di nihonto, delle quali so onestamente molto poco...), ma qui ritengo di non averne scritte, perlomeno escludendo quella che ho inteso come una provocazione (le questure che legiferano). Le questure fanno le leggi? Formalmente no, perchè fino a prova contraria è il Parlamento che le fa, ma sostanzialmente? Non ti/vi sembra una situazione così, come dire, "decadente" (dunque non semplicemente "confusa") che le questure, di fatto, si sostituiscono ad uno stato centrale sempre meno non solo "sovrano", ma anche sempre meno autorevole? Ma non intendo divagare su questo tema, che certamente poco interessa in questa sede. Diciamo allora che ammetto di aver detto una cavolata a metà, intenzionalmente, perchè questo era quel che intendevo (mi spiace semmai che tu non lo abbia capito, certamente per colpa mia). Sulla seconda questione sono io a non capire bene quel che intendi (anche perchè mi sono limitato a fare delle domande, (senza cioè fare nessuna affermazione). Voglio dire, cosa c'entra il "porto"? A parte che il porto vero e proprio viene concesso solo in rari e motivati casi, il caso della licenza di porto di fucile (cioè il mio caso) autorizza a "portare" l'arma solo se separata da caricatori e munizioni, e in condizioni di non immediata disponibilità (a differenza appunto del "porto" vero e proprio). Voglio ancora dire: che differenza c'è, a questo punto, fra il "portare" un fucile nel bagagliaio dell'auto e il portarvi una spada? L'unica differenza che io vi vedo consiste in quella comunicazione del percorso e della data del viaggio che, nel caso della spada, io vedo come una cosa grottesca (dovrebbe cioè ampiamente bastare la denuncia e il fatto che l'arma-bianca non è resa immediatamente disponibile, come ad esempio lo può essere un coltello nel vano cruscotto). Sulla terza questione, l'armadietto blindato (che tra l'altro anch'io ho, e pure fissato al pavimento...) è sicuramente consigliabile, ma assolutamente non obbligatorio. Non esiste alcuna certificazione "legale", solo qualche "foglietto" della ditta costruttrice che ne esalta le caratteristiche. Anche su questo aspetto, dicevo, mi piacerebbe sapere cosa dice la normativa sulla custodia a casa delle armi bianche. saluti
  4. Secondo il criterio della destinazione d'uso originale certe armi da tiro accademico (quelle, per intenderci, che vediamo nelle gare di tiro olimpiche) non sono armi, in quanto non nate per recare offesa alla persona (però vanno denunciate eccome...) Quindi un criterio che fa acqua da tutte le parti (come se servisse quest'altro esempio...).
  5. Allora, premesso che è sempre bene seguire le indicazioni della propria questura di riferimento, bisogna però anche dire che questa faccenda che ogni questura fa le leggi come crede (non solo le "applica" come crede, e questo è surreale) crea, o rischia di creare, problemi giganteschi a noi "utenti". Discorsi retorici, si dirà, lo sappiamo bene tutti. Beh, che vi devo dire, si fa tanto per parlare... Adesso vengo a conoscenza di questa storia del dover comunicare il percorso etc. Cioè quello che qualcuno pensa di introdurre per le armi da fuoco (c'è la proposta) è già in vigore per le armi bianche? Questo vorrebbe dire che io, titolare di licenza di porto di fucile, che non devo comunicare nulla per le armi da fuoco devo (dovrei) farlo se, un giorno che mi auguro non lontano, dovessi diventare possessore di una nihonto? Pazzesco. Da un certo punto di vista la legislazione sulle armi da fuoco è senz'altro più restrittiva, ma almeno ha il pregio di essere più chiara. Sulla custodia delle armi in casa. La legge dice che le armi devono essere custodite in modo da non poter essere raggiungibili da persone incapaci o da minori. Quindi non specifica affatto che si debbano tenere in armadi blindati (non esiste una certificazione degli armadi per la detenzione di armi). Ora, il tizio che dicevo è stato denunciato per aver tenuto le armi (da fuoco) in un semplice armadio chiuso a chiave (come fanno tutti dalle mie parti, quando non tengono la "doppietta" appoggiata dietro la porta...). Mi risulta che in Calabria vi sia una questura che pretende l'armadio blindato (ovviamente senza certificazione, perchè non esiste). Altre questure considerano i sistemi di sicurezza "esterni" (allarmi, porte blindate etc.), perchè la legge "insinua" anche che le armi debbano essere custodite in modo da non poter essere rubate (...), ma questo non esclude, naturalmente, un sistema di sicurezza "interno", visto che persone incapaci o bambini sono, tipicamente, all'interno... Insomma: ma voi le nihonto dove le tenete? Se sono armi (bene o male sono denuciate, quindi lo sono) devono sottostare a queste cose, se non lo sono, tenetele pure sopra un "katana-kake" (spero di ricordare bene...) e, soprattutto, non denunciatele. saluti (quello che mi preoccupa maggiormente è pensare che quelli che legiferano su queste cose si occupano anche di scuola, sanità, lavoro etc.) PS. Ho scritto queste cose senza aver letto gli ultimi interventi.
  6. Appunto, concordo in maniera che più piena non potrebbe essere. saluti
  7. Sei sicuro basti tenerla rinfoderata e dentro la fukura? Le mie perplessità nascevano dal fatto che, per un'arma da fuoco, non basta tenerla dentro la custodia e nel bagagliaio dell'auto (ma appunto va divisa dalle munizioni e dai caricatori - meglio ancora se ne asporta un pezzo indispensabile al funzionamento) Voglio dire che se una lama è considerata arma dovrebbero valere le stesse considerazioni, no? E, ancora per fare un esempio, cosa succede con la custodia a casa? Sono a conoscenza di un tizio che, giorni fa, è stato denunciato per incauta custodia per avere tenuto le armi in un semplice armadio chiuso a chiave... Chiaramente so benissimo che a queste domande non c'è risposta. Bisogna contare semmai sul buon senso degli agenti che ti fermano al controllo o su quello del giudice... Però, insomma, non è che si possano dormire sonni tranquillissimi, no?
  8. Tanto per rimanere sullo Zen...io dico che molto "giapponese" è l'osservazione diretta, su cui molti e ben più esperti di me pongono giustamente l'accento. Da occidentali siamo portati molto allo studio; non che, naturalmente, questo sia sbagliato (anzi), ma è un aspetto su cui un tradizionalista giapponese certo pone meno importanza di noi. Probabilmente (probabilmente...) questo ci porta ad essere più propensi agli acquisti on-line. Personalmente non acquisterei on-line. Questo non per una sciocca scimmiottatura dei costumi orientali, ma perchè proprio la frequentazione con quella cultura mi ha convinto che il non-vedere di persona rappresenta una grave mancanza (o forse questo è solo il frutto della diffidenza e dello scetticismo che connotano i contadini della mia terra, e che una certa e parziale conoscenza della cultura orientale ha solo confermato...). Probabilmente non acquisterei on-line neppure dopo lungo ed approfondito studio, perchè considero lo studio condizione sì necessaria, ma non sufficiente; perchè vedere di persona ci dà comunque la garanzia di acquistare un qualcosa che "piace" (e ciò che "mi" piace è il fondamento di ogni considerazione di carattere estetico). Non solo, ma ciò che piace è anche alla base di un collezionismo che, come diceva più o meno esplicitamente Kawari, non è assimilabile ad un investimento economico qualsiasi, ma è essenzialmente passione e ricerca di una soddisfazione personale. saluti
  9. Per la precisione, l'arma non dev'essere "immediatamente disponibile" (...). A rigor di logica, una lama posta nel bagagliaio di un auto e chiusa a chiave in un apposito contenitore non rientra nella categoria delle "immediatamente disponibili, eppure vi rientra appieno se si applicano le stesse regole che valgono per un arma da fuoco (per la quale non basta quella sola precauzione, e appunto dev'essere divisa in parti come condizione "sine qua non").
  10. Sarebbe interessante se qualcuno che ha esperienze in merito potesse dirci qualcosa... Poi, certo, c'è la questione del trasporto delle lame in occasione di kantei o cose simili. Per le armi da fuoco c'è l'oblbligo di trasportarle separate dai caricatori e dalle munizioni; naturalmente è tutto da vedere per lame che, chiaramente, non possono essere divise in parti così da renderle inoffensive. saluti
  11. Da appassionato/collezionista di armi da fuoco conosco abbastanza bene il sito "earmi"; del resto mi sembra che proprio E.Mori sia piuttosto critico con la legislazione e certe sue applicazioni... Di fatto ogni questura interpreta a modo suo, e questo è a mio parere chiaro segno non solo della confusione che regna in ambito legislativo ma, cosa ancor più grave ma che poco o nulla interessa in questa sede, anche di una vera e propria dissoluzione dello stesso concetto di "diritto" così come posto da uno "stato". Divagazioni a parte, qui dobbiamo vivere e a questo dobbiamo abituarci... Restano in piedi, gravemente irrisolte, alcune importanti questioni. Cosa succede, ad esempio, se compro una spada da un privato che non l'ha in denuncia (e io dovessi denunciarla perchè la mia questura vuole così)? saluti
  12. A me, girovagando qua e la, qualche specie di "mediatore" è sembrato di vederlo. Non proprio mediazione, diciamo traduzioni di certicati, consigli per gli acquisti o cose simili (forse lo stesso Markus Sesko? O forse ricordo male...). Piuttosto, Kawari, mi sfugge come facciano le norme ad essere "abbastanza chiare" e poi la loro applicazione variare da luogo a luogo. Forse siamo passati da un regime di civil law o uno di common law (si fa per dire) senza saperlo... saluti
  13. Mauro Rossi

    47 Ronin

    Non mi è piaciuto (troppo fantasy). A me piacevano Itto Ogami e Daigoro, ma certamente si tratta del sempiterno "com'era verde la mia valle"...
  14. Sì, però la mia domanda, Enrico, era essenzialmente questa: quanto, in che misura, è consigliabile un acquisto on-line senza vedere personalmente il pezzo? Chiaramente sto parlando di, diciamo così per intenderci, "tasche di media capacità", ovvero tasche che non sono quelle dello squattrinato (che neanche ci pensa ad acquistare un/una nihonto...) o del miliardario che spende senza alcun problema, ma che sono quelle di colui per il quale 5-6000 euro non rappresentano una spesa impossibile ma neanche un esborso da far tanto a cuor leggero. Questo senza togliere che un principiante par mio potrebbe prendere una solenne fregatura anche rimirando la lama fra le mani per ore ed ore. Ma questo è un altro discorso. Concordo assolutamente con quanto espone Francesco Marinelli nei suoi interventi. saluti
  15. Beh, insomma, è vero che tutto è relativo ma io, ad esempio, che non ho mai visto un/una nihonto dal vivo posso ben dire di essere meno esperto di tanti altri qui dentro, o no? E poi, va beh, "giudicare" è un termine che può avere diversi significati, ma non sempre necessariamente negativi. Si giudica sempre, è ovvio, dal proprio punto di vista, e senza certo pretendere che il proprio giudizio abbia una valenza, per così dire, "universalmente valida". Però si giudica, sempre, perchè il giudizio è connaturato con la natura umana (anche questo è, naturalmente, solo il mio parere). Insomma: è chiaro, è sottinteso, che ognuno spende i suoi soldi come vuole. saluti

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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