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GianC.B.

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  1. Come hanno già risposto correttamente in molti, il numero di armi possedute era direttamente proporzionale alla ricchezza del samurai in questione. katana, tachi e shoto vari erano generalmente conservati con più cura, le armi in asta generalmente erano considerate più oggetti a perdere (anche se non mancano naginata naoshi conservate come tesoro). oggetto di famiglia sì/oggetto di famiglia no? beh, dipende, dalla sensibilità personale, dalla famiglia, dall'oggetto in questione, personalmente tendo a credere poco alla tradizione della spada donata di generazione in generazione, se escludiamo alcuni esempi ben documentati e/o lame particolarmente importanti. è per altro importante notare che in una buona fase della storia giapponese, specialmente i daimyo consideravano oggetto di particolare importanza lo shoto, tant'è che non mancano fior di esempi di lame importantissime Kamakura e Nambokucho tagliate per adattarle. il commercio delle lame è un fatto che dura da, secondo me, almeno 500 anni, non erano solo tramandate o ordinate, anzi... G.
  2. qualche piccola considerazione: -la differenziazione tra nagamaki e naginata, per come generalmente intesa, è assolutamente "posticcia" e moderna: non sono le misure o la presenza del naginata-hi a determinare la tipologia di lama. esistono anche naginata kamakura o nambokucho senza naginata hi e con nagasa originale sopra i 60cm. -è difficile valutare cosa facesse un tale autore: nessun libro sulla spada giapponese è stato scritto avendo chiaro tutto quello che è stato prodotto, considerando anche che le armi in asta erano spesso considerate un po' più "usa e getta" delle altre e quindi anche autori che generalmente si ritiene non ne abbiano prodotte possono averne prodotte, anche a decine(alcune andate perse, altre tagliate con perdita della firma e magari poi attribuite ad altri forgiatori, etc). G.
  3. il fatto che esistano parecchie lame dei migliori forgiatori mai esistiti con parecchi kirikomi risponde alle domande poste a riguardo del loro reale utilizzo. le lame venivano polite già all'epoca, ma NON come oggi. la politura per come la conosciamo è un fatto molto moderno, ottocentesco, anche legato alla possibilità di osservare le lame con le lampadine alimentate dall'elettricità. gli antichi le polivano a sufficienza da poter vedere l'hamon (che per altro è già visibile anche negli stadi intermedi della politura moderna), ma non così tanto da impazzire per raggiungere un risultato che sarebbe stato vanificato da una semplice estrazione un po' allegra. spreco di tempo e di materiale.
  4. In realtà il fatto di "buttare via" la mei quando si accorciava una lama è un fatto molto più comune di quanto non si creda... fondamentalmente non è vero che il nakago era considerato meno importante della lama, ma è vero che la firma in se era ritenuta meno importante del forgiatore. Se, accorciandole, hanno buttato via le mei di lame di Mitsutada e Nagamitsu credo renda bene l'idea di quanto poco gli importasse- per i nuovi iscritti, i due forgiatori che ho citato sono considerati superiori (e non di poco) anche al famosissimo Masamune.
  5. GianC.B.

    accidentaccio2

    Credo ci siano alcune incomprensioni di fondo: la società e la cultura giapponese moderna hanno qualcosa in comune e molto di diverso da quella che era la cultura dei periodi storici che spesso ci troviamo a studiare. ne è -forse- una conseguenza, ma non è la stessa cultura. che in Giappone non sia mai esistita la cultura dell'individuo mi pare un po' una forzatura, basta pensare alle armature (o ai koshirae) per capire che una bella dose di individualità e di "riconoscibilità" era ricercata e apprezzata. allo stesso modo, non direi che la loro cultura non contempli l'individuo e le tracce che il singolo può lasciare, visto che tutta la storia giapponese fino a 100 anni fa è animata da una forte tensione nel primeggiare sugli altri, arrivando al dominio. ne più, ne meno che nel nostro medioevo. si può tranquillamente dire che ci siano fortissime convergenze evolutive, diciamo così. G. ps. questo non toglie che pulire dopo che si è sporcato sia un bell'insegnamento, anche perchè quelle non sono esattamente tracce "memorabili" come diventare shogun...
  6. ciao Fabio, benvenuto. per quanto riguarda la tua domanda, non è, in effetti, una questione che trattiamo di solito. tendenzialmente ti direi di informarti presso il tuo maestro, che le lame fatte per essere affilate vengono vendute affilate, e quelle che vengono vendute senza filo NON sono fatte per essere affilate, tanto meno per essere usate per tagliare.
  7. santo cielo, io non lo userei manco sull'habaki... che poi non vedo perchè dovrebbe bloccarsi così tanto, ci fosse anche un po' di ossido, con calma e pazienza viene via senza usare sostanze...
  8. attenzione ad afferrare la lama (aldilà del fatto che si rischia di lasciare ditate di ossido), che se scappa, far danno o farsi male seriamente è un attimo.
  9. complimenti, la lama sembra davvero interessante, sicuramente da vedere con foto migliori. diciamo che questo non è il periodo migliore per smontare una lama, d'inverno il legno tende a gonfiare e fa molto attrito sul nakago.
  10. grazie Mc 74. G.Luca ha compreso perfettamente il mio pensiero. per me il nakago non è un complemento solo perchè non si vede quando la lama è montata, il nakago è parte integrante della lama. e forse anche la parte più "onesta" in quanto non influenzato dalle capacità del politore. Non esiste un motivo sensato per cui una lama di grande qualità possa avere un nakago mal rifinito. La patina dice molto sulla qualità dell'acciaio. Invecchiamento ed eventuali danni sono una cosa differente dalla qualità di finitura. G.
  11. non credo che quel nakago sia frutto di decenni di incuria, anche perchè sono molto dubbioso sul fatto che questa lama abbia decenni di vita. così su due piedi, senza poter esaminare dal vivo la lama, direi che quello non è materiale aggiunto, ma quello che rimane del piano originale del nakago, che non è invecchiato naturalmente ma tramite interventi umani atti a farlo sembrare più antico. in questo caso, solo dalle foto, è difficile capire se sia stato immerso in acido o scaldato fino a farlo "spellare", ma quello non è un invecchiamento naturale. L'importanza della patina e del nakago è davvero sottovalutata nella scelta di una lama. per me, se "manca" il nakago, manca tutta la lama.
  12. grazie ancora a tutti per il bentornato. Permettetemi una piccola provocazione. quando parliamo di lame di questo livello, è davvero fondamentale il fatto che siano prodotte in Giappone anzichè in Cina? voglio dire, non è che tutte le lame giapponesi sono capolavori... alcune non valgono il valore del metallo grezzo.
  13. Grazie Francesco e GianLuca. anche io sono contento di ritrovarvi qui sul forum. Certamente, la patina può essere ritoccata per varie necessità anche su nihonto autentiche. Generalmente in quei casi però si cerca di lasciare almeno qualche pezzo di patina autentica per testimonianza, ove possibile, e non si cerca di far apparire il nakago più antico di quanto non sia arrivando ad estremi persino un po' comici come in questo caso. Detto questo, qui io noto però un nakago poco curato anche a livello di forma, e questo è davvero molto indicativo. Riguardo alla lama, la politura non aiuta, ma l'aspetto spento e triste dell'habuchi e quelle pseudoattività dall'aspetto un po' bislacco dovrebbero far riflettere molto. Indubbiamente siamo ad un livello esponenzialmente superiore rispetto al classico falsone, però la qualità dell'oggetto non è certo entusiasmante...
  14. Onestamente e personalmente, nakago e patina osceni. da cultore di questi "dettagli", questa lama manco la toccherei.

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