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Messaggi consigliati

L'ottone è lucido perchè l'ho pulito con il sidol tempo fa

shibumi

 

Ragazzi... l'ottone dello habaki dopo 100 anni così lucido???

 

 

 

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Visto che hai letto Shibumi di Trevanian e ti è piaciuto, leggi anche Satori di Don Wislow praticamente è il prequel di Shibumi, scritto molto bene

 

Eh eh già fatto. Vedi di postare alcune foto dettagliate della lama ;-).

 

GTO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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Ciao Shibumi,

 

Io al contrario penso che la shingunto in questione possa essere

autentica. Nonostante le foto siano veramente pessime e sfocate,

i kodogu sembrano essere originali e corretti nei particolari.

Anche il same(pelle sotto la stuka) sembra avere una patina reale.

In ogni caso fintantochè non posterai delle foto migliori non

si può dire nulla di preciso. Mi raccomando di postare anche le

foto della lama e del nakago(codolo).

 

Quello che mi lascia interdetto a dir il vero, e quello che mi

rende impaziente di vedere le foto della spada in questione, è

che nella seconda foto della tsuka si vede quella che sembra essere

una "vite" dove dovrebbe esserci il mekugi di bambù!

Su una montatura shingunto del '44 ci potrebbe anche stare ma

su questo modello propio no.

Insomma aspettiamo di vederla bene prima di giudicare.


Giuro sul mio Onore di Cintura Nera; di Preservare anziché Distruggere; di Evitare lo scontro anziché Confrontarmi; di Confrontarmi anziché ricevere del Male; di fare del Male anziché Storpiare; di Storpiare anziché Uccidere; di Uccidere anziché di Morire; di Morire anziché disonorare la mia Cintura.

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...e intanto prendiamo atto che si sono lucidati i finimenti col Sidol...

ma perchè si fanno queste cose? Scusa se proprio volevi lucidare dell'ottone non potevi dedicarti ai campanelli di casa?


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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...e intanto prendiamo atto che si sono lucidati i finimenti col Sidol...

ma perchè si fanno queste cose? Scusa se proprio volevi lucidare dell'ottone non potevi dedicarti ai campanelli di casa?

 

 

Quali conseguenze si hanno a pulire i paricolari come habaki ecc col sidol?

Ma soprattutto, si deve lucidare o tenerlo con la sua patina antica?

Se si pulisce/lucida con cosa per non rovinarlo o restare nella tradizione?


Il pensiero sul non pensiero...

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I finimenti di ottone della shingunto erano patinati in origine alla produzione, è un po' come andare a lucidare una statua di bronzo.

lasciare la patina antica assolutamente. La pulizia eventualmente si può fare con acqua e sapone e magari un vecchio spazzolino da denti avendo cura di non imprgnare di acqua lo ito o le parti in legno.


Mani fredde, schiena curva, odore di pietre bagnate. Questo è il togi.

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I finimenti di ottone della shingunto erano patinati in origine alla produzione, è un po' come andare a lucidare una statua di bronzo.

lasciare la patina antica assolutamente. La pulizia eventualmente si può fare con acqua e sapone e magari un vecchio spazzolino da denti avendo cura di non imprgnare di acqua lo ito o le parti in legno.

 

aaarigatou.gif

 

 

 


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La prima cosa che ho capito leggendo questo forum, prima ancora di iscrivermi, è che le lame e koshirae che soltanto lontanamente danno l'idea di essere vere non devono essere oggetto di interventi improvvisati e senza alcuna cognizione. O si tengono come sono o si affidano a chi ci lavora.

Io, francamente, sono un pò curioso e mi piace smontare, rimontare, copiare le cose per il piacere di fare nuove esperienze ma ... in questo campo, adopero pezzi di ferro e riproduzioni di infima fattura e non nihonto o lame originali benché gunto.

Certo è che non tutti hanno la pazienza di informarsi e documentarsi ma l'improvvisazione può portare a danni irreversibili, quindi ... pazienza e raziocinio. aaarigatou.gif

 

 

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La prima cosa che ho capito leggendo questo forum, prima ancora di iscrivermi, è che le lame e koshirae che soltanto lontanamente danno l'idea di essere vere non devono essere oggetto di interventi improvvisati e senza alcuna cognizione. O si tengono come sono o si affidano a chi ci lavora.

Io, francamente, sono un pò curioso e mi piace smontare, rimontare, copiare le cose per il piacere di fare nuove esperienze ma ... in questo campo, adopero pezzi di ferro e riproduzioni di infima fattura e non nihonto o lame originali benché gunto.

Certo è che non tutti hanno la pazienza di informarsi e documentarsi ma l'improvvisazione può portare a danni irreversibili, quindi ... pazienza e raziocinio. aaarigatou.gif

 

 

 

Si, però è anche vero che, non bisogna tener segreto come restaurarle, oggi è ovvio sia un Hobby, cosa dovremmo fare mollare le nostre occupazioni e fare i restauratori professionisti di koshirai??? No, ovviamente,(oppure si, in pensione o da vincitori del superenalotto!!!!) ci si informa, si studia e con buona volontà si possono effettuare determinati lavori con i giusti crismi e le giuste tecniche.

Qui non siamo tutti ragazzini e non siamo tutti inesperti...

L'ottone è ottone, il rame è rame anche se giapponese, tolto il sidol e studiato come erano un tempo o come bisogna fare per rispettare il pezzo durante il restauro molti sono in grado di farlo.

No: se non avete idea di cosa avete davanti, cosa fare perchè e come, non avventuratevi;

Si: se avete nozioni, studi, esempi, maestri, tecniche e voglia... iniziate, anche se non avete studiato in Giappone direttamente... aaarigatou.gif

 

 

 

 


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Quoto perfettamente quanto hai scritto Yatoshi, il punto è proprio la conoscenza delle cose, non nascendo imparati bisogna preparasi studiando e ristudiando. Poi occorre la pratica, che non è cosa da poco, quindi occorre fare la gavetta con l'ausilio di un maestro. Ma dove si trova un Maestro? Non si trova per strada e ancor meno qui in Italia! Per quanta buona volontà si possa avere, si cozza sempre con la dura e cruda realtà. Applichiamoci pure, ma individualmente e senza aiuti non abbiamo molte possibilità. Purtroppo! aaarigatou.gif

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Quoto perfettamente quanto hai scritto Yatoshi, il punto è proprio la conoscenza delle cose, non nascendo imparati bisogna preparasi studiando e ristudiando. Poi occorre la pratica, che non è cosa da poco, quindi occorre fare la gavetta con l'ausilio di un maestro. Ma dove si trova un Maestro? Non si trova per strada e ancor meno qui in Italia! Per quanta buona volontà si possa avere, si cozza sempre con la dura e cruda realtà. Applichiamoci pure, ma individualmente e senza aiuti non abbiamo molte possibilità. Purtroppo! aaarigatou.gif

 

 

Mah... io ho visto molti video sul tubo, di tizi che hanno costruito un Habaki o uno tsuka... alcuni con risultati apprezzabili... e non erano proprio ne giapponesi ne Iscritti alla NBTHK...

Io dico sempre che vorrei esserci tra 100 anni, per vedere se riusciranno ancora a valutare le lame prodote in questi tempi e i koshirae, come originali... secondo me no 17gocciolone.gif

 

 


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Si Yatoshi, ma quanti sono quelli che si cimentano in costruzioni autodidattiche? Sono sicuro che non si arriva allo 1% di coloro che hanno questa nostra stessa passione. Per fare delle piccole cose basta una discreta conoscenza del particolare, una certa manualità e un occhio allenato a valutare i particolari di ciò che si sta realizzando. Per cose più complicate, ad esempio un habaki, fuchi e kashira, una tsuba o anche dell'altro, occorre un minimo di attrezzatura moderna per facilitarsi il compito che sembrerebbe facile ma non lo è. Si potrebbe rifare un oggetto ricopiandone uno già fatto ma diffcilmente con metodi tradizionali.

Oggi ci sono anche motivi di tempo e pazienza che non consentirebbero mesi di lavoro continuato per particolari oggetti. Insomma, tra mille e mille difficoltà si potrebbero ricreare delle cose carine ma che non sarebbero comunque fatte seguendo le regole canoniche. In ogni cosa ci vuole il dovuto insegnamento, altrimenti è solo improvvisazione. Non dimenticare che serve una vita di studio per poter dire di sapere qualche cosa. Questo è quello che penso, nononstante io sia uno che qualche tentativo di costruzione lo ha fatto, con risultati che a me soddisfano. aaarigatou.gif

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Si Yatoshi, ma quanti sono quelli che si cimentano in costruzioni autodidattiche? Sono sicuro che non si arriva allo 1% di coloro che hanno questa nostra stessa passione. Per fare delle piccole cose basta una discreta conoscenza del particolare, una certa manualità e un occhio allenato a valutare i particolari di ciò che si sta realizzando. Per cose più complicate, ad esempio un habaki, fuchi e kashira, una tsuba o anche dell'altro, occorre un minimo di attrezzatura moderna per facilitarsi il compito che sembrerebbe facile ma non lo è. Si potrebbe rifare un oggetto ricopiandone uno già fatto ma diffcilmente con metodi tradizionali.

Oggi ci sono anche motivi di tempo e pazienza che non consentirebbero mesi di lavoro continuato per particolari oggetti. Insomma, tra mille e mille difficoltà si potrebbero ricreare delle cose carine ma che non sarebbero comunque fatte seguendo le regole canoniche. In ogni cosa ci vuole il dovuto insegnamento, altrimenti è solo improvvisazione. Non dimenticare che serve una vita di studio per poter dire di sapere qualche cosa. Questo è quello che penso, nononstante io sia uno che qualche tentativo di costruzione lo ha fatto, con risultati che a me soddisfano. aaarigatou.gif

 

aaarigatou.gif

 

 

 


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Allora...

 

Su youtube c'è di tutto, ci puoi trovare dimostrazioni di maestri di valore enorme (da poco avevamo segnalato un lavoro di Ford Hallam) e ci puoi trovare anche un ferramenta americano del texas che fa habaki con la carta stagnola e dice che sono very good.

Internet in generale è una risorsa enorme, ma è necessario saper valutare e discernere tra informazioni utili e vere boiate.

 

Non dovete scendere a compromessi sul valore dell'artigianato. L'arte tende al superlativo per natura.

Specialmente qui, dove si parla e non si compra, fare informazione di qualcosa che non è il massimo non ha propio senso.

Se uno decide di cimentarsi a una pratica di restauro, anche solo per passione, non può partire accontendadosi. Anche se è solo un hobby della domenica non si deve fare nell'ottica di fare qualcosa a tirar via, non varrebbe l'impegno.

Maestri in Italia ce n'è e in diversi campi, su questo sito abbiamo diffuso tanto di quel materiale da scriverci libri e sicuramente se una persona parte nell'ottica di impegnarsi e ottenere il massimo viene incoraggiato (vedi Attila, saif e tanti altri amici) .

Quello che invece voglio scoraggiare e disincentivare è proprio il pensiero che si possa fare tutto da sè tanto per fare, cercare di riparare una nihonto come se si trattasse di una bicicletta scassata o di dare una mano di bianco ai muri. No!

 

Le spade giapponesi sono opere d'arte! vi mettereste mai a riprendere il colore di un quadro con gli uniposca perchè si è scolorito? riprendereste una scultura in marmo con il DAS?

 

Il restauro è una materia complessa, si studia all'università!



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Allora...

 

Su youtube c'è di tutto, ci puoi trovare dimostrazioni di maestri di valore enorme (da poco avevamo segnalato un lavoro di Ford Hallam) e ci puoi trovare anche un ferramenta americano del texas che fa habaki con la carta stagnola e dice che sono very good.

Internet in generale è una risorsa enorme, ma è necessario saper valutare e discernere tra informazioni utili e vere boiate.

 

Non dovete scendere a compromessi sul valore dell'artigianato. L'arte tende al superlativo per natura.

Specialmente qui, dove si parla e non si compra, fare informazione di qualcosa che non è il massimo non ha propio senso.

Se uno decide di cimentarsi a una pratica di restauro, anche solo per passione, non può partire accontendadosi. Anche se è solo un hobby della domenica non si deve fare nell'ottica di fare qualcosa a tirar via, non varrebbe l'impegno.

Maestri in Italia ce n'è e in diversi campi, su questo sito abbiamo diffuso tanto di quel materiale da scriverci libri e sicuramente se una persona parte nell'ottica di impegnarsi e ottenere il massimo viene incoraggiato (vedi Attila, saif e tanti altri amici) .

Quello che invece voglio scoraggiare e disincentivare è proprio il pensiero che si possa fare tutto da sè tanto per fare, cercare di riparare una nihonto come se si trattasse di una bicicletta scassata o di dare una mano di bianco ai muri. No!

 

Le spade giapponesi sono opere d'arte! vi mettereste mai a riprendere il colore di un quadro con gli uniposca perchè si è scolorito? riprendereste una scultura in marmo con il DAS?

 

Il restauro è una materia complessa, si studia all'università!

 

Beh, solo uno stolto potrebbe darti torto. aaarigatou.gif

 

 

 


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Come dice Yatoshi, solo uno stolto potrebbe darti torto. Yama, le tue sono parole sacrosante, restaurare una nuhonto potrebbe essere come restaurare la gioconda, un vaso etrusco o cinese, la pietà di Michelangelo o una maschera funeraria egizia, quindi qualche cosa di impossibile ed inaccettabile da parte di comuni mortali. La differenza è che mentre certe opere sono fermamente custodite ed al riparo da sprovveduti, una nihonto può essere acquistata e conservata in casa, basta avere il denaro occorrente. Poi ognuno, specialmente chi è più ignorante in materia, può pensare di essere adatto al restauro od alla modifica di qualche particolare. E' qui che si fa la frittata, di sicuro irrecuperabile. La conservazione di queste opere d'arte, più o meno preziose, nasce e si concretizza dalla diffusione dei metodi di approccio e di comportamento, bisogna far nascere una coscenza critica della materia che sta a noi diffondere dato che ci dichiariamo appassionati di quest'arte, della spada giapponesse quanto delle tradizioni marziali o meno ad essa legate. aaarigatou.gif

 

 

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Anche un quadro si può comprare facilmente.

Credo che l'interesse verso l'intervento nasca dalla natura estremamente pratica dell'oggetto, e dal fatto che conservarne una funzionalità si percepisca come necessario.

Per spiegarmi meglio, anche se un quadro è leggermente scolorito nessuno pensa a doverlo ricolorare perchè è un oggetto passivo, deve solo stare appeso ed essere guardato.

Una spada con l'impugnatura rotta invece (ma anche un armadio con l'anta senza maniglia o un vaso con un manico rotto) invita istintivamente a ripristinarne le funzionalità, a farla tornare intera, oggetto completo.

 

E' un istinto umano e credimi, anche questa cosa si studia nel Restauro e ci sono addirittura correnti artistiche che sostengono questo piuttosto che l'altro intervento.

Gli italiani ad esempio sono per la conservazione più completa, tanto che i pezzi aggiunti devono essere riconoscibili dal colore, i francesi ad esempio hanno un approccio più volto al rifacimento negli stessi termini originali, i giapponesi invece tendono al totale rinnovamento.

Ci sono studiosi che si scannano per decidere se conservare la patina o meno su un cucchiaio o se usare la lacca dorata o rossa su un mobile...

 

 

 

Quanto alle spade, in realtà bisogna considerare le varie parti separatamente, se non ha senso cercare di reinserire un nastro di cotone antico enalla tsuka, al contrario utilizzare le tecniche antiche e tradizionali per il restauro è tassativo.

Ma cosa fondamentale per noi, non usare mai sostanze o tecniche che possano agire o alterare qualsiasi parte dell'oggetto, come appunto aggressivi chimici.



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Vero Yama quanto dici, non resta altro che diffondere queste semplici e tassative linee guida sperando che siano raccolte da più gente possibile. Deve costituire il messaggio principale di questo forum, con la speranza che venga letto e costituisca un campanello d'allarme per il neofita, che lo faccia riflettere quel tanto da indurlo a chiedere consigli prima di mettere mano a qualsiasi cosa. Il problema non è affatto da sottovalutare aaarigatou.gif

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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