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Etheramos

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  1. Arrivato anche a me, ma sono un po' triste. Nonostante fosse ben impachettato con la carta a bolle mi è arrivato con molti fogli spiegazzati, tipico degli errori di macchian durante la stampa.
  2. Aspettiamo quindi con ottimismo. ormai è solo questione di giorni :-)
  3. Conservati lo sono, il come non mi è dato saperlo. Il punto è che per quanto sia appassionato il mio studio non mi permette neanche lontanamente di azzardarmi come conoscitore. E' già tanto se riesco a valutare lo stato di conservazione di una Nihonto e spesso molti difetti non riesco neanche a vederli. Men che meno saprei dare una valutazione su un pezzo. Dio solo lo sa come vorrei che fossero esposte a Genova, ma se pensi che anche al British Museum ci sono 3 o 4 spade la vedo davvero in salita. Manca l'interesse per questo genere di arte, le spade vengono da molti viste come ferro per tagliare. Al massimo ci si sofferma sui tusogu. In ogni caso, se c'è anche una remota possibilità mi trovi disponibile. Una occasione così sarebbe un mezzo miracolo.
  4. Non saprei proprio, ma non credo. In tutta onestà che credito abbiamo per permetterci di "curiosare" tra oggetti di arte in un magazzino? Oltretutto non conosco nessuno del Chiossone che possa in qualche maniera intercedere. La vedo ardua. Oltretutto una visita del genere richiederebbe quanto meno delle motivazioni ed esporle.
  5. Pur essendo di Genova dubito che se arrivassero al Chiossone sarebbero esposte. Al momento credo di ricordare che ci sia giusto una o due lame esposte..... ed una è completamente andata (viene descritta come lama arcaica, ma è un pezzo di ruggine totale). Il Chiossone è un grande museo con pezzi splendidi, ma molta roba è in un magazzino, comprese le lame (probabilmente considerate di poco conto). La spada non viene considerata come oggtto d'arte a quanto pare :-( Ho giusto notato qualche tosogu e qualche koshirae, niente altro ;_;
  6. Mail mandata qualche giorno fa, aspetto trepidante la copia :-) Grazie!
  7. Scherzi? Io non ci penso nemmeno lontanamente! E quando mi ricapita una cosa così? Mese più, mese meno non mi cambierà l'esistenza. Un saluto e grazie.
  8. Concordo per i dazi, ci mancarebbe solo che non ci fossero a protezione della vecchia Europa. Se non esistessero barriere doganali saremmo sommersi di prodotti scadentissimi e prezzi da fame e nel giro di pochi anni saremmo davvero alla canna del gas. Il punto è che a mio avviso c'è un limite a tutto e viene passato troppo spesso. Caspero, fanno pagare sempre gli stessi poveri sfigati. Io ormai sono almeno 2 anni che non acquisto più niente dal Giappone, proprio perchè il trucchetto del sottovalore dichiarato in busta è effettivamente troppo rischioso, anche nell'era digitale (e ho detto tutto). Idem per gli USA. Purtroppo in Europa di negozi con oggettistica decente ce ne sono pochi e quindi piuttosto non compero. Riguardo alla "disubbidienza civile" trovami una alternativa al non farsi strozzare, parliamo di piccole cose non di evasione per migliaia di euro. Moralmente è comunque sbagliato, me ne rendo conto, ma che mezzi restano? Il non comprare probabilmente, altrimenti niente altro. Da anni ormai faccio valere la seconda, ma lo trovo squallido, sopratutto su importi ridicoli. Il tuo discorso è bellissimo Musashi, ma vale in uno stato che si definisca tale, in Italia la definirei utopia. Qui anche le cose più banali hanno lungaggini ridicole... ricordo con un sorriso (oggi) il nervoso nel tracciare un pacco... Città qualsiasi giapponese --> Tokyo (1 giorno) --> Italia (2 giorni) --> Casa mia (15 - 20 giorni). Mi spiace, ma non riesco a concepire di pagare anche un dazio su un servizio del genere. Prima migliorino il servizio, poi pago per esso. Loro invece applicano il contrario, prima paghi e poi SEMMAI miglioro il servizio. Un po' come la storia dell'uovo e della gallina. Mi considero assolutamente onesto, ma la mia percezione è che stanno raschiando il fondo e a rimetterci sono sempre gli stessi. Per quanto mi sforzi, non riesco a tollerarlo.
  9. Verissimo, ma trovo sacrosanto difendermi in qualche modo. Aggiungo inoltre che... aprano pure il pacco, voglio vedere in quanti (esclusi qui sul forum) siano in grado di dare un valore ad un pezzo di ferro con qualche decorazione dorata o argentea strana sopra. Perdonate l'esempio, ma è quello che appare agli occhi dei più. Non parliamo di capolavori dell'artigianato Giapponese, parliamo di buone lavorazioni, men che meno di lame. Come descrizione ho sempre fatto inserire "iron ornament", niente di così lontano dalla realtà dopotutto, magari un po' vago, ma agli occhi del profano è assolutamente veritiero. Già ho pagato il venditore, pago il corriere... cavolo vuole ancora da me lo stato? Iva? Evado? Amen, mi piace considerarla disubbidienza civile. Pago le tasse tutti i mesi sulla mia misera busta paga, direi che può anche bastare se una volta ogni 2 - 3 anni compre una tsuba, un fuchi/kashira o un paio di menuki. Chiedo scusa a tutti, forse mi sono scaldato troppo, è che alcune "tasse" le trovo più dei soprusi che altro.
  10. Dalla mia esperienza le poche tsuba acquistate non hanno mai comportato spese aggiuntive di dazio. In generale facevo sempre mettere al venditore un valore basso (giusto 25 - 50 $) e tutto filava liscio. Si vede che adesso anche per pochi spiccioli vogliono farci la cresta sopra. Stiamo alla frutta ._.
  11. Credo che intendesse dire fatto così male... Non vorrei dire una cavolata, ma a guardarla bene mi viene da pensare che sia una lama spezzata e risagomata.
  12. Etheramos

    uno strumento interessante

    Idea GENIALE! Risolve davvero montagne di problemi quel coso.
  13. Etheramos

    Parte di Mei

    Pazienza, credimi ormai che ho rinunciato. Sono per un Wakizashi in fase di politura. Questi di pico sarebbero cmq troppo grandi e credo stonerebbero.

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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