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Simone Di Franco

[kokuho] Daihannya Nagamitsu

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KOKUHO
" DAIHANNYA NAGAMITSU "

Nagamits.JPG

Tachi - medio Kamakura
scuola Bizen Osafune

Mei: NAGA MITSU
Tsukurikomi: shinogi tsukuri, iori mune, notevole funbari
Periodo: medio Kamakura
Scuola: Bizen Osafune
Ha-watari: 2 SHAKU 4.3 SUN
Sori: profondo koshizori, 9.5 BU
Moto-haba: 1 SUN 6 RIN
Saki-Haba: 7.4 BU
Kissaki: Ikubi Kissaki
Hada: Ko-itame
Hamon: Gunome e Choji che variano di altezza e dimensione lungo tutta la lama, simmetricamente sulle due facce della lama, nioi deki
Boshi: Sansaku boshi
Hataraki: Un fantastico midare utsuri che danza vaporoso sopra la linea dell'hamon
Nakago: suriage kiri
Horimono: Bo-hi largo come tutto lo shinogi


Questa lama è tesoro nazionale del Giappone. E' una delle lame artisticamente e storicamente più importanti mai create.
Viene forgiata da uno dei più grandi forgiatori di sempre: Nagamitsu, figlio di Mitsutada, alla metà del periodo Kamakura.
Durante il periodo Muromachi viene valutata "ROKU BYAKU KAN" ovvero 600 kan: una cifra enorme, pari al valore di un piccolo territorio.
Le stesse parole "ROKU BYAKU KAN" intese come "600 libri" erano presenti in un sutra molto diffuso a quei tempi, il DAIHANNYA KEI Sutra.
Per questo la spada assunse il nome di "Daihanniya Nagamitsu".
Durante il Muromachi, la lama passò in mano a tutti i principali potenti del periodo fino a Ashikaga Yoshiteru che la donò a Miyoshi Chokei, per premiarlo della conquista di Kyoto.
Alla fine del periodo Sengoku, Oda Nobunaga sconfisse il clan Chokei e prese la DAIHANNYA dall'ultimo discendente, Yoshitsugu.
Nobunaga la donò in seguito a Ieyasu Tokugawa, per ringraziare i suoi diavoli rossi del fondamentale aiuto ricevuto nella battaglia del fiume Anegawa contro Asakura Yoshikage e Asai Nagamasa.
Infine, Ieyasu cedette la DAIHANNYA a Okudaira Nobumasa per essere passato dalla sua parte contro il clan Takeda e aver permesso la sconfitta di Shingen.
Nobumasa ha poi trasmesso in eredità il capolavoro di Nagamitsu, attraverso tutta la sua discendenza nel clan Matsudaira e fino ai giorni nostri.

Anche esteticamente, questa spada presenta caratteristiche di rara bellezza: la lama è larga e potente, profondamente incurvata in koshizori e con Ikubi Kissaki.
La magnifica hada in uno itame misto a mokume, regolare e compatta, offre un perfetto sfondo per un movimentato midare utsuri che danza con l'hamon, apparendo e scomparendo a seconda dell'incidenza della luce e sembrando per un attimo vaporoso ed evanescente per poi cambiare in brillante e fluido.
Il tratto più alto dell' hamon è un piccolo kawazuko choji, più giù alcuni Obusa-choji si spingono verso il ji e danno vita a un vario assortimento di tipi diversi di choji, gunome, tobiyaki sulle cime e sulle valli della linea di tempra, fino ad affondare in una semplice linea ondulata dove è visibile una magnifica "pennellata" di nioi brillante.
Il boshi è "sansaku" come nella caratteristica abitudine di questo forgiatore e l'utsuri prosegue fino nel kissaki.

Un capolavoro assoluto.


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Quanto vorrei vederla dal vivo... grazie per la scheda Simone! Che figata il passaggio di proprietà del tempo... è una delle cose che più mi colpiscono in una lama con centinaia d'anni. (Che poi anche una lama scarsa che arriva ai giorni nostri è stata in realtà tramandata di generazione in generazione...)

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