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Navy

Wakizashi in shin gunto koshirae

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Salve a tutti, approfitto dello spazio concessomi per sottoporvi questa spada che ho acquistato di recente; è un wakizashi con montatura militare da ufficiale dell'esercito, e proprio la sua ascendenza militare risalente alla 2^ G.M. è stato il motivo che mi ha spinto all'acquisto (non inorridite). Nello studiarla sono rimasto affascinato dalla spada tradizionale giapponese, nelle sue mille sfumature ed implicazioni che vanno molto oltre quelle usualmente associate alle armi da fuoco che colleziono. Da qualche dettaglio mi sembra che questo wakizashi possa forse rientrare fra le nihonto, nel senso di prodotta a mano secondo il metodo tradizionale, e non fabbricata in massa durante la guerra.

Ben conscio di non possedere in ogni caso una lama di gran pregio (certo non al prezzo pagato), gradirei avere un vostro parere in merito, soprattutto riguado al periodo di fabbricazione, alla tecnica produttiva adottata ed ad eventuali dettagli che un occhio allenato riesce a distinguere.

Ora provo ad inserire una scheda, vogliate perdonare errori, approssimazioni e soprattutto la qualità delle foto (ho provato a scattarle in varie angolazioni e condizioni di luce, ma la difficoltà di fotografare i dettagli di una lama è proprio in linea con la complessità delle nihonto!).

  • Nagasa: 57,5
  • Sori: (questa misura l'ho presa un pò a spanne) circa 11 mm, leggermente koshi zori
  • Kissaki: 3,5. Presenta un brutto kizu sul lato dx, in prossimità della ha
  • Nakago: mumei, 18 cm
  • Motohaba: 2,8
  • Sakihaba: 2,2
  • Motokasane: 8 mm (circa)
  • Sakikasane: 6 mm (circa)
  • Hamon: non riesco a definirlo perchè non ha un disegno costante su tutta la lunghezza; forse inizia come gunome midare, ma verso metà lama si assottiglia come altezza e sembra più suguha; fra l'altro a circa 5 cm dal yokote diventa appena percettibile fino a divenire indistinguibile
  • Boshi: faccio molta fatica ad identificarlo, sembra però esserci, maggiormente visibile sul lato sx
  • Hada: neanche ci provo;

Le foto:

 

 

 

 

 

 

tog1.JPG

fulldx3.JPG

fullsx1.JPG

habakihada.JPG

hada1.JPG

hamonhada1.JPG

hamonada4.JPG

hamonhada2.JPG

mune1.JPG

kissaki6.JPG

kissaki1.JPG

kissaki2.JPG

kissaki3.JPG

kissaki4.JPG

kissaki5.JPG

kizu1.JPG

nakago closeup.JPG

nakago1.JPG

nakago2.JPG

nakago3.JPG

nakago4.JPG

mekugiana.JPG

 

Il koshirae è quello classico militare dell'esercito, di qualità piuttosto corrente, ma comunque anteriore al 1944, quando la qualità dei materiali e delle finiture calarono drasticamente; la saya (stranamente dotata di semegane) è quella da combattimento, in legno inserita in un fodero di cuoio, con khoiguchi in rame o ottone; il samegawa è di un tipo che non ho mai visto, non mi pare pelle di razza. L'habaki è essenziale, però di misura esatta, e segue fedelmente le linee della lama.

 

tsuka2.JPG

pommel.JPG

fuchihabaki.JPG

fittings1.JPG

 

A questo punto ringrazio tutti coloro che vorranno fornirmi la loro opinione su questa lama.

 

Cordialmente,

 

M.

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Ciao, per quel che posso vedere e secondo la mia modestissima esperienza, mi sembra di riconoscere una manifattura propria di una Nihonto e non una classica produzione industriale che caratterizza le lame della seconda guerra mondiale.

Guardando le fotografie mi viene da pensare che in origine si trattasse di una Nihonto e non di un Wakizashi, Ho l'impressione che la spada abbia subito un importante machi-okuri.


武士に二言無し

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mah, la lama a vederla così sembra buona, anche se ha il nakago veramente mal rifinito (suriage da cane). Il fuchi non è da shingunto, ed il samè sembra...intagliato a mano.. :ichiban:

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Grazie ai primi interventi! Ma... un suriage con un solo mekugi ana? In effetti il fuchi non è il classico shin gunto, e ci può stare se è una lama ancestrale rimontata secondo le normative per portarla in guerra. Il samegawa è veramente strano, è un qualche tipo di pelle ma proprio non riesco ad identificare l'animale.

 

same1.JPG

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anche l'osservazione di Cesare sul nakago stimola ulteriormente la mia idea, l'assenza di yasurime e lo stato di "non ossidazione" in prossimita' del machi mi fanno pensare a un suriage davvero importante, quindi Navy, considera che il mekugi ana originale probabilmente si trovava sulla parte di nakago eliminata.


武士に二言無し

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Davvero curiosa però la pelle di squalo nella tsuka! Non ne avevo mai viste di simili!

 


Sii veloce come il vento, lento come una foresta, assali e devasta come il fuoco, sii immobile come una montagna, misterioso come lo yin e rapido come un tuono.

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Ho qualche dubbio sull'originalità della lama a causa di qualche particolare che non mi convince. Qualche anno fa avrei detto che si tratta di una lama dell'esercito originale raffazzonata, ma le copie case in alcuni casi (ancora non molto comuni per fortuna) stanno migliorando nell'imitare le lame maltrattate.

 

Se è una lama originale ha di sicuro avuto un intervento importante sul boshi. Si vede bene come la linea dello shinogi non è paralela alla curva della punta, ma anzi è quasi dritta e finisce quindi in posizione molto avanzata. In un kissaki originale questo è impensabile, quindi cedo sia stata accorciata con un intervento non professioale.

 

C'è poi quell'aperura sul kissaki i prossimità del filo che mi fa pensare che nell'accorciare la lama e rifare il kissaki, si sia arrivati allo shigane.


Gisberto (ex nick Koala)

 

Persevera nell'addestramento come se fossi una spada che deve essere forgiata con il più puro dei metalli. (Takuan Soho)

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Il kissaki mi pare controverso, il fukura è molto tondo ed il ko shinogi è diritto. Il fatto che l'hamon sembri scomparire o assottigliarsi darebbe l'idea di una pesante risagomatura. Considerando la misura dello yokote mi pare sia stato accorciato di parecchio. :arigatou:

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Ho qualche dubbio sull'originalità della lama a causa di qualche particolare che non mi convince. Qualche anno fa avrei detto che si tratta di una lama dell'esercito originale raffazzonata, ma le copie case in alcuni casi (ancora non molto comuni per fortuna) stanno migliorando nell'imitare le lame maltrattate.

 

Se è una lama originale ha di sicuro avuto un intervento importante sul boshi. Si vede bene come la linea dello shinogi non è paralela alla curva della punta, ma anzi è quasi dritta e finisce quindi in posizione molto avanzata. In un kissaki originale questo è impensabile, quindi cedo sia stata accorciata con un intervento non professioale.

 

C'è poi quell'aperura sul kissaki i prossimità del filo che mi fa pensare che nell'accorciare la lama e rifare il kissaki, si sia arrivati allo shigane.

Scusa Gisberto ! Ho postato il messaggio e nel mentre (non mi sono accorto) hai inviato il tuo, ho detto la stessa cosa ..... sorry !

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anche secondo me ha subito un grosso "restauro"

per quanto riguarda la tsuka, la pelle di squalo e di razza si somigliano, in fin dei conti sono cugini....

secondo me è same di taglio no pregiato

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Concordo con Gisberto, il boshi è stato rifatto, bisognerebbe vedere se esiste ancora la linea di tempra sullo stesso o se come sembra corre dritta e sparisce, a questo punto vorrebbe dire che il boshi è stato rifatto completamente e la lama è irrimediabilmente andata.


"accorciati la firma". Ernst Jünger

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Basandosi solo sulla "lettura" delle immagini e quindi con beneficio di inventario, mi sembra che tutti i punti importanti siano stati trattati; faccio allora solo un piccolo riepilogo.

- lama in genere: non sembra una patacca cinese o pachistana

- probabilmente le lama in origine era una Katana

- è stata sottoposta ad un gran numero di politure (vedi come è ridotto lo Hamachi)

- Kissaki: molto probabilmente è stato rimodellato perchè quello originale si era rotto - quindi suriage "in punta"

- Nakago: è troppo brutto e presenta uno Yasurime troppo grossolano per essere il Nakago originale - sembra quindi che la lama sia stata sottoposta ad un importante suriage "lato Nakago" che la ha ridotta alle dimensioni attuali

 

In ogni caso mi sembra una lama con una propria dignità e storia alle spalle e quindi, tutto sommato, da preservare e trattare con cura.

 

post-4167-.jpg

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Daccordo con tutto quello detto sopra, aggiungerei soltanto che anche la sugata generale mostra una curva innaturale, con il nakago e la parte verso il boshi un pò troppo "dritte"



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Non è strano un hamachi così ridotto, che fa presupporre varie politure, ed al contempo un nakago solo timidamente ossidato ?

 

GTO


"come le belle donne, anche le spade, ad un certo punto si stancano di essere solo osservate"

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Il nakago è stato sicuramente realizzato con un notevole suriage. si nota anche lo shinogi, le yasurime solo abbozzate, il munemachi fatto un pò alla buona.

 

Guardando la hada, o meglio, la assenza di essa, direi che comunque è una lama da gunto, di produzione semi-industriale.

La tempra invece è buona ma la timidezza della stessa e l'assenza di nioiguchi definito mi conferma che forse è una tempra a olio o comunque su un acciaio non forgiato a mano.



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Ri-salve a tutti; voglio anzitutto ringraziare tutti coloro che sono qui intervenuti fornendo la loro interpretazione su questa lama. Avete evidenziato aspetti che ai miei occhi di assoluto neofita erano del tutto inesistenti, ma che ora riesco a "leggere". Premesso che sono qui per imparare, vorrei continuare a discutere, se volete, sulle caratteristiche complessive della sciabola in mio possesso, al solo fine di interpretarla meglio; non temo le "demolizioni", so di non custodire un'opera d'arte, la mia unica preoccupazione è trovarmi tra le mani un falso cinese o pakistano, cosa che mi sento di escludere; se invece questa lama è stata portata in guerra da un ufficiale giapponese, così come si presenta ora, mi ritengo più che soddisfatto.

Ciò detto e riassumendo, la lama sembrerebbe una Showato (nel senso di gunto bellica non nihonto), che ha subito importanti interventi di o suriage e di rimodellatura del kissaki, e probabili politure multiple. Al proposito faccio le seguenti riflessioni:

 

- Il koshirae militare è originale nelle sue parti (mi baso su molteplici esemplari visti e confrontati in rete), e la saya ha una lunghezza totale di 64 cm (utili per la lama 63), mentre la lama, dalla tsuba alla punta del kissaki, sfiora i 60 cm; normalmente le gunto tipiche del periodo 2^ G.M. hanno una nagasa di 65/66 cm, quindi la saya sembra essere della dimensione esatta per questa spada, e quindi realizzata apposta per essa (se ovviamente non mi sbaglio: ho letto che la saya è sempre di qualche cm più lunga della lama totale, cioè includendo nella misura di questa le seppa frontali e l'hamaki). Dubbio: alterare una lama per adattarla ad una saya originale più corta?

- Un intervento di o suriage tale da far scomparire totalmente il mekugi ana originale (e l'attuale mi sembra realizzato a mano e non a macchina) presuppone un "taglio" del nakago di almeno 12 cm (la misura attuale è 18): questo per consentire di poter montare una tsuka (in questo caso è lunga 24 cm dalla base esterna del fuchi fino all'estremità della kashira, che è più lunga di quelle civili); in aggiunta al materiale asportato per rimodellare il kissaki (diciamo non meno di 1-2 cm) arriviamo ad una nagasa di ben 71/72 cm ed oltre. Se è così, avremmo una lama iniziale eccezionalmente lunga, con la linea originale hamachi/munemachi spostata necessariamente molto indietro, nell'area dell'attuale nakago che però è parecchio più ossidato e patinato rispetto al resto della lama.

- Osservando con attenzione alcune foto, mi sembra di scorgere una zona più lucida e netta dietro l'attuale posizione dei machi: ho evidenziato quella che potrebbe essere l'area in cui, forse, erano posizionati hamachi e munemachi prima dell'intervento di machi-okuri. Parliamo di circa 1,5 in avanti. Può essere un intervento fatto per consentire il montaggio della tsuka militare, più lunga?

 

machi.JPG

 

- Concordo sul lavoro di rifacimento del kissaki. Mi pare di individuare il boshi, ma può essere solo una mia impressione. Domanda: lo yokote è solo un elemento estetico, effetto della politura o invece deve distinguersi al tatto?

 

Posso solo aggiungere a quanto sopra che, a detta del venditore (che non conosco ma mi è parso persona in buona fede) questa lama è stata da lui direttamente acquistata in Giappone almeno 8/9 anni fa, presso un antiquario di Osaka. Un ultimo dettaglio storico: esistevano sciabole più corte di cui si dotavano gli equipaggi di mezzi corazzati ed aeroplani (crew gunto secondo la terminologia americana: questo è un sito giapponese che ne parla: http://www.h4.dion.n...a/gunto_048.htm ). La mia ha una lunghezza totale, inguainata, di 90 cm.

 

Ringrazio ancora tutti per il tempo e l' esperienza dedicati alla lettura di questa piccola porzione di storia!

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Ripeto quanto già detto: giudicare una lama, non polita e solo dalle immagini, è "pericoloso" e può essere totalmente fuorviante.

Quindi tutte queste considerazioni devono essere prese "con le pinze".

 

- Tipologia della lama: non è detto che sia una Guntō ossia non è detto che sia stata realizzata con metodi industriali oppure con metodi semindustriali oppure nei primi decenni del 1900 - Potrebbe essere più vecchia - Per dare una risposta certa bisogna per lo meno fare, sulla lama, una piccola finesra di politura.

- Lunghezza originale della lama: lame con Nagasa di 71-72 cm non sono per nulla eccezionali, specialmente nel periodo Shinshintō.

- Koshirae realizzato apposta per questa lama: molto difficile dirlo. Dalla fine della guerra ad oggi i mercanti hanno disassemblato e riassemblato a loro piacimento decine di migliaia di lame e di Koshirae

- Yokote: non è un elemento estetico e deve distinguersi al tatto. Segna il passaggio tra i piani geometrici del corpo della lama ed i piani geometrici del Kissaki

- Nelle crew guntō si trovava e si trova di tutto: da lame lunghe con origini illustri accorciate per esigenze di Koshirae ad ottimi Wakizashi ubu, a lame ben più modeste ottenute con metodi industriali. Tutto dipendeva dal militare che le portava (o meglio, dalle origini nobiliari od umili della sua famiglia)

Modificato: da Paolo

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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