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G.Luca Venier

La Scuola Ko Mihara

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La scuola Ko Mihara

 

 

Scuola Mihara 三原 - generalità -

 

La scuola Mihara nasce nella provincia di Bingo, secondo alcuni autori a partire dall'era Shōwa (1312-1317), secondo altri leggermente più tardi, attorno all'era Shōchū (1324-1326).

Ben nota da sempre come luogo di produzione dell’acciaio, Bingo si colloca geograficamente nella parte sud-ovest di Honshū, l'isola più grande dell'arcipelago giapponese e si affaccia sul mare interno. E' attraversata da una delle più importanti vie di comunicazione del Paese, Sanyōdō letteralmente “il circuito delle montagne, illuminato dal sole”, che collega tra loro otto provincie: Aki, Bingo, Bitchū (Bicchū), Bizen, Harima, Mimakasa, Nagato e Suō.

E' interessante notare come il forgiatore che viene tradizionalmente riconosciuto essere il fondatore della scuola, Masaie, venga indicato, a seconda delle fonti, come proveniente da Bitchū o da Bizen. Lo stile della scuola si colloca convenzionalmente all'interno della tradizione Yamato quindi potrebbe darsi che Masaie fosse originario di quella provincia, spostatosi in seguito, seguendo la principale arteria di comunicazione, in Bizen (dove si pensa possa essersi fermato per studiare con i maestri di quella scuola) ed in Bitchū.

Si ipotizza anche che questa influenza stilistica possa invece ascriversi ad interazioni culturali e commerciali della provincia di Bingo con quella di Yamato e con la Corte Imperiale, grazie alla diffusione dei kokubunji, ovvero templi provinciali con annessi villaggi e proprietà fondiarie, come ad esempio il tempio Kyosan. Da questo sistema deriverà poi un toponimo, Kokubunji, comune a diverse località, una delle quali si trova proprio in questa provincia. Appare inoltre documentato che anche gli importanti templi Toji e Rengeohji, pur dopo il trasferimento della loro sede a Kyōto, mantenessero comunque diversi possedimenti in Bingo. Un indizio del rapporto ‘di preferenza’ con la Corte potrebbe forse ravvisarsi pure nello stile stesso della scuola, che può essere definito ‘tradizionalista’ e ‘conservativo’, specialmente se paragonato, ad esempio, con la scuola Fukuoka Ichimonji.

Ad ogni modo il kanji Masa del ‘fondatore ancestrale’ rimarrà un elemento comune a tutti i forgiatori della linea principale della scuola, come ad esempio Saemon no Jō Masahiro, Masamitsu, Masakiyo e Masanobu, fino al periodo Shintō.

In aggiunta a questa main line ci sono i gruppi Shinbō Mihara e Hokke Ichijō e, nel tardo Nambokucho e nel Muromachi, i gruppi Ashida, Tomo, Kinashi, Shinbō Hokke e Kai, anch'essi influenzati dallo stile Yamato. Altri forgiatori di ottimo livello che solitamente vengono associati alla scuola sono Chikatsugu (era Tenju 1375 - 81), Kaneyasu, Takamitsu, Kaneshige, Nagakane, Nobuhiro e Sukekuni.

L'attività della scuola viene generalmente divisa in tre periodi: con il termine Ko Mihara si indicano gli spadai attivi dalla fine del periodo Kamakura e durante il periodo Nambokuchō, mentre con Chū Mihara si intendono quelli operanti nel primo Muromachi (a cavallo dell' era Ōei e l'era Eikyō - circa trenta anni) e con Sue Mihara quelli attivi nel tardo Muromachi - primo Edo.

 

La scuola Ko Mihara 古 三原

 

Non sono molte le lame, ascrivibili alla scuola Ko Mihara, giunte sino a noi; un buon numero di esse sono mumei e spesso hanno subìto ō suriage. Una discreta percentuale delle lame firmate esistenti recano la mei di Masahiro che, assieme a Masaie, viene considerato tra i migliori forgiatori della scuola. Comunque la qualità delle lame Mihara realizzate nel periodo tra la fine del Kamakura ed il Nambokuchō è in genere estremamente alta e molte di esse sono classificate come Jūyō Tōken. Sono anche apprezzate per la loro ottima capacità di taglio ed il Masaie della quinta generazione (era Ōei) è classificato Saijō (Saitō) ō wazamono; è nota una famosa tachi, attribuita a Masahiro, chiamata Ō Mihara, che fu donata da Toyotomi Hideyoshi, successore di Oda Nobunaga, ad Asano Yukinaga suo luogotente.

Le lame realizzate alla fine del Kamakura mostrano un sugata con le caratteristiche tipiche del periodo, con marcato koshizori, funbari ed un mihaba largo che tende a restringersi leggermente verso il kissaki. Lo shinogi è generalmente alto, lo shinogiji è piuttosto ampio e vi è un saliente hiraniku. Il kissaki è di media lunghezza; nelle lame del periodo Nambokuchō si può trovare un lungo ō kissaki.

La hada presenta principalmente ko mokume (in alcuni casi viene descritto come ko itame), talvolta misto a ō hada. In alcuni esempi vi è presenza di masame nell'area dell'hamon e del boshi. In altri casi si può trovare masame nello shinogiji. Il colore del metallo è piuttosto chiaro e vi si può trovare sumitetsu (punti scuri nel ji).

A. Yamanaka, (in 'The Inaka Smiths', 1975) definisce questa hada come 'ha tetsu', significando una hada che 'viene su'; spiega che è molto difficile da descrivere senza averla sotto gli occhi ma che la superficie del metallo può dare la sensazione di 'ruvidità'. A volte può apparire un utsuri lattiginoso, o shirake utsuri. E' interessante notare come questo tipo di hada abbia talvolta indotto gli studiosi, nei kantei, ad un'attribuzione alla scuola Aoe Bitchū; si è quindi presupposto che vi sia stata anche l'influenza della scuola Aoe nella formazione dello stile Ko Mihara. Alcuni sostengono, a questo proposito, che la hada Ko Mihara possa definirsi 'quasi' una chirimen hada (in 'Tōken Bijutsu' n°42, pag 18), che è infatti una tipologia tipica della scuola Aoe .

L'hamon è generalmente uno stretto suguha a volte misto a ko midare, in nioi deki; vi è presenza di nie ed il nioiguchi è compatto. In alcuni casi si può trovare ko midare in nie deki. In molte lame sono presenti numerosi piccoli ashi e yō, ma anche altri hataraki quali uchinoke, hakikake e nijūba; per questo talvolta vi è qualche similitudine con la scuola Tegai.

Il bōshi è ko maru ed il kaeri può essere lungo oppure interrompersi bruscamente. Nel caso di un kaeri corto vi può essere anche una sorta di togari. Alcuni autori parlano di una peculiare tipologia di bōshi, il cosiddetto 'Mihara bōshi': è caratterizzato da un ko maru dalla curva piccola ed abbastanza stretta ed un kaeri corto, interrotto bruscamente (fig. 1e 2). In alcuni bōshi può trovarsi hakikake.

 

 

mihara boshi fig.1.JPG

Fig. 1

mihara boshi fig. 2.JPG

Fig. 2

 

 

 

 

Gli horimono non sono molto frequenti, principalmente bō hi, futasuji bi e soe hi.

Il nakago è di solito leggermente corto e può esserci un piccolo allargamento 'in stile tanagobara', il nakagojiri può essere kengyō o ha agari kurijiri. Le yasurime sono kiri oppure katte sagari.

 

Nella fig.3 è raffigurato un wakizashi mumei, attribuito alla scuola Ko Mihara, era Enbun (1356-1361) classificato Jūyō Tōken. Il nagasa è di 51.2 cm , il sori di 1.15 cm, il mihaba è notevolmente ampio (motohaba 3.48 cm, sakihaba 3.09 cm) ed il kasane è di 6.7 mm. Il sugata è shinogi zukuri con iori mune, il mune oroshi è ripido, lo shinogiji è ampio e vi è ō kissaki. La hada è itame misto a mokume con jinie e vi è masame nello shinogiji. Appare un leggero shirake utsuri. L’hamon è un suguha relativamente stretto misto a ko gunome consistente di ko nie. Vi sono ko ashi. Il bōshi è suguha tendente a divenire un dolce notare, con corto kaeri.

 

Ko-Mihara wakizashi fig. 3.jpg

Fig. 3

 

 

 

 

Le figure 4 e 5 rappresentano una katana mumei, attribuita alla scuola Ko Mihara, era Enbun (1356-1361), classificata come Jūyō Tōken. Il nagasa è di 66.2 cm, il sori di 1.4 cm, non v i è una gran differenza tra motohaba (2.95 cm) e sakihaba (2.2 cm) ed il kasane è relativamente spesso. Il sugata è shinogi zukuri con iori mune e vi è un chū kissaki leggermente esteso. La hada è un mokume misto a itame, a formare un aspetto grezzo o 'ruvido', con piccoli jinie. Appare shirake utsuri. L’hamon è uno stretto suguha con leggero notare nella parte mediana della lama. Vi sono ko nie in prossimità del nioiguchi, che è relaivamente stretto e di colore chiaro e brillante. Il bōshi è suguha con una curva rotonda sul lato omote e relativamente appuntito sul lato ura; su entrambi i lati è presente hakikake. Horimono di tipo bōhi in kakinagashi e hisaki agaru.

 

Ko mihara katana fig. 4.jpg

Fig. 4

ko Mihara katana fig. 5.jpg

Fig. 5

 

 

 

 

 

 

Le figure 6, 7 e 8 illustrano una katana con hawatari di 70.7 cm, attribuita alla scuola Ko mihara, databile al tardo Nambokuchō. Il sugata è shinogi zukuri con iorimune; è presente ō kissaki ed il kasane è relativamente sottile. La hada è un itame misto a mokume e jinie; è presente masame nello shinogiji e vi è shirake utsuri. L' hamon è un chū suguha misto a ko gunome, con ko nie, nioi e ko ashi. Il bōshi è di tipo suguha e "blando" notare con komaru e kaeri cortissimo. Nakago in kattesagari yasuri.

 

Ko mihara fig.6 ok.jpg

Fig.6

Ko mihara fig.7 ok.jpg

Fig.7

Ko mihara fig.8 ok.jpg

Fig.8

 

(in "Nipponto", Anno XXIV, N°2, 2013- © G.Venier, diritti di riproduzione riservati)

Edited by G.Luca Venier

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Forse sarebbe il caso che prendessi le foto che ti sembrano più interessanti e le aggiungessi all'articolo, naturalmente specificando la fonte, già in altri post datati gli indirizzi postati non portano agli stessi contenuti di quando sono stati allegati.

 

C'è qualche cosa qui ma non riesco a vedere le immagini: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=631

Questa invece è una scheda molto interessante e completa: http://www.samuraisword.com/nihontodisplay/JUYO/Ko-Mihara/

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Questo articolo segue la bella idea di ripostare qui quanto abbiamo visto su Nipponto recentemente, così da aggiungere materiale e riferiemnti .

Direi che già dai primi post è lampante quanto sia utile e bello a livello di community creare queste attività insieme, per raggiungere la completezza nell'argomento, sia dal punto di vista teorico, multimediale e anche di esperienza diretta da chi magari ha avuto a che fare con oggetti di questo tipo.

 

Concordo con Maurizio, se possibile copiamo le immagini direttamente qui, perchè degli altri siti non è dato sapere quanto dureranno ;)

 

Grazie a tutti, bellissima idea e sono felice che stia avendo successo!

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Mauri la lama di cui c'è la scheda sul forum era stata esposta da Giuseppe Piva alla mostra Samurai che aveva tenuto al palazzo reale di Milano, credo che sia ben fotografata e schedata nel catalogo della mostra stessa ( che dovrei avere a casa).

Una spada bellissima che ho avuto modo di vedere anche dal vivo, ricordo che anche il Koshirae era molto particolare con una laccatura color "ali di cicala" spaventosamente ben realizzata.

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Grazie di nuovo, possiamo rimettere le foto anche nella vecchia discussione(almeno si capisce di cosa si sta parlando) e altra cosa, anche il riferimento al volume della mostra che hai realizzato ed in cui era esposta?

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