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Enrico Ferrarese

Katana "Yamato (no) daijō Fujiwara Ujishige" (shodai)

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Fidati che non sono bravo nemmeno io ma senza usare flash del telefono le giuste inclinazioni della lama ti stupirà cosa può fare un cellulare...


Diego T.

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la mia pippaggine è saijyo saku, senza ombra di dubbio.

Dai Enrico non ti scoraggiare!!!!

 

Peggio di me non puoi fare! Il mio waki con le prime foto sembrava fatto dalla Hanwei.

 

Tieni conto che alcune lame si prestano più di altre a farsi fotografare.

 

Segui i consigli di Diego, questa l'ho fatta con il cell. guarda il Kinsuji.

 

Nokia.jpg


Marco C.

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Beh con il waki mi venivano un po meglio effettivamente, almeno per evidenziare l'utsuri.

Cmq mi pare di capire che devo fare tentativi, tentativie ancora tanti tentativi. Ma quanfo vedo le foto che fa Massimo... mi scoraggio abbestia

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Intanto complimenti Enrico, siamo tutti curiosi di vederla dal vivo!

 

samsung galaxy s6 plus, ma anche se avessi una reflex eos 600D sarei una pippa uguale.

Il mio cellulare ha più MP di quella fotocamera... xD

 

A forza di prove vedrai che qualche foto decente ti verrà fuori, questo topic ti potrebbe aiutare :arigatou:

http://www.ksky.ne.jp/~sumie99/hamon.html


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Era per dire Enrico... lo so bene xD Potevi prendere ad esempio una macchina un po' meglio però ahah :tongue:

Io ad esempio uso una Canon 50D, per le foto del sugata l'obiettivo Tamron 17-50mm f2.8, e per i dettagli il Sigma fisso 105mm Macro f2.8 :vecchiocinese:

 

 

Mentre per le foto dei wip vado col mio fidato cellulare sony con fotocamera da 20.7 mp :numerouno:


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Il venditore non ha descritto nulla ma ha fatto delle foto che evidenziavano i kizu in maniera quasi esagerata. In ogni caso ho visto kizu anche dove non c'erano e ho sempre chiesto chiarimenti per i quali il seller mi ha sempre risposto più che esaurientemente. In soldoni formula "vista e piaciuta".

 

Di questa lama mi ha attirato la sugata kan'ei-kanbun e la nagasa relativamente corta (sui 70cm e più per me son troppo lunghe per i kiei gusti). Hamon semplice ma elegante, nakago ubu in condizioni strepitose (è uguale alle oshigata nei libri per questo forgiatore). E, cosa che mi ha sempre affascinato, certificata wazamono; con tanto di daimyo registration, che nella mia immaginazione aggiunge fascino. In più aveva sia shirasaya (ho sempre preferito il nudo legno) ma anche koshirae. Ed il koshirae (che per me è sempre stato superfluo) mi piaceva pure... semplice semplice, nero. Ha un paio di kizu minori, ma tutta roba su cui si può soprassedere e soprattutto sono in punti poco visibili, in parte coperti dallo habachi. La lama è fondamentalmente sana.

Tra l'altro una token sottoposta a shinsa praticamente l'altro ieri... che strano per una daimyo :)

Forse una lama dalla quale i precedenti proprietari sono stati obbligati a separarsi per necessità sopraggiunte? Come mi diceva Gianluca, forse un tesoro di famiglia gelosamente custodito finchè han potuto? Chissà :vecchiocinese:

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Daimyo registration è il nome che viene dato alle registrazioni delle lame presso le autorità giapponesi avvenute nel 1951 (26° anno showa) e con cui si iniziarano a emettere i primi torukusho.

Se noti infatti dalla scansione che ho allegato, la registrazione della lama appare già di per sè "antica" quasi essenziale, e ben diversa da quelle odierne.

 

Fin qui nulla di particolare se non fosse che nel 1951 le registrazioni delle token avvenivano solo su invito della autorità.

Le autorità ovviamente invitarono, per far familiarizzare a tutto il giappone la nuova regolamentazione che prendeva piede, solamente le famiglie nobili e più importanti, daimyo appunto, da cui il nome.

In parole povere si presume e si ipotizza pertanto che mediamente le lame che vennero registrate in quel primissimo anno di test siano lame importanti o di forgiatori di riconosciuto pregio (come in questo caso) :vecchiocinese:

E' più facile infatti che un pezzo pregiato ce l'abbia una famiglia benestante che uno a caso, o per lo meno la logica è questa.

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caspita, sembro quasi studiato... in realtà il merito va ai ritrovi e ai corsi che facciamo con l'intk... valgono settimane e settimane di studio.

questa cosa infatti difficilmente la troverai scritta su internet :)

 

Perciò ISCRIVETEVI! VENITE AI RITROVI! SI IMPARA UN SACCO! :vecchiocinese:

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caspita, sembro quasi studiato... in realtà il merito va ai ritrovi e ai corsi che facciamo con l'intk... valgono settimane e settimane di studio.

questa cosa infatti difficilmente la troverai scritta su internet :)

 

Perciò ISCRIVETEVI! VENITE AI RITROVI! SI IMPARA UN SACCO! :vecchiocinese:

Grazie Enrico per la tua disponibile spiegazione, è la prima volta che la sento! :arigatou:

 

Prima o poi ci si vedrà ad un incontro ma dipenderà sempre dalla perfetta congiunzione astrale tra le date scelte dall'associazione e il post sale service della mia azienda.

 

Desolato :disperato:


Marco C.

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beh, ovviamente lavoro e famiglia permettendo ^^

Comunque davvero, secondo me sono fondamentali i ritrovi che si fanno, non solo i corsi, ma anche i kantei.

Non solo per avere accesso a lame che altrimenti levati... ma anche per apprendere nozioni e dettagli di contorno e non, davvero interessanti.

Nel mio caso non è stato semplice all'inizio dare particolare attenzione a questa lama, sia perchè il venditore non è blasonato come Aoi, sia perchè l'unico ingrandimento della lama che fa è davvero pessimo.

Il riconoscere il torokusho come una daimyo registration (lo si vede anche in basso a sinistra sull'hozon) mi ha dato un pò più di sicurezza e mi ha fatto fare ulteriori ricerche sul forgiatore e sulle sue eventualmente riscontrabili caratteristiche.

Quindi se ho avuto anche la fortuna di capitare nel sito giusto al momento giusto è anche merito di intk.

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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