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Manuel Coden

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Che riguarda Manuel Coden

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  • Compleanno 26 settembre

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  1. Confermo essere una copia, probabilmente cinese I kanji sono 原田伊一郎 con lettura giapponese sarebbe Harada Iichirō, non esiste nessun forgiatore con quel nome
  2. Sulla relativa pagina Facebook è stata annunciata la Japan Art Expo 2022 dal 8 al 10 luglio 2022 ad Utrecht in Olanda. Hanno scelto la via di Kickstarter per vendere i biglietti in modo da poter attirare più ospiti internazionali. Vi lascio di seguito il link https://www.kickstarter.com/projects/japanartexpo/japan-art-expo-2022
  3. Da quello che vedo dalle immagini su Aoi la trama del metallo è estremamente compatta ed uniforme, il che fa pensare sia fatta con materiale "moderno", la certezza assoluta si potrebbe avere solo con analisi metallurgiche. Per quanto la struttura della lama la risposta è: dipende. Ci sono diversi tipi di costruzione della lama, il più comune è il kobuse che prevede un anima di acciaio dolce (shingane) avvolta da una di acciaio più duro (kawagane), tuttavia non è l'unica. Scuole di lame più antiche prevedevano un solo panetto (fatto mischiando acciai di durezze diverse), altre un panetto centrale più duro con due facce più morbide, ecc.
  4. Il certificato dice che la lama è di era Oei, quindi Muromachi, attribuita ad una generazione tarda di Bizen Morishige. Non so chi abbia detto che la lama è una replica o chi abbia detto che è shinshinto, ma il certificato non dice nulla di tutto ciò
  5. Ho trovato la lama in questione su Aoi, la lama è una showato a cui è stato limato via lo stampo del arsenale. Le showato non sono considerate Nihonto in quanto venivano realizzate in maniera non tradizionale, spesso utilizzando acciaio moderno e/o tempra in olio. Il fatto che questa lama abbia un certificato NBTHK è da considerarsi un eccezione o meglio una svista di NBTHK. Da qui il commento di Tsuruta sulle lame fatte meccanicamente Tra l'altro il sito italiano sbaglia (più o meno fraudolentemente) la datazione in Taisho (sempre se la lama è la stessa)
  6. Credo che quanto intendesse il maestro è che nei periodi precedenti al periodo Edo la focalizzazione principale della lama fosse l'utilizzo in battaglia e che quindi una caratteristica come l'utsuri ci fosse non per un fattore estetico, ma per un fattore di aggiunta tenacità della lama. Nel periodo Edo, essendo un periodo di pace, la vocazione "guerriera" delle lame è, a volte, sacrificata per dare maggiore spazio alla creatività del forgiatore, risultando in lame che possono essere più fragili. Non va dimenticato però che l'utsuri non è scomparso nel periodo Edo, alcune scuole come la Ishido, hanno continuato a realizzare lame con questa caratteristica. Ancora oggi ci sono forgiatori in grado di produrre lame con utsuri.
  7. Interessante, non sapevo fossero coinvolti anche membri NBTHK
  8. Facciamo un po' di chiarezza, il torokusho è un documento rilasciato dalla polizia giapponese necessario per la detenzione delle nihonto, che in caso di esportazione della lama deve essere restituito alle autorità preposte seguendo una procedura specifica. Ho scritto nihonto non per caso, perchè le uniche lame detenibili dai privati cittadini in Giappone sono le lame prodotte in maniera tradizionale utilizzando tamahagane od oroshigane (tamahagane realizzato dal forgiatore stesso) oppure le lame antecedenti il 1868 (vedi nanbantetsu). Il fatto che ci siano lame cosiddette "showato" realizzate utilizzando acciai moderni che hanno ricevuto torokusho è frutto di una svista del ufficiale di turno o del fatto che è stato chiuso un occhio. Tutte le lame cosiddette "da pratica" utilizzate in Giappone per iai o tameshigiri devono comunque sottostare alla legge, quindi sono realizzate con tamahagane e tempra in acqua. Questo non vuol dire che siano lame "d'arte", molto spesso non hanno nulla di particolarmente attraente dal punto di vista di hada, hamon o hataraki, però sono importanti per permettere ai forgiatori di sopravvivere e continuare la tradizione.
  9. Manuel Coden

    13 Assassini

    in quella scena dice "kodachi" "小太刀 " letteralmente piccola tachi, quindi italianizzato ci può stare "spadino"
  10. Certo avendo i mezzi economici si può realizzare una teca blindata e climatizzata, ma i giapponesi sono stati in grado di conservare le loro Nihonto per centinaia di anni semplicemente conservandole nelle shirasaya e con la giusta manutenzione. Poi vuoi mettere il piacere di togliere dal fukuru, sfoderare una lama, togliere l'olio e finalmente poter godere della lama? A volte per apprezzare giustamente le cose bisogna guadagnarsele
  11. Perchè la Ferrari tu la lasceresti parcheggiata a lato della strada dove chiunque può metterci le mani?
  12. G1an083 come da regolamento non è consentito suggerire negozi o pagine di aste attive
  13. Manuel Coden

    Nakago

    Si anche se tecnicamente non è accorciato in quanto il nakago-jiri (la parte finale del codolo) è ancora intatta, quindi si tratta di machi-okuri. Probabilmente anche quel Nobuhide ha subito machi okuri, ma probabilmente gli è stato fatto un koshirae con un mekugi più basso del normale. Sì, quella è la mia pagina fb 😉
  14. Manuel Coden

    Nakago

    La presenza di più fori su un nakago è una cosa molto comune ed è dovuta la fatto che in epoche diverse la spada è stata montata su koshirae diversi, il che ha portato a fare nuovi fori per adattarsi. Oggi sarebbe un sacrilegio, ma quando le spade erano le compagne fedeli dei samurai non era nulla di strano. Le lame spesso venivano accorciate o fatto machi-okuri (spostare i machi più in alto) che mi pare il caso di questo nakago, quindi fare un nuovo foro era una semplice necessità per continuare ad usare la spada.
  15. Benvenuto Alessandro, purtroppo di tratta solo di una replica made in China

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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