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:arigatou:

Correggetemi se sbaglio.. ma per orikaeschi si intende quando la parte della "mei" viene ripegata o anche quando viene "inclusa" (che mi pare si indichi, invece, come gaku mei ) ?
... e nel caso cosa avrebbero ripiegato ??

A guardar bene il nakago.. sembra che dall'altra parte non sia stato fatto alcun intervento, come se avesserro applicato "mezza placchetta sul mezzo nakago in senso longitudinale", oltre che è sparita anche quella sorta di pancia su lo "hi".

tsu.png


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Sempre dalla dispensa sul nakago fatta con FdF:

Orikaeshi mei (折り返し銘): "Firma girata al contrario". Quando il nakago viene accorciato e la mei è ripiegata sul lato opposto apparendovi capovolta. Le orikaeshi mei si trovano principalmente su lame eccellenti del periodo Kotō.

Gaku mei (額銘) o tanzaku mei: "Firma ritagliata", quando il nakago di lame molto lunghe è ō-suriage, la mei può essere ritagliata e rimessa in uno scasso. Usata anche per le falsificazioni.

 

Fatto al volo un collage, spero che renda l'idea con l'orikaeshi mei (in katana mei ) vs indicativamente come poteva essere l'originale (tachi mei) - chiaramente è stato limato/affusolato il codolo per renderlo più omogeneo:

 

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Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

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Ma secondo te, la lama era più lunga (nakago compreso) o +/- tutta la parte di nakago tra le linee rosse è difatto stato "riattacata" ripiegata ??


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un orikaeshi mei è sempre da preferire, sia perchè da l'idea di quanto lunga poteva essere la lama in origine ("srotolando" il nakago hai as intuito il vecchio nagasa) sia perchè meno "pastrocchiabile" 🙂

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La lama è ō-suriage, quindi originariamente era molto più lunga di nagasa.

Inoltre considera che indicativamente la patina originale è quella tra le linee gialle (il mekugi ana con ogni probabilità era sotto la firma - come negli altri esempi sopra postati):

 

tsu.png.ce5a2ac61bb022b113588e188c73ebf6.png.bb94a1dd332df4bc0e4b33cdc13e1172.png


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Grazie ancor.
.. sempre dal mondo delle illazioni e della fantasia, però a guardar bene la parte di nakago riportante la firma ha la costola dello hi ben panciuta e quindi lascerebbe supporre che tutta quella parte apparteneva alla lama (o a una lama), anche se nella parte bassa (tua riga gialla) ci sono "segni del tempo" più marcati.

Ma tutto ciò conferma le poche certezze sulla lama stessa, che han portato valenti studiosi e rivedere le iniziali posizioni, senza prenderne alcuna in altro senso e restando nel dubbio.

Tutto ciò non toglie, a prescindere dalla firma o di come ci sia arrivata lì, la visione d'insieme di una gran bella lama.

A mio modo di vedere, ma questo s'è ben capito, è l'oggetto ad avere il suo fascino, mistero incluso, a prescindere da come o quando sia stato fatto.
In fondo in fondo questo è il Giappone, il paese delle nebbie che spesso si diradano.. ma tornano successivamente molto più fitte.


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Betadine, quando veniva fatto l'orikaeshi, il pezzo di nakago da piegare veniva assottigliato al contrario, fino a raggiungere uno spessore inferiore alla metà di quello del nakago. Siccome poi viene martellata per piegarla al contrario  e farla aderire, ovviamente ci sono delle deformazioni. Per stabilire se tali deformazioni sono congrue bisogna avere la lama in mano e tanta esperienza con i nakago. 

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Grazie.   (qualcosina avevo letto, ma.. è sempre meglio aspettare qualche conferma da qualcuno che ne sa di più,) Quello che mi lascia perplesso, in riferimeto all'orikaeshi, forse fatto su questa lama, è legato alla lunghezza del nakago .. e forse alla lunghezza di tutta la lama)shi, andiamo avanti.

Aspettavo un tuo intervento.. perché sulla quarta lama, GianCB ha scritto un bell'articolo.

Ōtenta-Mitsuyo (lunghezza lama 66,1 cm, curvatura 2,7 cm)

odentamitsuyo.jpg

odenta.jpg

 

Si diceva che questo tachi possedesse poteri magici e fu durante la vita di Hideyoshi che nacque una leggenda.

Maeda Toshiien, uno dei generali più autorevoli di Oda Nobunaga, sarebbe stato sottoposto a una prova di coraggio per liberare un corridoio da un fantasma.
Hideyoshi avendo sentito parlare di questa prova e affidò la spada a Toshiien.. (si narra che i due venivano appellati come Saru "scimmia" e Inu "cane", da Oda, basandosi sulla convinzione che cane e scimmia non si sopportano a vicenda.. perché Hideyoshi era davvero molto accomodante e divertente, mentre Toshiien era rigido e severo).

orbene, con questa spada, Toshiien entrò nella sala senza esitazione e .. non successe niente … forse grazie al presunto potere della spada il demone è scappato.

 Poi si narra che quando la quarta figlia di Toshiien si ammalò di una febbre inspiegabile, Hideyoshi affidò l'Ōtenta-Mitsuyo a Toshiien per aiutarlo a respingere le forze del male.. anche se si vociferava che fosse un pretesto del generale per recuperare la spada.

 

Qua un estratto dell'aticolo di GIanC.B. ..
Una delle "Tenka Go Ken"(= le cinque grandi spade"), così definite dagli shogun Ashikaga nel periodo Muromachi, è la cosidetta "O-Tenta Mitsuyo"(anche "Odenta-Mitsuyo"), un tachi molto famoso non solamente per la sua bellezza "enigmatica" ma anche per le dimensioni spesso ritenute inconsuete per una lama Heian(in realtà questo non è del tutto vero).

La O-Tenta Mitsuyo è stata considerata una meibutsu (letteralmente: "spada con un nome", spada famosa, di pregio) fin dal periodo Muromachi, quando era di proprietà della famiglia shogunale. Il quattordicesimo Shogun Ashikaga, Yoshiaki(1537-97) ne fece quindi dono a Hideyoshi(1536-98) che, a sua volta, la donò a Maeda Toshiie(1538-99). Di conseguenza la "Odenta" divenne una dei "grandi tesori" della famiglia Maeda, conservata (e si dice guardata a vista) assieme ad un piccolo tachi firmato "Munechika" e ad una naginata prodotta dalla scuola Shizu. Interessante notare che queste tre lame venivano indossate solo una volta l'anno, ed esclusivamente dal capo della famiglia Maeda.

Alla Odenta si attribuirono, fino dai tempi antichi, poteri "soprannaturali": leggenda vuole che lo spirito di questa lama sia così potente che gli uccelli non si posavano sul tetto sopra la stanza in cui la lama era conservata.

Anche se normalmente viene mostrata "nuda" nelle fotografie pubblicate, in realtà la "O-Tenta" possiede un suo koshirae, nello stile detto "onimaru"(tachi koshirae con la saya rivestita in pelle e la tsuka rivestita in seta chiara) che, secondo il "Kyoho Meibutsucho"(l'elenco di "oggetti famosi" compilato nel 1719 dalla famiglia Hon'ami per ordine dell'ottavo Shogun Tokugawa, Yoshimune) fu realizzato al tempo del daimyo Maeda Toshitsune(1593-1658), con l'interessamento di Hon'ami Koho(1601-82).

Parlando della lama si tratta di un tachi shinogi zukuri con koshizori, relativamente corto prodotto nel tardo periodo Heian(periodo Sho-Ho) da un forgiatore residente a Miike (provincia di Chikugo, Kyushu) chiamato Mitsuyo(occasionalmente anche Tenta Mitsuyo, da quì il nome, a cui fu anteposto "O", cioè "grande" in segno di ammirazione per quest'opera), che le genealogie antiche dicono figlio di Masayo, attivo in Miike stessa attorno al periodo Ko-Hei.  Occasionalmente si trova scritto che questo forgiatore, dopo essersi ritirato prese il nome di Genshin, anche se la validità di questa affermazione viene oggi messa in discussione. il nome "Mitsuyo" o "Tenta Mitsuyo" venne ripreso ed utilizzato da molte generazioni della scuola di Miike fino al periodo Muromachi (l'ultimo Mitsuyo della scuola Sue-Miike viene registrato nel periodo Mei-O, 1492). .. ( http://www.intk-token.it/forum/index.php?/topic/8707-miike-mitsuyo-la-o-tenta-e-la-scuola-miike-di-chikugo-nel-tardo-periodo-heian/&tab=comments#comment-99063

 

OdentaMitsuyo.png
presa da qua (La versione di MArkus Sesko)

 


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7 ore fa, betadine ha scritto:

Grazie.   (qualcosina avevo letto, ma.. è sempre meglio aspettare qualche conferma da qualcuno che ne sa di più,) Quello che mi lascia perplesso, in riferimeto all'orikaeshi, forse fatto su questa lama, è legato alla lunghezza del nakago .. e forse alla lunghezza di tutta la lama)shi, andiamo avanti.

Come detto la lama di Tsunetsugu è osuriage, cosa ti lascia perplesso della lunghezza del nakago?! E perché metti in dubbio che sia una orikaeshi mei?


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Le mie perplessità non sono sulla tecnica del orakaeshi, ma sono sulle dimensioni in generale della lama.. la parte ripegata sarà circa 11cm (se non maggiore) al quale dovremmo aggiungiuere la parte del foro e il restante nakago.
Ciò mi farebbe immaginare un nakago quasi sproporzionato ripetto alla nagasa.. oppure era lamo davvero molto più lunga.
Poi c'è quel «hi» del nakago che ha quella "pancia" quasi perfetta, che non mi da l'impressione di essere deformato sotto da martellate, ne di avere preso uqella forma a seguito di qualche risagonatura dello stesso hi, che sopra appare molto più lineare (come se quella parte di nakago appartenesse a "qualcosa" nato con un sori maggiore
).  Ma son solo illazioni.

 

m>Qualcuno sa per caso le misure della Tsunetsugu di Bizen ?

Modificato: da betadine

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Beta ... non è che prima dell'orikaeshi mei la nagasa era uguale ad ora... Fatico ad immaginare una lama con un simile osuriaghe senza un forte machiokuri... non è che in quel periodo le impugnavano di kissaki e bastonavano di nakago 😂

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.. ma infatti. (Rispondevo solo ad una domanda, ero già andato avanti..   è l'oggetto ad avere il suo fascino, mistero incluso, a prescindere da come o quando sia stato fatto.

p.s. se posso..
mettete l'ultimo importante avviso in un colore più morbido e il tutto in modo più discreto; c'è troppo impatto ed è veramente molto lontano da quel ternime giapponese che usiamo chiamare "wabi", o semplicità.


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Torniamo all'Ōtenta.

..di  fatto Gō, la figlia di Maeda Toshiie, guarì e si dice che da allora l'Ōtenta-Mitsuyo fu strettamente sorvegliato dalla famiglia Maeda.

L'Ōtenta-Mitsuyo, insieme alle Tenka-Goken, l'Onimaru-Kunitsuna e la misteriosa Futatsumei-Norimune, erano le tre spade del tesoro di Ashikaga Takauji.
Le tre spade furono tramandate a Toyotomi Hideyoshi e lo affiancarono nel corso dell'unificazione del Giappone.


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Allego una sorta di inventario dei "beni residuali" degli Ashikaga, riportante anche le attuali collocazioni.  Ashinkaga_dpt.pdf


 


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18 ore fa, betadine ha scritto:

p.s. se posso..
mettete l'ultimo importante avviso in un colore più morbido e il tutto in modo più discreto; c'è troppo impatto ed è veramente molto lontano da quel ternime giapponese che usiamo chiamare "wabi", o semplicità.

Sono molte le persone che frequentano il forum cercando informazioni su questo delicato argomento, talvolta limitatamente a questo. Abbiamo abbondantemente sperimentato che un’informazione errata, o semplicemente confusa, può generare situazioni anche spiacevoli e cocenti delusioni. È capitato di recente. 

Quindi abbiamo deciso di adottare un’altra tecnica tradizionale giapponese: quella che laggiù usano chiamare “insegna che non si può fare a meno di leggere”.

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Mentre ritengo importante Il Gosei, che ha una alta finalità, dare tutta questa importanza a chi cerca solo una katana mi sembra eccessivo.

Ma il mondo è bello perchè vario o variopinto ed il mio era solo commento propositivo, ma allo stesso tempo è giusto accettare le diverse vedute.


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