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E Nomine

Kyushojutsu

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Qualcuno conosce questa pratica? il K. fa riferimento all'uso dei punti di pressione o punti vitali (e molto altro) identificati dalla medicina tradizionale cinese, ma al giorno d'oggi il mondo dei praticanti di arti marziali si divide tra scettici e non...voi cosa ne pensate?

Vi posto un paio di link interessanti...

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Ky%C5%ABshojutsu

http://www.fightingarts.com/reading/article.php?id=41

 

Vi rimando anche a youtube, sul quale si trovano filmati interessanti...

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io personalmente da quella che è la mia esperienza reputo che ci siano punti e parti che se appositamente sollecitate provvocano reazioni. ora, se parliamo di shiatzu ok, pratica seria e meravigliosa. ma quando si vedeno i soliti mostri delle arti marziali che con un dito fan svenire decine di avversari sappi che non è reale. il senso di queste pratiche però deve essere relazionato con il modo di vedere le arti marziali che hanno gli orientali. la suggestione e il "trucco" per loro è parte integrante della pratica. per loro ciò che appare allo spettatore è vero se appare come reale. altro esempio sono le esibizioni dei "monaci shaolin" che vediamo nei nostri teatri. il mio maestro di aikido con cautela(per non distruggerci troppi idoli :gocciolone: ) ci rivela alcuni trucchi "da spettacolo" usati dai grandi maestri di arti marziali. è importante tenere presente che la suggestione che loro immettono nelle arti marziali non è vissuta, come faremo noi, come un inganno ma come parte costuitutiva della pratica.

:arigatou:


Mentre Ippei cercava di elaborare una teoria che giustificase il fatto che una koto fosse al contempo torii-zori,koshi-zori e saki-zori.. Kentozazen says:<SOCCIA CHE HADA!>

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Avevo sentito il nome di questa disciplina una volta ma, non mi ero mai documentato a riguardo. Grazie per la segnalazione E Nomine :arigatou:

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so che ci sono due ottimi libri in proposito (kuatsu e altro...)

 

L'arte sublime ed estrema dei punti vitali

Enciclopedia Dim Mak

 

vedete su ibs.it


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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no dai, alcune tecniche sono presenti in alcune scuole okuden di jujitsu e kobudo...


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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Quando praticavo il karate marziale (shotokan) il maestro dedicava diverso tempo alla spiegazione dei punti da colpire e dai danni che tali colpi potevano procurare. Mi ricordo parecchio, ma ho mai studiato su libri. Ricordo in particolare, alcune tecniche per colpire avendo l'arto (pugno e gomito di solito) già a contatto con il corpo dell'avversario.

 

Shirojiro

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Ciao a tutti.

A parte le degenerazioni, ci terrei a precisare che i Kyusho sono una pratica inserita da secoli nel Jujutsu tradizionale, e sono dei punti specifici e molto localizzati (spesso piccoli) da percuotere (atemijutsu) o "premere" con le dita (yubijutsu).

Non c'è nulla di esoterico in questo: zone dove i centri nervosi sono particolarmente esposti per la delicatezza di un dato punto. Premerli o percuoterli provoca intenso dolore (molto diverso dal dolore causato da una ferita) e immobilità. Questo tipo di dolore si presta molto bene nel corpo a corpo, è però reversibile: cessa cioè con il termine della pressione stessa. In alcuni casi la pressione prolungata può causare altri tipi di danni, ma non immaginiamoci cose fantastiche.

 

Oggi ci sono alcuni sedicenti maestri che li hanno fatti diventare magia o trucchetti. In realtà sono una pratica da approfondire ma nulla se non inserita in un sistema più ampio.


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Converremo tutti che la conoscenza dei punti di forza/debolezza del corpo umano è uno dei punti cardine (nonché uno dei punti di forza) dei sistemi di combattimento orientali; come dice Shirojiro questo si può notare anche nel karate e ne é testimonianza il Bubishi, un antico trattato sull'arte marziale cinese contenente elementi che sono stati punti di appoggio per lo sviluppo della tecnica di Okinawa. Nel B. é infatti presente un capitolo che descrive le sei forme fondamentali di mano (Rokkishu), ognuna delle quali studiata per attaccare determinate zone del corpo con determinati effetti.

Se a questo punto sembra indubitabile l'efficacia dei Kyusho, sono però d'accordo con Kashima e mi è molto più facile credere ad un loro utilizzo in un contesto ben più ampio.

 

Oss!

 

ps. grazie musashi per la nota bibliografica...;)

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Il Problema semmai è che oggi molte volte il contesto(inteso come arte marziale) viaggia slegato dalla

conoscenza di tali punti vitali del corpo umano. Dimenticando o tralasciando, più o meno volutamente,

il perchè certe tecniche debbano venire portante in un certo modo e contro uno specifico bersaglio

del corpo dell'avversario. Praticare un'arte marziale del genere è un po come imparare a nuotare

senza immergersi nell'acqua per farlo.


Giuro sul mio Onore di Cintura Nera; di Preservare anziché Distruggere; di Evitare lo scontro anziché Confrontarmi; di Confrontarmi anziché ricevere del Male; di fare del Male anziché Storpiare; di Storpiare anziché Uccidere; di Uccidere anziché di Morire; di Morire anziché disonorare la mia Cintura.

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Sicuramente esistono punti più sensibili di altri ed è normale che si studino tecniche per colpirli o per trarne vantaggio.

Avete mai beccato una parata fatta bene sull'interno del bicipite? un dolore terrificante, roba da paralisi dell'arto.

O più semplicemente provate a pinzarvi con le dita il legamento tra pollice e indice di una mano...

Un semplice pugnazzo alla bocca dello stomaco blocca il respiro per qualche secondo per non scomodare il buon vecchio calcio nelle palle.

 

Studiare le debolezze dell'avversario e sfruttarle efficacemente è sicuramente uno degli obiettivi di qualsiasi metodo di combattimento, sinceramente però effetti collaterali tipo malattie dovute a un colpo applicato in un determinato punto a una certa ora del giorno (come ho letto su un libro sul dim mak) mi lasciano un pò interdetto.



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Studiare le debolezze dell'avversario e sfruttarle efficacemente è sicuramente uno degli obiettivi di qualsiasi metodo di combattimento, sinceramente però effetti collaterali tipo malattie dovute a un colpo applicato in un determinato punto a una certa ora del giorno (come ho letto su un libro sul dim mak) mi lasciano un pò interdetto.

 

Sì beh...come non darti ragione!! :gocciolone:

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...in effetti in tutte le arti marziali esite una "mappa dei punti da colpire"... anche il pugile sà bene che un pugno sferrato nel punto giusto ti manda al tappeto, mentre colpire lo stesso bersaglio con una angolazione diversa non avrà la stessa efficacia... da qui è lecito pensare che tutti i combattenti (dall'antichità in poi...) abbiano dedicato più o meno tempo alla ricerca, codifica e trasmissione dei punti da colpire...

 

Per esempio nel ninjutsu esiste una scuola (Gyokko ryu) che sì è specializzata su tecniche di percossa ai centri nervosi (niente a che fare con kenshiro & co...)...

 

Un paio di curiosità:

se vi capita di osservare alcune tavole riguardanti la posizione dei kyusho vitali nelle varie scuole giapponesi (sia jujutsu, che ninjutsu) e non (karate...) si può notare che solo alcune zone del corpo sono coperte da questi punti; la spiegazione e chè queste tecniche prevedevano un loro utilizzo sul campo di battaglia, quindi si doveva immaginare che l'avversario indossasse un'armatura... ecco che alcuni punti chiave non sarebbero stati raggiungibili... (questo principio si ritrova in alcune scuole di kenjutsu, le quali tramndano tecniche di percossa utilizzando la tsuka del katana... tali colpi erano diretti prevalentemente ai kyusho delle mani, o più raramente della gola...).

Leggendo alcuni testi che parlavano delle arti marziali indiane, un passo citava l'efficacia dello studio dei punti di pressione umani, divisi secondo gli effetti che essi procuravano; tale arte era talmente utilizzata che non solo l'uomo venne "mappato" ma anche gli elefanti (largamente utilizzati, anche a scopo bellico, nella cultura indiana) sono stati studiati secondo tali canoni... infatti ancora oggi i portatori utilizzano la stimolazione di alcuni particolari punti (utilizzando non più le dita, ma un particolare attrezzo simile ad un piccolo arpione) per dirigere l'animale... addirittura c'era scritto che alcuni di questi punti avrebbero provocato la morte dell'animale se stimolati... (magari esagerano, ma questo dimostra che il loro utilizzo fù molto sviluppato non solo dalle arti giapponesi...)

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Scusate "ragazzi" ma a leggere tutti i post è evidente come nessuno abbia mai praticato il kyusho.

 

Per non fare "inopportuna pubblicità" mi limiterò a dare indicazioni generiche.

 

Per la parte organizzativa, ci sono, per quanto sia a mia conoscenza, 3 gruppi o organizzazioni in Italia che si occupano dell'argomento: una ha sede in Lombardia, una in Veneto, la terza nel Friuli Venezia Giulia; non conosco i riferimenti del primo, il secondo fa capo a G. Dilman ed il terzo ad E. Pantazi.

 

Personalmente ho partecipato a stage sia di Dilman che di Pantazi; il primo è tecnicamente preparato ma non mi piace come persona, troppo americano, il secondo è una persona di notevole spessore ma non mi piace la sua ricerca personale ed i risultati che può comportare.

 

Il gruppo veneto (con legami anche in Liguria) invita anche altri insegnanti, sia poliziotti che usano il Kyusho nella loro professione, sia persone che parallelamente alla parte marziale insegnano queste tecniche anche per la parte medica e salutistica.

 

Passiamo alla parte tecnica.

 

I punti del kyusho sono circa un centinaio del circa 360 studiati dalla medicina cinese ed afferiscono generamente a punti notevoli del sistema nervoso periferico, tanto dei nervi spinali quanto di quelli cranici (questi ultimi sono i più efficaci).

 

Ogni punto, per essere stimolato nel modo corretto, ha bisogno di 3 caratteristiche: la sua posizione (l'unica leggibile da una mappa), l'angolo di direzione ed il modo (questi due bisogna impararli per esperienza diretta); questi modi possono essere 3: percussione, compressione o vibrazione. Molto importante è anche la sequenza con la quale due o più punti vengono stimolati di seguito.

 

Ovviamente non è affatto facile usare il kyusho nella dinamica di un combattimento reale, ma nei kata del karate sono "nascoste" molte di queste tecniche anche frammiste a quelle del "tuite".

 

L'effetto generale è un disequilibrio energetico che può portare (anche senza particolare dolore) a perdita dell'efficenza della zona colpita, perdita di energia generale (3 livelli di KO), interruzione della funzionalità di un organo fino alla morte per sincope.

 

Ho visto personalmente mettere KO una persona (molto sensibile ma sicuramente non compiacente) con la sola imposizine (senza contatto alcuno) delle mani attorno il capo; poi, per tutto il resto della serata, questa persona ha continuato ad avere un'orecche gelida e l'altra bollente.

 

Nel Kyusho non esistono trucchi, ma solo modi e tecniche (invero piuttosto esoterici) per "gestire" le "energie" altrui e proprie.

 

E qui mi fermo.


Un proverbio orientale recita: "La verità non suona bene all'orecchio".

Le persone, in genere, tendono a preferire le cose piacevoli alle cose vere:

Per quanto nelle mie possibilià, ricerco le cose vere ... anche se dovessi riscontrarle spiacevoli.

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Ho visto personalmente mettere KO una persona (molto sensibile ma sicuramente non compiacente) con la sola imposizine (senza contatto alcuno) delle mani attorno il capo; poi, per tutto il resto della serata, questa persona ha continuato ad avere un'orecche gelida e l'altra bollente.

 

Perchè non dici al tizio che con la sola imposizione delle mani ti stende che potrebbe ottenere in cambio della prova delle sue capacità un milione di dollari? :whistle:

 

http://www.cicap.org/omeopatia/premiorandi.htm


アンドレア プリフィカト

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Scusate "ragazzi" ma a leggere tutti i post è evidente come nessuno abbia mai praticato il kyusho.

 

...ne sei sicuro?... forse hai ragione, se prendiamo per buona la seguente situazione: "non esiste una pratica denominata kyushojutsu come koryu, ne in giappone e ne in cina... esistono tuttavia in tutte le arti marziali e in tutte le scuole (dove più dove meno) l'utilizzo di queste tecniche... tutti ipraticanti di arti marziali li studiano all'interno dei loro programmi, certo voi li praticate in maniera più selettiva, ma per quanto mi riguarda studiando ninjutsu li pratico (ripeto) magari non tutti quelli che tu conosci, ma sicurameente non solo applicati ai colpi, nella gyokko ryu si studiano kyusho applicati alle proiezioni e ai blocchi, oltre ad atemi direzionati a questi (i quali come giustamente affermi devono essere percossi in modalità ed angolazioni proprie di ogni punto, o di ogni risultato voluto...)

 

...per quel che riguarda i "cortocircuiti energetici" che possono essere praticati, non c'è limite alle potenzialità, ma si sà che non sono molte le persone in grado di eseguirli con un margine di successo del 100% (ripetibile con qualsiasi avversario)... ma non tutti sono "sensibili" a questi...

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Leggendo alcuni testi che parlavano delle arti marziali indiane

 

sei sicuro che non era il kamasutra???

 

scherzo, scusate dell' intervento. :zitto:

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Scusate "ragazzi" ma a leggere tutti i post è evidente come nessuno abbia mai praticato il kyusho.

 

 

 

... perchè da noi si pratica l' Harya Hapertha !

 

 

 

 

 

Shirojiro

 

:hehe:

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