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Sashimi

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  1. Ecco come promesso annuncio/invito ufficiale per l'evento in oggetto con dati definitivi. Misure del libretto di 380 pagine (già nelle mie avide manine nat. ) 35x45x4 cm, peso non definito. Prezzo di copertina invece definitivamente definito in 60 €. Disponibile sia in italiano che in inglese.
  2. http://www.jitakyoeibudo.it/lantica-arte-della-spada-giapponese/ questo è quel che per il momento è dato sapere, siamo ancora in attesa di conferme e bollettino ufficiale per data, orari e locazione. Sarò solerte nel tenervi aggiornati.
  3. Sashimi

    Felice Beato

    LOL non credere non sia già stato tentato... non è così semplice. Innanzi tutto non sono rimaste più molte realtà estrattive attive in Italia e quelle in zone d'interesse, in cui la tipologia di pietra più si avvicina a ciò che serve, sono quasi tutte chiuse e inaccessibili. Inoltre è difficilissimo trovare persone del mestiere che vi lavorino o vi abbiano lavorato, disponibili ad accompagnarti in qualchessia esplorazione e tantomeno raccolta di campioni. Se poi gli chiedi un confronto con le loro conoscenze mineralogiche... se ti va bene cadono dal pero, se ti va male "ah si questa è sta roba qua, si chiama 'coso'!" Se sei fortunato 'coso' è un pezzo di biancone. Si può terminare dicendo che il marmo è un agglomerato policristallino di carbonato di calcio e che se lo passi su di una lama l'utsuri non lo tira fuori, caso mai lo crea: a tratteggio. In linea di principio comunque direi che hai assolutamente ragione Simone, si fa prima a girare il paese con le nostre gambe che a chiedere qualcosa ai nostri accademici.
  4. Si, e molte altre. Sensei ha fatto molti viaggi in Giappone e molte ricerche e tutti i riferimenti e citazioni sono stati inseriti previa formale richiesta d'autorizzazione ai diretti interessati, nessuno escluso.
  5. Non è proprio un evento legato alla token ma sempre inerente alla spada giapponese. A chi fosse interessato, in anteprima posso comunicare notizia della presentazione del nuovo libro sul Katori Shinto Ryu presso l'Università di Bergamo il giorno 2 Aprile (credo pomeriggio) . Il libro è stato scritto in questi ultimi tre anni dal Maestro Sergio Mor Stabilini (Menkyo Okuden) con un grande lavoro di ricerca ed il benestare dell'attuale Soke Iizasa Shuri no Suke Yasusada. In esso non vi è solo una raccolta scrupolosa della conoscenza tecnica del Katori ma anche della storia e della filosofia della scuola e della spada giapponese in generale: con riferimenti alla storia della token, la forgiatura, la politura e molte foto. Credo che vi sarà anche una dimostrazione durante la manifestazione. Saprò darvi maggiori e più dettagliate informazioni non appena verrà emesso il bollettino ufficiale dell'evento.
  6. Sashimi

    Felice Beato

    L'argomento potrebbe diventare interessante (e scottante) e Francesco ne sa qualcosa. Mi limito a qualche considerazione, derivata da un breve studio e ricerca sul posto. L'italia ha una conformazione geologica molto simile a quella giapponese, la sua natura prevalentemente vulcanica unita ad un forte metamorfismo e azione idrotermale fanno si che vaste aree presentino gli stessi elementi a base carbonato/calcica e ferrosa che hanno dato vita, in Giappone alle pietre in esame, oltre ad una concentrazione silicea caratteristica. Per fare un esempio banale basti pensare ai giacimenti di calcare e ai marmi che tanto ci invidiano in tutto il mondo, o alle vene minerarie ferrose della Val d'Aosta, Sardegna, alpi Bresciane, Isola d'Elba, spesso associate ad importanti giacimenti di calcite che tanto sono importanti per il nostro argomento. Specialmente in alcune zone, in prossimità di zone d'estrazione della calce sono state rilevati importanti (a mio personale avviso) campioni di pietra molto simile all'uchigumori ed alla narutaki, le stesse zone che per molto tempo hanno fornito minerale pregiato d'ematite e limonite ricchi di ferro e dei migliori ossidi di ferro conosciuti. Purtroppo la scarsità dei campioni rilevabili in superficie, come ha già detto Francesco, rendono tali ricerche, nonchè le relative sperimentazioni legate ad esse un operazione piuttosto difficile e a lungo termine. Lo stesso Dipartimento di Scienze Geologiche e Geotecniche di Milano, consultato sull'argomento, non si è minimamente sbottonato nemmeno alla semplice richiesta di consultazione delle mappature geologiche del territorio esistenti (vi assicuro che esistono rapporti molto dettagliati risalenti anche al '700) e pur riconoscendo la questione che ci siamo posti noi stessi 'interessante' (accademicamente parlando) non si sono visti disposti a collaborare nemmeno con una proposta di tesi, se non dietro il pagamento di tutte le spese di ricerca (valutate in svariate migliaia di euri...)
  7. eh beh. Sono comunque tutte cose che l'esperto di solito tiene in conto durante la valutazione, giusto Gian? Il problema è che il programma non lo sa ... e noi non sappiamo come spiegarglielo
  8. Beh, da quanto hai raccontato in principio sembra che in generale le misurazioni, o la conversione delle stesse, differiscano per non più di uno o due millimetri se non addirittura decimi. Direi che 'probabilmente' un delta di già dieci decimi di millimetro (un millimetro totale) potrebbe darti un dicreto margine di tolleranza. Se poi questo non bastasse puoi sempre correggere la formula aumentando gradatamente tale delta di 5 o dieci decimi alla volta sino ad ottenere un risultato accettabile e non inficiante.
  9. in effetti, da questo punto di vista, il problema è più che spinoso. Anche perchè questo, in linea generale, genererebbe un bel pò di disguidi, e, immagino, non solo all'interno del tuo software. Certo da parte dei giapponesi il problema non si pone poichè utlizzano e contiuenueranno ad utilizzare le loro unità di misura. Così come non si porrebbe in tutto il resto del mondo se si utilizzasse solo le misure anglosassoni o solo le misure decimali. Ma poichè le opere (proviamo a considerare ogni lama come una qualsiasi opera d'arte) ormai girano il mondo, vengono acquistate e vendute sia a/da privati che da/a istituzioni/importanti case d'asta, e delle stesse se ne parla internazionalemete (anche con la totale diffusione di internet), beh, diventa una bel casino. Come a Babele si rischia di non capirsi più e trovarsi a litigare sul decimo di millimetro (banalizzo). Forse la cosa più comoda (questa è solo una mia riflessione) sarebbe a questo punto poter universalmente utilizzare le unità di misura originali, così come si è convenzionalmente fato con la nomenclatura; e naturalmente poter tutti disporre di uno di quei bellissimi misuratori giapponesi di cui parlavi all'inizio... e tagliare la testa al toro. (con una Nodachi perchè con un Waki è impossibile )
  10. quindi il tuo problema principale è che il tuo motore è talmente preciso che pochi decimali di differenza fanno (appunto) la differenza nella catalogazione della lama?
  11. az Paolo ti piacciono gli interrogativi spinosi! Sta cosa della conversione delle misure ha sempre fatto impazzire anche me.
  12. Mi spiace akira, come si è già detto più volte qui non si è inclini a fare promozione commerciale. Consigli quanti ne vuoi, ma non chiedermi un indirizzo sicuro, perchè tanto non ve ne sono. Su internet puoi trovare tutto quello che vuoi e anche di più, chiedi al tuo maestro e usa giudizio.
  13. Ottimo consiglio Gianluca. Aggiungerei qualcosa, a rischio di andare un pò OT (ma data la piega del discorso ormai siamo OT già da mò(stiamo parlando di repliche in un forum di token ). Se la pratica del taglio è assidua quasi quanto quella dello iai propenderei più verso una lama ripiegata, meglio ancora in sanmae; è vero che i costi sono più rilevanti ma le prestazioni di resistenza elasticità e capacità di affilatura sono considerevolmente maggiori (insomma i soldi spesi in più valgono la candela). Se invece la pratica è sporadica o addirittura si riduce a poche volte l'anno, allora anche una buona monoforgiatura di un buon acciaio con una buona tempra differenziata è più che sufficiente ad appagare comunque le esigenze dell'esperienza, con un notevole sospiro di sollievo per il portafogli.
  14. SI, mi scuso per l'imprecisione. Intendevo al fatto che, dopo uchuigumori e hazuya servisse a pulire hiraji differenziando così ji da ha, ma non sono molto bravo ad esprimermi. Se non c'è hamon risulterebbe una superficie tutta ugulamente polita, giusto?
  15. chiedo venia e confermo Manuel: lega di zinco-alluminio. Che però non cambia il succo. Le lame sono più leggere e velocemente usurabili di una lama in acciaio.
  16. vero, ma hada o non hada, senza jizuya non tiri fuori l'hamon (se c'e )
  17. anche se a me più che una parvenza di hada sembra una parvenza di damasco.... (piace vincere facile...)
  18. La stuba in compenso non mi sembra male
  19. Quoto Gianluca per quanto riguarda l'esercizio della pratica: che sia katana o replica, la pratica, se alle prime armi (quindi anni), andrebbe sempre fatta alla presenza di persona esperta, che possa darti consigli e correzioni. Per la scelta della lama, essendo non molto esperto, posso solo esprimere un personale pensiero. Per quanto riguarda lo iaido è abbastanza diffuso l'uso di iaito in alluminio, buoni per i praticanti alle prime armi ma (a parer mio, e non solo) fuorvianti per quanto riguarda l'allenare il corpo al peso ed il bilanciamento della futura shinken (che essendo in acciaio avrà un maneggio parecchio diverso) ed in molti casi, con l'utilizzo assiduo, anche pericolosi, poichè tendono a consumarsi nel punto di maggior sollecitazione ed attrito, sotto la tsuba, con relativa rottura della lama, ad un certo punto. Non sono rari incidenti di questo tipo, con grave pericolo del praticante stesso e di chiunque gli stia intorno. Ritengo inoltre che l'uso di una lama affilata per la pratica dell'estrazione sia "quasi" altrettanto pericoloso poichè nello lo iaido il contino estrarre e rinfonderare (molto più frequente di quanto sarebbe per una normale arma da battaglia (diciamo tameshi LOL) tende, poco o tanto, ad usurare il saya, che potrebbe (dico potrebbe) spaccarsi a metà (è abbastanza un classico ;P), se la lama è affilata naturalmente il rischio è maggiore. Altro discorso è l'uso di una token per il tameshi. Anche se rispetto l'approvazione di alcuni sull'uso di una katana per la pratica del taglio (fondamentalemente son nate per tagliare, anche se non proprio bamboo) Io personalmente non mi arischierei mai di rovinare un pezzo storico, anche se di minor valore come una gendaito, soprattutto alla luce degli ultimi anni di esperienze fatte. E' vero che una buona shinken, anche se replica, a volte può costare quasi quanto una modesta token, e reputo per esempio le gendaito, che sono spesso in condizioni di salute migliori di altre lame più antiche, una buona scelta per quasto tipo di pratica, senza sconfinare nella deturpazione di antichità. Ma è vero anche che comunque la pratica del taglio, sia su paglia che su bamboo, tende a segnare costantemente la lama, nonchè a sottoporla a stess ed umidità. Questo fa si che la spada, anche se ben conservata, richieda spesso manutenzione se non qualche leggera politura di tanto in tanto, per eliminare eventuali tracce di ruggine, graffi, e ravvivare il filo (a volte il bamboo può essere infimo). Sempre che si abbia l'abilità e la fortuna necessarie a che non capiti mai una piegatura o, peggio,una rottura. Eventi rari, certo, ma non impossibili. Non siamo tutti Musashi. Insomma che questo possa capitare ad un oggetto con un intrinseco valore storico nonchè artitistico, e che è anchesì costato e costa non poco per la sua conservazione, beh... fate vobis: io evito.
  20. Di Tsushima per il Sashikomi si è sempre parlato, io neppure avrei mai immaginato si intendesse quella come "ingrendiente segreto" . le cose davanti al naso son sempre quelle che notiamo di meno.
  21. Quindi di massima, vedendo le immagini che hai postato, sembra che in Nidai ci sia un generale modo 'aperto' di incidere i Kanji, mentre in Shodai sia più 'chiuso' e continuativo nel segno.
  22. Sashimi

    salve!!!

    ben arrivato zanjetzu

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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(proverbio popolare giapponese)

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