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betadine

Dimenticanze .. (o meglio, per non dimenticare)

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La curiosità sarà anche un difetto e l'ozio un vizio, ma i due elementi combinati insieme, sono un utile strumento di sopravvivenza..  per guardare le opere d'arte.

La curiosità che accomuna gli uomini ai gatti e alle scimmie.
L'ozio che li imparenta ai ghiri e alle lucertole al sole. 
Ma la curiosità è primo motore della ricerca scientifica e l'ozio condizione necessaria alla prima elaborazione del pensiero filosofico.
Stare fermi e scrutare implica i due comportamenti, richiede al contempo sangue caldo e freddo, capacità di veglia isolata notturna e piacere cenobitico da esseni abbronzati.

La grande filosofia germanica indaga costantemente il pensiero che gira all'interno della propria testa e raggiunge così gradi elevatissimi di arrovellamento nella Critica della ragion pura (1781).
L'antica filosofia greca scruta il mondo esterno e così facendo elabora la sua kritike.. elaborata sul kriterion.
Però la critica nasce dal distinguere, dal giudicare dopo aver distinto.
E dal verbo krino nasce anche il crinale, la linea alta del monte che ha due lati discendenti diversi, inesorabilmente condannai ad allontanarsi l'uno dall'altro.
I criteri sono gli strumenti del sapere che consentono la distinzione, quindi il giudizio e infine il pensiero critico.
Facilissimo.

La metodologia della critica è quindi la medesima di quella del pettegolezzo...  stesso percorso.. criterio-giudizio-pensiero.
Stessa necessità di non lasciare correre la questione solo nella propria testa, ma di guardare fuori dalla finestra, con curiosità e ozio ovviamente.
(
tratto da L'arte di guardare l'arte, PhilippeDaverio)

Un saluto ad un asburgico a Milano.. anche se era stato forgiato in Alsazia, regalando visioni contemporanee sul passato e sul futuro.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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È un grande che ci lascia.

con la stessa discrezione e profondità con cui è vissuto, nonostante i farfallini non lo dimostrassero.


 

月の道

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credo di aver preso una topica, ma ne sarei felice parlavo di due persone diverse

Si il Franco Maria Ricci che purtroppo ci ha lasciati ha un omonimo nel mondo del vino personalità anch'essa ma vivo e vegeto , non di meno Franco Maria Ricci che ci ha lasciati è persona di grande cultura che forse qualcuno di Voi conosce meglio, meritevole di un pensiero in questo topic al pari del grande Daverio che ci ha lasciato qualche giorno fa. 


Antonio Vincenzo

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.. è come se stessimo perdendo qualcosa.  qualcosa che non sono capelli, ma sono veri e propri arti.   arti di un grande labirinto che è stato il novecento.

anche solo la carta era sensazionale, come la visione, oltre le parole e le immagini.  
districando ciò che contorto non è.. al pari di un altro parmigianino che cinquecanto anni prima del terzo millennio sublimò la visione con manierismo inconfutabile.

(questo post sta tramutandosi nella pagina dei necrologi.. ma il timore di restare senza voci ed ascoltare solo un grillo e altri guitti è grande.(
animata sulla pira continua ad muoversi una luce.. attendendo l'arrivo del prossimo tedoforo.

(lo ammetto.. è criptico.)


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... uno va uno viene, anche se stavolta dovremmo meglio dire "uno salta".

Un bel Jump che dall'Olanda razzista nasceva per conto di madre indonesiana..   un pò come dire una afroamericana sposa un bianco in Alabama.. ed era solo il 1960.

Ora il salto si fa doppio.. da li a poco nascevano due ragzze che del taglia e cuci (o copia-incolla) ne han fatto una ragione di vita, aprendo nuove strade.
Oggi a loro un riconoscimento, accomunati al pari di Eddie che non conosceva le scale, della passione.. e quelle scale le han fatte proprie e han scavato nelle profondità, brevemente intervallate dalla regolarità di una eruzione.

CRISPRR  vien chiamato ... e suona anche bene.. è come una nuova scrittura, che mantiene nella radice una base di memoria.
... appunto.. per non dimenticare. (ed era il 1975, You Really Got Me, vent'anni virtuosi.)

Thank you Emmanuelle   Merci Jennifer

https://www.youtube.com/watch?v=ULEBSxP725w


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.. per chi fosse interessato a un certo Van, stavolta con altro tenore musicale -ne Edward ne Halen, ed alle Kultuurstelsel (colture forzate) di Van der Bosch, ci sono due interessantissimi libri che ci raccontano di come eravamo e di come andava il mondo fino a pochi giorni fa.. in questo caso "cavalcando la tigre olandese"..
L’armée et le pouvoir, l'esercito ed il potere di Cayrac-BLanchard -1992  e  Riding the Dutch Tiger: The Dutch East Indies Company and the Northeast Coast of Java di Luc Nagtegaal - 1996.

Gli accadimenti occorsi fino alla metà del '900, porteranno - attraverso "una via morale" (e diversi spargimenti di materia organica), al riconoscimento del diritto di esistere ad una prosperosa Terra inondata di cultura.. (in questo frangente l'acqua dell'Oceano restò mite e la "o" restò nei campi.)

Tanto per la "cronaca", nella metà degli anni'70, mentre alcuni di noi ascoltavano i VanHalen, Mozambico, Angola e Rhodesia (l'attuale Zimbawe) uscivano, con non pochi sacrifici, dal colonialismo (becero).. o meglio, si ripresero il diritto di amministrare e sbagliare per conto loro.   Il resto è storia dei nostri giorni.. talvolta ancora infranta da fastidiosi echi del passato.

[tutto ciò (in riferimento a questo odierno post) nel giorno in cui in mezza Europa, Italia compresa, ci sono manifestazioni di revisionismo che rasenta il negazionismo, mentre talune persone ancora ci lasciano le penne per questa nefasta esperienza che stiamo -per fortuna- ancora vivendo.] .. ed anche in questo "caso" tendiamo sempre a dimenticare ciò che la Storia ci ha già narrato... forse anche in quei giorni avevamo marinato la scuola....
i morti continuano a raccontarcela, i vivi tendono a non ascoltare
Ambedue hanno il doveroso diritto di esistere, nel giorno in cui (come alcuni avranno visto sul jingle di google), Anton Wilhelm Amo from Ghana -grazie ad un olandese- fu il primo africano a poter frequentare una università europea..
era il 1717.  Questo a dimostrazione che le genti son fatte di persone, e sta al singolo fare la differenza.. confidando che l'esempio, oltre che monito, possa essere seguito da altre genti, nel rispetto dei nostri pari.


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L'ho ascoltato molto, ma non sapevo avesse un passato comune.
Si impara sempre qualcosa da Beta.

C'è un quasi omonimo che ha scoperto le fasce della magnetosfera terrestre.
Un uomo che ha lavorato con Wernher von Braun, sì proprio il maggiore delle SS che ha progettato le V2 che hanno distrutto Londra, alla conquista dello spazio statunitense. Perché a Norimberga ci sono finiti gli inutili alla Fisica.

Chissà che le magie degli elettroni di quelle fasce non siano simili a quelli della pelle delle nostre amiche...


 

月の道

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... mannaggia¡¡  approposito di radici comuni, mi son dimenticato della GMMM    -ed era ieri... e non lo faccio solo per autotulelarmi .)

Nel primo caso "le radici comuni" riguardano una «alta energia» (come sottolinea il buon Getsu) sono elettroni e ioni+, con carica elettrica pari a zero.
Nel secondo caso (che di fatto era citato prima del primo)) sempre di "alta energia" si tratta.. proteine nutrienti elettroliti ed altro, con cellule pari a zero.
La radice nominale è PLASMA.

Strana la vita... strana la vita quando la testa và per conto suo.. 
una canzone diceva "siamo tutti matti", ma talvolta c'è una sotto_lineatura che ti porta un pò più giù.

Buona ascolto e Buona domenica.

https://www.youtube.com/watch?v=-jPEuaLTPIc


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lo ascoltai la prima volta con cognizione di causa in ritorno al futuro... ci mancherà, un mito, l'8vo miglior chitarrista di tutti i tempi secondo rolling stone.

tutti lo citano per jump ma per me resta nel cuore per ain't talking 'bout love...

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La genialità, come per la stupidità, non conosce limiti.

Della seconda ne siam fin troppo circondati.. e quindi la lascio al suo vagare, mentre dell'ingegno umano ne vorrei far menzione, anche se talvolta pare puerile o finalizzato al nulla, per me va sempre premiato e stimolato e coltivato.  

Pare che non solo io lo riconosca tale.. tant'è che in questo particolare caso in Giappone han realizzato un proprio e vero Contest.
(a cosa servira ??? non so. Sicuramente allieta chi si ingegna e impegna e chi lo ammira.))

 

kei truck garden.jpg

Qua un simpatico evento di un paio di anni fa..  http://www.zoenren-osaka.jp/contest_nagai_h28.html


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Centottanta indica anche un angolo piatto.
Piatto come molti sterili comportamenti.

Centottanta.anni.fa ci fu la quarantana.. nulla a che vedere con la "quarantena", anche se di questo si narrava nella ripubblicazione di un romanzo che abbiamo odiato e amato allo stesso tempo, che lambiva una sorte avversa che, come direbbe la Goggi... che fretta c'era.. maledetta primavera.

Mi sovviene in questo tempo di “quarantena” un istrione goliardico, così ironico fino alla fine, facendo coincidere il suo primo giorno con l’ultimo.. quasi a voler non scomodare troppo lo scalpellino che incidere dovrà la pietra, lasciando forze per un’altra ironica incisione.
Un altro grande incideva e ci rammentava che sicuramente c’avrò torto io...
Il coraggio, uno non se lo può dare.
E perché dunque, potrei dirvi, che vi siete voi impegnato in un ministero che v’impone di stare in guerra con le passioni del secolo?

.. se in codesto ministero, comunque vi ci siate messo, v’è necessario il coraggio, per adempir le vostre obbligazioni, c’è Chi ve lo darà infallibilmente, quando glielo chiederemo?
Credete voi che tutti que’ milioni di martiri avessero naturalmente coraggio?  che non facessero naturalmente nessun conto della vita?

Conoscendo la nostra debolezza e i nostri doveri, abbiamo pensato a prepararci ai passi difficili a cui potevamo trovarci..
Il coraggio non doveva mancarci al bisogno: l’amore è intrepido.
Ebbene, se noi li amavamo, quelli che sono affidati alle nostre cure spirituali, quelli che noi chiamiamo figliuoli; quando vedemmo due di loro minacciati insieme con noi, ah certo!
Come la debolezza della carne c’ha fatto tremar per noi, così la carità c’avrà fatto tremar per loro.
Ci saremmo umiliati di quel primo timore, perché era un effetto della nostra miseria; avremmo implorato la forza per vincerlo, per discacciarlo, perché era una tentazione: ma il timor santo e nobile per gli altri, per i nostri figliuoli, quello l’avremmo ascoltato, quello non darà pace, quello ci ecciterà, costretti, a pensare, a fare ciò che si potesse, per riparare al pericolo che lor sovrastava...

Cosa c’ha ispirato il timore, l’amore?  Cosa avremmo fatto per loro?  Cosa abbiamo pensato?
 

Nel tacere dobbiamo fare la nostra parte, ciò che la carità, ciò che il dovere richiede; in qualunque maniera poi le cose fossero andate, non ci mancherebbe ora una risposta.
Anche se non concordo, non credo sia questo il momento di accender la miccia, ubbidendo all'iniquità, senza perdere memoria quando il tempo sarà maturo.
Senza nulla scordare, senza tornare nell’oblio quando il mare tornerà spianato, curando ora  ciò che il dovere prescriveva

betaAM
Milano,1840

suerte

Yashima Gakutei (1786-1868).jpg


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. se in codesto ministero, comunque vi ci siate messo, v’è necessario il coraggio,

"Riflettanze" per continuare a pensare....


Antonio Vincenzo

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Dedicare la propria vita all'arte.
All'effimero, alla bellezza di un fiore che sboccia.
V'è necessario il coraggio.
E, insieme, la consapevolezza
Che nulla è più necessario.


 

月の道

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250.. stavolta non sono gradi, ma sono anni.  un'eternità  (eppure me ne sono ricordato solo ieri.)

Duecentocinquantannifa nasce per sopravvivere al tempo, in un'arena familiare scombussolata nel vortice della sofferenza chiudendosi in se stesso, o meglio trovando in se stesso un'anima che riflette come uno specchio i drammi e li condivide col mondo.

Lui di coraggio ne ha sempre avuto.
Lui sempre più chiuso e sordo ai movimenti esterni, li mutua su cinque righe.. taglintesta e taglingola spaziano feroci sulle pagine, come i colpi ricevuti che lui riflette e allo stesso tempo allontana con colpi e cambi di scena enigmatici e gioiosi.. quasi un nuovo modo di fare.  Di fare musica.
Lo fa da quando era piccolo.. Tutta la sua composizione ha riflesso e fatto riflettere intere generazioni.
Con abnegazione e mai indomito ha continuato con ribelle slancio verso l'alto, quasi un selvaggio senso di indipendenza, con regale e inflessibile fierezza.. l'umiltà davanti all'opera, l'incrollabile, quasi fanatica, volontà di perfezione, la grandezza morale e spirituale, la tragedia del viver suo.
Da tutto ciò spira maggior forza che da qualunque altra figura umana: . così arricchito ne è il senso della vita, così immediato l'esempio di ciò che sia vera missione artistica, che con la musica di questo titano è divenuta per noi un inno all'esistenza. 
A ciò che ascoltiamo appartiene la sua immagine, come la sua musica, il suo respiro, il suo canto, il suo furore.. che è l'essenza del più alto patrimonio posseduto dall'umanità.
Come pochi ha rappresentato la sorte umana, eternamente uguale e a tutti comune, seppur per diverse cause.
Come nessun altro ha dato l'esempio più necessario alla nostra .. e ad ogni età.. dell'uomo che non s'è piegato, che si drizza in tutta la sua forza e la sua grandezza, che suggella il proprio dolore sublimandolo e trasformandolo in arte, facendone uno dei valori dell'esistenza, non legata all'ora o al momento, ma all'eterno.

Dopo tutto sto pippone, tenuto in serbo per un quarto di millennio, vi lascio -se vorrete- all'ascolto di una rara quanto poco conosciuta "grande fuga".. nell'esecuzione di un altro grande e controverso maestro.. ma questa, forse, sarà un'altra storia.

Una volta conosciuta.. non si dimentica facilmente.
Una volta conosciuto non si dimentica.  ..anche se son passati duecentocinquantanni, è il 1770.. il tempo è nulla., il respiro lo stesso.

Nata nel '26 del milleottocento per 4corde o per 4mani, qua nella versione orchestrale..  La grosse fuge, l'op.133 di LvB
(Liberamente amato e dedotto dagli scritti del "Ritratto.." di Richiard Spech & Co.)  

https://www.youtube.com/watch?v=pSfcE3HH7dk


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Il numero di oggi è 15
Il quindici di novembre.

Oggi non ci facciamo più caso.. sono oggetti della quotidianeità.
Forse a troppe cose non facciamo più caso, ma il 15 novembre di un pò di anni fa, la rivoluzione continuava, spianando la via dell'informatica.

Bhe, quel lunedì del 1971 venne messo in commercio il primo microprocessore della storia.. si chiamava Intel 4004.
Un singolo chip che aveva una potenza di calcolo pari a una factory estesa per 200mq .. (einac era la sigla di un precedente processore in auge alla Moore School of Eletrical Engineering, in Pennsylvania.)

Il padre che lo portò alla luce si chiama Federico, Federico Faggin.. un fisico.

 

Grazie al suo impegno e al suo ingegno oggi nel mondo è tutto un po' meno complesso.
..anche se bisognerà aspettare quasi vent'anni per avere un vero e proprio collegamento.
)

Grazie a talenti come loro, possiamo oggi ammirare e rallegrarci delle lame di un amico di Ishikawa.


Sii immobile come una montagna ...
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.. e mentre in occidente ci accapigliavamo per accaparrarci un "intel 4004", in GIappone si celebrava il Shichi-Go-San   (七五三 letteralmente significa sette-cinque-tre“)

[scovato in SakuraMagazine]

七五三  Shichi-Go-San è una festa tradizionale che si festeggia il 15 Novembre.
E’ un rito di passaggio e un festival secondo il quale si celebrano le bambine di 3 e 7 anni e bambini di 3 e 5 anni.. ed ecco perchè quindi Shichi (sette), Go (cinque), San (tre).
... e come per l'ultima lama del Kantei, siamo in pieno Periodo Heian.

Si narra che sia nato tra i nobili di corte che celebravano anticamente in questo giorno il passaggio dei loro bambini ad una “media infanzia”.

I numeri “tre”, “cinque” e “sette” sono molto ricorrenti nella numerologia Giapponese che parla di questi numeri come di numeri fortunati, oltre ad affermare che, in generale, tutti i numeri dispari sono numeri fortunati.   Col tempo questa tradizione iniziò ad essere praticata anche dalla classe dei samurai che lo aggiunse ai suoi già numerosi rituali.

A quell’epoca i bambini della "classe privilegiata", che fino a tre anni portavano i capelli cortissimi,  dall’età di 3 anni in poi gli veniva permesso portarli più lunghi.
A 5 anni ricevevano l'Hakama, che era un indumento giapponese tipico indossato specialmente dai .... (si, sempre loro).

Le bambine invece a 7 anni potevano finalmente legare il loro kimono con il tradizionale Obi  (la tradizionale cintura di seta del kimono) piuttosto che con una corda, come avevano fatto dall’età di 3 anni sino a quel momento.

Dal periodo Meiji l’evento del Shichi-Go-San  venne adottata non solo dai nobili di corte e dai samurai, ma anche dai comuni cittadini ai quali venne concesso di includere nell’evento anche la visita al tempio per pregare per i propri piccoli e augurare loro tanta fortuna, prosperità, benessere e lunga vita.

Shichi-Go-San Oggi
La tradizione oggi è un pò cambiata.. dal Periodo Meiji.
Oggi non esiste più il rituale dei capelli per i bambini e neanche quella dell’obi al posto della corda per le bambine.
Le bambine di tre anni oggi indossano l’hifu (una specie di panciotto imbottito) e il loro kimono colorato.
I bambini invece vestono in maniera molto elegante seguendo molto spesso lo stile occidentale.
Una particolarità di questo giorno sono le fotografie..  infatti nel giorno dello Shichi-Go-San è noto per le fotografie fatte ai bambini… farle è un dovere!
(...e questo post postumo al 15/11 è proprio per preservare i nostri piccoli da uno scatenarsi di emulzioni giapponesi.))

A tutti i bambini festeggiati in questo giorno viene inoltre regalato il famoso Chitose Ame (千歳飴).
Il Chitose Ame sarebbe una grande caramella lunga e sottile, rossa e bianca conservata in una borsa con raffigurante una gru o una tartaruga proprio perchè simboleggiano crescita forte e sana e longevità.  ... insomma.. un augurio per tutti i bambini!

 

Restando nell'ambito numerico, un nostro conterraneo.. tal Efrem Bertuzzi, (1940-2005) dedito all'alchimia e profondo studioso di esoterismo, si dedicò allo studio e raccolta di varie notizie..

(qua lo spunto son "le riflettanze" suggerite da Altura.)

Ci racconta che l'antropologo Thomas Crump, che nel 1990 ha pubblicato il libro The Antropology of Numbers, ha ora pubblicato The Yapanese Numbers Games - The Use and Understanding of Numbers in Modern Yapan (ed. Routledge, Londra 1992, 222 pagg., per sole 40 sterline).

««Il Giappone fu per secoli indifferente alle scienze matematiche, ma ha usato i numeri in modo molto complicato e profondo per regolare la vita quotidiana ed anche i giochi.
Il libro tratta dei shichi fuku yin, i sette dei della buona fortuna.

L'uomo non può sfuggire alle leggi della natura e dell'ordine cosmico, e la cultura giapponese sa che la parola, come i numeri, sta alla base creativa di tutti i fenomeni.

La tipologia dei sistemi dei numeri giapponesi è distinta da quella occidentale, in cui i numeri sono usati soprattutto in termini di operazioni matematiche.
Poi tratta dei cinque sistemi alternativi di numeri: il sistema binario di yin and yang e poi mandala , onyodo, gogyo e kanshi.

Il sistema divinatorio omikuji è molto importante nella vita dei giapponesi perché è anche un modello dell'Universo.

Nei Libro sono illustrati i numeri che trattano del concetto di tempo e spazio.
Il Tempio Sanjusangendo è il modello di mandala determinato dalla struttura numerica dello spazio.

La numerologia giapponese deriva da quella cinese, ma si è arricchita fino a sviluppare un aspetto differente e più complesso.
I numeri nell'antica Cina erano espressi dal modo in cui si ponevano dei bastoncini nello spazio.
Per esempio il numero 10 era rappresentato da due bastoncini, uno messo orizzontalmente e l'altro verticalmente.  Il primo rappresentava l'Est e l'Ovest e l'altro il Nord ed il Sud.

Il carattere wàn , che significa 10.000.. e si dice derivi dalla figura dello scorpione.
Secondo il Wan Pao Ch'uan Shu ci sono trenta barriere pericolose che l'uomo deve attraversare durante la sua vita., esse sono..

  1. La barriera delle quattro stagioni, controllate da un demonio maligno;

  2. La barriera dei quattro pilastri;

  3. La barriera del demone Niu Wang;

  4. La barriera della Porta del Diavolo;

  5. La barriera in cui la vita è esposta;

  6. La barriera della difficoltà insormontabile;

  7. La barriera dell'anatra dorata che cade nel pozzo;

  8. La barriera delle parti private;

  9. La barriera dei cento giorni;

  10. La barriera del ponte rotto;

  11. La barriera dell'agile piede;

  12. La barriera dei cinque geni;

  13. La barriera del lucchetto d'oro;

  14. La barriera del serpente di ferro;

  15. La barriera della vasca da bagno;

  16. La barriera della tigre bianca;

  17. La barriera del monaco buddhista;

  18. La barriera del cane celeste;

  19. La barriera che muove la pietà celeste;

  20. La barriera del chiavistello e della chiave;

  21. La barriera in cui le viscere si arrendono;

  22. La barriera dei mille giorni;

  23. La barriera in cui si rompe la testa;

  24. La barriera del pianto notturno;

  25. La barriera del brodo che brucia;

  26. La barriera in cui i bambini sono sotterrati;

  27. La barriera in cui la vita è accorciata;

  28. La barriera del pugnale del generale;

  29. La barriera dell'acqua profonda che corre;

  30. La barriera del fuoco e dell'acqua.
    Se ci avete fatto caso, al numero 15 ne troviamo una moool to intrigante...

In conformità con il sistema bipolare dell'Universo, i numeri sono maschili o femminili.,  e si narra che i numeri dispari sono maschili mentre quelli pari sono femminili.

In Giappone questo simbolismo si è approfondito nel Principio Miroku.

In tutti i templi c'è l'immagine del Kami creatore Okunitama Okuninushi .. che si festeggia in primavera (= fuoco)  in estate (= acqua)  ed in autunno (= terra).
I numeri che corrispondono al fuoco, all'acqua ed alla terra sono rispettivamente 5, 6, 7.

Secondo l'Età degli Dei, i festival del fuoco, dell'acqua e della terra celebrano il Miroku Kami ed il nome di questo dio si può pronunciare anche 5-6-7.

Dato che l'uomo non può vivere senza il fuoco, l'acqua e la terra, che formano il mondo sensoriale, il Principio Miroku è il paradigma per l'ordine normativo sia del mondo che della società umana.
Tutte le cose possono essere ridotte alla "croce".. una coincidenza di opposti.

La lingua giapponese è divina perché parlata sia dagli dei, sia dagli spiriti.
Solo la lingua giapponese ha parole che hanno kotodama, cioè potenza automatica (forza intrinseca).
La numerologia giapponese Kazudama si basa su questa potenza automatica della parola e dei simboli.»»

Nel 1591 fu pubblicato, a Bergamo, il libro del canonico della cattedrale di Bergamo, Pietro Bungo, un volume in quarto di 676 pagine, intitolato Numerorum Mysteria, (ed. Comini Venturas, per solo 4 soldi o 5 talleri, ndB), in cui egli, dopo aver passato in rassegna i differenti sistemi matematici di Pico, Lullo, Giamblico, ecc..  spinse l'analisi esoterica dei numeri a cifre formidabili, oltre il 144.000.

Nel trattare la mistica dei numeri, Pietro Bungo si è avvicinato alla numerologia giapponese.

Un libro dimenticato e rarissimo, che già preannuncia il pensiero futuro.   Gli Zoit, coloro che interrogano le divinazioni..  lo tengono in serbo.

 

Ora .. tanto per chiudere il Capitolo "numerologia e casualità" riprendendo i tre ultimi post, avendo ben in mente il teorema del Katanakake, e sollevando "zio" da qualsiasi riflettanza matematica, si scorge che sono riportati tre numeri..

. 180 (era un angolo piatto e la ricorrenza dell'anno di ristampa dei Promossi Sposi)
. 250 (anni fa nasceva Ludwig van Beethovenn)
.   15 (novembre 1971.. data in cui "un compomente" rivoluzionò il mondo)
se sommm....  180+250+15 arriviamo a 445

Bene..  il 445 all'inizio del nuovo millenio segna e segnerà un pezzo di carta al quale dovrem abituarci ancora per un pò...
Lo chiamano anche "dichiarazione o autocertificazione....   (DPR 445/2000)      e ne avremo bisogno fintanto che questo benedetto quattro evolvi in cinque  .  un vuoto

Probabilmente con un "senso/senno" svuotato della sua carica, riprenderemo ad abbracciarci.
Buon w.e.

(ovviamente nel fratempo potete tranquillamente sfancular ..me  e i miei voli/deliri pindarici sui numeri.. tutti compresi e naturalmente compressi.))

https://www.youtube.com/watch?v=WvJKGQ5gKKk

PS.. per gli amici di Milano.. al bisogno, vendo telemetro tarato a diecimetri.


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(proverbio popolare giapponese)

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