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Jent

Tecniche Di Spada Giapponese

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Grazie a tutti per le risposte :arigatou:

 

La progressione nello studio dello Iaido suggerita dalla ZNKR chiede la "corretta forma" fino al III Dan, la "corretta tecnica" fino al V dan, successivamente il "corretto spirito" (lo aveva detto Ide Hanshi a Borgo Valsugana), quindi la velocità non è certo prioritaria all'inizio, anzi, la sua ricerca, secondo questa progressione, può essere dannosa (perdita del controlo e della forma) per i principianti.

 

Ma non è eccessivo aspettare il V Dan per iniziare ad eseguire i movimenti veloci ?

 

per veloci intendo alla stessa velocità a cui era abituato un Samurai nei duelli veri.

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Questa è la proposta della ZNKR, studiata da decine e decine (forsanche migliaia ?) di persone che hanno dedicato tutta la vita alla via della spada: la si può accettare o meno, ma non credo che nessuno di noi abbia una pratica sufficiente per discuterla ... retifico ... nonostante io pratichi da oltre 35 anni varie arti marziali non mi sento in grado di discuterla.

 

Personalmente (e confesso dopo molte difficoltà) ho trovato in me stesso l'umiltà per accettarla.


Un proverbio orientale recita: "La verità non suona bene all'orecchio".

Le persone, in genere, tendono a preferire le cose piacevoli alle cose vere:

Per quanto nelle mie possibilià, ricerco le cose vere ... anche se dovessi riscontrarle spiacevoli.

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Io - a ogni allenamento che tengo - lo ripeto dalle cinquanta alle duecento volte: "dimenticatevi della velocitá!".

La ricerca della velocitá, anche nel kendo, é deleteria in quanto ti fa sbagliare tutto il resto.

La velocitá deve essere la conseguenza di un movimento corretto eseguito in maniera rilassata. Se andiamo a ricercarla, utilizzeremo i muscoli per accelerare la tecnica, il che é profondamente sbagliato perché in realtá il risultato é solo una tecnica goffa e rigida.

 

In effetti la velocitá davvero non é importante: in un combattimento ció che conta é la scelta del tempo. Cosí come non conta la forza: la spada giapponese taglia in effetti da sola, e chi ha provato a fare tameshigiri lo sa.

 

Ricordo due combattimenti che ho fatto molti anni fa con Nakakura sensei, che aveva oltre 80 anni e faceva fatica a muoversi. E' stato pazzesco come lui sapesse cosa io stavo per fare ancora prima che io decidessi di farlo: lui si muoveva veramente lento eppure mi anticipava continuamente!


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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pienamente e completamente concorde con giuseppe

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I gemelli Matteo ! :gocciolone:

 

Concordo pienamente, e l'ho premesso sul fatto di essere perfettamente padroni della tecnica.

So bene che la velocità se non con una base solidissima crea movimenti errati.

Ma bisogna pure arrivarci ad essere veloci. Io ho solo visto gente che estrae "normalmente" o che esegue cambi di direzione e colpi sempre lentamente.

 

Vi faccio un esempio sperando di essere chiaro.

"Ruiz" Ruffini, sto parlando di karate, allievo di Perlati, mio maestro, si allenava con noi. Eravamo di fronte e alla distanza di 2 metri circa uno dall'altro (era un tipo di allenamento per aumentare la velocità). Uno partiva per primo, arretrando, parando il calcio che l'altro, partendo solo dopo il movimento, doveva portare. Ebbene Ruffini ti arrivava sempre a segno e con quale tecnica sopraffina (posizione, precisione, forza, ecc ecc).

Ecco quello che intendo, grande tecnica, ma velocità.

Nel tempo che io vedo estrarre, un avversario è già su di te e ti sta martoriando di colpi, con armi o senza.

Non sto parlando di combattimento volgare, ma di tecniche corrette da ambo le parti.

 

Spero di essere stato chiaro ... sempre in amicizia Shirojiro

Modificato: da Shirojiro

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Shiro, dipende come estrai!

Un nukitsuke corretto - anche lento - tiene sotto controllo e sotto pressione l'avversario!

E' un pó come essere minacciati da una pistola puntata: il proiettile é fermo, ma tu sai che se ti muovi quello fa da 0 a 100 in un nanosecondo e ti ammazza...


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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... sto parlando di karate ...

 

Non è possibile fare un paragone fra combattimento armato e combatimento non armato; se pur tuttavia hanno in comune la parola "combattimento" si tratta di due cose diverse da molti, moltissimi punti di vista.

 

Solo una lunga pratica può farti partecipe del significato di questa affermazione.


Un proverbio orientale recita: "La verità non suona bene all'orecchio".

Le persone, in genere, tendono a preferire le cose piacevoli alle cose vere:

Per quanto nelle mie possibilià, ricerco le cose vere ... anche se dovessi riscontrarle spiacevoli.

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...un esercizio "interessante" è il Hayanuki, si tratta di fare tutti i kata della seconda serie di Muso Shinden (che non è certo praticata dai principianti) di fila, senza mai interompere il movimento nè alzarsi troppo sulle gambe.

 

è mica questo esercizio?

Iaido.mpg

 

 

quanto alla velocità concordo con giuseppe nel dire che occorre prima arrivare alla precisione: imparare un movimento corretto e padroneggiarlo non è semplicissimo; imparare un movimento veloce ma viziato è difficilissimo da correggere!

 

Shiro, ho visto alcune estrazioni iaido e devo dire che sono micidiali, specialmente se eseguite da chi abbina alla tecnica una buona velocità d'esecuzione, devi vedere (e provare) per capire soprattutto perchè le distanze hanno rilevano diversamente nel combattimanto armato e a mani nude...

 

Quanto al ken-do, devo proprio esprimere il mio rammarico per l'eccessiva civilizzazione o "sportivizzazione" di quella che prima era un'arte marziale. E' quasi come la scherma occidentale, ci sono teniche innaturali dettate solo dalla ricerca del punto. Magari nel dojo si imparano tante altre cose ma in linea di massima può dirsi che ormai il kendo si sta pian piano abbassando al rango di "sport". L'arte marziale (-jutsu) è tale con tutti i significati che il termine ha acquisito nei secoli, la ricerda del "do" è un valore aggiunto ma lo sport è solo sport e rimane una pura prestazione fisica. Secondo me bisogna essere sinceri e constatare che al giorno d'oggi, etichette a parte, il kendo ha assunto i connotati di un vero e proprio sport, non è il kendo del secolo scorso che si pratica ormai in pochi dojo :ichiban:

Modificato: da musashi

<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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è mica questo esercizio?

Iaido.mpg

 

alla faccia del caricamento! se non sta attento gli arriva il kissaki al tallone! :happytrema:


....finchè quelli che oggi sono ciotoli

 

diverrano grandi rocce che il muschio ricoprirà.

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Pero'! poco piu' di 50 secondi per fare quello che suppongo ci voglia una vita per imparare! E io che quando tiravo con l'arco (agonistico,non Kiudo) in un minuto riuscivo a malapena a scoccare tre frecce. Se finalmente nella landa desolata in cui vivo si decideranno a inserire un corso di Kendo e jaido, forse a settant'anni riusciro' ad estrarre bene! Forse sono troppo vecchio per certe cose.

C'e' sempre la speranza dell'ingegneria genetica, dicono che sono in grado di allungare la vita umana...

nikon

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Molte delle moderne arte marziali, tra cui principalmente il Kendo e lo Judo dovrebbero essere rinominate Ken-Sport e Ju-Sport, visto che specie negli allenamenti e nell'importanza che si da unicamente all'aspetto agonistico di Do non hanno più nulla.

Il 99% delle palestre non sanno neanche che cosa vuol dire ricerca interiore, specie nel Judo c'è una ricerca della forma fisica, nelle capacità tecniche e nella speranza di vincere a tutti i costi, avendo come obbiettivo principale appunto LA VITTORIA, ma sull'avversario e non su se stesso.

 

Povero Sensei Kano si starà rivoltando nella tomba a vedere in che cosa hanno ridotto una disciplina che lui stesso aveva creato con un intento del tutto diveso da quello che oggi vediamo, una disciplina volta all'educazione, alla ricerca e sopratutto allo sviluppo del sentimento di fratellanza, altruismo e aiuto verso il prossimo che è andato quasi perso.

Il Maestro Barioli, che porta vanti il concetto di Judo Educazione, con cui ho fatto uno stage sta addirittura lottando per eliminarlo dalle Olimpiadi!!;)


Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è compito dei saggi.

La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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e gli do ragione.... tanto ormai conta vincere e basta

sapete quanta gente al dojo viene e chiede se si possono fare gare?... sai che fatica a spiegarli come stanno le cose...

tanti non capiscono il concetto di fare per migliorare se stessi... il kyudo poi...

se l'importante è fare i miliardi prendendo a calci una palla e facendo finta di cadere.... beh io preferisco rimanere povero in canna...

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Barioli, un grande judoka e Maestro. Spero riesca nella sua impresa


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Con l'ingresso del judo nelle olimpiadi é infatti cambiato tutto, sono d'accordo. Ma per il kendo???? Che razza di esperienze hai avuto??? Ci sará sanza dubbio qualcuno fissato per le gare (specie tra i giovani), ma ti assicuro che a livello di alti gradi le cose stanno ben diversamente!


______________________
Giuseppe Piva
www.giuseppepiva.com

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no giuseppe niente kendo non per il kendo ma intendo gare di kenjutsu

Modificato: da Matteo

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Bè Giuseppe forse le esperienze che hai avuto tu sono migliori ma la situazione generale è questa a livelli diciamo normali, e purtroppo sono questi che sono a contatto tutti i giorni con principianti e ragazzini.

Anche con il Judo ho avuto esperienze a livelli altissimi e quindi nulla a che spartire con le pratiche sportive che sono la maggioranza, ma nelle palestre abituali a cui tutti accedono la situazione non è buono, stessa cosa vale per il kendo.

E in generale comunque la situazione delle Arti Marziali oramai occidentalizzate e americanizzate secondo me è drammatica in italia, ho visto cose che vuoi uomini.....;)


Le parole possono ferire, il silenzio può guarire. Sapere quando è opportuno parlare e quando invece tacere è compito dei saggi.

La conoscenza può ostacolare, l'ignoranza liberare. Sapere quando è opportuno conoscere e quando ignorare è compito dei profeti.

La lama, indifferente a parole, silenzio, conoscenza o ignoranza, taglia in modo netto. Questo è il compito dei guerrieri.

(Suzume no Kumo)

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Scusate se mi inserisco nella discussione ma non posso farne a meno. La decadenza delle cosidette 'arti marziali' è chiara e sempre più tragica..il concetto di diventare più forte per battere l'altro (l'avversario)con ogni mezzo è ormai obsoleto e dovrebbe essere bandito da ogni dojo che si rispetti!! Il Judo da anni stà cercando di ritornare allo splendore degli anni d'oro e di riconquistare un posto d'onorore nella società formando Uomini e non atleti. E' un cammino lungo molto lungo che richiede enormi sforzi per combattere contro l'ignoranza, l'invidia e la noia! Per farvi capire come è possibile un simile cambiamento date un occhiata a:http://www.judo-educazione.it/.

a presto

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Anche nella civiltà classica (greci e latini), così come oggi, c'erano due diversi e ben separati metodi di combattimento: quelli rituali e quelli reali.

 

Quelli rituali, molto più pericolodi allora che non oggi, come il pancrazio e la gladiatoria, si sono trasformati in quelli che oggi sono gli "sport da combattimento" (box, judo olimpico, ecc.).

 

Quelli reali, che in occidente non esistono praticamente più, si sono trasformati nelle Arti Marziali (quelle con le iniziali maiuscole).

 

La principale (ma non certo l'unca) differenza consiste nel fatto che le prime "gonfiano" l'ego del praticante per fargli cercare la vittoria (sportiva) con tutto se stesso, mentre le seconde mirano ad uccidere l'ego, in quei tempi per dare più possibilità di sopravvivenza sul campo di battaglia, oggi ... una parte della crescita della persona ... insieme a molte altre.

 

La maggior parte di noi, frequentatori di questo forum, palesemente predilige le seconde, ma credo che anche le altre possano avere pari dignità nella società moderna, salvo il fatto di distinguere chiaramente le prime dalle seconde.


Un proverbio orientale recita: "La verità non suona bene all'orecchio".

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Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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