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mauri

Un Tanto molto particolare

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... e quindi riassumendo secondo voi è possibile o no che tale arma fosse usata per perforare le armature??... forse si, altrimenti come spiegare la necessità di darle un nome come Yoroidōshi?... almeno che non fosse utilizzata come si è gia detto per penetrare gli spazzi tra un pezzo e l'altro dell'armatura, dove un semplice tanto poteva incontrare delle difficoltà (inoltre... premettendo che io non ne ho mai visto uno autentico dal vivo chiedo... sono davvero così fragili?)...

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Non lo sò sinceramente a me sembra uno yoroidoshi. In effetti é molto differente dai classici tanto camuffati da yoroidoshi che troviamo sulla rete. A meno che come ha giustamente fatto notare Lorenzo non si tratti di un espressione stilistica del tosho.

Resto comunque dell' idea che sia uno yoroidoshi e non un tanto, ma in questo forum ci sono sicuramente persone più esperte di me per dirlo...

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Ma hai presente qual'è la forma di uno yoroidoshi? E' questa:

 

d4376968x.jpg

 

(originale qui)

 

e sono tutti fatti cosi'; non vedo alcuna somiglianza con la lama in oggetto.

 

E non ho detto che si tratta di un tanto modificato; è nato cosi'; semplicemente è una cosa che se ce n'è un altro uguale ne sarei sorpreso, se poi ne trovate un terzo diventa un miracolo. Per questo dico che è un esercizio stilistico. La punta è la tipica forma del naginata, quindi somiglia ad un ritaglio di naginata ma essendo stato fatto nel 1750 è probabilmente nato cosi'.

Modificato: da Lorenzo

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Ok ti chiedo scusa in effetti non mi sono espresso chiaramente. Ti espongo il mio ragionamento vediamo se sei d'accordo:

 

sulla forma sono perfettamente d'accordo con te quello che ha i postato è il classico yoroidoshi e la maggior parte di essi ricalcano quella forma. Tuttavia io non sò se tutti avessero esclusivamente quella forma. Da qui la discussione sulla lama infatti a meno che, come hai giustamente detto, non si tratti di un esercizio stilistico e quindi una lama a sè stante, a me sembra un oggetto volto alla perforazione da qui la mia convinzione di ritenerlo uno yoroidoshi ( fora-armatura ).

Tutto qui ti parlo solo di considerazioni personali non di verità assoluta è solo il parere di un principiante.

Se trovate che il mio ragionamento presenti delle lacune o degli errori vi ringrazio se vorrete correggermi.

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Dunque, due cose:

 

Le armature potevano resistere ai colpi di armi da fuoco (ovviamente moschetti fucili e pistole, non cannoni) sia in occidente (potete vedere il film"il mestiere delle armi" per vedere l'effetto delle pallottole sulle armature delle bande nere) sia in Giappone, in particolare gli yoroi se colpiti sulle piastre del petto resistevano, diverso il discorso di colpi sparati sui punti semiscoperti, come nell'interstizio delle piastre, etc.

Chi ha visto la mostra "samurai" dell'anno scorso a Milano poi, forse ricorderà che venivano fabbricate speciali armature " a prova di proiettile " molto pesanti, senza interstizi e dove ogni piastra dello yoroi mostrava il segno di un proiettile sparato a bruciapelo. Il forgiatore garantiva così che il suo acciaio non poteva essere penetrato.

 

 

La denominazione di yoroidoshi è applicabile ad un tanto particolarmente massiccio della sugata particolare, come mostra Lorenzo.

Nulla toglie però che un samurai si portasse dietro un tanto di forma diversa, non dimentichiamo che lo yoroidoshi era una estrema ratio, così come altre armi come il kabutowari per esempio, che potevano venire utilizzate solo se i samurai arrivavano a combattere in un corpo a corpo molto stretto. Solo a stretto contatto infatti era possibile inserire la lama tra le piastre e fare leva.

Non dimentichiamo infatti che lo yoroidoshi veniva impiegato soprattutto così, magari per spezzare costole e sterno del nemico, oltre che a ferirlo con la lama, ed è per questo che ha una sezione massiccia, perchè deve resistere alla flessione, non tanto perchè dovesse sfondare una piastra.

Personalmente penso che yoroidoshi e kabutowari comunque, fossero utilizzati molto di più dopo le battaglie, magari per tagliare le teste dei nemici o per aprire alla veloce le armature dei caduti.



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Complimenti a tutti!! Ne è uscita una discussione molto interessante :tioffrounabirra:... Solo mi chiedevo...

 

... La punta è la tipica forma del naginata, quindi somiglia ad un ritaglio di naginata ma essendo stato fatto nel 1750 è probabilmente nato cosi'.

 

1750?? scusate ma perchè fabbricare un fora-armatura in piena Pax Tokugawa?? ancora un ""esercizio stilistico"??

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un saluto a tutti,

con il mio primo post riapro questa vecchia discussione; mi prometto di postare subito dopo le agognate ferie ballo.gif la foto del mio yoroidoshi che non assomiglia a quello postato da Lorenzo qui sopra ma direi che è più simile alle nostre baionette, anche se in miniatura.

La sezione è romboidale e se non ricordo male la lama (è da un pò che non lo prendo in mano), doppia e simmetrica, non è affilata; è progettato proprio per il combattimento ravvicinato da usarsi di punta con la mano sinistra, infatti viene anche chiamato fianco destro in quanto veniva occultato in questa parte del corpo.

Una curiosità.......sembra che il suo uso fosse tacitamente proibito e chi ne veniva trovato in possesso venisse bollito vivo, da qui l'usanza di nasconderlo.

Quest'ultima frase prendetela con le molle, i Samurai non erano degli stinchi di santo come piace credere a noi occidentali quindi il fatto che fosse un'arma vietata mi sembra più una credenza nata da qualche film!

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perdonate se mi intrometto ma ormai di armature ne so qualche cosa e ha ragioneYamaArashi.

Che sia una elaborazione stilistica o meno, è uno strumento fatto per passare tra le giunture delle armature, allargarle e ferire il guerriero. Non serviva per forare le piastre.

Forare una piastra di metallo o di cuoio cotto o laccato, a parte la forza di un toro che ci vorrebbe, avrebbe poi impedito l'estrazione della lama che si sarebbe sicuramente incastrata.

Di esempi nel mondo occidentale ce ne sono. Lo stocco, o brandistocco o altro nome che dir si voglia, è un po l'equivalente dello yoroidoshi.

 

Tra il collo e la base dell'elmo, sotto le ascelle o all'inguine. Erano questi i punti di giunzione più facili da colpire. Collo e polmoni fermavano all'istante, l'inguine abbatteva e una volta a terra era semplice uccidere il malcapitato.

 

 

 

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la punta "lancevolata" mi ricorda alcuni aghi chirurgici da sutura, quella forma facilita la penetrazione del ago nella pelle,mentre una punta triangolare di grandi dimensioni ,lacerando in profondità è anche difficile da suturare,creando sanguinamento.


Tutta una vita non basta ad un artista per dare alla luce le opere che si trovano nella sua mente.

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e se fosse una "misericordia"?

 

"Poi esiste anche lo stiletto, chiamato anche "misericordia" che è una sorta di "sfondagiaco" anche se non in grado di "sfondare propriamente delle armature in metallo" quanto piuttosto destinato a dare il colpo di grazia attraverso le fessure dell'armatura quando l'avversario ferito o sconfitto non restava che chiedere la grazia. Da questo appunto deriva il curioso nome di misericordia"

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Quello che tu chiami misericordia, con le relative funzioni, è lo yoroidoshi.


<!-- isHtml:1 --><!-- isHtml:1 --><em class='bbc'>Insisti, Resisti e Persisti...Raggiungi e Conquisti!<br /><img src='http://www.intk-token.it/forum/uploads/monthly_11_2008/post-34-1227469491.jpg' alt='Immagine inserita' class='bbc_img' /><br /></em>

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