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Altura

il club dell' Ukiyo-e

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Goedel, come ebbi modo d i dire tempo fa, dimostro in poche righe la fondamentale incoerenza di qualsiasi sistema logico-matematico.

Va povero untorello, non sarai tu che metti Dio in scatola.

😂😂😂


 

月の道

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Goedel... mi mancava

(non lo conoscevo «il teorico dell'incompletezza».. eppure mi sarebbe bastato pensare "ai numeri primi")

 

da Alessandro a Corrado, :arigatou:

 

Utagawa Kunisada II.jpg

Waterfall (One sheet of incomplete triptych)

Signed: Ôju Kunisada hitsu

Meiji era 1869 (Meiji 2), 3rd month
Utagawa Kunisada II (Kunimasa III, Toyokuni IV) (Japanese, 1823–1880)

.. in fondo in fondo rimetti a posto un sacco di cose, influenzi, ci giri sempre intorno... e per 21 giorni ci confondi col riflesso, poi sparisci e torni dai tuoi cari quanti. :-))


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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bah.. oramai da quando il nostro Altura ci ha lasciato (probabilmente a causa della mia mancanza di tatto e di tutto) questo più che un Club è diventato un baretto, ed anche poco frequentato....

Vabbè, torniamo al nostro Salice.

Secondo la leggenda il samurai Matsudeira andava fiero di un salice piangente che campeggiava nel suo giardino finchè, all’improvvisa malattia della moglie e del giovane figlio, si convinse che l’albero non voleva più proteggerlo e decise di sbarazzarsene.
Confidò la sua decisione all'amico Inabata che gli chiese, piuttosto, di vendere a lui il salice.
Matsudeira approvò con entusiasmo la soluzione proposta dall’ amico.. che fece trapiantare il salice nel suo giardinetto.

Era vedovo, senza figli, e una mattina.. appoggiata al salice c’era una donna bellissima.
I due si innamorarono.
Dalla loro unione nacque un bimbo.. che chiamarono Janagi (che in giapponese significa salice)

La famigliola visse felice fino a quando un tal giorno nel Tempio si ruppe un pilastro e i sacerdoti, dopo un interminabile consulto, dichiararono che l’unico albero che avrebbero potuto utilizzare era il salice di Inabata.

L’uomo cercò di difendere l’albero ma non riuscì a convincere nè gli uomini nè i sacerdoti.
Inabata, affranto e sconsolato tornò a casa e trovò la moglie che piangendo gli disse «non ci crederai.. ma io sono l’anima del salice .. e ora uscirò dalla tua vita.»
E infatti, ai primi colpi degli operai, la donna scomparve; ma il grosso tronco era così pesante che non si riusciva a trasportarlo al Tempio.
Al sentir di tutto quel trambusto il piccolo Janagi uscì di casa e toccò l’albero.. e questo enorme tronco divenne leggero tra le sue mani e venne trasportato al tempio, ripristinando la Casa dei kami protettori della città.

Il sacrificio di “uno” per il bene di “tutti”

Salix Alba è un albero dai rami sottili e flessibili che può raggiungere i 25 m di altezza.
Anche oggi, attraverso della sua “anima” riusciamo a salvare parte dell’umanità… un acido purificatore di diversi malanni.

(..dai che lo sapete di cosa sto parlando… sicuramente, oltre che anni or sono, ancora usate la sua essenza..)

In lingua celtica il nome Sal-lis significa "vicino all'acqua" a conferma della innata saggezza, come dal taoismo indicata.
Acqua che pervade e occupa tutti gli spazi, calma o agitata, generatrice di vita o pronta a scavare e portar via, come una creatura viva e pulsante, che tende a scendere e restare in basso.. come dovrebbe fare un vecchio saggio, che non si mette in mostra e non pretende di imporsi, consapevole della propria innata natura.

 

UH_J.jpg

The Willow Tree of Farewells to Guests at Nihon Embankment in the New Yoshiwara, 1853, 11th month
Il salice degli addii agli ospiti di Nihon Embankment nel New Yoshiwara
Willow Tree by the Nihon-zutsumi Bank, Shin-Yoshiwara
Utagawa Hiroshige (1797-1858)


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Aspirina e Betadine, non cè che dire, fate una bella coppia!

 

Non è un caso che il salice incarni un'anima femminile.

Il salice, come la donna giapponese, recede ma non cede mai.

Si carica di neve e quando essa diventa troppa, con rapido scarto, il salice se ne libera e ritorna al suo posto.

Come se nulla fosse accaduto.

Questa forza nella cedevolezza è descritto dall'ideogramma Ju, che significa appunto morbidezza, cedevolezza.

È proprio osservando il salice, unico albero sopravvissuto intatto all'abbondante nevicata, che mezzo millennio fa fu posta una pietra miliare nella storia delle arti marziali.

Nel suo mistico ritiro in un monosastero, un medico giapponese di cui non ricordo il nome (gli studiosi di arti marziali erano spesso medici perché fare del bene e fare del male sono parenti molto stretti) inventò in questo modo il ju jitsu.

Per quei pochi chi non dovesserlo conoscere, si tratta del papà del moderno judo, praticato dalla casta dei Bushi per la difesa senz'armi.

 

Ma il principio è in realtà noto in tutto il mondo ad un altra casta guerriera che governa il mondo.

Questa casta trasversale, come suggerisce la leggenda, è appunto quella del gentil sesso.

😂😂😂

 

 

Incidentalmente, il principio del salice che cede e non recede, gioca un ruolo fondamentale in un altra arte marziale: quella del tiro con l'arco. Essa descrive il principio basilare di un momento impercettibile ma saliente (appunto), la scoccata.

...ma di ciò vi parlerò un altra volta.


 

月の道

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Hisamori… dovrebbe essere Takenouchi Hisamori e il Takenouchi-Ryu, la più antica forma di Ju-jitsu conosciuta.

 

Siamo nei primi decenni del 1500, quando HIsamori, ritiratosi nel santuario di Haga-go Sannomiya, nelle profondità delle montagne, durante un lungo addestramento ascetico (seigiorni,nottincluse) tra una meditazione e una visione ebbe un’illuminazione..

Era 24 giugno nel primo anno di Tenmon (1532) .. ancora oggi, in tale data, taluni discepoli celebrano la ricorrenza.

… tra i figli di Ju ci metterei anche Aikido.. e poi tanti Maeda-Barra nipotini.

¿ sarà un caso che coincida con la registrazione lunare ? bah.. chissà ?!? ;-)


Onna-Bugeisha.jpg

女武 芸者


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... e comunque è sempre difficile stabilire una paternità.

Tutto passò dal Caucaso, poi India e Corea... Bodhidarma Daimo Darima Takmor .. e siamo nel 500DC, ma prima cerano "i ragazzi del fiore" nel Regno di Silla (i famosi warang) ed erano a cavallo del prima e del dopo.. ma prima ancora si narra di Gautama .. e siamo 500anni AC...

per una madre è più semplice ;-)


ps. da qualche parte sepolto nel forum, ci sta un pdf di una vecchia ricerca sulle origini delle arti marziali ...
ma non credo sia molto importante... in principio fu un modus vivendi... poi ci furono sviluppatori che togliendo aggiunsero qualcosa...

 

(più che sulle arti in generale, era una via a ritroso partendo dalla Shoto-kai .. quando il mio tempo era Mas liquido - o forse era il secchio a non esser bucato.)

questo è il kake-shoto-rotolo Shoto-kan GICHIN FUNAKOSHI (1868-1957).pdf

Modificato: da betadine

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.

 

Kaigetsud� Ando.jpg

Kaigetsudō Ando (Japanese, ca. 1671–1743)

 

Una cortigiana, statuaria e regale in posa, guarda indietro..
Kaigetsudō Ando fu il fondatore di uno studio di artisti che producevano stampe su legno e dipinti di diaboliche donne di alto rango.
In alto una poesia (shikishi), un poema attribuito a Sarumaru Dayu (fine dell'8° secolo) "Cento poesie di Cento poeti" (Hyakunin isshu):

Ok yama ni
momiji fumi-wake
naku shika no
koe kiku toki zo
aki wa kanashiki


Nel profondo delle montagne,
trascinandosi attraverso le foglie,
un cervo piange per il suo compagno
quando sento quel suono,
è l'autunno al suo più triste.


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Il 16/11/2018 alle 08:26 , getsunomichi ha scritto:

Goedel, come ebbi modo di dire tempo fa, dimostrò in poche righe la fondamentale incoerenza di qualsiasi sistema logico-matematico.

...

Mushin... sarà un caso che nel "circolo" (di libri parlando) proprio tra pochi giorni si parlerà di "lui".

Il dio della logica... saggio in cui ripercorre la vita del matematico austriaco Kurt Gödel, consegnandoci una biografia rigorosa ma che non esclude aneddoti interessanti. L’appuntamento è venerdì 30 novembre, ore 21 in Turin.

Gigante della logica del Novecento e tra i massimi pensatori di ogni epoca, definito dalla rivista Time “il matematico del secolo”, Kurt Gödel ha legato il suo nome al celebre teorema di incompletezza, ma le sue ricerche hanno spaziato in ogni campo, dalla logica alla cosmologia e persino alla teologia, giungendo a esiti visionari e illuminanti, quando non addirittura rivoluzionari. Non a caso, le sue scoperte sono state uno strumento fondamentale per Alan Turing nella progettazione del computer. E non è un caso che a Princeton, Albert Einstein cercasse la compagnia di Gödel per conversare con lui di scienza, filosofia e politica durante lunghe passeggiate quotidiane.

Nel Dio della logica, in cui compare anche un prezioso inedito tratto da una conferenza tenuta da Gödel nel 1934....

escusateperl'OD
(cit. P.Odifreddi)


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(perdonate se continuo a tirarlo in ballo, ma...)

Siamo sempre verso la fine del secolo e dopo il profondo sconcerto del popolo e la furia repressa del samurai, sorse un’acuta curiosità per l’aspetto e le caratteristiche di quegli insolenti stranieri.
Questa curiosità generale fu in parte soddisfatta della produzione e distribuzione sul larga scala di stampe economiche a colori raffiguranti gli usi e costumi dei barbari.
La caricatura non era l’obiettivo dell’artista, si cercava di rappresentare gli stranieri come li vedeva veramente e li vedeva come mostri dagli occhi verdognoli, con capelli rossi come Shōjo o con nasi da Tengu, con addosso assurdi vestiti, per forme e colori e abitavano in case che sembravano magazzini o peggio prigioni.
Pur essendo riconosciuti come creature intelligenti e formidabili (soprattutto gli Inglesi) gli Occidentali generalmente non erano considerati veramente esseri umani; erano ritenuti più simili all’animale che all’uomo... avevano corpi pelosi di strana forma e le loro idee morali erano quelli degli spiriti demoniaci.. non vi era una paura fisica, bensì superstiziosa, oltre che esseri deboli.. "si stancano in fretta e temono il freddo, pensa che per tutto l’inverno il nostro maestro deve avere un gran fuoco acceso nella stanza.."

Ma i giovani samurai andarono comunque a scuola, imparavano l'inglese e sapevano essere in grado di conversare.. anche se dovettero tagliarsi i capelli; del resto questo non mutava "ciò" che c'era dentro ed erano temprati a vincere le proprie avversioni.

(appunti e incontri di Lefkadio Hearn, Kyōto 1880)

 

Kawanabe Ky�sai.jpg

Kawanabe Kyōsai, School for Spooks (Bakebake gakkô)
No.3 from the series “Drawings for Pleasure” by Kyôsai (Kyôsai rakuga, dai san gô), 1874

 

Shōjo.. esseri mitologici scimmieschi con i capelli rossi, amanti delle sbornie.
Tengu.. esseri mitologici di vari generi, residenti sulle montagne, rappresentati spesso col naso lungo.


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Ogni società ha il diritto di difendersi da extracomunitari come Goedel e Turing.

Generalmente lo fa in modo primitivo e rozzo, perché il "diverso" fa sempre paura.

Ma ciò che appare inizialmente come terrorizzante, menomato e deforme, come in questa bella stampa, non si rivela poi sempre come tale.

L'evoluzione ci fa scoprire, col solito storico ritardo, che la biodiversità è una delle più ricche fonti informative alla base del supporto e dello sviluppo di quel processo che chiamiamo Vita.

È lì, in genere, che smetti di uccidere Gaijin.


 

月の道

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torno indietro sui nostri passi, tanto per ampliare gli orizzonti..

 

Premesso che l’arte in ogni sua latitudine va sempre presa con le pinze, in quanto si presta alle visioni del singolo o nelle singole epoche o nelle singole scuole di pensiero. E anche ipotizzando un’intervista con l'artista stesso, non avremo mai la certezza di "quel che ci racconta".. se era la sua originaria idea o se quella narrazione è solo quanto a lui stesso è maturato guardando la sua opera finita.. aprendo finalmente la finestra.

 

Detto questo, son qui a condividere una visione dell’ormai conosciuto Lefcadio Hearn sulla nostra "onda".

Per correttezza anche qui dovrò cominciare con una premessa: la sua.

 

«Sappiamo scientificamente che in una minuscola cellula può essere conservata la vita intera di una razza, la somma di tutte le sensazioni passate di migliaia di anni e questo per i giapponesi si traduce in Kami, e quindi porta allo Shintō e al Culto degli Antenati.
Questo concetto, noi occidentali potremmo legarlo a certi fatti dell’ereditarietà, ovvero a quello che siamo e quello che già siamo stati da tempo immemore... e che talvolta lo ricordiamo nella festa di "ognissanti".

Anno dopo anno le ricerche scientifiche ci forniscono la prova che i selvaggi, i barbari, gli idolatri, i monaci e tutti costoro che si sono avvicinati, per vie diverse, a uno stesso punto della verità eterna, tanto quanto i pensatori del XIX secolo, son tornati indietro ricercando tra gli "antichi ideali", scritti o di tradizione orale.
Noi in effetti proviamo un interesse in certe vite individuali che hanno lasciato un segno nella storia; la nostra emozione è colpita dalle memorie di grandi capitani, statisti, scopritori, riformatori, artisti.. ma solo perché nel novantanovepercento dei casi la grandezza di ciò che fecero fa appello a nostre ambizioni e ci da emozione.

 

In Giappone il più importante tra i sentimenti morali dello shintō è quello della gratitudine affettuosa per il passato, un sentimento che non ha alcun corrispondente effettivo nella "nostra" vita emotiva. Questi sentimenti sono completamente diversi.. sono pieni di un amore colmo di gratitudine e di reverenza, che incide la più profonda e potente delle emozioni di questo popolo.. quella che orienta la vita nazionale e forma il carattere nazionale.
In essa è radicato l’amore familiare, da cui dipende la pietà filiale e su di essa si basa la realtà.
Non è un onore alla memoria dei nostri antenati, è un onore per i nostri antenati, intesi come presenti (e vivi) foss'anche solo nella "nostra storia".»

 

E veniamo all’onda..

«Non c’è niente di più terribile del fatto nudo e crudo della vita come mistero; quando questo fatto irrompe pienamente nella coscienza.. dal profondo di un'oscurità sconosciuta emergiamo per un momento alla luce, ci guardiamo intorno, siamo felici e soffriamo nel percorso della vita.. trasmettiamo la vibrazione del nostro essere ad altri esseri e ricadiamo infine nella tenebra.

Così l'onda sorge, prende la luce, trasmette il suo movimento e riaffonda nello stesso mare.
Sullo sfondo, imperterrito e lì presente il nostro passato, i nostri antenati.
Ogni vita umana sembra null’altro che una curva parabolica di movimento che fuoriesce dalla "natura" e vi ritorna; ma in quel breve intervallo di cambiamento percepisce l’universo e ne tende a farne parte.
L’aspetto terribile del fenomeno è che nessuno ne sa niente.

Nessun mortale può spiegare questo fatto comunissimo, eppure assolutamente incomprensibile fra tutti: la vita stessa.

Eppure ogni mortale dotato di pensiero talvolta è stato "obbligato" a pensarci in relazione a sé.

Provengo dal mistero; vedo il cielo e la terra, gli uomini, le donne e le loro azioni.. mi confondo con loro e sò che dovrò ritornare al mistero.
Noi tutti siamo enigmi per noi stessi e per gli altri; lo spazio e il movimento e il tempo sono enigmi; la materia è enigma.

 

Gli antenati sono lì rappresentati nella fermezza, in quell’insieme dove tutto è natura e la natura persistente e inconsistente simbolo di permanenza. La natura è lì presente, infelice e mortale per chi non la ha veramente conosciuta, ma al pari, figura di amore materno, divina in tutto ciò che la conoscenza umana chiama "divino" e in tale termine è riassunto quell’amore che ogni donna ne trasmette la più alta espressione:

è qualcosa di più della madre dell’uomo : è la Mater Dei

settembre 1895


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ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Quando si interroga un grande artista su una sua opera, spesso pare un semideficiente.

Lui ha la capacità di fermare un contenuto in un oggetto.

Quale?

Beh, dipende da chi lo osserva.

Lui spesso non lo sa.

 

L'interpretazione non mi vede daccordo.

L'onda non è la vita dell'uomo.

O meglio, potrebbe anche esserlo, ma solo se siamo capaci di vedere chi è che di quella vita ci ha fatto dono.

Occorre che abbiate un momento di pazienza...

 

L'onda la vita la dà oppure la prende, in un gioco di probabilità che non è dato conoscere.

Non si tratta di una interpretazione Shintoista.

Tanto meno quantistica.

Qui sta la grandezza di Hokusai, aver colto qualcosa di eterno, forse di assoluto.

L'essere umano è assoluto comprimario nell'immagine.

A prima vista, non compare neppure.

Nessuno si accorge delle barche con gli omini.

Chino sul suo quotidiano lavoro, come una Cenerentola qualsiasi, l'uomo attende di capire se si trova dinnanzi ad una Madre Natura che può essere perfida è mortale matrigna o una fata buona.

I più colti parleranno di Amore e Psiche, invece che di Cenerentola, ma il risultato non cambia, l'onda e Venere.

Bellissima è spaventosa, accogliente e mortale, con quale lato di sè vorrà rivelarsi all'uomo, non è dato sapere.

 

In fondo, questo è il momento congelato in cui di un uomo si rivela il destino.

 

Ma l'artista sa cogliere qualcosa di universale per l'uomo.

Perché a qualcuno potrebbe sorgere la domanda: ma perché l'uomo vede Madre Natura come una madre amorosa e magica, cioè la fata, o come una perfida matrigna, ovvero la strega?

Beh, la risposta oggi è banale perché qualche migliaio di anni di filosofia e un secolo di psicanalisi hanno trovato la risposta per noi.

Che in fondo è, come spesso accade, contenuta nella domanda stessa.

 

La Madre.

 

È con lei che realizziamo il primo e più importante rapporto della nostra vita.

È lei che ci frena e ci accelera.

È lei, che ci tiene prigionieri e che ci invita a liberarci.

È lei che ci punisce e ci premia, dandoci o negandoci affetto.

...ed è sul modello di questo primo rapporto, nel bene come nel male, che strutturiamo i nostri rapporti successivi.

 

Quando Hokusai ha realizzato la sua onda, come si diceva, probabilmente non ha pensato niente di tutto ciò.

Ma ciò che ha saputo cogliere di Madre Natura è dentro ogni uomo dal primo sorso di latte bevuto da quel seno.

Non cè lo ricordiamo.

Ma non potremo mai dimenticarlo.

È l'universo che ci ha formato è cresciuto.

 

A proposito, l'universo che ci siamo costruiti attorno si chiama La Via Lattea.

Si tratta della Galassia in cui ruota il nostro sistema solare.

...Scommetto che qualcuno di voi sa anche cosa vuol dire in greco Galassia.

😂😂😂


 

月の道

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.. io non conosco il greco, ma mi piacciono tanto le "galatine" .. le caramelle al latte (in polvere..)

quello che non mi è chiaro nel tuo pensiero è che all'inizio pari che dissenti, ma poi ne sposi quasi la "tesi".

(una natura madre, mater dei e madre dell'essere umano.. )

 

io nel leggere e rileggere quanto postato, trovo che lui scambi volutamente le parti.. esseri umani, che appaiono, si "confondono" e scompaiono al pari dell'onda (parte del naturale insieme) anch'essa parte di questo ciclo, "appare, vortica e ritorna nella massa" .. in quell'insieme che mi pare predominante nel suo pensiero (almeno in questo scritto): gli antenati. "Noi" siamo quello che altri ci han donato per essere tali e in questo passaggio di testimone, la natura partecipa mutevole, a questo gioco del cambiamento, restando però in gioco oltre gli individui che si susseguono.. come le onde.

Ognuno per la propria parte, transitoria, ma in un tutt'uno permanente.. con la comune madre.

E come tu dici, spesso non ci si accorge di loro. Resta solo quel "sentore" che ci unisce tutti.

 

In fondo, come già riconosciuto da molti in vari ambiti, questo è il bello dell'arte..

un pensiero mai definito che si completa e si smonta per essere ricostruito.

Namazu e Koi

 

p.s. nel citato testo ho solo sostiuto dei puntievirgola con dei puntini e negli "spazidiparagrafo" ho rimosso alcuni approfondimenti "religiosi" sullo shinto-buddismo.
.. dove il primo travasa i morti nella quotidiana vita, mentre il secondo permea la vita per l'eterno dopo. (sempre di fluidi, trattasi)


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Dissento quando lui vede nell'onda l'uomo e la sua vita.

L'onda è la Natura, che quella vita la spegne in un secondo.

 

Ma subito dopo, spiegò che il dissenso è legato più a come è espresso il concetto, non alla sostanza.

Il perché è presto detto.

Solo quando l'uomo si reintegra nella natura, i due concetti tornano a coincidere.

Un concetto che non può però restare nella penna, pena il fraintendimento.

In quel mentre, gli stessi antenati non restano più uno sfondo ma diventano parte attiva dell'opera (e vi risparmio il maiuscolo e il Fujisan).

Il mediatore dell'informazione è l'archetipo della femminilità.

Lei la protagonista che crea o distrugge, come nella figura.

Ed è proprio in quanto generatrice che l'uomo come suo prolungamento diventa quell'onda.

Beta, lo avevi capito, ma non ne vedo traccia e a me non sembra proprio un pensiero banale e immediato.

Ma forse sbaglio e lo è.


 

月の道

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Non c'è errore nell'interprazione... Tant'è che dalle profondità hai esumato il reintegro nella natura.

¿ in fondo non ne siamo parte per un limitato periodo ?
(io credo di si, almeno una volta nella vita, nel bene o nel male.)

 

>>> perdonate l'aggiunta (ma metterla dopo mi pareva un pò troppo slegata..)

..quando dici:

Il mediatore dell'informazione è l'archetipo della femminilità.
Lei la protagonista che crea o distrugge, come nella figura.

e prima notavi che..   L'onda è la Natura, che quella vita la spegne in un secondo.

quindi, se ci pensate bene, "l'onda crea e distrugge (appare e scompare) al pari di quella vita (spenta in un secondo) che appare e scompare"

un pò come l'onda.

 

Eppoi c'è un errore di base.. il mio.

L'errore sta nell'estrapolare una parte da un testo ben più ampio... un pò come se dovessimo giudicare una persona solo da una semplice azione.

in tempo di pace.

 

p.s. il pensiero non è ne banale ne immediato... c'è almeno una vita dietro, come per tutti.


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Miyajima.jpg

 

 

Snow at Miyajiama

 

Tsuchiya Koitsu (1870-1949)

 

1st edition 1937

 

.. di lì a poco quel senso di pace stava per venir turbato.

 


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..

 

 

Miyajima moonlight.jpeg

 

 

Tsuchiya Koitsu

 

(ps.pss.. prender le distanze)

 


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tsurunashi yumi ni hanuke dori
arco senza corda uccello senza ali


bow & bird.jpg

Hiroshige c/1830


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