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il club dell' Ukiyo-e

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Sposando appieno il suggerimento di Betadine inizio questa discussione che vuole essere un angolo di riflessione sull'arte in questione ma anche sulle trasfigurazioni filosofiche che questo tipo di arte induce.

Non sono molto bravo sui copia incolla ma se qualcuno vorrà aiutarmi a trasferire immagini o parole cosi da poter descrivere e trattare, gliene sarei grato.

Mi piacerebbe ampliare una sfumatura sulla filosofia Buddista accennata da Betadine in un post della discussione precedente, correlata alla visione insita alla tecnica (cito testualmente) che si rifà ad un concetto Buddista appunto.

Questa vuole essere solo l'introduzione anche perché ora ho i minuti contati, sperando che non sia troppo off-topic agli argomenti della INTK, attendo feedback, se vorrete, all'iniziativa.

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Ben fatto.

 

.. il concetto è "il ciclo" (tanto per citare "una banalità": tutto torna) .. senza dogmi . . . è una visione (e già il fatto di esserci dovrebbe rallegrarci )

in quei tre versetti di Eliot c'è già molto.

 

 

Comunque, bando alle ciance, intanto due riflessioni già presenti nel forum.. (poi, nel caso, continuerò ad aiutarti nel copia/incolla) buona visione.

 

 

Il primo, neanche a farlo apposta, è capitato per l'uomo sulla strada della luna: http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=7133&hl=ukiyo-e

 

Il secondo, ha già creato scompiglio a .... (ahahaha.. lascio a voi ulteriori commenti): http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=8738

 

 

 

p.s.

(ritengo che nell'intervento #12 di Kuniyoshi, il Visionario sia già insita parte della riflessione della Wislawa)

Tutto ciò che è riconducibile ad un quadro o stampa o fotografia è morto, in quanto la vita è movimento, mentre "lì" è tutto fermo.. ma quell'immobilità ci porta altrove . . . foss'altro che col semplice pensiero.

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Proprio questo intendevo.

Anche se è stato già trattato in passato sul forum l'argomento, mi piace pensare che questa discussione sia un approfondimento dovuto.

La prima riflessione che citi offre uno spunto bellissimo, la "critica" che io ritengo una apoteosi della visione, centra appieno con fare ironico l'abilità dell'artista, un meraviglioso crescendo di concetti ossimori che regalano emozioni...

-la barchetta naviga immobile- la gente sul ponte corre proprio là dov'era un attimo prima (certificando l'immobilità dell'opera) ma è vero e poi ancora -la gente affretta visibilmente il passo- "visibilmente"! è vero osservando l'opera si nota netta la frenesia del movimento!! Magnifico poi lo schernire l'autore definendolo "un tal Hiroshige Utagawa" regalandogli il giusto merito.

La "critica" diventa riconoscenza quando dice in pratica: - chi si emoziona guardando questo quadretto sente perfino il fruscio della pioggia...... sentono il freddo delle gocce sul collo e sul dorso..... sensazioni vissute in fondo da ognuno di noi.

Tutto è in movimento ma anche perfettamente immobile.

Questa forma di arte non a caso definita fluttuante mi affascina sempre di più, tutto ciò che si prova è condito di colore, colore che è movimento anch'esso come ho già descritto commentando Hokusay. Perdonatemi se a volte mi lascio prendere e grazie a Betadine.

 

 

P.S. sul secondo link non mi pronuncio.....conturbante...azzarderei :hihi:

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.

Se è vero che gli Shunga nascono in un mondo fluttuante dove le regole smettono di valere.

Esse furono poi così diffuse anche fuori dal mondo fluttuante, al punto da essere avidamente ricercate ai posti di blocco nelle portantine delle donne dabbene, per richiedere proficue mance al dazio.

Le immagini licenziose erano vietate, ma i lunghi viaggi dovevano essere assai noiosi e qualche passatempo Tutto sommato innocente era più che tollerato.

Ma è anche vero che tracciare un confine netto tra erotismo e pornografia è facile solo se ammettiamo che esso è segnato dal nostro gusto e dal nostro senso estetico. I Giapponesi hanno un approccio meno rigido, meno "cattolico" con rispetto parlando.

Questo permette loro di giocare con sfumature che descrivono il loro rapporto con la Natura che a noi non sono concesse.

 

Le raffigurazioni Shunga fatte da artisti hanno spesso più di una storia da raccontare.

Prendiamo ad esempio l'arcinoto "sogno della donna di un pescatore" di Hokusai.

Prendo questo esempio perché credo sia patrimonio comune.

Mostra una donna che fa l'amore con un polipo.

Due per la precisione, perché ne ha uno più piccolo sulla bocca.

 

Giornaletto porno?!?

Un momento...

Restano tutti catturati.

Cè chi ammira, chi condanna, chi apprezza, chi schifa... ma non si resta indifferenti.

Perché?

Perché forse a ognuno di noi è capitato di sentirci come quella moglie del pescatore?

Forse anche noi ci sentiamo qualche volta di notte abbandonati e al freddo, bisognosi di essere accolti e abbracciati non da due, ma da otto braccia?

Forse quelle piovre non sono solo un buffo gioco a luci rosse per noi maschietti che vogliamo farci riconoscere.

 

Se si voleva rappresentare un tradimento, perché scegliere qualcosa che si pesca?

Qualcosa che ci riporta al marito lontano.

Qualcosa che ci riconduce all'alveo familiare.

Forse cè una trasgressione ancora maggiore...

 

 

Quell'animale e' la trasfigurazione dell'amore.

Un amore sessuale?!?

Attenzione, anche qui.

Certo che l'amore è sessuale, ma quell'abbraccio e' anche un abbraccio più primitivo.

È un abbraccio che accoglie, che valorizza, che nutre (non ci dimentichiamo che stiamo parlando di giapponesi, che non si nutrono di pane e maccheroni e qui abbiamo la moglie di un pescatore).

 

 

Per altro, è un abbraccio che non penetra.

Si tratta di un abbraccio in qualche modo femminile.

E chi è stata per tutti noi il primo accogliente e sicuro abbraccio femminile quando eravamo soli, indifesi, al freddo e spaventati?

Chi ci ha nutriti col suo caldo seno quando eravamo affamati e dipendenti?

Già, non ci avevate pensato.

 

Come capite, quell'immagine è in qualche modo capace di farci regredire andando a toccare tasti molto profondi.

Che travalicano addirittura la specie homo per adattarsi a tutti i mammiferi.

E difatti, per rappresentare qualcosa di ancestrale e super-mammifero (gioco di parole voluto) viene scelta una creatura primordiale che mammifero non è. Si tratta di una creatura che proviene dalla profondità degli abissi. Il mondo delle paure e delle emozioni forti.

Il mondo dell'ignoto.

A ricordarci questo legame madre-figlio, il fatto che questa creatura si presenta in duplice forma adulta e bambina.

Un duplice essere che sottolinea che la donna di un pescatore è sempre una donna e fa due cose che l'uomo non potrà mai fare.

Nutre e genera col suo stesso corpo.

Proprio attraverso la bocca che nutre e quella che genera, questo duplice essere primordiale entra in simbiosi con la donna, diventando una sola creatura con essa.

 

Se cerchiamo di fare chiarezza nelle nostre emozioni contrastanti, scatenate dall'artista, ci accorgeremo presto che la sessualità è una ma che l'immagine ci cattura anche per altro. Sono altri i sensi che vengono sollecitati e stregati dall'immagine.

Questo fa un grande pittore.

 

Guardiamoci dai giudizi semplici sull'arte di un popolo che ama strutturare la verità come l'acciaio della sua spada.

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mmmm... quando dici

 

"tracciare un confine netto tra erotismo e pornografia è facile solo se ammettiamo che esso è segnato dal nostro gusto e dal nostro senso estetico."

 

Trovo questa frase perfetta. Nulla di più giusto potevi esprimere per il concetto di "pudore".

E' in ognuno di noi insita la chiave di lettura (annessi e connessi) dato che "il confine" lo creiamo noi stessi e che in fondo in fondo le parole sono scatole vuote che abbiamo riempito nel tempo, generalmente in modo diverso in base alle diverse latitudini.

 

Ho difficoltà invece a recepire la seconda parte della tua disquisizione.

 

¿ c'è forse qualcosa di "brutto" a prender l'opera per quello che vediamo ?

Perchè cerchiamo sempre "un'elevazione" ai concetti "difficili da digerire" (detta banalmente, perchè non la consideriamo come un gradevole sollazzo al "nostro piacere"; in fondo shunga è la pittura della primavera (e tutto rinvigorisce a primavera) o, volendo interpretare con qualcosa di "morboso", è nella fantasia delle immagini del Palazzo della Primavera (shunkyuga) ..

 

Su alcuni siti di arte, si riportano anche "I dialoghi" che accompagnano la scena (che dovrebbero essere il testo di contorno al disegno) e tutta la "tua magia" evapora, o quantomeno viene offuscata da una sana libido... (ovviamente parlo per me, non potrei altrimenti).

Non voglio contrastare la tua discquisizione, ma La Leggo come una "tua chiave" e - senza esprimere alcun giudizio - mi godo la mia ...

forse diversamente stregato o forse perchè ho un'altra visione .. nell'abbraccio.

forse perchè usiamo sostanze diverse..

 

 

Ma non ci scordiamo che il disegno (opera lo divenne poi) si chiama "Sogno della moglie del pescatore" (o marinaio)

e ... l'interpretazione dei sogni talvolta è fuorviante. (La smorfia docet .. e "lo scritto" narra di una piacevole estasi)

 

 

 

Curiosità

Al polpo, polipo o piovra vengono attribuiti vari significati: potere (la grande finanza, la tirannide) sensualità e sessualità (per le movenze) e portafortuna... perché un polipo dovrebbe portare fortuna?

La risposta a quanto pare sta nel nome stesso. Polipo in giapponese si dice Tako, ed anche Octopus, come in inglese, ma quest’ultima parola viene traslitterata in katakana come Okutopasu e dividendola in Oku To Pasu, assume il significato giapponese di “se lo appoggi, passi”.

(un sacco di studenti tengono un polipetto/pacman sulla loro scrivania) da L'Angolo Giapponese

tralascio la traslitterazione legata alla Gloria: "se lo appoggi, passi" ;-)

Nel simbolismo dello zodiaco il polpo viene associato al solstizio d'estate e alle "acque profonde e misteriose", essendo il solstizio d’estate la Ianua Inferni, cioè la Porta degli Inferi o, come nell'Eneide riportato, il passaggio sacro e obbligato dell’oltretomba, con tutta l’importanza spirituale che ne consegue.... giustappunto Matsuo Basho, poeta giapponese della metà del 1600, relaziona la “luna estiva” (natsu no tsuki) associata all'effimero, con le trappole per polpi (takotsubo), che, con un termine "volgare" del dialetto del luogo, si riferisce alla transitorietà della vita (e ne fa cenno nel chiaro riferimento all'agguato subito dal Clan Heiche (Taira) massacrato su quelle spiagge). dall'opera “Backpack Notes”

 

 

Mere octopus traps,
Evanescent dreams beneath
A midsummer moon

takotsubo ya
hakanaki yume o
natsu no tsuki

Mere trappole di polpo,
Sogni d'evanescenza sotto
Una luna di mezza estate

Tutto quanto è transitorio, di breve durata, ma accattivante

... poi ci svegliamo. Puck

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Ma io non ho mai detto che non è così semplice come dici.

La parte ulteriore serve solo a capire perché è così semplice.

Ho solo fatto un po’ di kantei, un'operazione che non aggiunge nulla alla bellezza di una lama.

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Allora perdona, se son stato brusco.

ma nel leggere ... .

Giornaletto porno?!? Un momento...

si porno, nel senso più letterale possibile: porno (e grafia) è la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali nella loro completezza

erotismo è il trasmettere l'istinto di una passione sessuale, (pudore è la nostra difesa, ritegno, avversione agli equivoci - forse perchè non eravamo noi attori..)

Quindi nel lemma non c'è trasgressione: in un modo o in un altro è la cosa più naturale e bella del mondo

ma, talvolta, il vederci "ripresi o rappresentati" ci infastidisce .. (e non mi riferisco a questa col polpo!!)

Un amore sessuale?!? Attenzione, anche qui.

Per altro, è un abbraccio che non penetra. (penetra..penetra)

Già, non ci avevate pensato.

e poi l'anatema finale: Guardiamoci dai giudizi semplici sull'arte ... e ho letto e riletto e più che una analisi, mi è parso un ipse dixit. (così è e punto)

 

Nella mia visione, sposo appieno "la tua trasfigurazione dell'amore", ma cambio ambito: questa stampa è la sublimazione dell'amore di una donna per il suo uomo nella "presente assenza"... sta fuori giorni e giorni ed "io" ti aspetto... desiderosa delle tue braccia.

Questa amata donna con il suo uomo (quando non sta per mare) così passionale da sembrare immenso (quelle braccia che nell'incontro mi avvolgono e stringono e toccano... manco fossi nu puorpo) così focoso e grande, quanto delicato e piccolo.. un'assenza che genera desiderio.. racchiusa nell'abbraccio di madre terra in contatto con te (i due scogli in riva al mar).

...e poi anche lei verrà svegliata. Puck

 

 

Perdona ancora se dal precedente scritto ti sei sentito così bacchettato dal dover apporre precisazioni. (oggi ho cambiato pusher)

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I giudizi, più che i miei, erano quelli letti nel post linkato e nelle relative immagini, cui contrapponevo idealmente la donna del pescatore.

😂

 

Talvolta, la trasgressione non sta nell'accettare la propria istintualità, ma nell'accetarne il percorso che l'ha generata per quello che è, specie se qualche artista ci gioca dietro alle nostre spalle facendoci ballare come marionette.

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Grazie, non posso esimermi di complimentarmi con entrambi.

In ogni post (mai banale) io non leggo conflitto perché sapete bene di esprimere lo stesso concetto impreziosendolo ad ogni replica, ragione su ragione, ogettività su oggettività.

In questo genere di analisi toccate vette irraggiungibili (almeno per il basso della mia ignoranza) ma sono agli inizi di questo tipo di studio.

Quindi godo quando vi leggo, siete affascinanti, e se non fosse per la mia ormai incallita eterosessualità mi spingerei ad importunarvi con dei messaggi privati sconfinando nell'infatuazione.

Mo' basta..... Beta quando ti và posta qualche altra immagine cosicchè si possa avere spunti per analisi e dolci viaggi del pensiero.

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A me, un pò come per le lame, la cosa che affascina maggiormente è tutto il lavoro che c'è dietro...

nella preparazione e nella lavorazione, durante l'esecuzione, dove quello che idealmente "ho pensato" viene messo in atto.

Un atto di fede, dove "il progettista" sa dove vuole arrivare..

Voglio un sughu-ha e dei nie concentrati e.... mette in pratica ciò che ha appreso, seguendo passo-passo sino al risultato finale:

La visione divienta realtà.

almeno penso che così accade anche per un lama, dove il risultato non è casuale - spero

e come per la lama "uno" la deve brandire, averla in mano per capirne la leggerezza e, al tempo stesso, la potenza.

 

E, quindi, per chi non avesse avuto la possibilità di "vederne" uno da vicino, qui si possono ammirare alcuni immensi e magnifici dettagli, scolpiti sul legno, varie tavolette che fluttuano insieme alle mani dell'artista e che il legno riversa sul foglio.

(generalmente compresso in un 30x40cm)

 

 

 

gauffrage5.jpg

"Egret in Rain" 1928; OHARA, Shoson (Koson) (1877-1945)

gauffrage7.jpg

"(Fuji from) Inume Pass" early 1930's; TAKAHASHI, Hiroaki (Shotei) (1871-1945)

gauffrage8.jpg

"Expression of Eyes, Hitomi" 1931; KOBAYAKAWA, Kiyoshi (1889-1948)

Lei è di una bellezza disarmante...

 

P.S.

.. all'ombra delle foglie, nei precedenti miei post, la Gloria ... la potete trovare sulla tangenziale

mentre Puck è lo spirito dei boschi, mutevole ed ingannatore, chimato anche Robin Goodfellow nel "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare e nel finale ha l'ingrato compito di chiudere la visione e far tornare tutti alla realta.. si chiude signori ... un'altra voltà si riproverà.

Edited by betadine

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Fissate bene lo sguardo e quindi l'occhio dell'airone nella prima soggettiva, non sembra dire: "che volete cavolo! sto cercando di beccare meno acqua possibile attendendo che smetta!".

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Bellissime, Betadine.

 

Sapevate che Puck in Giappone faceva il kaji?!?

Beh, è una storia che conoscono in tanti, ma forse possiamo tratteggiare brevemente come Puck aiuto Munechika a forgiare la spada dell'imperatore.

Ogni tradizione dispone di questo spirito dei boschi birbante e dispettoso. Furbissimo e allo stesso tempo furfante.

I greci lo hanno mirabilmente tratteggiato in un Dio ermetico e dalle mille sfumature che, ancora doveva nascere, già aveva rubato i bellissimi cavalli del fratello Apollo.

Si tratta dello veloce, magico e misterioso Mercurio, Dio dei ladri, dei mercanti ... e degli Alchimisti.

 

In Giappone, questo Dio dei boschi assume spesso le sembianze di una volpe, talora a nove code, un numero di cui abbiamo già parlato.

Spaventa gli uomini per dispetto, specie i tronfi samurai, talvolta incarnandosi in donne.

Esistono Shunga licenziosi in proposito, ma li lascio per un'altra volta. Abbiamo già dato.

 

Munechika era stato incaricato dall'imperatore di forgiare la sua spada.

Ma, ahimè, egli non poteva compiere l'opera perché privo di assistente.

Il messo imperiale aveva tagliato corto: "se non hai l'assistente, procuratelo".

Ma dove trovare un assistente all'altezza?

Munechika proprio non lo sapeva.

Perciò si recò nel tempio del bosco per pregare e richiedere aiuto.

Stava pregando quando comparse con la furtivita' di una volpe, un giovane ragazzo (giuro, non mi ricordo come si chiava quel Dio... chi mi aiuta?) .

"Non preoccuparti, Munechika. Domani inizia il tuo rito di purificazione. Quando avrai preparato, io sarò lì ad aiutarti".

E così avvenne.

Munechika si era purificato e aveva allestito la forgia.

Come una volpe, il ragazzo era apparso ed aveva preso a lavorare.

...Ma il ragazzo era magico. Non aveva bisogno di nessuna istruzione.

I suoi colpi andavano dove era necessario e, in men che non si dica, uscì una lama degna dell'imperatore".

Come una volpe, il ragazzo scomparve.

 

Ma Munechika non volle tutto per se' il merito.

Sul lato omote pose la sua firma. Ma su quello ura scrisse: kogitsune.

Piccola volpe.

Era nata la kogitsune-maru, una spada pare davvero esistita e a lungo cercata nei secoli a venire, perché se ne è persa traccia.

Questa stampa ricorda la magica collaborazione.

...Sullo sfondo, le volpi osservano in Spirito l'Opera Alchemica.

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Inari kami della fertilità .. e la ko-gitsune-maru (Piccola Volpe) _ Nō drama Sanjō Kokaji

 

 

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Kyuubi no Kitsune, opera di Utagawa Kuniyoshi, Edo era

(mentre la stampa postata sopra, alla forgia, è di Ogata Gekko)

 

 

 

Fox0290.jpg

Statua di kitsune del santuario di Inari adiacente il tempio buddista Tōdai-ji a Nara

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Getsu, allora mi provochi....

 

La versione di Yoshitoshi di "Munechika mentre forgia ko gitsune" è certamente la più nota (e poeticamente moderna).

 

Questa è una versione meno frequente, di Utagawa Kunisada (noto anche come Utagawa Toyokuni III).

 

s-l1600.jpg

 

s-l1600 (1)p.jpg

 

s-l1600 (1)k.jpg

 

s-l1600 (1)o.jpg

 

u.jpg

 

 

Accetto consigli su come incorniciarla.... :arigatou:

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.. secondo me, col classico passepartout con una carta di riso o comunque carta leggermente groffata e non proprio bianca, resta la soluzione classica (migliore).

 

.. a meno che non hai una bella parete di fondo (per bella intendo un bel colore o un parato particolarmente "mosso") e allora potresti anche modernamente incorniciarla in doppio vetro (gallegierà un pò e la profondità darà risalto alla stampa).

:arigatou:

 

ahhhh, dmenticavo, un buon vetro "dedicato" (antiriflesso o acrilico anti uv) ti darà maggiore gioia nel guardarla.

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Questo forum ha questo di bello.

Arriva sempre aiuto rapido e competente.

Così rapido, che qualche volta arriva prima che lo chiedi.

Sta a vedere che i bit li trasmette Kitsune di nascosto...

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