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Simone Di Franco

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Contenuti inseriti da Simone Di Franco

  1. eh giá ... sará per quello che il Giappone di fatto é stato governato dagli shogun invece che da loro per gran parte della storia :)
  2. Interessante, grazie betadine. Purtroppo non si vedono molte lame
  3. Simone Di Franco

    Meiji

    Bellissimo Grazie!
  4. Grazie mille ! Qualcuno e' riuscito a prendere contatti con il maestro?
  5. Simone Di Franco

    Coppia Kogai kozuka

    i kogatana non sono quasi mai forgiati in modo complesso come le lame, gia' e' ottimo se sono temprati. Considera che sono coltelli da servizio servivano per mangiare, aggiustarsi le scarpe e altre cose di tutti i giorni. Di certo i daimyo ricevevano lame con kogatana di alto livello, ma credo che in questi casi sia piu' importante il kozuka, che spesso, come tutti i tosogu, sono fini opere di gioielleria. Sul tuo in particolare non so dirti molto dalle foto, aspettiamo qualcun altro
  6. Cmq un po' di manualita' bisogna averla eh... io tirerei degli avvallamenti che manco la parigi-dakar
  7. Grazie Francesco, in effetti una gran combinata di eventi per noi katana lovers
  8. tuttavia il fatto che sia antica non vuol dire che sia di particolare pregio, prova a cercare il nome dell'autore che ti é stato suggerito e vedi se effettivamente fa parte di una scuola di rilievo o se almeno é un fogiatore particolarmente conosciuto.
  9. Giusto per chiarezza, il padiglione era diviso in due parti la prima era una fiera di espositori che vendevano soprattutto spade giapponesi e devo dire che rappresentavano un bel pezzo di Europa, oltre a diversi Giapponesi, un canadese etc.. Dalláltro lato della sala céra un palco con un proiettore dove si sono susseguite per tutto il sabato, dalla mattina alla sera, interessanti interventi e conferenze. Inoltre da quell lato si é tenuta una esposizione di diverse lame e koshirae di altissimo livello (cérano 4 Ichimonji, 2 Rai , una ko-bizen e altre spade veramente di altissimo livello) oltre a una intera serie di higo koshirae che seguivano una conferenza in proposito, spiegati direttamente sul posto da un esponente della associazione inglese. Insomma materiale da studio ce ne era un bel pó e cmq, I commercianti hanno esposto lame del calibro di yoshimitsu e ichimonji, riuscendo anche a mostrarle a tutti con la massima disponibilitá. Io ritengo un evento come questo positivo sotto tutti I fronti.
  10. Signori se tutto va bene per quel periodo potrei essere molto vicino all'evento. teniamo sott'occhio il sito e si faccia avanti chi è intenzionato a partecipare.
  11. Massimo per quando sono previsti i risultati?
  12. Haha hai ragione Getsu! Questo articolo è stato scritto agli esordi del forum ed è oggettivo vedere come il livello tecnico di noi partecipanti (mio per primo) fosse davvero limitato. Diverse volte ho pensato a oscurare questo post o riscriverlo, ma poi mi sono reso conto che in realtà per approcciare a questo tema non avendo le basi è un ottimo articolo, e tra l'altro è uno degli articoli per cui ho ricevuto più complimenti :) Avviso tutti che rileggendo adesso le mie stesse parole trovo molti errori, imprecisioni e soprattutto gli esempi nelle foto sono poco precisi e fanno notare un occhio ancora molto poco allenato a cogliere gli elementi distintivi più sottili. Credo che una delle lame indicate nel periodo shinshinto sia addirittura una gunto (forse una una murata-to) . Detto questo mi fa piacere che possa essere ancora un primo gradino per iniziare lo studio e come diceva getsunomichi guardare indietro mi fa sorrdidere su come siamo tutti cresciuti in questa difficile forma di cultura
  13. Simone Di Franco

    occasione perduta?

    attenzione... altro che indiana jones
  14. Simone Di Franco

    occasione perduta?

    nakago in furisode è roba da periodo kamakura... poi potrebbe anche essere stato storto apposta. Sta tutto nelle condizioni, così su internet un 3-400 li avrei anche potuti scommettere, esaminandola dal vivo non escludo che si potrebbe stimare anche qualcosa in più. Il boshi poi sembra molato male, ma forse un riflesso di hamon si vede ancora anche lì. Non si può escludere che sia un utsushi shinshinto, perchè sembra anche panciutella, con tanto hamon e con i machi troppo vivi per essere una koto. In ogni caso escludo che si tratti di un ferrazzo, qualcosa c'è.
  15. Ragazzi Yoshindo spesso usa acciaio meteoritico (kapp gli aveva portato un meteorite da 80 kg dal deserto del texas) e mi è capitato di vedere uno dei suoi tanto forgiati così. La caratteristica è proprio di vedere effetti particolari nel metallo come fossero nie e chikei ma che in effetti non sono dovuti alla tempra. Yoshindo diceva che lavorare quel metallo è molto faticoso, per cui ne usa poco misto al tamahgane nbthk generando questo tipo di effetti. Ora non so se quello che si vede è proprio ferro meteoritico ma secondo me potrebbe trattarsi di una qualche inclusione di un acciaio particolare, l'effetto mi ricorda quello, e il maestro spesso sperimenta in questo senso. Comunque lo stile di ispirazione della tradizione Yoshihara, per stessa dichiarazione di Yoshindo è quello di Kagemitsu, anche se gli abbiamo visto fare tempre in stile soshu, yamashiro e addirittura personalizzati. Secondo me è bellissima, ma di sicuro tra tigri, acciai variegati e stili vari si può considerare un esercizio di stile un pò postmoderno. Di sicuro un chikei rotondo come quello, così ben definito, non si vede certo tutti i giorni.
  16. Simone Di Franco

    MUDEC a Milano

    Grazie non sapevo dell'esistenza di questa sala.
  17. Simone Di Franco

    Armeria Reale di Torino

    Renato la tachi antica che citi è quella esposta. L'alrmatura del cavallo te la confermo, l'ho vista anche io qualche anno fa all'inizio della sala. In una delle prime vetrine, in mezzo a lame del sud est asiatico c'è anche un bel teppo tutto decorato. La saletta a cui ti riferisci è sempre stata la zona dove risultavano esposte le altre lame giapoponesi, che però già dalla prima volta che ci andai (forse 2005) erano "in restauro". Chiesi ma nessuno sapeva niente di come o da chi.
  18. Grazie a tutti per i complimenti, ripeteremo con un nuovo argomento (o la continuazione su altre leggende ) al prossimo cambio lame in autunno. Purtroppo abbiamo involontariamente beccato un importante evento religioso nella stessa data e orario (Juve - Barcellona in casa) e quindi la partecipazione è stata un pò più bassa del previsto, ma a quanto pare sia l'argomento che la presentazione sono stati molto apprezzati sia dal pubblico che dagli accademici. Non mancate di visitare il MAO, è bellissimo.
  19. Mah... tra tutte le cose, per quanto riguarda il kake sono tutt'altro che integralista. Alla fine non c'è un etichetta particolare nella tradizione, se non il senso di orientamento, o quelli particolari per tachi. Unica cosa che mi sento di raccomandare è un pezzetto di feltro o altro materiale morbido e inerte nei punti di contatto. (ci isola anche da qualsiasi lacca o verniciatura si voglia dare al legno) La lama nuda dovrebbe essere solo temporanea, sia per la conservazione (se la mettessi a casa mia con l'area di mare sai che bello) per la pulizia (se oliata si carica tutta la polvere della casa), per scongiurare cadute drammatiche (se cade la lama nuda sulle piastrelle si rovina) e soprattutto per sicurezza perchè andare a sbattere contro il muro o il mobile può capitare e farsi precipitare addosso una spada non è il massimo. Poi il richiamo del toccare la lama per chiunque entri in casa sarebbe enorme :) Per il resto io vedo bene qualsiasi appoggio. Personalmente ho tenuto per molto tempo la katana in shira semplicemente appoggiata sul piano di un bel mobile in vengè, mettendo una gomma da cancellare dietro in modo che si alzasse un pochino e si potesse apprezzare la curva, come se fosse sospesa. Addirittura per un periodo l'ho appoggiata nel verso consono sulla scatola di legno dell'uchiko, sia così al naturale che ricoperta da qualche fazzoletto. Poi ho avuto un kake di quelli da 4 euro dai cinesi in legno di cassonetto, verniciato con sputo di cane che in effetti mi ha lasciato un segno sullo shirasaya dopo pochi mesi e ho provveduto a disintegrare a calci prima di buttarlo nella spazzatura. Ho visto anche espositori in plexiglass, in ciliegio, laccati e non. Io credo che si può dare sfogo ai gusti personali e anche a qualcosa di moderno volendo, è ovvio comunque che ci debba essere un buon accostamento, come in ogni cosa. Ad esempio penso che la figura, il colore e il minimalismo dello shirasaya si abbini facilmente con tutto, anche con arredamenti moderni. I koshirae più decorati invece dovrebbero essere stigmatizzati con uno sfondo uniforme, largo e tanto spazio vuoto. A livello di stile bisogna un pò ricordare i principi estetici tipici giapponesi, come il yohaku-no-bi , il miyabi e l'iki. insomma credo che il limite sia nella bellezza della esposizione e non nell'espositore in se. Di certo un kake tradizionale in maki-e è spettacolare ma non sempre sono così sobri. Anche una scelta del genere andrebbe vista nell'ottica di creare un qualcosa di rispettabile nel gusto giapponese. Un ambiente come un tokonoma dovrebbe essere l'ideale, anche se non sempre è possibile nelle abitazioni moderne.
  20. Il tuo hadori millimetrico è sempre notevole Massimo
  21. https://books.google.it/books?id=l-DvCwAAQBAJ&printsec=frontcover&dq=stephen+turnbull&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj696vw3ozTAhUCVBQKHXtdCz8Q6AEIIjAB#v=onepage&q=stephen%20turnbull&f=false questo è il libro che ti dicevo

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La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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