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rob

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    Roberto Rovere

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    bonsai, fotografia
  1. c'è anche Yoshindo col nipote al 2019 San Francisco Sword Show dove ha debuttato il nipote come sword maker e a casa di Leon Kapp https://studyingjapaneseswords.com/2019/08/07/2019-san-francisco-sword-show/
  2. ho trovato curioso il fatto che Mori sensei si portasse a casa i tesori del museo per studiarseli con gli amici, una sfaccettatura del sistema giapponese
  3. probabilmente non citerò niente di nuovo ma ieri, facendo una ricerca sullo yakidashi, sono entrato casualmente in questo sito. Lo cito perchè raramente avevo trovato classificazioni cosi pratiche. Si inizia dal periodo storico o era, inquadrando il relativo sugata, le scuole, le migrazioni dei forgiatori e le varie contaminazioni conseguenti ad esigenze pratiche o culturali, estendendo lo studio ai vari stili di tempra, con disegni che aiutano efficacemente la memorizzazione perchè indicativi nella loro semplicità. il link è il seguente https://studyingjapaneseswords.com/ L'autrice è una appassionata studiosa giapponese di Tokyo trasferitasi in california che forse qualcuno dell'associazione avrà conosciuto. La sua storie è emblematica di come lo studio dal vivo di lame di qualità possa giovare. Qui sotto una traduzione del suo percorso di formazione da lei descritto: "Sono nata e cresciuta a Minato-ku, Tokyo, Giappone, poi mi sono trasferita a Kamakura. Adesso vivo a Los Angeles. Laureata all'Università Meiji ho conseguito una laurea in lettere e curatela. Possiedo una licenza di curatela. Inoltre, mi sono laureata in Economia all'Università statale di Calfornia di Northridge. Mio padre possedeva un'azienda manifatturiera legata al metallo. Come suo hobby, aveva collezionato spade giapponesi e altri tipi di oggetti d'arte giapponesi. Era uno degli amministratori di Nihon Bijutu Token Hozon Kyokai (日本 美術 刀 剣 保存 協会), che è un museo di spade situato a Tokyo. Uno dei suoi amici (Mori Sensei) che era anche l'amministratore principale, teneva in casa il gruppo di studio giapponese sulla spada. Mi sono unita al suo gruppo di studio. Il gruppo di Mori sensei era molto raro e prezioso perché poteva portare spade di alta qualità come materiale di studio a causa della sua posizione nel museo. Il tipo di spade con cui potevamo studiare erano spade da museo di alta qualità. Queste sono le spade che la gente poteva vedere solo attraverso teche di vetro. Inoltre, ho studiato spada con mio padre fin da quando ne ha collezionato molte in casa nostra. È così che ho iniziato a studiare la spada giapponese." Yurie Endo 遠藤由利江
  4. buon viaggio Massimo, buon kansho, fatevi valere
  5. una antica organizzazione usò paralogismi e argomenti circolari, cosi sopravvisse a regnanti, imperatori e barbari, facendo miliardi di proseliti e governando ancor oggi. Enunciò "Dio esiste perché lo dice la Bibbia. Come fai a sapere che quanto dice la Bibbia è vero? La Bibbia è la parola di Dio" defini questo fede. Gli esempi da te riportati probabilmente sono sofismi, ideati ed argomentati da qualche mente manipolatrice di molte altre menti poco accorte
  6. Scolpito dalla sabbia portata dal vento, in migliaia di secoli, su queste terre da molto prima dei nuragici
  7. alcune opere suiseki
  8. Vi ringrazio per aver visitato il mio giardino, anche se virtualmente. Ringrazio getsu per gli approfondimenti ineccepibili nel suo spaziare tra scienza, arte, filosofia e religione, argomenti non facili da trattare col realismo dell'uomo di scienza e l'obiettività del laico. Ringrazio beta per l'analisi che riprende principi dello Shinto e li usa per interpretare i vari spunti del mio karesansui, ti ringrazio ma non credo di aver voluto consciamente applicare tutto quanto hai scritto. Confesso la mia impreparazione nella materia e questo è stato in poche battute, un bell'approfondimento, un valore aggiunto che difficilmente avrei potuto trovare al di fuori di questo consesso
  9. sono comuni pietre a tessitura liscia e chiara alcune, microporose le altre scure di roccia lavica. Le rocce vanno disposte in clusters dispari di pietre dispari(asimmetria) posizionandole ai vertici di un triangolo irregolare , se possibile. In ogni gruppo c'è una pietra dominante in altezza, una intermedia generalmente coricata ed una più piccola. Io ho preso a modello la disposizione di alcuni scogli presenti qui vicino nel mare: Lo scoglio del corno il pan di zucchero e altri raggruppamenti limitrofi e mi piace pensare che si tratti di quelli visti dalle vicine falesie. Le rocce più scure sono posizionate più prossime all'osservatore, come apparrebbero in realtà, quelle più chiare via via più lontane in grandezza decrescente, come sfumate nella nebbia. I cerchi stanno a figurare le onde. L'originale è composto da 15 pietre e gli osservatori guardando dal patio, ne possono vedere solamente 14, qualunque postazione scelgano
  10. Non è casuale, mi fa piacere che l'hai notata. La sequenza di Fibonacci e la sua rappresentazione grafica è la più efficace sintesi di come vanno le cose in natura e nell'universo. Era la prima osservazione che mi aveva colpito facendo un raffronto con la ricerca dell'armonia che da sempre perseguiamo in occidente e per contro l'asimmetria tanto cara agli orientali. Non poteva essere che uomini della stessa terra ricercassero sensazioni cosi divergenti. Avevo sempre accettato il fatto dell'ipotesi ricorrente che il cervello umano prediliga la simmetria. Alcuni studi fatti su bambini, per esempio, avrebbero dimostrato una preferenza non culturalmente indotta per oggetti simmetrici, piuttosto che asimmetrici. Il filosofo greco Plotino affermava: "La bellezza visibile nasce dalla simmetria delle parti, l’una in rapporto all’altra, e ciascuna in rapporto all’insieme; dunque la bellezza di tutti gli esseri è la loro simmetria e la loro misura" L’incontro con l’arte orientale di impronta taoista e zen, centrata sulla asimmetria come elemento destabilizzante e dinamico, essenza stessa del mutamento ha messo in discussione le nostre certezze. La sezione aurea col rettangolo perfetto sembrerebbe dar ragione a noi occidenteli ma nella stesse rappresentazione è possibile inserire il triangolo aureo che scompaia le carte in tavola La spirale inserita nella pianta del progetto, ha la funzione di indicare la posizione dei punti notevoli, le pietre in questo caso, perchè in fotografia, l'occhio è guidato in certi percorsi spontanei che obbediscono a certe regole e tanto più si rispettano queste ultime, tanto più efficace sarà l'impatto sull'osservatore. Mi potresti far notare che è un effetto un pò studiato, che contrasta con alcuni passi del discorso sinora fatto, ma io sono sicuro che gli antichi progettisti del Ryōan-ji non abbiano buttato le pietre a caso nello spazio del giardino. Il fascino di quel giardino sta forse proprio nell'incertezza della certezza o viceversa.
  11. lo chiamo software ma non è altro che l'aspetto meno concreto e più coinvolgente della storia Nel mio lavoro ho avuto modo di notare la stretta e costante interazione tra mente e corpo, quasi mai percepita dal soggetto ma con cause ed effetti evidenziabili sperimentalmente. Gli studi in questo campo sono avanzati di pari passo con la maggiore conoscenza nell'arte medica e con la scoperta di principi chemioteraci più mirati, che permettono di curare la maggior parte delle affezioni conosciute. L'aggettivo "conosciute" non è usato casualmente e vuole sottolineare il lapalissiano concetto che non possiamo riparare qualcosa prima di sapere come funziona. Alcune menti aperte attive in varie branche della medicina, avevano notato il verificarsi di fenomeni non spiegabili con le conoscenze correnti, fenomeni capaci di deviare il corso di patologie di tipo fisico e psichico e che ne modificavano l'evoluzione senza apparente spiegazione. Se ne cominciò a parlare dapprima sottobanco e al di fuori di ambienti ufficiali deputati alla celebrazione del sapere certificato. C'era il rischio di essere tacciati di cialtroneria e quindi la conoscenza tardò ad emergere in qualche consesso scientifico con studi e lavori pubblicati coraggiosamente dai primi pionieri e non sto parlando di ere antiche ma dei giorni nostri o poco più addietro. Le varie esperienze interagirono trovando una reciproca e progressiva conferma e si arrivò ad ottenere i risultati oggi ritenuti incontestabili: era nata la psiconeuroendocrinoimmunologia. Ma la cosa stupefacente è che tutto questo fosse già conosciuto ed utilizzato in pratiche comportamentali fin dal passato. Volendo semplificare, si sapeva che un particolare atteggiamento mentale era in grado di influenzare non solo l'umore di un individuo ma anche le sue funzioni ormonali, il metabolismo, la capacità di rispondere alle aggressioni virali o batteriche attivando più o meno la risposta immunitaria e modulando quelle catecolamine cosi importanti per le reazioni difensive in condizioni di pericolo o più in generale per la risposta agli stress di varia natura. In altre parole, si erano resi conto empiricamente con la sola osservazione, che chi seguiva certe pratiche comportamentali aveva più probabilità di sopravvivere e star bene nel fisico e nello spirito. Tornando al mio piccolo karesansui, la sfida era quella di superare lo scetticismo facendo sperimentare di persona il "miscredente", portandolo lassù, su quella terrazza, senza però fare l'errore di accennare a filosofie zen, influssi metafisici di natura non meglio precisata ma mettendoci a sedere su comode poltroncine da giardino, sorbendo un the e parlando del più e del meno, poi far finta di non notare le sue fugaci occhiate a quella distesa di graniglia candida discretamente percorsa da cerchi appena tracciati che circondavano dei cluster di pietre disposte apparentemente senza motivazione o criterio ecc. ecc. Dopo un pò l'amico non resistette e cominciò con domande di tipo progettuale (fa l'architetto) che ben prestò deviò su storia, motivazioni, cultura e alla fine, dopo due ore, mi salvò un acquazzone che lo riportò al presente: era partito per la tangente con la fantasia. Ci si rivide dopo qualche settimana e mi confidò che aveva scoperto un mondo sconosciuto. La reazione più incredibile l'ha avuta il mio nipotino all'età di tre anni. Quando gli ho dato un rastrello di legno e l'ho invitato a superare il bordo del giardino per camminare sopra la distesa di graniglia candida e minuta, si aggirava tra quei disegni circolari e tra le rocce. Ha poi rastrellato, cancellato e ha iniziato a tracciare da solo arretrando affascinato dalle figure che si andavano delineando, inciampando su qualche pietra per rialzarsi e ricominciare. Ho dovuto portarlo via di peso dopo tre ore con la promessa di ritornarci al più presto. Credo che questo sia solo uno dei tanti modi con cui si manifestano gli influssi positivi del distacco, inteso come il considerare tutto necessario ma niente indispensabile in moda da poter scegliere le cose veramente importanti. Ci creiamo o ci vengono indotti dall'esterno troppi bisogni, pensiamo di avere già fatto molto perchè magari siamo stanchi, stressati e sentiamo che di più non ci si può chiedere. Ma forse, abbiamo dato troppa importanza e spazio a cose che non lo meritavano. A livello di coscienza probabilmente non lo percepiamo ma il nostro organismo sa bene cosa gli può servire e di cosa può fare a meno. Si innescano meccanismi che possono far affiorare emozionini stressanti o conflituali, in poche parole uno stato di disagio che può cronicizzarsi in malattia. Io vi posso dire della sensazione percepita stando da solo, in estate nelle prime ore dopo l'alba o nel tardo pomeriggio o anche la notte alla luce dei vicini lampioni, è una sensazione appagante, non saprei definirla altrimenti e penso che ogni altra definizione sarebbe superflua, perchè le mie sensazioni sono le mie, ma so di cosa sto parlando per esperienza di vita e di lavoro. Un'ultima considerazione: tutto quanto sopra detto va inquadrato in una recentissima acquisizione in neuroscienze: l'ambiente modifica la trasmissione genetica delle caratteristiche non solo somatiche ma anche comportamentali e tutto quanto si verifica in tempi rapidissimi nell'arco di una o due generazioni, non è la mutazione darwiniana che richiede millenni e non è induzione educativa: un figlio può ripetere i comportamenti acquisiti come retaggio dei genitori anche nell'ipotesi di non averli mai conosciuti e di essere allevato da genitori adottivi: questa branca si chiama epigenetica. Qualcuno diceva "siamo quello che mangiamo", è verissimo ma oggi si sa per certo che noi tutti siamo prima di tutto quello che facciamo
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