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kasumi66

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  1. Conobbi il maestro Hatakeyama ad un suo stage circa cinque anni fa e poi ad una lezione da lui tenuta in un Dojo fuori Milano, forse un anno dopo (se ricordo bene la sequenza temporale, ma non ci giurerei) . Era un ometto anziano dall' energia incredibie che si esprimeva in uno strano Gramlot nippo anglo franco inglese e rendeva assolutamente limpide le sue spiegazioni sulla corretta impugnatura, sulla fluidità dei movimenti e sul fatto che, come diceva con umltà, "non siamo samurai". Lui lo era. Forse l'ultimo. Grazie maestro
  2. kasumi66

    presentazione

    Il mio personale benvenuto come amante del giappone e conterraneo.
  3. Scusate se mi inserisco nella conversazione, per così dire, a freddo ma ricordo che il mio maestro di Katori Shinto Ryu parlava tempo fa di una sua conversazione con il maestro Sugino (figlio) proprio sul così detto Chambara, che era il nome che dava alla scherma da film, molto esagerata e, per l'appunto, teatrale. Tale scherma in giappone è studiata molto seriamente ed ha basi molto solide (anche per evitare la morte di attori o comparse). Il maestro Sugino (padre) stesso, collborò con Toshiro Mifune (così ho saputo) per la coreaografia di scontri e duelli e molti maestri di scuole antiche si misero a disposizione del cinema in quanto ad alcuni registi il kendo moderno sembrava, per l'appunto, troppo moderno e diretto. Francamente non trovo che lo sport di cui si è parlato sopra abbia molto a che fare con la nobilissima arte della scherma teatrale e cinematrografica (i Fight Team oggi in azione in molti set sono spesso composti dai migliori professionisti delle arti marziali), a differenza, invece, dello studio del Kenjutsu tradizionale e dei suoi Kata. Pur non avendo niente in contrario alla sua pratica (ognuno è liberissimo d'avvicinarsi al Budo come meglio sente e crede), trovo poco rispettoso che gli adepti ne parlino come di un modo "nuovo" d'avvicinarsi alla scherma in contrapposizione con quello tradizionale ed il suo fregiarsi d'un nome che, invece, deve molto alla tradizione.
  4. Begli articoli, molto struttivi e ben tradotti. Certo, ancora ce ne vuole perchè mi lanci in un kantei (anche perchè non ho ancora mai visto una nihonto dal vivo) ma, comunque, imparo. Questi utimi due, poi, me li stampo e studio bene. Mi chiedevo, però: ma di questi atricoli che traducete e divulgate in maniera certosina, quasi a volerne salvare la scienza in vista di un medio evo prossimo venturo, ne fate, o avete intenzione di farne, una pubblicazione o una dispensa?
  5. Non sono ancora riuscito a trovare il libro (maledetto buco nero), comunque ho citato, per sommi capi, quello che ricordavo del capitolo (possibile anche che mi sia confuso). L'autore credo citasse anche nomi e date (almeno spero), appena lo rintraccio posto un sunto più dettagliato. Comunque, ricordo che la cosa mi aveva colpito perchè siamo abbituati a pensare al giappone, da un punto di vista religioso-filosofico, un pò come una spugna che assorbe le nuove tendenze in modo abbastanza incruento (ne sia un esempio il detto: il giapponese nasce schintoista (per dovere verso l'imperatore), si sposa cristiano (perchè gli piace la pompa e la ritualità) e muore buddista (perchè vuole reincarnarsi)), ed invece le sue pccole e cruente guerre di religione le ha avute anche lui, e l'idea che la nascita dei clan Ninja si dovesse a qualcosa di così poco onorevole mi sembrava logica. comunque fornirò ulteriori detgli quando li avrò. Comunque il fatto che le notizie su di loro siano sempre così contoverese e trasversali (ancora oggi) mi fa pensare che, tuttora, vi sia qualcuno che introbida le acque in proposito. Mi spiego: i Ninja (come gli assassini del vecchio della Montagna, i guerrieri ombra delle Thong cinesi, le sette guerriere coreane et cetera) sono troppo marcati nell'inconscio collettivo per non avere un fondo di verità, ma tutte le volte che si tenta di fare uno studio storico vero e proprio, si viene inevitabilmente deviati verso il romanzesco, il favolistico, addirittura derisi. A me, sta cosa... puzza.
  6. kasumi66

    Film Di "spada"

    Consiglio The Yakuza, di Sydney Pollack. con Robert Mitchum, Ken Takakura. La tecnica di spada di Ken Takakura (che impersona un maestro di Kendo ex affiliato alla Yakuza ma con un debito d'onore verso Robert Mitchum) è bellissima e letale.
  7. La prima volta che lessi qualcosa di non romanzato sui Ninja fu su un testo intitolato, forse, L'arte (o storia) dell'inganno (o, storia dell'inganno come arte, non ricordo più) che trovai in un reminder di Genova qualche anno fa e che non so più dove ho messo (sono convinto che la mia biblioteca contenga un micro buco nero che ingoia qualsiasi libro specifico io cerchi per poi risputarlo quando non mi serve più). Comunque, l'autore (anche lui obliato, ma appena trovo quel dannato volume, giuro che posto l'intero capitolo) diceva che la nascita dei Ninja era dovuta a ll'introduzione in giappone del buddismo Chan (che divenne il buddismo zen) ed alla reazione violenta dello scintoismo (che era ed è tuttora religione di stato). I clan che per primi accolsero la nuova religione si rifugiarono nelle regioni più interne ed impervie del giappone per sfuggire allo sterminio e svilupparono tecniche di sopravvivenza improntate alla segretezza e alla dissimulazione. In seguito, quando il buddismo fu assorbito dalla società nipponica, i clan (che ormai avevano rinunciato al Bushido tradizionale per darsi proprie regole etiche) misero le loro doti al servizio (segreto) dei vari signori, accollandosi quelle incombenze di spionaggio ed assassinio presenti (la guerra è sempre stato uno sporco affare) in tutti i conflitti, considerati disonorevoli dai samurai veri e propri. Non ci sono prove storiche certe della loro esistenza? Certo che non ci sono...., sono o non sono Ninja?!
  8. Dicono che degli uomini comuni si ricordi solo il male e dei santi solo il bene. La morte d'un maesto va oltre il buono o cattivo ricordo, perchè nella postura d'un allievo, nell'esecuzione di una tecnica, nell'arte, il suo nome sarà detto chiaro o sussurrato da un pensiero. In noi e in chi da noi impara è l'imortalità dei nostri maestri. Sentite condoglianze.
  9. kasumi66

    Salve A Tutti

    Benvenuta. Spero che la tua presenza annunci una più nutrita presenza femminile sul forum.
  10. kasumi66

    Ciao A Tutti

    Benvenuto
  11. kasumi66

    L'ultima Sfida

    Accidenti, volevo solo sapere se c'era qualche videoteca che lo aveva, e guarda un pò quali api operaie ho messo in moto. Grazie mille a tutti. Certo mi sembra incrdibile che non sia disponibile neanche in rete. Shirojiro, se fai il miracolo ti accendo un cero a San Musashi . Fammi sapere e ancora grazie.
  12. kasumi66

    L'ultima Sfida

    Da qualche giorno ho voglia di riedere L'Ultima Sfida, un film del 82 di John Frankenheimer con Scott Glenn, l'immenso Toshiro Mifune e Shogo Shimada. L'avevo visto al cinema, da ragazzino e, pur rendendomi conto che non di trattava di un capolavoro della cinematografia, posso fare partire da li la mia infatuazione per la spada giapponese. Purtroppo è introvabile (in DVD, il mio vhs è passato ormai a miglior vita), almeno per i cataloghi delle Messaggerie Musicali e della Mondadori e dei principali distributori video di MIlano. Qualcuno sà se, in tutta la benedetta Capitale Morale d'Italia esista un video reminder dove sia possibie reperire la suddetta pelicola? Qualsiasi aiuto sarà ben accetto e ripagato in "Buoni Karma" per reincarnarsi in un miliardario, da ritirare presso qualsiasi tempio buddista.
  13. kasumi66

    Mitaka Budōkan

    Sono invidiosissimo. Che bella esperienza. Ti prego di mantenerci informati sul tuo salto dal kenjutsu al kendo e dall'occidente all'oriente.
  14. Scusate se mi intrometto da perfetto ignorante (se non per ciò che imparo leggendo le discussioni su questo forum, cosa di cui ringrazio tutti), ma ho una curiosità. Durante la discussione si è citato Kotetsu che, a quanto pare, utilizzava vecchio acciaio per forgiare le sue lame. Mi chiedevo se l'utilizzo di acciaio "di pacchetto" (se così si può chiamare, visto che il termine si utilizza in genere per il riutilizzo d'acciaio industriale) era pratica comune e se una spada così ottenuta, a prescindere dalla sua antichità, rientra nella categoria delle Nihonto, o se va in una categoria a parte visto che, pur essendo un prodotto artigianale, la sua forgiatura non è partita dal minerale "puro". Mi chiedevo inoltre se una tale lama avrebbe, nel caso, caratteristiche che la rendessero riconoscibile.
  15. Ma c'è scritto "Le arti del guerriero, per parlare di tutte le arti marziali", sulla sezione, e per parlare di arti marziali bisogna essere anche un pò marzialisti. E tieni presente che, se olte a praticare non ci interessasse anche la spada come oggetto d'arte e tecnologico, non partecipermmo a questo forum (ve ne sono di più mirati sulla pratica dopo tutto).
  16. Essere più assiduo nel Katori Essere rispettoso dei sempai (mica facile) Dedicarmi di più alle armi lunghe (anche se ricordarmi i kata di naginata è sempre un casino) Riprendere a fare Jujitsu, nonostante lo trovi molto più faticoso. Mettermi a dieta (ma pork... ho appena fatto fuori una merendina). Seguire di più le discussioni sulle Nihonto, invece di cavoleggiare in giro per il forum. Kung fu panda a me è piaciuto, anche io quando sono sconvolto mangio (e mi sconvolgo facilmente, sono sensibilissimo), ma credo che questo sia in netto contrasto con il penultimo proposito (sigh!)
  17. Caro Jarou, perchè, non si può essere entrambe le cose? Personalmete non mi ritengo un esperto nel riconoscere e decantare le virtù d'una Nihonto (e non lo farò fichè non mi potrò permettere di comprarne una), ma la (o il) katana, come studioso di design e storia della tecnologia (e tutti sanno come lo studio delle armi sia importante nello sviluppo ed evoluzione della metallurgia anche in campo civile) ha sempre suscitato in me un moto di sincera ammirazione e se ho voluto impararne l'uso è perché ritengo che la sua scherma contenga i segreti per la perfetta unione di forma e funzione, un ideale estetico e tecnologico che spesso manca agli odierni oggetti il cui uso è, spesso, troppo semplice e privo del necessario sacrificio utile ad apprezzarne una qualsiasi bellezza. Nella katana, tale bellezza non è solo forma ma anche coscienza del processo intellettuale, storico e tecnico che l'ha portata ad essere ciò che è e ad avere quella funzione. Ragion per cui, come marzialista, studio la spada anche come oggetto e come ammiratore dell'oggetto, sono un marzialista. In entrambe le vesti sono ben lieto d'alzare i calici (o mangiare una pizza) con chiunque condivida questo mio interesse (od anche con chiunque voglia passare una bella serata in piacevole compagnia). Credo che, meno prolissamente, questo sentimento accomuni tutti quelli che intevengono su questo forum i quali, siano essi più o meno esperti, sono tutto amanti delle Nihonto, e quindi spero non ti dispiaccia se faccio io quel famoso fischio.
  18. Ho letto, poco tempo fa, l'autobiografico Case, Amori, Universi, sempre di Fosco Maraini, dove, fra le altre cose, descrive il suo soggiorno e la sua prigionia (dopo l'8 settembre) in giappone. Bellissimo il suo incontro con un padre gesuita studioso di religioni orientali che descrive il giappone come la "tomba delle vocazioni", in quanto è facilissimo per un cristiano cedere alla fascinazione per la filosofia buddista (cosa che accade al gesuita in questione) ed è interessante come l'amore palese che l'autore porta al giappone non lo trattenga dal descrivere e criticare duramente il trattamento ai prigionieri di guerra civili (forse disprezzati più dei militari), identificandone la causa nell'eccessiva occidentalizzazione del giappone moderno (ai suoi tempi), che riteneva un punto d'onore non essere meno efferato dell'alleato nazista. Un libro splendido dove, oltretutto, maraini descrive una "Intellighentia" europea, borghese quanto si vuole ma sinceramente interessata a fare cultura ed a conoscere ciò che è diverso da se, una pulsione che ha fatto viaggiare l'autore fino in estremo oriente per scoprire altri modi di fare e pensare, persino nella crudeltà della guerra. Il mio errore è stato finire il libro ed accedere la TV, c'era Lucignolo. M'è preso uno sconforto.
  19. kasumi66

    Kendo E Kenjutsu

    Ho la fortuna di avere un maestro di Kenjutsu che è anche insegnate di Kendo e anche lui ammette che l'uso "sportivo" delle tecniche di kenjutsu, a volte, semplicemente, non è possibile preservando l'integrità fisica dell' atleta. una tecnica come il Machi uchi men (studiata per sfondare un elmo), che parte caricandosi non da sopra la testa ma dal avambraccio sinistro ed accumulando una energia cinetica decisamente superiore a quella di un normale sho men, arriverebbe sul men dell' avversario con conseguenze troppo devastanti anche se portato con uno shinai (e sarebbe inoltre poco pratico ai fini sportivi del segnare il punto, visto che risuta più lento), inoltre la maggior parte delle tecniche sono studiate per colpire proprio dove non si trovano le protezioni (gola, giunture, etc), in quanto "da battaglia", ovvero per essere usate durante uno scontro campale e quindi per uccidere e salvarsi la vita. La loro esplicazione tramite kata o, in alcune scuole, con combattimento controllato (controllatissimo), serve più che altro a preservarne la forma e la memoria che altrimenti andrebbe persa in quanto l'utilità di tecniche non sportive è praticamente nulla (a meno che non di torni ad andare in guerra armati di spada) se non come esercizio fisico e spirituale(e scusate se è poco). Semplicemente il Kendo ha una funzione (la pratica sportiva), il Kenjutzu un altra (la memoria e la preservazione delle origini di quella stessa pratica). Probabilmente la cosa migiore sarebbe affiancare le due cose e, se questo non è possibile, scegliere in base al principio che si ritiene prioritario (l'agonismo o la memoria).
  20. Ciao Dora. io dovrei venire da rescaldina, ma sono spesso a milano. se si organizza qualcosa ci sono.
  21. kasumi66

    Kizu - Le Ferite Della Lama

    Aprire un forum la mattina e sapere che il pomeriggio saprai qualcosina di più è un valido aiuto nel combattere l'entropia. Mille e mille grazie per questa perla preziosa.
  22. kasumi66

    Iaito Tozando

    Dev'essere un bello iaito, comunque (puoi postarlo?). comunque concordo con Kola. Occhio al polso e ai legamenti del braccio con l'estrazione veloce. il mio pesa più di 1 kg (ma è una lamaccia industriale, in acciaio) e anche con il bilanciamento alla tsuba, ho dovuto penare per controllarlo bene (ma adesso posso praticare con tutti gli altri senza menomare nessuno, non preoccupatevi). Ti adatti alla spada e, a volte, lei si adatta a te.
  23. Molto bravo, benvenuto. Perchè, diciamocelo, per molti (e non solo giovani) in europa, lo studio dell'oriente parte dai manga.

Chi è I.N.T.K.

La I.N.T.K. – Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione italiana per la Spada Giapponese) è stata fondata a Bologna nel 1990 con lo scopo di diffondere lo studio della Tōken e salvaguardarne il millenario patrimonio artistico-culturale, collaborando con i maggiori Musei d’Arte Orientale ed il collezionismo privato. La I.N.T.K. è accreditata presso l’Ambasciata Giapponese di Roma, il Consolato Generale del Giappone di Milano, la Japan Foundation in Roma, la N.B.T.H.K. di Tōkyō. Seminari, conferenze, visite guidate a musei e mostre, viaggi di studio in Europa e Giappone, consulenze, pubblicazioni, il bollettino trimestrale inviato gratuitamente ai Soci, sono le principali attività della I.N.T.K., apolitica e senza scopo di lucro.

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"Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci frecce tenute assieme."

(proverbio popolare giapponese)

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