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Altura

il club dell' Ukiyo-e

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ok.. ho "visto" la tua stampa.. è proprio così: solo cornice in basso.

Proverei con una bordura scura, cominciando a vederla con "una" sul blu/azzurro il più possibile identica al colore della cornice in basso e poi vedere se scurire o schiarire un pò (ci penserò) eviterei il doppio vetro. non credo di essere l'unico ignorante e a prima vista la stampa con la cornice solo in basso sembra incompleta e il doppio vetro accentuerebbe questa errata visione.

se riesci, fai una foto più complanare alla stampa, in modo di averla "rettangolare"


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Grazie per i consigli Betadine.

L'unico altro esemplare che ho trovato di questa versione è al Museum of Fine Arts di Boston e la bordura è uguale. Quindi penso, come anche tu, che il blocco nasca così.

 

sc156830.jpg

 

Pure io pensavo ad un vetro unico, con un passepartout che crei anche un sottile "divisorio" tra le due pagine. E, si, non bianco. Un azzurro tenue potrebbe stare bene. :arigatou:

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L'idea della mascherina è buona, ma la scelta del colore si rivela difficile.

Il prevalere di colori freddi in basso, che farebbe optare per un azzurro tenue, potrebbe essere molto forte sulla parte alta che tende al rosso.

Questa discrepanza farebbe comunque propendere per una maschera piccola e poco invasiva.

Io farei anche una prova con un colore più neutrale.

Pensavo ad un rosa carne non troppo forte che potrebbe sposarsi bene in basso con la decorazione floreale della piattaforma, andando poi sempre più in sintonia verso l'alto della stampa.

Anche ad un giallo ocra.

Ancorché tenue, il rosa potrebbe non adattarsi con ciò che cè attorno in casa, una cosa che richiederebbe un secondo passepartout da valutare ma non così grosso da rendere ancor più piccola la stampa. Un viola? Un rosso?

Blu come dice Betadine, se opti per l'azzurro.

E si, farei anche io vetro singolo con cornice a contrasto non in tinta unita.

Così senza vedere dal vivo è difficile.


 

月の道

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Parlo a chi potrebbe ritenere banali certe elucubrazioni.

saper "arredare" correttamente un immagine è arte anch'essa, la giusta cornice incorona l'opera, la risalta a tal punto da favorirne le giuste impressioni. Così come una tela tagliata, bianca o colorata che sia non va assolutamente incorniciata (non puoi abbellire la sofferenza che vuole trasmettere) verrebbe meno il messaggio.

Il fatto di non essere facilmente in grado di fotografare e postare adeguatamente qualcosa di mio mi provoca disagio e non ditemi di farmi aiutare da mia figlia. Non lo farò mai!! Ormai sono troppe le barzellette che girano sull'abilità di papà che cerca di usare la tecnologia.

 

P.S. Gian la tua stampa è meravigliosa! Non dico altro.


Antonio Vincenzo

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viste dal telefono le foto dei quadri sono illeggibili... è questione di luce, completamente assente. La difficoltà in una foto, in generale o nello specifico di un quadro, è data dal controllo della luce, nel caso del tutto assente, ma migliorabile facilmente (a differenza di una lama, ristretta ma lunga).
Notte tempo vedrò col pc cosa si vede.
Getsu... nella tua precedente richiesta di aiuto c'era di mezzo un Kami ... e il messaggio (se sei connesso) è immediato, a prescindere dalle latitudini. (chiedo venia se ho anticipato la ricerca/risposta) smile please.

Altura abbandona il disagio e fatti aiutare, la tua vita ne gioverà, a prescindere....


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.

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Erano le quattro e non volevo svegliare mia moglie... ma sono ben conscio dei miei talenti.

Vi posso assicurare che il Kami delle Foto aveva fatto il bagno nel sakè il giorno in cui sono nato.

😂😂😂

 

Sono un paio di paginette di uno dei tanti manuali di Hokusai.

Niente di particolarmente notevole, dal punto di vista artistico.

Ma ci sono molto affezionato perché fu un regalo di mia madre quando ancora ero un ragazzetto saccente.

(Ora non sono più ragazzetto, come avrete capito).

 

Servivano solo a dare un'idea dell'effetto del riquadro nel riquadro con il colore più esterno che contrasta.


 

月の道

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Nella stampa di Gian Luca, l'aiutante di Munechika ha dei "pantaloni" del Kimono vistosamente lunghi, ciò nasce da una usanza Giapponese per la quale, quando si è ospiti in palazzi importanti, (era addirittura obbligatorio all'interno del palazzo dello shogun) che si ripieghino i pantaloni esageratamente lunghi appunto, come segno di rispetto nei confronti del signore padrone di casa.

In quanto (non so bene il perché) la difficolta del movimento era garanzia "sottomissione" ???? Sarei curioso di conoscere nei dettagli questa regola se qualcuno avrà la bontà (e la voglia) di spiegarmela, grazie in anticipo.


Antonio Vincenzo

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Nella stampa di Gian Luca, l'aiutante di Munechika ha dei "pantaloni" del Kimono vistosamente lunghi, ciò nasce da una usanza Giapponese per la quale, quando si è ospiti in palazzi importanti, (era addirittura obbligatorio all'interno del palazzo dello shogun) che si ripieghino i pantaloni esageratamente lunghi appunto, come segno di rispetto nei confronti del signore padrone di casa.

In quanto (non so bene il perché) la difficolta del movimento era garanzia "sottomissione" ???? Sarei curioso di conoscere nei dettagli questa regola se qualcuno avrà la bontà (e la voglia) di spiegarmela, grazie in anticipo.

Qui un interessante articolo sull'argomento.

http://historicalnovelists.tripod.com/kimono.htm

 

Parlando di vestiario, nella gallery si può anche osservare una bella stampa che mostra il dress code di alcune donne guerriero durante la rivolta di Satsuma.

 

Il che introduce un altro argomento poco conosciuto: le onna bugeisha, donne guerriero appunto.

Tradizionalmente le donne potevano seguire un percorso marziale e di disciplina uguale a quello degli uomini (si consideri anche che, nei tempi più antichi, molte furono le imperatrici in carica).

Questo fino al 1600, quando la pax Tokugawa impose alle donne il ruolo di generatrici di figli, relegandole dunque a quei ruoli sottomessi che ben sappiamo.

Nel tardo 1800, quando le autorità imperiali tentarono di sconvolgere l'establishment, le donne guerriero tornarono alla ribalta (e molte di esse moriranno eroicamente nella battaglia di Aizu, 1868).

 

 

97F9F17B-FA78-46D1-B826-FC46A101ED19.jpeg

 

L'imperatrice Jingu, in una stampa di Yoshitoshi (1880)

 

Perdonami Altura se sono andato fuori tema rispetto al tuo quesito !

 

...gli ukiyoe svelano aspetti storici e culturali del Giappone che conosciamo appena, o per nulla... :arigatou:

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Grazie Gian, ho letto il link, il tipo di pantalone era il nagabakama, ma non ho letto nulla sull'opportunità di detto abbigliamento. Mi sembra di aver capito che l'indossavano i portatori di spada ,i samurai, forse per metterli in posizione di svantaggio nella eventualità dell'azione.


Antonio Vincenzo

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Ho letto meglio Gian nel Glossario, riduceva in effetti l'azione, anzi diciamo che la annullava completamente. in pratica era come lasciare le pistole fuori prima di entrare nel saloon. Ti ringrazio.


Antonio Vincenzo

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Con quei pantaloni, persino camminare richiede una concentrazione che permette solo quello.

;-)

 

Sulla sottomissione delle donne dal XVII secolo ad oggi, ci sarebbe un lungo capitolo da aprire.

Tutt'oggi, in via Montenapoleone a Milano, spesso si vede la donna seguire l'uomo con sincera modestia è sottomissione, fino alla prima gioielleria... dove l'uomo è, con grande deferenza, invitato a fermarsi per tutto il tempo necessario se non calorosamente invitato ad entrare per levare l'eventuale polvere dalla nipponica carta di credito.

😂😂

 

Ciò detto, estremamente interessante il ruolo della donna nella civiltà guerriera giapponese.

La donna porta con se sempre un grande mistero.

Sia essa avvinghiata a un polipo.

Sia essa in un angolo di una stampa a recitare formule magiche per evocare uno spirito scheletrico.

Miko, se non vado errato, il termine con cui venivano apostrofate e che tutt'oggi caratterizza le donne che si occupano dei tempi.


 

月の道

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interessante nella stampa che raffigura l'imperatrice Jingu vi è in primo piano una naginata in cui la lama sembra sovrapposta come fosse una baionetta, è così o è la tisana che sto sorseggiando, forse devo cambiare miscela!


Antonio Vincenzo

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Ciò detto, estremamente interessante il ruolo della donna nella civiltà guerriera giapponese.

La donna porta con se sempre un grande mistero.

Sia essa avvinghiata a un polipo.

Sia essa in un angolo di una stampa a recitare formule magiche per evocare uno spirito scheletrico.

Miko, se non vado errato, il termine con cui venivano apostrofate e che tutt'oggi caratterizza le donne che si occupano dei tempi.

 

Grazie Getsu per questo collegamento...mi hai preceduto (osmosi, ancora una volta !)

 

Anticamente le miko avevano un ruolo simile all'oracolo di Delfi, le loro parole in trance erano considerate la voce stessa dei Kami. Oggi il loro ruolo è senz'altro più modesto.

 

Chissà che l'hakama rosso fuoco di Jingu non sia l'indicazione della sua ispirazione (ed origine) divina; l'hakama rossa è, per l'appunto, la veste tradizionale delle miko...

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interessante nella stampa che raffigura l'imperatrice Jingu vi è in primo piano una naginata in cui la lama sembra sovrapposta come fosse una baionetta, è così o è la tisana che sto sorseggiando, forse devo cambiare miscela!

 

E' una chikushi naginata. Qui un articolo sull'argomento:

http://www.intk-token.it/forum/index.php?showtopic=3141

 

Il fatto che venga rappresentato questo particolare tsukurikomi non deve essere casuale.

E' documentato che si tratti di uno dei sugata più antichi per questo tipo di arma in asta e questo può essere riferimento all'epoca in cui visse l'imperatrice Jingu.

 

Forse però potrebbe essere anche un riferimento al Kyushu (chikushi) che, ricordiamo, è la regione in cui nacque (e da cui partì in direzione Yamato...) Jimmu Tenno, leggendario primo imperatore del Giappone.

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Nigredo, albedo, rubedo.

È quando è rossa che la lama si tempra.

 

Il mondo fluttuante ha creato un suo campo.

Dove si rivela la particella, o, se vuoi, l'informazione, conta abbastanza poco.

È solo questione di maggior probabilità.

...E, si, in biologia amano fare un parallelo tra campo e pressione osmotica.

 

Questa cosa delle stampe, però, tu l'avevi intuita anni fa, prima ancora che la luna decidesse di uscire dal cono d'ombra.

Deve esserci una Miko nel tuo albero genealogico!

Ahahahahahahahahah


 

月の道

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mi spiace abbassare il livello degli ultimi interventi..... inserendo alcune basiche "simulazioni per cornice"

un consiglio che mi sento di dare.. in relazone al passepartout e quello di farsi stampare su cartonino groffato "la tinta scelta" opzionando finiture da photoshop (acquarello o texture o pennello o ...) a meno che non si "acquarelli" il cartoncino - avendone le capacità o facendoselo fare (acquarello, acquarozzo, acrilico spugnato... danno risultati sorprendenti) ricordandosi che deve essere un fondo e non sovrastare il soggetto da appendere.


gluca.jpg

 

allego anche un pdf, che mantiene meglio i pixel nell'ingrandimento

gluca.pdf


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