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Tesori perduti nel Giappone postbellico


  • Per cortesia connettiti per rispondere
73 risposte a questa discussione

#37
G.Luca Venier

G.Luca Venier
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  • PN - FI - LU no kuni jū
Ah, ma l'esperto è Mike Yamasaki, della NBTHK American Branch !
L'abbiamo conosciuto molto bene a Tokyo l'anno scorso, persona simpatica e disponibile.
 
E' anche un dealer, presso Tetsugendo.com.
 
Va notato che l'approccio alle lame, con attenzione rivolta esclusivamente ai nakago, non è propedeuticamente corretta.
 
Inoltre va considerato che la lama più antica firmata e datata di Masamune (che è riportata solo su carta) è del 1314, mentre le probabili date di morte (ricavabili dai documenti) stanno tra il 1330 ed il 1343.
La lama più precoce di Akihiro, che ancora esiste, è invece datata 1362 ed è ormai opinione comune (cfr. Honma Junji, "Masamune and his school", pag 34 e Fujishiro Matsuo, "Nihon Toko Jiten", Kotohen, pag.418) che questo forgiatore non possa essere stato allievo di Masamune, benchè in molti testi questa storia sia ancora pedissequamente riproposta.
 
Ogni tanto bisogna anche aggiornare le proprie fonti.  :arigatou:
 
P.S. la Akihiro, a questo giro, è gimei

#38
betadine

betadine
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  • Marte no kuni jū

Touché..


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#39
betadine

betadine
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Prendendo spunto su una riflessione di GianCB sulle lame perdute (anche se probabilmente si riferisce ad "altre" lame)

 

Le lame perdute tornano ... (anche se non saranno importanti, per i collezionisti ... Lo sono per chi le riporta e per chi le riceve)

 

 

La butto sul romantico:

http://www.startribu...home/224629411/

https://www.japantim...s/#.Wsjj9X--lpg


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#40
getsunomichi

getsunomichi
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  • Milano no kuni jū
Vi butto giù un pensiero di getto che queste due segnalazioni mi fanno venire in mente.

La leadership degli Stati Uniti in campo economico, militare e politico è fatto indiscusso.
Ciò su cui raramente si riflette è che essa è presente anche in campo medico, scientifico e artistico.
La stragrande maggioranza delle cose che contano si continuano a dire oltre oceano dalla fine della seconda guerra mondiale.
Sono parecchi gli investimenti che avvengono in questi campi e che tutt'oggi finiscono per attrarre nel Grande Paese le migliori menti che trovano un ambiente fertile per i pensieri che da lì nascono.
Nessuno è privo di difetti, ma spesso sorrido quando noi Italiani ci prendiamo gioco del loro talvolta essere sempliciotti e naïf.
Un popolo ancora giovane e spesso privo di profondità storica che viene letteralmente frastornato quando visita il nostro paese.
Un popolo moralmente semplice, privo delle mille sovrastrutture politiche che si sono raffinate nel governo della cosa pubblica nei nostri tremila anni di storia.

Beh, signori, io questa semplicità la invidio.
Questi esempi "romantici" ne sono la testimonianza.
Vedete, qui ci sono degli uomini che hanno commesso un furto.
Si tratta di un bottino di guerra e nessuno ne fa un dramma.
Ma dopo solo il passaggio di un paio di generazioni, chi lo ha commesso si è reso conto della profondità negativa di quel gesto.
Del taglio brutale che ciò ha comportato per un popolo in generale e per una famiglia in particolare.
Dell’interazione storica e sentimentale del gesto.
Qualcosa di cui vergognarsi.
Un’ingiustizia.

Beh, che problema c’è?
Se un torto è stato fatto, si rimedia a questo torto.
Da famiglia a famiglia.
Da uomo a uomo.
E l'oggetto viene restituito.
Semplice e diretto.
Senza troppe burocrazie inutili.
Senza troppe remore sentimentali.

Di fronte a questa semplicità ed efficacia di azione, tutta la nostra superiorità infrastrutturale e capacità di affrontare realtà maggiormente complesse svanisce in un istante come con lo scoppio di una bolla di sapone.

Grazie Beta per queste belle segnalazioni.
Il loro significato va ben oltre alla restituzione del maltolto.
月の道

#41
Francesco Marinelli

Francesco Marinelli

    Keiji

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Grazie per quanto avete scritto.

 

Questo è uno dei motivi per cui io e Manuel abbiamo fatto tante ricerche su Yoshimitsu, cercare di rintracciare a chi fosse appartenuto. Speriamo di riuscire a sfogliare qualche raro ed antico testo nel nostro prossimo viaggio in Giappone, e chissà...

 

Considerate anche il fatto che molte lame importanti furono vendute durante la WWII, dato il grande periodo di difficoltà.

 

Molti di voi conosceranno l'incredibile collezione del Dr. Walter A. Compton, ma forse non tutti sanno che... (è la lama n°6 dell'articolo tradotto da Mauri)

 

Un antiquario acquistò un tachi per $10 in una fiera di militaria negli Stati Uniti, il quale pensando di fare un ottimo profitto lo vendette per $50 ad un agente di Dr. Walter Compton. Questa era la migliore opera di Saburo Kunimune, un famoso Kokuho (tesoro nazionale) del santuario Terukuni (nella prefettura di Kagoshima), confiscato dal GHQ all'indomani della seconda guerra mondiale e successivamente perso... fu riportato in Giappone nel 1963 e restituito al santuario di Terukuni senza chiedere alcun risarcimento. 

 

In foto Dr. Compton con la lama di Kunimune, Sato e Honma sensei:

File Allegati  1.jpg   497,16KB   0 Numero di downloads

 

Questa una cartolina del santuario Terukuni all'incirca del 1933:

File Allegati  2.jpg   67,17KB   0 Numero di downloads

 

Foto ed oshigata del tachi:

File Allegati  3.JPG   115,92KB   0 Numero di downloads


Prossimamente al cinema... "Indiana Jones e la lama perduta"

#42
Klaus

Klaus
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Ho cinque minuti e vorrei esprimere un parere su quanto hai postato Gian.
Io credo che tutto nasca dalla differenza che da sempre contraddistingue le culture dei popoli, l'articolo 136 del codice civile regola le varie disposizioni sui vincoli che lo Stato Italiano impone sui beni e patrimoni culturali, (come ben puoi immaginare siamo all'avanguardia in ciò). Il vincolo non grava sulla trasportabilità fuori dai confini nazionali del bene che rimane un divieto indiscutibile, ma sul diritto di prelazione che lo Stato si riserva in qualunque transazione debba avvenire del bene. Se il bene appartiene a privati, che sia un immobile storico o una collezione d vasi etruschi, (regolarmente posseduti) non può essere alienato se non previo il non esercizio della prelazione da parte dello Stato. Esso interviene tramite una procedure abbastanza articolata ogni volta che lo stesso viene alienato, o meglio vorrebbe esserlo.
Così, se ben ricordi avvenne con l'isola di Budelli in Sardegna dove, attraverso una raccolta di fondi, la regione (stato) esercitò il diritto di prelazione e il ricco Neozelandese non potè acquisire la bellissima isola dalla spiaggia rosa.
Il gaudente Americano (e Betadine ce ne dà un esempio con la foto del simpaticone) continuerà a tagliare il tacchino con la token perchè non ha cultura storica, Back ground, mi ricordo che da bambino, abitando in centro a Roma, giocavamo tutti i giorni a pallone nei giardini in via dei Fori Imperiali, i pali delle porte erano dei pezzi di capitello  Antico (2000 anni) adagiati sui prati, nessuno di noi seppur bambini, avrebbe mai nemmeno pensato di imbrattare o martellare quel capitello e, pur trattandolo da "palo" ne avevamo un profondo rispetto. Molti di quei capitelli statue nel tempo sono state trafugate per abellire sale da pranzo in America piuttosto che in Francia o Germania, ma, ancora, se potesse, il "gaudente" ci taglierebbe il tacchino nel giorno del ringraziamento...alla stregua di chi ancora oggi incide il proprio nome sul travertino del Colosseo.
P. S. Non sò se esiste nella legislazione Nipponica una sorta di diritto di prelazione sui beni patrimoni culturali... Ciò potrebbe inficiare il ritorno in Italia del Tanto di Francesco e Manuel, (o non facciamo scherzi!), lo ignoro :confused:

Anche se ci fosse un articolo 136 del codice dei beni culturali (non c.c.) non credo che sarebbe opponibile a cittadini stranieri che vantano già legittimi titoli di proprietà e a stati stranieri. Il diritto di prelazione presuppone una cessione, non un diritto di proprietà già in essere.
La storia dei rapporti tra USA e Giappone, Corea, Cina, Filippine e Singapore aiuta a capire la peculiarità dei rapporti giuridici e legali che legano ancora oggi USA e Giappone e a comprendere i motivi della distruzione di massa delle spade nel secondo dopoguerra. Motivi seri e anche in gran parte comprensibili.
Le requisizioni e le confische militari sono un legittimo titolo di proprietà, che, per giunta, esula dalla giurisdizione dei tribunali nazionali.
La Gioconda è in Francia per volere dello stesso Da Vinci ed è detenuto sulla base di un legittimo titolo di proprietà.
Potrebbe tornare mille e mille volte in Italia per mostre, restauri, certificazioni... tornerebbe al Louvre senza il minimo dubbio.
Certo... in segno di amicizia la Francia potrebbe decidere di donarcela. Ma di donazione si tratterebbe.
Come accade per l'affitto simbolico di Palazzo Farnese... donazioni... cortesie istituzionali... non diritto.

#43
betadine

betadine
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Klaus .... ottima e opinabile la tua disquizione sui diritti peculiari e di perculazione dello sconfitto . . . ma cerca di far pace col tasto  [ENTER]   

(SMILE .. PLEASE)


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#44
Klaus

Klaus
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Grazie. In realtà, col cellulare, ho provato a modificare un errore e mi ha duplicato il messaggio.
E non riesco a cancellare. Mi aiutate a farlo?

Non comprendo il termine "perculazione"...
Ma credo che ci siano un paio di aspetti storici che meritino di essere almeno considerati, se non proprio approfonditi.

#45
Enrico Ferrarese

Enrico Ferrarese

    Dash Kappei

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detto fatto Klaus

#46
betadine

betadine
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... "perculazione" (sberleffo .. sfottimento , meglio dire "fottere") ovvia e scontata, ma talvolta non sempre giusta e corretta, che il vincitore impone al vinto.

 

Nello specifico caso, dopo aver vinto, preteso "territori", $$ e indennizzi, il sequestro delle lame, io lo vedo come "atto di umiliazione della cultura di un popolo" (peraltro molto attaccato a certi valori).

Non era certo per "la minaccia" che tali armi potessero in futuro creare problemi agli americani, che vennero sequestrate ..per essere distrutte!!! (salvo portarsi quelle ritenute più interessanti a casa come cimelio.....

.. militarmente il "soldato americano" è ancora scottato "dallo scalpo ".. subito dopo non aver mantenuto gli impegni con i nativi americani, comunemente chiamati indiani ed in un certo senso, successivamente, "la cupidigia" verrà a loro donata con gli interessi nel sud-est asiatico.

 

Per questo è molto bello che "l'individuo", senza distinzione di razza o appartenenza ad una nazione o popolo, conservi "una coscienza" che giorno dopo giorno appare.. fino a rimettere le cose al loro naturale posto. (a prescindere da ipotetici diritti).

 

Forse ora il termine "perculazione" appare più chiaro per come lo intendo.

Buona domenica.

Pace.


Sii immobile come una montagna ...
ma non trattare le cose importanti troppo seriamente.


#47
Altura

Altura
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  • rm no kuni jū

Klaus non fare caso a Betadine è un sporco comunista!

Ma....vorrei capire scusa, giusto per rimettere ordine in ciò che accadde. tu dici: "bisogna comprendere i motivi della distruzione di massa delle spade dei Giapponesi nel secondo dopoguerra" "motivi seri e in gran parte comprensibili" ?!?!

A parte la singolare collocazione storica, secondo dopoguerra, mi sfugge l'etica.

Poi: "le requisizioni e le confische militari sono un legittimo titolo di proprietà", ho pensato quindi ai vinti, guai a loro! Beh, andò cosi:

Una mattina un paio di menti illuminate decise di testare l'ultimo giocattolo realizzato nelle loro fucine non per porre fine ad una guerra ...finita, ma per vedere che effetto faceva la liberazione incontrollata della reazione a catena della fissione nucleare su una citta scelta a caso piena di persone inermi.

Non una ma due volte, tanto per vedere.

 Dopo di che hanno pensato, quale è per questi Nippo un gesto di sottomissione plateale, come possiamo umiliarli per bene, ed ecco che qualcuno suggerisce loro che porgere a testa china la spada sia un segno di sottomissione assoluto.

Bene ce la facciamo dare e le distruggiamo così lo sfregio è completo.

Beh che dire Klaus, potresti riprovarci che so, con le balene! 


Antonio Vincenzo


#48
getsunomichi

getsunomichi
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Se è vero che gli Americani sapevano molto bene che non ci sarebbero state altre opportunità, oltre quelle di Little Boy e di Fat Man, di testare ordigni nucleari su popolazioni civili, ed è per questo che furono fatte esplodere ad altezze differenti, va anche ricordato che gli attuali equilibri politici mondiali sono ancora per certi versi la conseguenza dei “muscoli" mostrati in quella occasione.
La mossa fu più pensata di quel che appare, perché il Giappone era una nuora con molte suocere che dovevano intendere.
Inoltre, chiedo a chi qui conosce la mentalità giapponese, siamo davvero certi che queste bombe terribili abbiano ucciso più del necessario?!? Qualcuno si immagina cosa sarebbe stata la guerra, in termini di costi di vite umane, contro i Giapponesi?!?
I Giapponesi tutt'oggi non conoscono tanto bene il concetto di resa...
Comunque, tutti concordano che la seconda esplosione poteva attendere la reazione di Hirohito e che fu probabilmente uno spreco di vite prematuro ed inutile. L'armistizio sarebbe arrivato comunque.
Altri test nucleari furono fatti nel decennio successivo, senza ottenere stragi simili per non contare gli effetti biologici delle radiazioni nei decenni a seguire sulla popolazione sopravvissuta. Anche qui, oltre ai test, l'esibizione muscolare nel teatro del Pacifico (nomen omen) non fu casuale.

La distruzione delle lame era una mossa azzeccata dal punto di vista psicologico.
Gli Americani volevano distruggere lo spirito guerriero nipponico. Non c'era scelta migliore.
...c'era solo un piccolo particolare che gli è sfuggito, insieme stavano mandando al macero un millennio di storia, d'arte e di cultura.
Un valore inestimabile è un patrimonio dell’umanità.
Quando lo hanno capito, una buona parte del danno era ormai stato già fatto.
Per fortuna che ciò che non fu capito dai generaloni fu capito dai soldati semplici.
Quello che a prima vista è stato presentato come un banditesco bottino di guerra si è in realtà rivelato negli anni un prezioso salvataggio di lame, talora veri e propri pezzi d'arte, che altrimenti sarebbero andati distrutti per sempre.

Insomma, talvolta le cose sono l'opposto di ciò che appaiono.
Vale per le armi di distruzione di massa, per quelle di porto individuale ...e forse anche per tutto il resto.
月の道

#49
betadine

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caro Altura non mi ritengo ne sporco ne comunista. (tantomeno tra "le stelle" ... diciamo che talvolta ho dei sinistri pensieri illuminati )

so bene cosa accadde sotto l'elgida della bandiera rossa, come concordo col pensiero finale (nel senso della guerra) illustrato da Getsu.. probabilmente ci sarebbero stati molti più "dispersi".

 

A me interessa maggiormente "l'individuo" a prescindere dalla sua razza, nel bene e nel male, (anche se preferisco nel bene).

Questa inutile corsa per il possesso, offusca gli orizzonti e toglie il respiro.

 

 

(è che talvolta mi resta difficile comprendere Voi umani)

Mi ripeto:

Per questo è molto bello che "l'individuo", senza distinzione di razza o appartenenza ad una nazione o popolo, conservi "una coscienza"

che giorno dopo giorno appare.. fino a rimettere le cose al loro naturale posto. (ci vorrà del tempo... ma noi abbiam pazienza e tempo).

 

 

 

p.s. "noi" = organsmi unicellulari    (così è più chiaro anche il mio "nick" di autodifesa)


Sii immobile come una montagna ...
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#50
Altura

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  • rm no kuni jū

So bene amico mio (ora puntualizza anche che non sono nemmeno  tuo amico), che non sei ne sporco e ne comunista.

La mia era solo semplice ironia visto il senso antimperialista che trasudava dai concetti che avevi espresso.

Non mi ritenere così banale, si parlava delle frasi espresse da Klaus che mi sembravano lievemente "coercitive" sui trattamenti subiti dai Giapponesi in sede di resa.....  dei  "conti".

Il buon Getsu invero non mi convince molto, nei suoi concetti danzano in equilibrio le tesi opposte, questo è del tutto giusto ma anche un po' sbagliato quest'altro è tutto sbagliato ma anche un poco giusto.

Certo le analisi possono essere contrastanti e ciò dipende da che lato le si giudicano, ma il terrore nucleare sarebbe stato tale anche per le suocere bolsceviche senza dover fare stragi di innocenti, ma non voglio essere assolutista e forse hai ragione tu, ma le spade non c'entrano, vollero spettacolarizzare il trionfo a casa dello sconfitto così come fecero con gli indigeni americani quando dopo il massacro gli dissero di stare li buoni senza fare troppi schiamazzi.

E a dire il vero a guardarli oggi considerando i loro comandanti, non sono cambiati molto, a pensarci mi viene in mente un mio professore che quando ti beccava impreparato soleva dire gridando "FUGGI RAGAZZO MIO, NON CI SIAM CAPITI, NON TI FECE MIGLIORE LA SCUOLA!".

 

vi voglio bene :ciaociao:

 


Antonio Vincenzo


#51
betadine

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ah bene.  (ironia poco colta)     L'accento va bene in ambedue i casi.  :tioffrounabirra:

 

Mi piace che il concetto di "antimperialista" in ogni latitudine venga fuori ben chiaro e limpido. sempre.


Sii immobile come una montagna ...
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#52
Altura

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ecco un'altra cosa che ci accomuna  il fatto di stare con gli indiani! Cin :tioffrounabirra:


Antonio Vincenzo


#53
Klaus

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Francamente non avevo mai considerato la distruzione di massa delle nihonto come uno sfottò o una umiliazione fine a sè stessa.

E francamente credo che si possa leggere la storia senza fare necessariamente etica e/o politica.

 

Da che mondo e mondo si fa la guerra per conquistare, depredare, privare, togliere... terreni, beni, tesori e risorse.

Gli USA hanno investito qualche miliardo di dollari e 200.000 vite nella Guerra del Pacifico. 

La confisca di beni è atto lecito secondo il diritto internazionale.

 

Volutamente tralascio i dettagli e i singoli episodi, dato che scriviamo in un contesto di persone che conoscono bene la storia dell'Estremo Oriente e non intendo insegnare ad arrampicarsi ai gatti.

 

Qui sopra sono state fatte delle considerazioni tutte giustissime e corrette, ma ritengo che forse possano essere integrate.

 

Innanzitutto, per quanto riguarda il Giappone, va specificato che non si può parlare di "Trattati di pace", quanto piuttosto di "resa senza condizioni"...

Ovviamente, non è la stessa cosa.

Il Trattato di pace è un contratto, sebbene stipulato in condizioni di inferiorità.

La resa senza condizioni è la consegna totale del paese alla sovranità del paese nemico.

Dal momento della resa, tutto ciò che è semplicemente voluto dal nuovo sovrano è di per sè giusto e lecito, salvo il rispetto della Convenzione di Ginevra... eh... già... la Convenzione di Ginevra...

 

Questo i giapponesi lo sapevano bene, benissimo, anzi... potevano insegnare al mondo il concetto di "guai ai vinti"...

 

Nel momento in cui, nel 1946, i rappresentanti di undici paesi hanno costituito il Tribunale Internazionale per l'Estremo Oriente i vertici politici e militari del Giappone non furono solo accusati, nel processo di Tokio, di aver compiuto l'attacco di Pearl Harbour, ma anche di una lunga e folta serie di terribili nefandezze che risalivano almeno al decennio precedente, sin dal massacro di Nanchino.

Negli undici lustri precedenti il 1946, infatti, il Giappone aveva praticato non solo un imperialismo e un colonialismo molto aggressivi, ma anche una politica di sfruttamento e oppressione schiavistica delle popolazioni sottomesse.

L'imperialismo e il colonialismo, lo sappiamo, andava di moda e molti stati l'avevano praticati, Italia compresa.

Ma il Giappone aveva praticato, sistematicamente, un'attività di oppressione selvaggia delle popolazioni occupate.

Ad ostilità chiuse e terminate, le truppe di occupazione giapponesi, più volte, in più luoghi e sistematicamente... si erano abbandonate a riduzione in schiavitù, confische, stupri, rapimenti, sfruttamento, uccisioni di massa, saccheggi e depredazioni.

Taglia oggi e decapita domani, quasi il 30% della popolazione di Singapore, nel corso dell'occupazione giapponese, era deceduta... ad esempio... ma è solo un esempio, tra tanti...

La mortalità nei campi di prigionia nipponici era di 30 volte superiore a quella dei campi tedeschi e il Giappone preferì, evidentemente per pudore, uscire dalla Convenzione di Ginevra...

Se esci... non applichi le norme a tutela dei prigionieri... ma neanche vengono applicate a te... 

Tutto ciò prescinde dall'etica: è semplice diritto.

Vedere soldi, comprare cammello... Rispetti prigionieri... vieni rispettato...

Tutto semplice... non c'è giusto e non c'è sbagliato.

Non c'è posto per l'etica, per libera scelta dei responsabili.

 

Il simbolo di questa condotta tirannica era stata la Katana.

Ed era simbolo arrogante, ricorrente, ossessivo, in una propaganda interna ed esterna che alimentava se stessa in un autentico delirio di massa... Si pensi all'incidente del 15 maggio 1932 e all'omicidio feroce del primo ministro Inukai, reo di non essere abbastanza aggressivo...

Il Giappone era militarizzato da decenni: aveva copiato l'idea fascista dell'Oro alla Patria ed aveva militarizzato la propria gioventù, la propria politica, il proprio paese...

Alcune aziende, di proprietà di imprenditori stranieri, erano state nazionalizzate o confiscate...

I veterani facevano lezione nelle scuole raccontando della loro gara a decapitare con la propria katana per primi 100 teste di inermi prigionieri di guerra e i fanciulli non vedevano l'ora di imitare le loro gesta...

 

Ora, è indubbio che fu lo stesso militare giapponese, in questi contesti, a rendere un pessimo servigio all'immagine della propria spada.

Ed è altrettanto indubbio che la popolazione di undici paesi sottomessi voleva ed aveva il diritto di vedere spezzare quelle katane.

 

Certo, con il senno di poi sarebbe stato più giusto e corretto confiscarle ed aprire un immenso museo della spada giapponese a Washington, ma le popolazioni di Singapore, Cina, Corea, Manciuria, Macao, Nanchino, Filippine, etc, etc... in gran parte denutrite e non alfabetizzate avevano forse bisogno di un atto politico, simbolico, plateale, più comprensibile di un bombardamento nucleare.

 

Quanto alla resa del Giappone e ai bombardamenti nucleari... chissà?

Difficile dirlo... sappiamo solo due cose:

1) a Yalta, Stalin si era impegnato a dichiarare guerra al Giappone entro i tre mesi successivi alla resa della Germania... dunque tutti gli alleati sapevano che tra la resa del Terzo Reich e quella del Tenno sarebbero intercorsi almeno tre mesi o più...

Però... è pure vero che, per esempio, l'UK aveva posto come ultimatum per la consegna di alcune forniture militari il mese di agosto...

Dunque prevedeva che certi armamenti le dovevano essere consegnati entro agosto 1945 o i contratti si sarebbero risolti...

2) Il Giappone fu l'unico paese dell'Asse cui gli Alleati consentirono di conservare il leader.

L'imperatore non fu neanche processato.

Fu indotto a rinunciare alle sue prerogative divine e mistiche, ma comunque non fu costretto neanche ad abdicare e, nella costituzione giapponese, conserva titoli altisonanti, augusti, anche se non più divini.



#54
Klaus

Klaus
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Klaus non fare caso a Betadine è un sporco comunista!

Ma....vorrei capire scusa, giusto per rimettere ordine in ciò che accadde. tu dici: "bisogna comprendere i motivi della distruzione di massa delle spade dei Giapponesi nel secondo dopoguerra" "motivi seri e in gran parte comprensibili" ?!?!

A parte la singolare collocazione storica, secondo dopoguerra, mi sfugge l'etica.

Poi: "le requisizioni e le confische militari sono un legittimo titolo di proprietà", ho pensato quindi ai vinti, guai a loro! Beh, andò cosi:

Una mattina un paio di menti illuminate decise di testare l'ultimo giocattolo realizzato nelle loro fucine non per porre fine ad una guerra ...finita, ma per vedere che effetto faceva la liberazione incontrollata della reazione a catena della fissione nucleare su una citta scelta a caso piena di persone inermi.

Non una ma due volte, tanto per vedere.

 Dopo di che hanno pensato, quale è per questi Nippo un gesto di sottomissione plateale, come possiamo umiliarli per bene, ed ecco che qualcuno suggerisce loro che porgere a testa china la spada sia un segno di sottomissione assoluto.

Bene ce la facciamo dare e le distruggiamo così lo sfregio è completo.

Beh che dire Klaus, potresti riprovarci che so, con le balene! 

 

Cosa non ti è chiaro dell'espressione "secondo dopoguerra"?

Quanto all'etica, io preferisco parlare di rapporto causa effetto, perchè non mi voglio occupare di giudizi di valore, però spero di aver chiarito: se una persona sposa l'etica del "vae victis", deve accettarne le conseguenze, anche quando la guerra la perde.

Il guerriero giapponese non ha pietà, ma neanche la chiede... e il buonismo è lusso che non si concede...

Infatti, se vogliamo, ben consapevoli della propria storia, i giapponesi non mi risulta che si lamentino o si lagnino...

 

Di solito le critiche provengono da coloro che, del conflitto del Pacifico conoscono solo Pearl Harbour e i bombardamenti nucleari, come se si trattasse di due picchi solitari di conoscenza, su un abisso di nulla.

Il Giappone aveva coltivato per decenni l'arte della guerra di aggressione e mai neppure dichiarata.

Paradossalmente l'unica guerra dichiarata fu forse proprio quella agli USA...

 

La tragedia dell'Estremo Oriente inizia prima e finisce anche molto dopo il dicembre 1941, tanto che il Mar Giallo, ancora oggi, rimane una delle aree più calde del pianeta e in questo contesto gli USA avevano bisogno sia di salvare il Tenno che di tenere buona l'opinione pubblica nazionale e locale.

Non per nulla... Mc Arthur era di stanza nelle Filippine quando i giapponesi lo costrinsero alla fuga, con tutta la sua famiglia, a bordo di una motosilurante...

Molti dei suoi uomini, che si erano arresi e non erano riusciti a fuggire, morirono di stenti, di dissenteria o malmenati o... decapitati durante la "Marcia della Morte" di Baatan...

Dov'era l'etica, allora? E dov'era l'alto onore del Samurai?

 

Dato che tutte le spade del mondo non valgono la vita di un solo innocente... una volta tornato in Giappone... nel secondo dopoguerra... nessuno si aspettava che Mc Arthur distribuisse caramelle... men che mai i giapponesi.

Uno dei motivi, infatti, per cui nel vocabolario del giapponese non esisteva la parola "resa" era il fatto che ci si aspettava comunque di essere massacrati, sottomessi, schiavizzati... Era dunque meglio morire con le armi in mano, che in ginocchio.

Alcuni soldati nipponici non avevano benchè minima idea che passare a fil di spada i prigionieri non fosse accettabile, nè normale.

Rispondevano ad un'altra etica e ad altri codici morali, religiosi, sociali, per questo ritengo che parlare di etica non ha senso.

 

Mc Arthur volle che nel Tribunale Internazionale per l'Estremo Oriente ci fosse anche un giudice filippino e scelse tutti i giudici, personalmente... ma lavorò duramente per salvare Hirohito e la sua famiglia.

 

Quando alcuni anni fa il Giappone propose di estendere alle ultime lettere dei piloti suicidi la definizione di "Patrimonio dell'umanità" dell'Unesco... Corea e Cina si opposero strenuamente.

E avevano ii loro motivi, da conoscere e tenere presenti, prima di ogni commento, se vogliamo davvero "rimettere in ordine quello che accadde"...

Sono motivi che rispondono ad un'etica... comprensibile, quando non addirittura condivisibile, se proprio vogliamo parlare di etica...

 

So che le teste mozzate non fanno male, quando sono quelle degli altri... (e pure questa è un'etica, mi dirai...) e so pure che la mannaia non è più crudele, nè più buona della mano che la brandisce, ma quando si creano dei simboli di grande effetto, si deve pure prevedere che i simboli diventino bersagli.

 

Fermo restando che invidio la tua capacità di sapere e di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, a settanta anni e novemila chilometri di distanza....

 

Anche il discorso sulle civiltà precolombiane... va molto contestualizzato.

Sacrosanto il discorso per quanto riguarda i pellirossa, ma, ad esempio, nell'affrontare Atzechi ed Inca gli spagnoli trovarono l'appoggio e l'alleanza di tantissime etnie locali, stanche di essere sfruttate e di fornire alle popolazioni dominanti carne da macello per i loro sacrifici umani...






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