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    • INDICE delle KANTEI SERIES by Markus Sesko https://markussesko.com/kantei/ e tradotte da alcuni membri del forum I.N.T.K.     KANTEI – introduzione KANTEI 1 – SUGATA #1 (Tsukurikomi, nagasa e sori) KANTEI 1 – SUGATA #2 (Mihaba, funbari, kissaki, shinogi, shinogi ji, mune, kasane e niku) KANTEI 1 - SUGATA #3 (Hi ed horimono) KANTEI 1 – SUGATA #4 (Horimono) KANTEI 1 – SUGATA #5 (Sugata lame lunghe parte 1) KANTEI 1 – SUGATA #6 (Sugata lame lunghe parte 2) KANTEI 1 – SUGATA #7 (Sugata tantō) KANTEI 1 – SUGATA #8 (Sugata wakizashi) KANTEI 2 - JIGANE & JIHADA #1 (Jigane) KANTEI 2 - JIGANE & JIHADA #2 (Jihada) KANTEI 2 – JIGANE & JIHADA #3 (Utsuri) KANTEI 3 - HAMON & BOSHI #1 (Nie, nioi e hataraki nello hamon) KANTEI 3 – HAMON & BOSHI #2 (Le differenti forme di hamon) KANTEI 3 – HAMON & BŌSHI #3 (Le differenti forme di bōshi) KANTEI 4 – PREFAZIONE KANTEI 4 – YAMASHIRO #1 – SCUOLA SANJŌ (三条) 1 - Munechika (宗近) KANTEI 4 – YAMASHIRO #2 – SCUOLA SANJŌ (三条) 2 - Yoshiie (吉家) KANTEI 4 – YAMASHIRO #3 – SCUOLA SANJŌ (三条) 3 - Chikamura (近村) KANTEI 4 – YAMASHIRO #4 – SCUOLA GOJŌ (五条) KANTEI 4 – YAMASHIRO #5 – SCUOLA AYANOKŌJI (綾小路) KANTEI 4 – YAMASHIRO #6 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 1 - Kunitomo (国友) KANTEI 4 – YAMASHIRO #7 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 2 - Hisakuni (久国) KANTEI 4 – YAMASHIRO #8 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 3 - Kuniyasu, Kunikiyo, Arikuni KANTEI 4 – YAMASHIRO #9 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 4 - Kunitsuna (国綱) KANTEI 4 – YAMASHIRO #10 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 5 - Norikuni (則国) KANTEI 4 – YAMASHIRO #11 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 6 - Kuniyoshi (国吉) KANTEI 4 – YAMASHIRO #12 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 7 - Yoshimitsu (吉光)KANTEI 4 – YAMASHIRO #13 – SCUOLA AWATAGUCHI (粟田口) 8 - Kunimitsu, Kagehisa KANTEI 4 – YAMASHIRO #14 – SCUOLA ABURANOKŌJI (油小路) KANTEI 4 – YAMASHIRO #15 – SCUOLA RAI (来) 1 - Kuniyoshi, Kuniyuki KANTEI 4 – YAMASHIRO #16 – SCUOLA RAI (来) 2 - Kunitoshi KANTEI 4 – YAMASHIRO #17 – SCUOLA RAI (来) 3 - Rai Kunitoshi KANTEI 4 – YAMASHIRO #18 – Scuola Rai (来) 4 - Rai Kunimitsu KANTEI 4 – YAMASHIRO #19 – Scuola Rai (来) 5 - Rai Kunitsugu KANTEI 4 – YAMASHIRO #20 – Scuola Rai (来) 6 part.1 - Kunizane (国真) KANTEI 4 – YAMASHIRO #20 – Scuola Rai (来) 6 part.2 - Rai Tomokuni, Rai Kunimune
    • Grazie a te, beta, per lo spirito e l’inesauribile energia nello scandagliare gli aspetti meno omote di questo sodalizio. In questo periodo vivo in venti di tempesta e sono impegnato a regolare vele, scotte e drizze. So che puoi capirmi. Anche se non sono lesto nel rispondere, ho sempre orecchie e occhi per cogliere i tuoi stimoli. Arrivano sempre a segno.
    • .. nel citare, come sopra riportato, che «taluni manufatti dell'ingegno e dell'impegno, in diversi ambiti, ci insegnano quanto sia importante imparare a guardare e quanto sia difficile imparare a eseguire.» hai sottolineato forse l'aspetto più importante. (al pari del contesto..)  Ti ringrazio.. era proprio quello che speravo germogliasse..   A questo punto, tralasciando ogni forma di etichetta che non mi appartiene, e mettendomi a nudo, come faccio ogni volta che condivido "qualcosa" per me viscerale, sentita, e intima, riposto l'iniziale ringraziamento per quello che fai per noi e per l'Associazione.....  in questo connubio di spada e viola, dedicato a GianLuca, che delle sue ancestrali passioni ne fa tesoro e ne condivide l’essenza, senza bramosia alcuna. Grazie Presidente, per la dedizione e per la pax.ienza.   .. c'è un atto di amore quando per la prima volta accarezziamo la mano del nostro pargolo, al pari di quando stringiamo la mano di una persona a noi cara. Il bello sta nel non limitarsi solo a quel gesto.
    • Ciao beta, anche se adesso l’hai tolta ti ringrazio comunque per la “dedica” ! Condivido quanto scritto nel testo. Vorrei aggiungere che l’imprescindibile destinazione d’uso di questi oggetti implica, storicamente, uno sforzo conoscitivo ben diverso rispetto a quello riferito ad altri “collectibles”. Provo a spiegarmi meglio. Armi e strumenti musicali sono probabilmente l’accoppiata più antica destinata ad abbellire le magioni dei più abbienti. Vanno assieme perché, tradizionalmente, il percorso educativo dei privilegiati prevedeva sia l’uso delle armi che la pratica musicale (da notare che anche al Museo Stibbert esiste una piccola raccolta di strumenti musicali) ed il percorso durava anni. Occorre dunque tener presente che tutte quelle lame (e/o fucili) e i violini (e/ o chitarre) appesi al muro, al di la del valore estetico e storico, potevano essere anche maneggiati o suonati con grande perizia dai loro possessori. Indipendentemente dal fatto che poi la “pratica” rimanesse circoscritta alle mura di casa oppure no. Tra questi personaggi storici c’è chi non ha mai fatto neanche un duello, pur essendo un maestro del maneggio, e chi non ha mai fatto un vero concerto, pur suonando come un professionista. Quindi l’inquadramento “storico-pratico” ha relativa importanza mentre resta fondamentale la formazione individuale. Questo per dire che il moderno collezionista di strumenti, che non sa trarne neppure una nota, ed il collezionista di spade, che non sa neanche come si impugnano correttamente, si perde inevitabilmente una grossa fetta del mondo in cui si è immerso. L’associazione giapponese del kendo ha, a suo tempo, creato uno stile di iaido proprio perché appariva paradossale che un praticante “di spada” non avesse idea di come si impugna una vera spada (dal momento che lo shinai, tutto sommato, è più simile ad un bastone). Quando ho tenuto in mano la prima volta una Nihonto, nel dojo, mi tremavano le ginocchia. Mi tremavano le ginocchia anche quando ho tenuto in mano un Guarneri del Gesù, in una bottega di liuteria in Firenze. Rimasi in attesa tutto il giorno, finché non arrivò il proprietario; dato che lo strumento era valutato 8 milioni di euro, non dava mai un appuntamento preciso per evitare furti lungo la strada. Poi, col tempo, ho studiato, praticato e preso confidenza con le cose. Non considerando più questi oggetti solo come pezzi da appendere ad una parete o da apprezzare ogni tanto con mano malsicura. Così, adesso, sono in grado di impugnare una lama di Tomonari e sentirla immediatamente parte di me, “sentirla” senza turbamento. Come pure posso “rigettare” una lama di Sanemori perché sbilanciata. A dispetto del suo status di Juyo. E ho potuto strimpellare vari strumenti preziosi del ‘700, godendo unicamente del piacere di farlo (senza alcuna altra pretesa). Forse, per chi si limita a conservare questi oggetti in una teca, traendoli qualche volta come fossero reliquie, si tratta di un aspetto di difficile applicazione, arduo da comprendere.  In effetti, è proprio così. Nihonto e strumenti musicali inducono (e, necessariamente, prevederebbero) un proficuo allargamento degli orizzonti personali. Peccato non approfittarne.  
    • ________________________________________________________________________ ___                                                   Masamune, comunemente noto come Gorō Nyūdō, era un fabbro della provincia di Sagami (l'attuale prefettura di Kanagawa) attivo alla fine del periodo Kamakura (1185-1333). Ben noto come abile artigiano, si pensa che sia stato il figlio reale o adottato di Tōsaburō Yukimitsu. Sebbene questa lama sia piuttosto stretta in larghezza, la qualità fine della finitura e lo scintillio delle particelle fini (Ji nie) sono ineguagliabili. Il codolo originale è stato ridotto, accorciando la lunghezza; ma l'incisione, che include una lettera sanscrita, rimane intatta. Si chiama Kanze Masamune perché originariamente era in possesso dei Kanze, una famiglia di spicco attiva nel mondo del teatro Noh. Tuttavia, secondo il Manuale delle opere famose di Kyōhō (J. Kyôhô meibutsuchô), un manuale di spada del periodo Edo (1615-1868), Tokugawa Ieyasu (1542-1616) la prese dalla famiglia Kanze per darla a suo figlio Hidetada (1578-1632). Passò quindi per mano di alcuni servitori ("gente di lato? saburai?") della famiglia Tokugawa. Dopo la Restaurazione Meiji (1868), la famiglia Tokugawa lo presentò alla famiglia Arisugawa-no-miya e fu tramandata all'interno della casa dei loro successori, il Takamatsu-no-miya. Attualmente custodita nel Tokyo National Museum. Questo strumento di Guarneri del Jesu ha guadagnato il suo nome dopo essere stato di proprietà del violinista belga del XIX secolo Henri Vieuxtemps. Lo strumento è stato successivamente utilizzato da Yehudi Menuhin, Itzhak Perlman e Pinchas Zukerman. E' diventato il violino più costoso del mondo, venduto per circa ... una cifra ragguardevole. Il suo nuovo proprietario ha donato anonimamente lo strumento storico alla violinista Anne Akiko Meyers.. in prestito per il resto della sua vita. Due lame .. ops .. due violini     Vabbé, due..in un unico destino.   In ordine di apparizione: National treasure By Soushū Masamune e The Vieuxtemps   (non so cosa apparirà nei vs.lefoni,tablet,monitor.. ma v'assicuro che son centrati ed affiancati.))
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